
Eterno divenire del mondo
sterpaglie di luglio e buganvillee rosse,
altri fremiti, altre angosce negli anni futuri.
Chissà chi lascerà uno sguardo distratto negli anni a venire.
Forse nessuno ricorderà
questa geometria di spine,
questo odore di resina,
questo silenzio che invecchia
senza mai diventare antico.
O forse le estati future
saranno di mondi giocosi,
dai cieli inclinati da altre gravità,
fantastici al pensiero dell’oggi,
e qualcuno riderà dell’antica ferocia del nostro tempo,
delle nostre paure,
che saranno fossili del linguaggio,
reliquie di una specie
che misurava il cielo
con il proprio dolore.
FC (Stazzo 10/7/2026)
