
Appena terminato. Sublime Stendhal. Aveva ragione Calvino nel definire la duchessa Sanseverina come “il più grande personaggio femminile della letteratura italiana”. Qui il “romanzo sociale” rompe ogni categoria di genere, e in pieno 2025 ci parla ancora di mondanità e innocenza, di sacralità e follia, in una perenne tensione che non si risolve nel tempo. Perfino nella rinuncia e nella solitudine, tutti i personaggi di Stendhal trovano riscatto catartico, e nella prigionia e nella morte permangono tracce di affascinante seduzione, di perenne fascinazione, esaltate paradossalmente dal sacrificio e dall’umiliazione. Non a caso Fabrizio Del Dongo troverà nel carcere la sua reale passione amorosa che lo porterà al delirio della predica visionaria quale canto, e la marchesa il suo happy few proprio nell’abbandono della corte del principe a seguito del conte Mosca.
