
Poveracci – Che faccio? Mi iscrivo? Non mi iscrivo?
Jazz Italiano – Iscriviti, iscriviti! Che vuoi rimanere solo?
Oste Jazz – Sono finiti i bei tempi di Chet Baker, eh?
Poveracci – Ok, mi iscrivo!
Jazz Italiano – Bravo, entra nel nostro roster.
Oste Jazz – Tesserina numero? Vieni ben qui. Come ti chiami? Che suoni?
Poveracci – Mi chiamo Poveracci, leader del “Poveracci Jazz Trio”, del “Poveracci Ensemble” e del “Poveracci Combo”.
Oste Jazz – …Un solo gruppo! Un solo gruppo!
Genitore 1 di Poveracci – Ma basta con sto minchia di jazz! Giezz! Giezz! Ora abbiamo u Giezz!
Genitore 2 di Poveracci – Lui è un artista! Lascialo esprimere!
Oste Jazz – Tu insegni?
Poveracci – Sì.
Oste Jazz – E allora che vuoi?
Fotografo Jazz – Mettiti serio.
Poveracci – Così?
Fotografo Jazz – Più serio.
Poveracci – Così?
Fotografo Jazz – Devi sembrare depresso.
Assessore alla Cultura – Noi crediamo molto nel jazz.
Poveracci – Bene.
Critico Jazz – Ho sentito parlare molto bene di te.
Poveracci – Hai ascoltato qualcosa?
Critico Jazz – No.
Segretaria Jazz – Hai pagato la quota?
Poveracci – Sì.
Segretaria Jazz – Quella nuova.
Poveracci – Quale nuova?
Jazz Italiano – Devi fare sistema.
Poveracci – Come si fa?
Jazz Italiano – Boh. Organizzatevi.
Presentatore Jazz – Un applauso a Poveracci!
(Tre persone applaudono.)
Direttore Artistico – Mandami il materiale.
Poveracci – Te l’ho mandato.
Direttore Artistico – Rimandamelo.
Poveracci – Quando?
Ufficio Stampa Jazz – Hai una bella storia?
Poveracci – Ho fatto settantasette dischi.
Ufficio Stampa Jazz – No, intendevo una malattia recente.
Jazz Italiano – L’importante è fare comunità.
Musicista Jazz 1 – Fratello!
Poveracci – Fratello!
Musicista Jazz 1 – Dobbiamo assolutamente fare qualcosa insieme.
Poveracci – Quando?
Musicista Jazz 1 – Ti faccio sapere.
Esperto Jazz – Devi esportare.
Poveracci – Dove?
Esperto Jazz – All’estero.
Poveracci – Ci sono già andato.
Esperto Jazz – Sì, ma adesso devi tornarci.
Influencer Jazz – Hai fatto il reel?
Poveracci – Ho fatto un disco.
(Silenzio.)
Jazz Italiano – Siamo una grande famiglia.
Poveracci – Posso entrare?
Jazz Italiano – Certo.
Poveracci – Dove mi siedo?
Jazz Italiano – A terra.
Poveracci – Vuoi vedere la tessera?
Jazz Italiano – No.
Curatore Jazz – Bellissimo progetto.
Poveracci – Lo programmi?
Curatore Jazz – No, ma è bellissimo.
Commissione Jazz – Hai un concept?
Poveracci – Suonare.
Commissione Jazz – No, un concept.
Poveracci – Ma io vorrei fare concerti.
(Silenzio.)
Jazz Italiano – Sempre con questi concerti…
Oste Jazz – Tu vuoi suonare troppo.
Poveracci – È un problema?
Oste Jazz – Devi desiderare di suonare, non suonare.
Poveracci – E tu hai concerti?
Pianista Jazz – Zero.
Poveracci – E come fai?
Pianista Jazz – Mi lamento.
Jazz Italiano – Bravo! Questo è lo spirito.
Giornalista Jazz – Il jazz è vivo.
Poveracci – Dove?
(Silenzio.)
Oste Jazz – Ragazzo… una volta c’era il jazz.
Poveracci – E adesso?
Oste Jazz – Adesso ci sono i bandi.
Nello stesso momento il pane stava diventando duro. In una stanza senza finestre un uomo piegava con cura un sacchetto di plastica già perfettamente piegato. La polvere continuava a depositarsi con una precisione che nessuna commissione esamina bandi avrebbe mai raggiunto.
