
Chiudere gli occhi e osservare. Luminescenze tremolanti. Poi una spirale di verde che ruota verso un interno non esplicabile. La purezza della clorofilla brucia come fuoco le pareti vestibolari per esplodere in un trionfo di saette gialle, di fotoni-girini che vanno a fecondare una maestosa ghirlanda viola che si fa Purgatorio dentro al Purgatorio. L’espiazione ritorna pungente a farsi firmamento di asterischi blu cobalto, che come coriandoli piovono da sideralità non contemplabili eppur contigue, immanenti e tangibili. Sprofondare nella cosmicità interiore, abitarla, averla a portata di mano, eppure così paurosi di ferire la crosta dell’esistenza… essere al contempo ogni cosa e la negazione di ogni calco. Essere pura traccia di sensorialità.
