Francesco Cusa “Naked Performers”: a 25 anni dalla creazione del metodo di conduction, uno sguardo sulla varietà della discografia e delle performance

In un’epoca affetta da presentismo, scarsamente attenta alle cronologie degli avvenimenti artistici del recente passato, è di norma considerare originali accadimenti artistici che sono, semmai, figli e prodotti delle ricerche operate da altri musicisti in passato. Ero su un intercity Catania-Bologna, sul finire degli anni Novanta, quando mi decisi di riportare su un taccuino tutte le mie idee sulla conduction. Nacque così “Naked Performers”, opera meditata dopo le esperienze maturate negli anni con Butch Morris e Domenico Caliri. Cosicché presi ad elaborare i concetti di base del metodo, che sono fondamentalmente questi: 1. Tradurre la musica in gesto corporeo e il gesto corporeo in movimento sonoro. Questo il senso intimo di tutto il processo. 2. Naked Performers è una metodologia incentrata sui concetti di: corpo, ritmo e suono. 3. Ogni simbolo può essere letto e interpretato in chiave gestuale o sonora. 4. Ogni accadimento sonoro di tipo tonale o armonico è da considerarsi accidentale. 5. Ogni accadimento corporeo di tipo coreografico è da considerarsi accidentale.

(Il metodo è scaricabile gratuitamente qui: https://books.apple.com/us/book/naked-performers/id910169093. Qui potete trovare molti simboli funzionali all’applicazione del metodo: http://www.francescocusa.it/nakedsymbols.php).

Il risultato non è, quindi, esattamente definibile come il prodotto di una improvvisazione collettiva più o meno diretta; siamo invece di fronte alla realizzazione di una composizione istantanea a più mani, di uno strumento espressivo che si annuncia come codice e corollario e non come fulcro e focus del controllo e della direzione dell’improvvisazione.

Per far comprendere meglio le varie applicazioni di “Naked Performers”, ecco tutta una serie di video.

Nel 2013 mi venne commissionato dal compositore Claudio Rastelli un laboratorio di improvvisazione musicale in collaborazione con l’Istituto Superiore d’Arte A. Venturi di Modena. Lo spettacolo si è svolto nel marzo 2013 presso il Teatro delle Passioni di Modena. Si trattava di far coesistere un quintetto di musica contemporanea composto da musicisti affermati e un gruppo di ragazzi del liceo privi di alcuna formazione musicale di base.

Un altro esempio qui alla Biennale di Venezia grazie all’invito di Giovanni Mancuso.

Sempre a Modena presso i Musei Civici, pensai all’uso di grafie istantanee, del resto precedentemente usate in altri contesti. La rassegna di chiamava “Suoni, simboli, gesti”, in collaborazione con il Liceo Musicale “Carlo Sigonio” L’evento prendeva spunto dalla mostra “Io sono una poesia”, allestita presso gli spazi espositivi dei Musei Civici: la mostra prendeva in esame il periodo 1962/1972, nel quale le città di Modena e Reggio Emilia appaiono segnate da un ampio fermento creativo: arti visive, teatro, poesia sperimentale, design, architettura, fumetto, animazione e, naturalmente, musica. A me venne affidata la direzione e la conduzione dell’evento, prendendo spunto da alcuni “totem musicali” di quegli anni (dai Nomadi a Carosello, dall’Equipe 84 alla “musica contemporanea”).

Ma le possibilità di applicazioni di “Naked Perfomers” sono davvero infinite. Qui a Venezia un workshop per soli danzatori. L’azione scenica, la coreografia diventa suono che colma il silenzio.

Qui alcune performance realizzate a New York con illustri ospiti e il collettivo Improvvisatore Involontario.

Qui a Verona durante la performance di poeti in ottava rima e improvvisazione jazz “Tocatì 2015”. L’ evento era promosso dall’Accademia di Belle Arti di Verona a cura di Francesco Ronzon e Vincenzo Padiglione Lo spettacolo prevedeva un’alternanza tra le improvvisazioni dei poeti in ottava rima e le improvvisazioni Jazz del progetto Naked Musicians.

Qui un omaggio agli Squallor, durante il Jazzit Festival del 2015.

In Slovenia al festival “Sajeta”.

Qui un esempio di applicazione del metodo per un organico di sole voci.

Qui a Padova con un ensemble di musicisti e danzatori.

Questa è solo una breve carrellata dei tanti video che potete trovare su questa playlist: https://www.youtube.com/playlist?list=PLEB52134B67E4D9E0

La discografia di Naked Musicians conta quattro titoli. Tutti reperibili su Bandcamp.

– NAKED MUSICIANS “A sicilian way to cooking mind”IMPROVVISATOREINVOLONTARIO I.I .0004 (2006): https://francescocusa.bandcamp.com/album/francesco-cusa-naked-musicians-a-sicilian-way-of-cooking-mind-music-for-24-musicians

– NAKED MUSICIANS “Emiliano Culastrisce” IMPROVVISATOREINVOLONTARIO I.I .0014 (2009): https://francescocusa.bandcamp.com/album/francesco-cusa-naked-musicians-emiliano-culastrisce

– FRANCESCO CUSA “VOCAL NAKED” – “Flowers in the garbage” – IMPROVVISATORE INVOLONTARIO (2013): https://francescocusa.bandcamp.com/album/francesco-cusa-vocal-naked-musicians-flowers-in-the-garbage

– FRANCESCO CUSA “NAKED MUSICIANS” – “Another way for meditation” IMPROVVISATORE INVOLONTARIO (2024): https://francescocusa.bandcamp.com/album/francesco-cusa-naked-musicians-another-way-for-meditation-improvvisatore-involontario-064-2024

Qui alcuni ascolti su youtube.

Naked Performers: a 25 anni dalla creazione del metodo di conduction, Francesco Cusa offre una riflessione retrospettiva e prospettica sul proprio percorso artistico. La conduction diventa qui non soltanto un dispositivo tecnico, ma un vero codice di relazione: un mezzo per armonizzare differenze emotive, stilistiche e culturali all’interno dell’improvvisazione collettiva. La varietà della discografia e delle esperienze performative testimonia la plasticità di un metodo che ha saputo adattarsi a contesti molteplici — dal jazz alla musica contemporanea, dal teatro alla scrittura — mantenendo intatta la sua forza originaria: fare della musica un atto condiviso, imprevedibile e radicalmente libero.

Pubblicato da Francesco Cusa

Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.

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