
Leggo di soloni che discettano di religioni e spiritualità… Come faranno a interpretare e a decifrare, chessó, le simbologie di Saunier sul mito edenico senza conoscere reti neurali e PlayStation 5? Che razza di conoscenza può mai darsi nell’ancoraggio di una fissità che non preveda una tradizione in movimento? Da quale pulpito si ergono questi novelli Torquemada a lanciare anatemi e su che basi si pongono a sentenziare, quando non sono in grado di avere un dialogo decoroso con i ragazzi delle nuove generazioni? Sempre ad ammonire, a relegare entro ambiti chiesastici la naturalezza del campare, sempre a giudicare e a riferirsi a tradizioni che sono alloro volta figlie di portati pre diluviani… Quanta arroganza in questi preti non officianti, quanta foga antropocentrica, conato patetico di chi poi in punto di morte si ritroverà a imprecare contro un’ontologia monca. Costoro sono ancora peggiori degli scientisti d’accatto,
dei latori di un materialismo zombie che si nutre dei cadaveri del positivismo, pagliacci travestiti da cinici che se la fanno addosso di fronte a una gonna satanica. Entrambi sono il cascame del disagio, della cronica incapacità ad adattarsi alle meraviglie del divenire. Saranno dannati nel loro personale inferno dantesco: dannati dai limiti del loro stesso immaginario. Bestie.




