“Tutte ste donne non si possono toccare, sono irraggiungibili. Vorrei prenderle per strada. La vita va via. Ho 40 anni. Spegni il cervello. Telefona a una donna”. Sono frasi di Tommaso, prese in sequenza casuale durante la visione dell’omonimo film di Kim Rossi Stuart, a segnare il tono frammentario, contratto, psicotico di quest’opera mal riuscita, nata “storta”. Certamente non giova alla cifra estetica dell’opera l’imbarazzante scimmiottanento del Moretti di “Bianca” da parte di un Rossi Stuart totalmente fuori contesto (in questi panni). Tuttavia, per fortuna, e a dispetto di tante feroci critiche, “Tommaso” è anche molto altro (foss’anche involontariamente).
È un film sull’irraggiungibilità dell’appagamento del desiderio, e sulla naturale devianza che porterà alla “sragione”, ovvero a ciò di cui scrive, o meglio, narra, Foucault: una componente della follia inglobata all’interno della razionalità borghese a partire dall’età classica. In questo senso la figura ridicola e paternale dello pseudo psicologo che invoca ancora il bambino-Tommaso smarrito, da prendere per mano per un improbabile risarcimento, è forse il tentativo riuscito di ridicolizzare la retorica del transfert.
Tommaso è ossessionato dalla donna-bolla, dal culo infinito, dalla replica costante nelle peculiarità dell’imperfezione, dal calco di Dio, dalla distanza che separa ogni essere sensibile, dalle molestie del dettaglio, del difetto fisico, dall’ossessione dei vermi, del corpo, della putrescenza. In altre parole, Tommaso, “ha ragione”: è un folle e come tutti i folli, puzza di santità. Non si sottraggono al desiderio-martirio neanche le donne-manichino, in un ideale plastificato dell’amplesso che rimanda a certi personaggi dei racconti di Claudio Morandini.
Il film è intriso di una ingenua e didascalica narrazione simbolica. Ad esempio, la processionaria colma di vermi sull’albero sembra simboleggiare la placenta che contiene il feto; la madre oscena, la detentrice del trauma che nutre Tommaso di vermi nel sogno reale e materico indica la dannazione della procreazione; la “verace “, la “ciociara” Camilla Diana, l’idealizzazione, in una delirante onirica rappresentazione che la ritrae come la donna in cinta di un quadro rinascimentale.
Lei è l’essere che pare dar pace e luce all’amore amore agognato, bramato, impossibile di Tommaso. Ma anch’essa rivelerà il suo lato spietato, mostrandosi quale semidivinità cannibale e crudele, ennesima punizione inferta dalla Natura allo strampalato soggetto. E così, immerso nell’anacronistico delirio lucido di un’epoca non sua, Tommaso cade dall’albero della Vita e della Morte, scioccamente, come sciocca è la sua vita, nel tentativo maldestro di recidere il bozzolo, la processionaria piena dei vermi della nuova fecondazione (sembra una vergognosa riduzione di una ipotetica novella del Boccaccio). Ciononostante egli riesce a far fuoco, a purificare il frutto marcio, la devianza, ad estirpare ogni male dalla Terra. Tali vicende paiono funzionali al solito trito gioco simbolico del transfert: il padre nel bozzolo, il sé-bambino che scompare nel tunnel, il ritorno allo stato prenatale, la fuoriuscita dalla dimensione del reale nella la spiaggia-limbo che ri-accoglie il Bambino Tommaso ecc.
E qui si spezza l’elemento irrazionale che pur avrebbe concesso a quest’opera imperfetta altre chances: il film ripiega dunque in una chiusura banale, oserei dire sconclusionata. Però occhio a sottovalutare la forza molesta di quest’opera, comunque anomala per la miserabile prospettiva offerta dall’attuale cinema italiano.
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Pubblicato da Francesco Cusa
Batterista, compositore, scrittore, è nato a Catania nel 1966. Intraprende lo studio del pianoforte a quattordici anni, poi passa alla batteria facendo seminari con Ettore Fioravanti, Bruno Biriaco, Roberto Gatto, Massimo Manzi. Si trasferisce a Bologna nel 1989, dove si laurea al Dams nel 1994 con la tesi: “Gli elementi extramusicali nella performance jazzistica”. In quell’humus ha modo di collaborare con artisti provenienti da varie parti d’Italia, come Fabrizio Puglisi, Domenico Caliri, Paolo Fresu ecc. In quegli anni fonda il collettivo bolognese “Bassesfere”, assieme ad altri esponenti della musica jazz e di ricerca di quegli anni. Il suo percorso artistico lo porterà a suonare negli anni in Francia, Romania, Croazia, Slovenia, Bosnia/Erzegovina, Serbia, Olanda, Germania, Svizzera, Austria, Ungheria, Norvegia, Spagna, Belgio, Danimarca, Polonia, Usa, Cina, Giappone, Etiopia, Turchia. Successivamente fonda assieme a Paolo Sorge e Carlo Natoli il progetto artistico "Improvvisatore Involontario”, che diventerà una delle label più influenti nel panorama italiano del jazz di ricerca. Da sempre interessato all’interdisciplinarità artistica, è anche scrittore di racconti, romanzi e poesie e ha pubblicato diversi articoli di musicologa e di critica cinematografica presso molte riviste specializzate. Nel corso della sua carriera ha realizzato numerosi lavori di creazione e sonorizzazione di musiche per film, teatrali, letterari, di danza e arti visive, collaborando con noti ballerini, poeti e visual performers.
Attualmente è leader dell’FCT TRIO con Tonino Miano e Riccardo Grosso, del FRANCESCO CUSA & THE ASSASSINS con Domenico Caliri, Giovanni Benvenuti, Ferdinando Romano, dell’ensemble: "NAKED MUSICIANS”, del progetto di sonorizzazione di film d'epoca “SOLOMOVIE”, dello spettacolo “DRUMS & BOOKS”, co-leader dei THE LENOX BROTHERS (Cusa/Mimmo/Martino) di FRANCESCO CUSA E GIORGIA SANTORO “The black shoes”, e dello spettacolo musical-teatrale “MOLESTA CRUDELTÀ”. in trio batteria e voce insieme alle attrici Alice Ferlito e Laura Giordani. Il suo Naked Musicians" è un metodo di conduction musicale che è stato realizzato in varie parti del mondo e da cui è stato tratto anche un libro di teoria musicale sulla “conduction”, chiamato, appunto “Naked Performers”. Ha eseguito musiche di Yotam Haber, Emilio Galante, Cristina Zavalloni, Magma, Alfredo Impullitti, Domenico Caliri, Tim Berne e molti altri.
Insegna batteria jazz al conservatorio di Messina, dopo molti anni di insegnamento presso i conservatori di Benevento, Monopoli, Frosinone, Lecce, Reggio Calabria.
Da alcuni anni alterna la professione del musicista a quella dello scrittore di racconti, romanzi aforismi e poesie - ha scritto due romanzi - "2056" per Ensemble Edizioni (2025) e “Vic” Algra Editore (2021) , due raccolte di racconti- “Novelle Crudeli”, “Racconti Molesti” editi da Eris Edizioni -, due saggi - “Il Surrealismo della Pianta Grassa” edito da Algra Editore (2019), - L’orlo sbavato della perfezione- Algra Editore - (2024) -, cinque raccolte poetiche - “Canti Strozzati” edito da “L’Erudita/Giulio Perrone Editore”, “Stimmate” edito da Algra Editore, “Nei Dintorni Della Civiltà” edito da “Di Felice Editore” (2020), “Il Mondo chiuso” - edito da “Robin Edizioni” (2021) Il giusto premio - Robin Edizioni (2024)-, due raccolte di aforismi “Ridetti e Ricontraddetti” e ”Amare, Dolci Pillole" editi da “Carthago” e “Fotocopie”- e di critico cinematografico per la rivista “Lapis”. Collabora dal settembre 2013 con la rivista "Cultura Commestibile", con scritti di cinema e curando la rubrica "Il Cattivissimo”, dall'agosto 2018 con il giornale on line "Sicilia Report" curando la rubrica "Lo Stiletto”. La sua voce è presente nel "Dizionario del Jazz Italiano" a cura di Flavio Caprera.
Di recente è stato vincitore al festival internazionale del libro e della cultura “Etnabook” (2021) con due poesie: “Armenti” e “Ottobre Vuoto”, rispettivamente al primo e secondo posto.
Collaborazioni:
Paolo Fresu, Tino Tracanna, Attilio Zanchi, Marco Micheli, Bruno Tommaso, Larry Smith, Walter Schmocker, Lauro Rossi, Gianni Gebbia, Fabrizio Puglisi, Stefano De Bonis, Guglielmo Pagnozzi, Domenico Caliri, Luigi Mosso, Edoardo Marraffa, Cristina Zavalloni, Lelio Giannetto, Alberto Capelli, Riccardo Pittau, Mirko Sabatini, Jay Rodriguez, Butch Morris, [1], Michel Godard, Kenny Wheeler, Garbis Dedeian, Steve Lacy, Tim Berne, Stefano D’Anna, Pietro Ciancaglini, Paolino Dalla Porta, Roy Paci, Elliott_Sharp, Saadet Türköz[2], Andy Sheppard, Michael Riessler, Yves Robert, Giorgio Conte, Fred Giuliani, Zu, Mohammed El Bawi, E. Glerum, Assif Tsahar, Natalia M.King, Lionel Rolland , Dj.Pushy, Christophe_Monniot, Tanja Feichtmair, Manu_Codjia, Emil Spany, Arrington_de_Dionyso, Gianluca Petrella, Claudio Lugo, Marco Cappelli, Jean Marc Monteral, Ab_Baars, Ig_Henneman, Danilo Gallo, Beppe Scardino, Francesco Bigoni, Stefano Senni, Piero Bittolo Bon, i Robotobibok, Giovanni Falzone, Tito Magialajo, Enrico Terragnoli, Carlos Zingaro, John_Tilbury, Gianni Lenoci, Billy Bang, Antono Borghini, Pasquale Mirra, Francesco Bearzatti, Amy Denio, Vincenzo Vasi, Mike Cooper, Giorgio Pacorig, Paolo Sorge, Pasquale Innarella, Tony Cattano, Silvia Bolognesi, Leila Adu, Marta Raviglia, Henry Cook, Giacomo Ancillotto, Roberto Raciti, Federico Squassabia, Gaia Mattiuzzi, Dean Bowman, Don_Byron, Peter_van_Bergen, Jan Willem Van Der Ham, Ernst-Ludwig_Petrowsky, Michael Occhipinti, Giovanni Mayer, Eyal Mayoz, Jim Pugliese, Nicole Federici, Mauro Pagani,Ron_Anderson, Francesco Cafiso, Dan Kinzelman, Emilio Galante, Simone Zanchini, Lisa Mezzacappa, [3], Gabriele Mirabassi, Tellef Øgrim, Trewor Brown, Alessandro Vicard, Michael Fisher, Heinrich von Calnein, Oscar Noriega, Peter_Zummo, Greg_Burk, Antonello Salis, Carlo Atti, Tom_Arthurs, Daniele Del Monaco, Yotam_Haber, Raiz (Almamegretta), Gabriele Coen, Luca Aquino, Francesco Ponticelli, Valeria Sturba, Jean-Francois Pauvros, Samuel Cromwell, Claudio Cojaniz, Alex Turchetti, Aldo Giosué, Giorgia Santoro, Alex Meguire, Sarah Gail Brand le i danzatori e coreografi Roberto Zappalà Cinzia Scordia, Melaku Belay, Jennifer Cabrera, e Florence La Porte, gli artisti visivi Fred Gautnier, Cane Capovolto, "Gli Impresari", the gli scrittori Wu Ming, Andrea Inglese, Stefano Zenni, Federico Fini.
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