In questo porco mondo: “epochè dell’età contemporanea“

Sotto al bancone del bar una mamma strattona il marmocchio che piange e urla. Il cono gelato è a terra. Un cane bassotto lecca il gelato mentre la mamma occhialuta ripete ossessivamente hai visto hai visto hai visto in direzione zona industriale di Siracusa. Il barman che assomiglia a Raf Luca accorre con secchiello e straccio. Dintorno la cornice del mare di luglio. Sembra un quadro animato faccio a Claudia telepaticamente. La piazzetta fuori sembra fuoriuscita da un racconto d’un Guareschi recitato da Tuccio Musumeci per una comitiva di turisti non vedenti. Ci sta il venditore di collane, quello dei giocattoli e dei palloncini, ci stanno i vecchi a non fare un cazzo, le mamme in sandali che sculettano pure quando devono rincorrere i pargoli, ci sta l’ape con i gelati che fa ancora il torrone con i frutti canditi. La chiesetta sta alla sinistra col suo sagrato a ricordarci le utopie fallite di De Chirico, due ragazzi in bici impennano e io ansimo fra la calura e la tachicardia. Ogni mio movimento è uno scempio interiore mentre un tempo ero in grado di stare per ore a palleggiare fra le rocce roventi. Mi muovo come un vecchio nonno messo male, anche se sono forse l’unico a mirare l’ordito delle volute degli uccelli sulle ultime e ostinate rifrazioni dei raggi solari. Penso alla mafaldina calda con la mortadella e la sento scrocchiare nel palato di antichi muratori col cappello fatto con la carta del quotidiano. Questa non è estate, questa è un’agonia. Lontano, ad altre latitudini la foresta è disboscata. Nessuna amazzone corre più sul limitare del ruscello azzurro. Un vecchio nel rientrare a casa per la cena, discosta un po’ l’anca per un ultimo peto.

Pubblicato da Francesco Cusa

Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.

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