Pensavo

Suonano le campane a morto
nel piccolo borgo di mare
mentre l’estate va avanti
e noncuranti corrono gli sbuffi
di cirri a screziare l’azzurro.

[Pensavo all’importanza di ogni piccolo
gesto
pensavo a come ogni nostra scelta
possa produrre conseguenze anche letali
pensavo che occorre maneggiare la vita
con la cura dell’artificiere che disinnesca
l’ordigno].

Pensavo.

Adesso che è scesa la notte
e che il bagno di luna rende preziosi
anche l’orrore e i ghigni contorti
dei pazzi, osservo la luce distante
di una casa mai vista
che mostra l’abisso concreto
d’una cucina infestata d’agosto.

(Stazzo 5-8-2025)

#poesie #francescocusa

Pubblicato da Francesco Cusa

Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.

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