Téchne, intelligenza artificiale e metamorfosi del Sapiens (Contra Carbonem).

Tutte le questioni che oggi discutiamo intorno all’intelligenza artificiale, alla percezione, all’arte e alla tecnica appartengono forse a un unico, gigantesco rivolgimento nella breve storia conosciuta di Homo sapiens.La difficoltà consiste nel fatto che continuiamo a osservare ciò che sta accadendo servendoci delle categorie prodotte dal mondo che sta scomparendo. Uomo e macchina, naturale eContinua a leggere “Téchne, intelligenza artificiale e metamorfosi del Sapiens (Contra Carbonem).”

Preghiera alla Luna

Mia cara lo so che questo luccicareArgento e incanto spande sulla pellePerò concedi a me di protestarePer quanto tuo lucòr toglie alle stelle. Nascondi quasi tutto il firmamentoPer farti bellamente contemplareDi ciò non troppo mi lamentoMa pare te la voglia un po’ tirare. Potresti trasformare gentilmenteI tuoi raggi in portentoso unguentoIn modo da poter chiContinua a leggere “Preghiera alla Luna”

Carrère e Pirandello: baffi e naso.

Finito e fortemente consigliato. Il protagonista, Marc, si taglia i baffi per scherzo e scopre che la moglie Agnès sostiene che non li abbia mai avuti. Da quel momento comincia la progressiva demolizione di ogni certezza: anche gli amici sembrano confermare la versione della moglie; fotografie e ricordi diventano inaffidabili; persino elementi della sua biografiaContinua a leggere “Carrère e Pirandello: baffi e naso.”

Un giullare senza corte

Ieri, parlando con Claudia, mi è venuta un’intuizione che forse descrive meglio di molte altre la mia posizione nel mondo: io sono un giullare senza corte. Il giullare, infatti, non è una figura autonoma. Esiste soltanto all’interno di un preciso ordine simbolico. Esiste un re, esiste una corte, esiste un codice condiviso che autorizza laContinua a leggere “Un giullare senza corte”

Sogno del 29-7-2026: La Guerra Simulata

Ormai devo premettere sempre la stessa cosa. Il mio rapporto con il sogno ha assunto una consistenza che, per intensità e ricchezza di particolari, supera spesso quella della vita di veglia. Ogni notte abito realtà perfettamente coerenti, popolate da persone, città, lingue, architetture e vicende di una complessità tale che, una volta sveglio, riesco aContinua a leggere “Sogno del 29-7-2026: La Guerra Simulata”

Essere ritratti da Pippo Madè

Essere ritratti da Pippo Madè significa entrare dentro una dimensione altra, solo apparentemente figurativa. La sua pittura non rappresenta il reale: lo trasfigura. Ogni elemento dialoga con gli altri attraverso rimandi simbolici, ironici e mitologici; il tempo storico convive con quello archetipico, il quotidiano con il fantastico. Lo spettatore è invitato ad andare oltre laContinua a leggere “Essere ritratti da Pippo Madè”

Monreale rende omaggio a Francesco Cusa: Accademico Honoris Causa, riconoscimento della Città e ritratto di Pippo Madè. Le preziose parole di Tommaso Romano

Ci sono giornate che non rappresentano un punto di arrivo, ma un incoraggiamento a proseguire il cammino. Quella vissuta ieri a Monreale resterà certamente una delle più significative della mia vita. Un premio ai miei sessant’anni e ai miei quaranta di carriera. Ho avuto il privilegio di ricevere il diploma di Accademico Honoris Causa dell’AccademiaContinua a leggere “Monreale rende omaggio a Francesco Cusa: Accademico Honoris Causa, riconoscimento della Città e ritratto di Pippo Madè. Le preziose parole di Tommaso Romano”

I miei primi sessant’anni

Ieri sul finire della serata e nell’indifferenza più totale si è svolta una sgangherata festicciuola celebrante l’ingresso nella terza età e il fallimento assoluto della carriera musicale e letteraria del sottoscritto. I locali erano quelli rinomati della superba pizzeria Dietro Le Mura Pizzeria Aci Castello del mitico Salvo Curcuruto, appositamente allestiti per ospitare questo eventoContinua a leggere “I miei primi sessant’anni”

Carme XI: Eterno divenire del mondo

Eterno divenire del mondosterpaglie di luglio e buganvillee rosse,altri fremiti, altre angosce negli anni futuri.Chissà chi lascerà uno sguardo distratto negli anni a venire. Forse nessuno ricorderàquesta geometria di spine,questo odore di resina,questo silenzio che invecchiasenza mai diventare antico. O forse le estati futuresaranno di mondi giocosi,dai cieli inclinati da altre gravità,fantastici al pensiero dell’oggi,eContinua a leggere “Carme XI: Eterno divenire del mondo”

Sogno dell’8/7/2026: Il tramezzino e la menzogna

Stanotte mi trovo in Spagna. Ne sono assolutamente certo. Sono lì per suonare insieme ad altri musicisti. Ricordo che c’è anche Pittau, mentre gli altri volti sfumano rapidamente al risveglio. Alloggiamo in un albergo di extralusso, immenso, con i soliti corridoi e i meandri che popolano spesso i miei sogni. Dopo un viaggio lunghissimo capiscoContinua a leggere “Sogno dell’8/7/2026: Il tramezzino e la menzogna”

In questo porco mondo: Poveracci e il jazz italiano

Poveracci – Che faccio? Mi iscrivo? Non mi iscrivo?Jazz Italiano – Iscriviti, iscriviti! Che vuoi rimanere solo?Oste Jazz – Sono finiti i bei tempi di Chet Baker, eh?Poveracci – Ok, mi iscrivo!Jazz Italiano – Bravo, entra nel nostro roster.Oste Jazz – Tesserina numero? Vieni ben qui. Come ti chiami? Che suoni?Poveracci – Mi chiamo Poveracci,Continua a leggere “In questo porco mondo: Poveracci e il jazz italiano”

Carme X: La putrescente cagnara umana

Constatai con le viscere quanto potesse essere tossico il fetore della convivenza. Dietro ai sorrisi come lame ricurve si nascondevano la peste dell’amicizia e la saliva fredda del tradimento, mentre vivisezionavo i resti anatomici delle carte da gioco dopo un pomeriggio torrido trascorso nella rimozione di parassiti infestanti. Cacania, ribollente dei miasmi basaltici di unContinua a leggere “Carme X: La putrescente cagnara umana”

Sogno del 5/6/2026: San Pietro Clarenza e l’Elefante

Stanotte ero a San Pietro Clarenza. O meglio: ero nel San Pietro Clarenza del sogno. Quel paese dove sono nato e vissuto esisteva ancora, ma solo come nucleo iniziale di qualcosa di immensamente più grande. Tutto ruotava attorno all’arrivo di una gigantesca scultura in pietra raffigurante un elefante. Il paese si preparava a celebrarne l’inaugurazione.Continua a leggere “Sogno del 5/6/2026: San Pietro Clarenza e l’Elefante”

Sogno del 28-5-2026: ologrammi e lingua armena

Sono sempre in questa sorta di Bologna metafisica.Una Bologna che non è quella reale, ma che nel sogno conosco perfettamente. È quasi sempre notturna, oppure immersa in una specie di crepuscolo permanente. Io lì ho una stanza in affitto.Però vivo altrove, credo in Sicilia, e ogni tanto torno a Bologna. La stanza è dentro unaContinua a leggere “Sogno del 28-5-2026: ologrammi e lingua armena”

Carme IX: Maggio in Fiore

E i profumi inebriano stordiscono le narici afrori campagne irrorate/Piegati come salici i vecchi a seguire i rintocchi delle campane/Resiste ancora il paese abbacinato dalla luce fresca del mattino/In cielo svolazzano rondini fontana d’acqua gocce sul mento/Qualcuno lavora nei giardini si attardano due donne la chiacchera/Nel piccolo santuario addobbato di colori e sinuosità ovunque ilContinua a leggere “Carme IX: Maggio in Fiore”

Cronaca di un fallimento

La cosa che ormai mi fa sorridere è questa: quando dico “signori, io sono un fallito”, scatta immediatamente la consolazione automatica — “ma cosa dici, ma tu sei un grande, sei un artista…”.No.Tecnicamente io non produco quasi nulla che il sistema riconosca come tale. Faccio qualche concerto, qualche evento sporadico. Scrivo libri che leggono inContinua a leggere “Cronaca di un fallimento”

“BOAOTTI”: la “buonanotte” dei catanesi

Il catanese è sempre stato “moderno” in un certo qual modo, da sempre ha fatto del tempo una ragione essenziale, in controtendenza con l’immagine classica di una Sicilia lenta, pigra e oziosa. Egli spesso rinuncia a consonanti superflue e scorcia senza problemi. Ad esempio. Quando si fa tardi e la discussione si prolunga inutilmente, inContinua a leggere ““BOAOTTI”: la “buonanotte” dei catanesi”

ATLANTE INTERIORE: Carme VIII: Museo delle Verità

Entrai in una sala silenziosaDove le idee giacevano come animali imbalsamati. Ogni teca conteneva una promessa, era il marzo con la sua estetica promiscuaA rendere incerto il mio passo di fronte alla redenzione della storia.Una luce fredda cadeva sui relitti dei miei pensieriA dispetto della frizzante calura che pressava dall’esterno sulle pareti fossili. La criptaContinua a leggere “ATLANTE INTERIORE: Carme VIII: Museo delle Verità”

Sogno dell’11-3-2026: la Mente Estesa

Stanotte ho fatto un sogno curioso, che si è innestato perfettamente in una riflessione che facevo poco prima.Sognavo di dover sostenere un esame enorme. Non un esame normale: un esame sulla storia dei sapiens, sulla filosofia, su interi campi del sapere umano. Una prova impossibile, una di quelle che nessun individuo potrebbe davvero preparare.La cosaContinua a leggere “Sogno dell’11-3-2026: la Mente Estesa”

ATLANTE INTERIORE. Carme VII: Ossa e Ideologie

 Pensai in quella sera di fine febbraio che ogni artista è Dio, Uomo, DemoneChe ogni artista è il luogo in cui queste tre maschere si contendono lo stesso voltoFino a consumarlo. Che ogni artista deve contenere la sommatoria di tutte le esperienze umaneE al contempo il vuoto che segue ad ogni respiro, pensai in quella tiepidaContinua a leggere “ATLANTE INTERIORE. Carme VII: Ossa e Ideologie”

Il sogno: Matera metafisica

Ormai io vivo lì. Insegno in conservatorio, in una sorta di Matera che non è Matera, ma che nel sogno è Matera. Insegno in aule quasi sempre crepuscolari, vuote, senza allievi. E io sono lì a fare registri. Sempre registri. Poi, a un certo punto, devo correre. Devo prendere un autobus che mi riporterà —Continua a leggere “Il sogno: Matera metafisica”

“Sant’Agata e l’Elefante”, un racconto di anni fa contenuto nel mio libro “Il Surrealismo della Pianta Grassa”

LINK ACQUISTO: https://www.amazon.it/Novelle-crudeli-Dallorrore-grottesco-quotidiani/dp/8898644035 SANT’AGATA E L’ELEFANTE Festa di Sant’Agata a Catania. Profano e sacro, ovvero ciò che dovrebbe essere la costante cittadina: una Catania perennemente festaiola. Città d’azzardo e d’azzardi. Una Las Vegas millenaria. La soluzione in tre sostanziali punti. 1) Peculiarità tipiche del catanese ottimizzate. 2) Sublimazione dell’effimero. 3) Gioco d’azzardo, cucina, creatività. CheContinua a leggere ““Sant’Agata e l’Elefante”, un racconto di anni fa contenuto nel mio libro “Il Surrealismo della Pianta Grassa””

ATLANTE INTERIORE. Carme VI: “Le Ceneri del Carnevale”

Carnasciale carnevale il ragù fuoriesce dai maccheroni coi cinque buchiPensai ai miei calzoni da piccolo nell’inverno di tanti febbrai faAl gelo delle stanze vuote e scure della casa dei nonniQuando vedevo le teste mozzate dal ghigno scolpitoFar capolino da sotto gli armadi e i lettiRotolando nei corridoi come palle di legnoLe teste dei burattini finitiContinua a leggere “ATLANTE INTERIORE. Carme VI: “Le Ceneri del Carnevale””

Su “Il tornello dei dileggi” di Salvatore Massimo Fazio

Il tornello dei dileggi è un romanzo che nasce da una tensione precisa: quella tra l’osservazione minuta del reale e il bisogno di non lasciarsi risucchiare da esso. Le recensioni che lo hanno accompagnato insistono giustamente su questo punto: un libro corale, frammentato, popolato da figure che sembrano muoversi per attrito più che per volontà,Continua a leggere “Su “Il tornello dei dileggi” di Salvatore Massimo Fazio”

Dall’agenda rossa di Paolo Borsellino: un racconto tratto dal mio libro “Novelle Crudeli”

LINK PER L’ACQUISTO: https://www.amazon.it/Novelle-crudeli-Dallorrore-grottesco-quotidiani/dp/8898644035 Sono al mare con la famiglia. Da lontano i lidi pieni di gente. Spiagge affollate. Cabine a schiera. Fritture nella canicola. Pance. Costumi. Schiamazzi lontani. Le rade folate di scirocco sanno di creme abbronzanti e doposole. Qui, dal mio angolo di spiaggia protetto, vedo questa gente baluginare nella canicola: fantasmi, parvenzeContinua a leggere “Dall’agenda rossa di Paolo Borsellino: un racconto tratto dal mio libro “Novelle Crudeli””

Non sopporto

I posti che mi urtano sono quelli che si chiamano tipo “al buon sapore”, “al buon pane”. Peggio ancora “prodotti locali”. Immagino una vecchia con le unghie nere che impasta la giardiniera con le mani. Sgaso subito appena vedo sti cartelli. Altro termine che mi vede alla larga è “nostrano”. Prodotto nostrano. “Olio di casa”.Continua a leggere “Non sopporto”

ATLANTE INTERIORE: Carme V “Tifone”

Vedesti le giornate trascolorare tra le mura di casa e il giardinoVedesti colli stirarsi e sporgersi fra la folla che evitaviVedesti il tempo frantumarsi sulle scogliere del mare di StazzoVedesti i gatti annusare i colori delle palmeNel perenne gennaioNel gennaio perenneEri la vertigine che declinava alla nausea, l’occhio alle filiere di tralicci al ventoAlla vibrazioneContinua a leggere “ATLANTE INTERIORE: Carme V “Tifone””

In questo porco mondo: Dialogo fra Poveracci e l’Oste Jazz

Poveracci: – Passavo da qui… per il mio quartetto… posso o sta affettando?Oste Jazz: – … chi sei? chi sei?Poveracci: – Poveracci… quello della mail… della telefonata… sono il Poveracci Trio….Oste Jazz – … Rosa! Rosa!… quanti sono a tavola?Poveracci – … posso ripassare se…Oste Jazz: – …Pronto?… Carissimo!… Certo, certo… 24, 25, 26 bloccati!…Continua a leggere “In questo porco mondo: Dialogo fra Poveracci e l’Oste Jazz”

Il mio incontro con Pippo Madè

Ci sono incontri che non aggiungono informazioni, ma ricompongono qualcosa. L’incontro con Pippo Madé è stato questo. Non una scoperta, non un omaggio, ma la conferma silenziosa che un certo modo di stare nell’arte è ancora possibile. La sua casa non dà l’impressione di un luogo dove le opere vengono conservate. È piuttosto uno spazioContinua a leggere “Il mio incontro con Pippo Madè”

Una lettera ricevuta

Fra le tante amarezze vissute, conforta come un fuoco al camino nella notte gelida ricevere una “lettera” del genere. Non ho mai incontrato questa persona. È fra i miei contatti facebook. Mi ha chiesto di rimanere anonimo, nonostante i miei ripetuti tentativi di renderlo visibile per ringraziarlo. Recentemente ho subito una vergognosa maldicenza, di cuiContinua a leggere “Una lettera ricevuta”

ATLANTE INTERIORE Carme I: “La Mappa Difettosa”

Risvegliarsi nel mezzogiorno plumbeoUccelli color caramello e Californie dagli arcobaleni percorribiliLo spazzolino elettrico e il mentolo nella vertigine della disautonomiaTi trascini ancora la speranza del sogno dentro l’occhiaia della progressivaLente, catrame dell’asfalto della periferia di San Diego, facevi rifornimento. C’erano i tuoi compagni di viaggio, musicisti, che fine hanno fatto?L’Etna pare accucciata, l’enorme escrescenza, richiamiContinua a leggere “ATLANTE INTERIORE Carme I: “La Mappa Difettosa””

“L’anniversario di Pasolini, ovvero la sagra del copia-incolla”

Ogni anno, alla stessa ora, lo scempio si ripete. Sfilano le citazioni, i frammenti, le frasi amputate — brandelli di Pasolini usati come santini da chi non ha mai aperto una sua pagina intera. È la nuova forma di idolatria digitale: un copia-incolla dell’indignazione, un culto dell’aforisma senza conoscenza, dove si finge di pensare attraversoContinua a leggere ““L’anniversario di Pasolini, ovvero la sagra del copia-incolla””

Apologia estetico-filosofica di Alan Wake 2

C’è qualcosa di radicalmente disturbante in Alan Wake 2: non è il mostro che balza dall’ombra, non è il jumpscare, ma il senso costante che la realtà non sia più affidabile. Il gioco diventa una meditazione sull’abisso, un esperimento filosofico che usa il linguaggio del videogioco per trasformare il giocatore in viaggiatore dell’ignoto. L’orrore cheContinua a leggere “Apologia estetico-filosofica di Alan Wake 2”

Confessione

Sono stanco.È un monotono susseguirsi di errori.Fraintendimenti.La semantica è un impaccio.Tutto viene distorto.Contorto.Corrotto.Manipolato.Deturpato.Stuprato.Osservo il cielo azzurro di settembreBello. Pare finto.Non so più come fare.Non so più come dire.Non so più cosa pensare.Ogni azione discorsiva, di scrittura, espressiva rimanda al caos infero.Le interpretazioni di ogni evento comunicativo finiscono col rendersi poi significati di ulteriori significati. TuttoContinua a leggere “Confessione”

L’arte come conflitto

Nel codice non scritto della relazione fra artisti vi è sempre un’avversità che non ha nulla a che vedere con l’umano, una tensione necessaria al confronto che rappresenta l’invisibile tessuto connettivo di individui e comunità, ciò che trascende le vicende personali legate al successo o alla realizzazione del sé. Da ciò scaturisce la linfa preziosaContinua a leggere “L’arte come conflitto”

Ferragosto: l’Orda

Pregne le mie narici del fritto di melanzane, cotolette e calamari, percorro il lungomare col mio scooter. La velocità è da crociera, il collo torto a destra in direzione spiaggia. Vedo un Carmelo sdentato e urlante, una Concetta sovrappeso guadagnare la battigia come un pinguino di duecento chili offeso dai morsi dell’orca, scruto le danzeContinua a leggere “Ferragosto: l’Orda”

Piccola raccolta di mie poesie

Forma dell’InformeVorrei andare dentro ai quadri di Monetper essere colore fra i colorilucente come un colpo di fiorettofrutto consapevole d’una pennellata estrematrascinata verso il basso della tela.Spasmo, scaracchio della setolagesto essenziale, irripetibile. (Vampolieri 4-12-2020) Non ricordoLeggero come un rinoceronte alatoè il sogno rosa dell’altra nottedi cui poco ricordose non appunto il corno rosadi ‘sto rinoceronteContinua a leggere “Piccola raccolta di mie poesie”

Pensavo

Suonano le campane a mortonel piccolo borgo di marementre l’estate va avantie noncuranti corrono gli sbuffidi cirri a screziare l’azzurro. [Pensavo all’importanza di ogni piccologestopensavo a come ogni nostra sceltapossa produrre conseguenze anche letalipensavo che occorre maneggiare la vitacon la cura dell’artificiere che disinnescal’ordigno]. Pensavo. Adesso che è scesa la nottee che il bagno diContinua a leggere “Pensavo”

Recensione di “Bosco in città”, di Francesco Gianino

Diciamolo da subito, Francesco Gianino ha scritto un “diario di borderline” straordinario, un’opera animista sotto forma di flusso di coscienza che tutto avvolge e divora: strade, facce, panini, tramonti, gonne, cosce, bestie, bar, amici, nemici, kebab, cinema, amori, rancori, fotografie, amarezze. Sembra di essere in una sorta di riadattamento miniaturizzato de “Gli anni perduti” diContinua a leggere “Recensione di “Bosco in città”, di Francesco Gianino”

In questo porco mondo: “epochè dell’età contemporanea“

Sotto al bancone del bar una mamma strattona il marmocchio che piange e urla. Il cono gelato è a terra. Un cane bassotto lecca il gelato mentre la mamma occhialuta ripete ossessivamente hai visto hai visto hai visto in direzione zona industriale di Siracusa. Il barman che assomiglia a Raf Luca accorre con secchiello eContinua a leggere “In questo porco mondo: “epochè dell’età contemporanea“”

Ciò che rimane agli esseri umani

Ciò che rimane agli esseri umani/ è l’artificio del giorno nascente/ il muto sigillo della ragione/ la stretta serrata della sofferenza. Ciò che rimane agli esseri umani/ è il lembo stracciato della memoria/ l’asse sconnesso del pentimento/ il sogno negato del tempo futuro. Ciò che rimane agli esseri umani/ è contare gli abissi con moltaContinua a leggere “Ciò che rimane agli esseri umani”

“Francesco Cusa: sadismo strutturato e controllo del caos”. Uno scritto di Claudia Scavone

Ci sono incontri che non seguono logiche prevedibili.Conosco il Maestro Francesco Cusa da circa un anno: tempo sufficiente per capire che la sua opera non si lascia semplicemente leggere o ascoltare, ma pretende di essere attraversata. Le nostre conversazioni — a volte in disaccordo — mi hanno permesso di intercettare quel nucleo vivo e scomodoContinua a leggere ““Francesco Cusa: sadismo strutturato e controllo del caos”. Uno scritto di Claudia Scavone”

Proxima Centauri

Nei sogni lucidiintravedo le entità biomacchinichecolonizzare la prospettiva circolaredel tempo che ci dannava. Con un sospiro fummo condottisul limitare della stella più vicinae non ebbimo neanche il tempodi voltarci sulle migliaia di anniche ci lasciavamo alle spalle. Ci sembró così vano tenere alla memoriacosì imbarazzante il pensare alle nostre vite trascorse, ai nostri affetti,che inContinua a leggere “Proxima Centauri”

In questo porco mondo: La Multa

Nel paese si fa estate e tutte le fogne riversano a mare i liquami. Una signora saluta un’altra signora di ottocento chili affacciata al balcone. Il balcone crolla e ammazza sette neonati parcheggiati in carrozzine in occasione del “Baby Carrozzina Day”. Le mamme urlano. I pescatori rientrano dal tramonto e accorrono a tirare fuori dalleContinua a leggere “In questo porco mondo: La Multa”

Sera di lunedì d’estate a Stazzo

Sera di lunedì a Stazzo. La leggiadria di una mamma bona come solo Gesù Cristo le manda in Terra. Quattro pargoli urlano. Lui è il marito. Segaligno e pragmatico. Lei corre coi suoi sandaletti dietro alla piccola ribelle che fugge verso la piazza. Sembra una dea ellenica condannata alla vita mortale da uno Zeus vendicativo.Continua a leggere “Sera di lunedì d’estate a Stazzo”

Due parole su “La Certosa di Parma” di Stendhal

Appena terminato. Sublime Stendhal. Aveva ragione Calvino nel definire la duchessa Sanseverina come “il più grande personaggio femminile della letteratura italiana”. Qui il “romanzo sociale” rompe ogni categoria di genere, e in pieno 2025 ci parla ancora di mondanità e innocenza, di sacralità e follia, in una perenne tensione che non si risolve nel tempo.Continua a leggere “Due parole su “La Certosa di Parma” di Stendhal”

La morte

La gente parlava di mortee nelle case si continuavaa vivere.Fuori un incendio di grillile ali di mantide solcavanoil cielo.Il primo a morire fu un bimbofatto di ombra.Poi morirono i gattie tutti i signori con in manoun giornale.Infine toccò alle madri,alle figlie e alle tartarughe.L’arcobaleno era una grossafalce, caddero le testedelle giraffe.All’orizzonte le nuvole rosaoziavano nelContinua a leggere “La morte”

Togliamoci qualche sassolino dalle scarpe

A 58 anni suonati non è più momento di compromessi. Posso dire oramai con certezza che la riconoscenza e il rispetto non fanno che parte minima nell’ambiente della cosiddetta comunità di jazzisti e addetti ai lavori. Negli anni ho potuto toccare con mano quanto amaro sia il fiele della riconoscenza. Di persone nobili e obiettiveContinua a leggere “Togliamoci qualche sassolino dalle scarpe”