Stanotte mi trovo in Spagna. Ne sono assolutamente certo. Sono lì per suonare insieme ad altri musicisti. Ricordo che c’è anche Pittau, mentre gli altri volti sfumano rapidamente al risveglio.
Alloggiamo in un albergo di extralusso, immenso, con i soliti corridoi e i meandri che popolano spesso i miei sogni. Dopo un viaggio lunghissimo capisco finalmente di essere arrivato.
Scendo per fare colazione.
Ma in realtà è ancora notte.
Cerco di farmi capire con il personale dell’albergo e provo a chiedere un caffè. Mi rispondono che ormai è rimasto soltanto ciò che avanza del buffet. Io però desidero soltanto pane, burro e marmellata. Una delle cameriere, con molta pazienza, riesce a prepararmeli.
Nel frattempo osservo il buffet.
È composto da cibi completamente sconosciuti. Minestre, creme, pietanze che sembrano appartenere a un’altra cultura, forse addirittura a un altro mondo. Non riconosco quasi nulla.
Poi il sogno cambia.
Mi ritrovo all’esterno dell’albergo. Come sempre c’è il problema degli strumenti musicali da recuperare e della macchina da raggiungere.
Ed è qui che entro in contatto con un gruppo di spagnoli.
Li conosco tutti.
Ho con loro una confidenza profondissima, come se fossimo amici da molti anni, eppure tutto sembra svolgersi nell’arco della stessa giornata.
Tra loro c’è una coppia.
Lui, mi pare, si chiama Miguel.
Lei è una ragazza molto affascinante, ma non ricordo il suo nome.
Con il passare del tempo — un tempo indefinito, che nel sogno sembra durare anni pur rimanendo sempre la stessa mattina — mi accorgo che il loro rapporto entra in crisi.
Osservo tutto.
Lei non sopporta più Miguel.
E decide di liberarsene nel modo peggiore possibile.
Lavora in un bar.
Io assisto alla scena.
Vede Miguel passare davanti al locale.
Si nasconde.
Aspetta che lui le dia le spalle.
Poi racconta a due uomini che quell’uomo è un omosessuale che ha tentato di approfittarsi di lei e di farle del male.
I due non fanno domande.
Lo aggrediscono immediatamente.
Miguel non capisce nemmeno il motivo dell’aggressione.
Lei osserva tutta la scena.
Anch’io.
Successivamente Miguel tenta di parlarle, di capire cosa stia accadendo, ma lei continua a respingerlo, come se tutto facesse parte di un piano già deciso.
Il sogno cambia ancora.
Siamo al mare.
Io continuo a portarmi dietro un tramezzino preso in albergo, come se fosse un oggetto importante.
Lei è con una sua amica.
Piange.
Le racconta tutto in uno spagnolo che io comprendo perfettamente.
Ed è questa la cosa che mi colpisce: io capisco ogni parola, ogni sfumatura, ogni inflessione, come se lo spagnolo fosse sempre stato la mia lingua.
Ma conosco anche la verità.
So perfettamente che è stata lei a costruire tutta quella menzogna.
Continuo a osservare senza intervenire.
Vicino alla spiaggia c’è un bar che conosco benissimo.
Anche lì ho amici.
Davanti al locale vengono lasciati alcuni pacchi.
Ricordo in modo impressionante ogni dettaglio di quei colli: la forma, la disposizione, il materiale con cui sono chiusi.
Eppure nessuno sembra farci caso.
Torno sulla spiaggia.
Continuo a trattenermi.
Vorrei affrontarla.
Vorrei dirle che so tutto.
Che conosco la verità.
Ma non lo faccio.
Resto in silenzio.
Nel frattempo mi torna in mente un’altra preoccupazione.
Pittau.
Penso che sia rimasto a dormire in albergo e mi domando dove andrà, come farà a raggiungerci, se si sarà svegliato.
Ed è questo che mi lascia addosso il sogno.
Non tanto la vicenda della coppia, quanto l’impressione di appartenere completamente a quel mondo.
Conosco la città.
Conosco quelle persone.
Parlo perfettamente lo spagnolo.
Condivido con loro una storia che sembra lunga anni.
Eppure, al risveglio, non rimane quasi nulla.
Scompare la lingua.
Scompaiono i nomi.
Scompaiono i dettagli.
Rimane soltanto la certezza di aver abitato, ancora una volta, un mondo perfettamente coerente, infinitamente più vasto di quanto la memoria del risveglio riesca a trattenere.
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Pubblicato da Francesco Cusa
Batterista, compositore, scrittore, è nato a Catania nel 1966. Intraprende lo studio del pianoforte a quattordici anni, poi passa alla batteria facendo seminari con Ettore Fioravanti, Bruno Biriaco, Roberto Gatto, Massimo Manzi. Si trasferisce a Bologna nel 1989, dove si laurea al Dams nel 1994 con la tesi: “Gli elementi extramusicali nella performance jazzistica”. In quell’humus ha modo di collaborare con artisti provenienti da varie parti d’Italia, come Fabrizio Puglisi, Domenico Caliri, Paolo Fresu ecc. In quegli anni fonda il collettivo bolognese “Bassesfere”, assieme ad altri esponenti della musica jazz e di ricerca di quegli anni. Il suo percorso artistico lo porterà a suonare negli anni in Francia, Romania, Croazia, Slovenia, Bosnia/Erzegovina, Serbia, Olanda, Germania, Svizzera, Austria, Ungheria, Norvegia, Spagna, Belgio, Danimarca, Polonia, Usa, Cina, Giappone, Etiopia, Turchia. Successivamente fonda assieme a Paolo Sorge e Carlo Natoli il progetto artistico "Improvvisatore Involontario”, che diventerà una delle label più influenti nel panorama italiano del jazz di ricerca. Da sempre interessato all’interdisciplinarità artistica, è anche scrittore di racconti, romanzi e poesie e ha pubblicato diversi articoli di musicologa e di critica cinematografica presso molte riviste specializzate. Nel corso della sua carriera ha realizzato numerosi lavori di creazione e sonorizzazione di musiche per film, teatrali, letterari, di danza e arti visive, collaborando con noti ballerini, poeti e visual performers.
Attualmente è leader dell’FCT TRIO con Tonino Miano e Riccardo Grosso, del FRANCESCO CUSA & THE ASSASSINS con Domenico Caliri, Giovanni Benvenuti, Ferdinando Romano, dell’ensemble: "NAKED MUSICIANS”, del progetto di sonorizzazione di film d'epoca “SOLOMOVIE”, dello spettacolo “DRUMS & BOOKS”, co-leader dei THE LENOX BROTHERS (Cusa/Mimmo/Martino) di FRANCESCO CUSA E GIORGIA SANTORO “The black shoes”, e dello spettacolo musical-teatrale “MOLESTA CRUDELTÀ”. in trio batteria e voce insieme alle attrici Alice Ferlito e Laura Giordani. Il suo Naked Musicians" è un metodo di conduction musicale che è stato realizzato in varie parti del mondo e da cui è stato tratto anche un libro di teoria musicale sulla “conduction”, chiamato, appunto “Naked Performers”. Ha eseguito musiche di Yotam Haber, Emilio Galante, Cristina Zavalloni, Magma, Alfredo Impullitti, Domenico Caliri, Tim Berne e molti altri.
Insegna batteria jazz al conservatorio di Messina, dopo molti anni di insegnamento presso i conservatori di Benevento, Monopoli, Frosinone, Lecce, Reggio Calabria.
Da alcuni anni alterna la professione del musicista a quella dello scrittore di racconti, romanzi aforismi e poesie - ha scritto due romanzi - "2056" per Ensemble Edizioni (2025) e “Vic” Algra Editore (2021) , due raccolte di racconti- “Novelle Crudeli”, “Racconti Molesti” editi da Eris Edizioni -, due saggi - “Il Surrealismo della Pianta Grassa” edito da Algra Editore (2019), - L’orlo sbavato della perfezione- Algra Editore - (2024) -, cinque raccolte poetiche - “Canti Strozzati” edito da “L’Erudita/Giulio Perrone Editore”, “Stimmate” edito da Algra Editore, “Nei Dintorni Della Civiltà” edito da “Di Felice Editore” (2020), “Il Mondo chiuso” - edito da “Robin Edizioni” (2021) Il giusto premio - Robin Edizioni (2024)-, due raccolte di aforismi “Ridetti e Ricontraddetti” e ”Amare, Dolci Pillole" editi da “Carthago” e “Fotocopie”- e di critico cinematografico per la rivista “Lapis”. Collabora dal settembre 2013 con la rivista "Cultura Commestibile", con scritti di cinema e curando la rubrica "Il Cattivissimo”, dall'agosto 2018 con il giornale on line "Sicilia Report" curando la rubrica "Lo Stiletto”. La sua voce è presente nel "Dizionario del Jazz Italiano" a cura di Flavio Caprera.
Di recente è stato vincitore al festival internazionale del libro e della cultura “Etnabook” (2021) con due poesie: “Armenti” e “Ottobre Vuoto”, rispettivamente al primo e secondo posto.
Collaborazioni:
Paolo Fresu, Tino Tracanna, Attilio Zanchi, Marco Micheli, Bruno Tommaso, Larry Smith, Walter Schmocker, Lauro Rossi, Gianni Gebbia, Fabrizio Puglisi, Stefano De Bonis, Guglielmo Pagnozzi, Domenico Caliri, Luigi Mosso, Edoardo Marraffa, Cristina Zavalloni, Lelio Giannetto, Alberto Capelli, Riccardo Pittau, Mirko Sabatini, Jay Rodriguez, Butch Morris, [1], Michel Godard, Kenny Wheeler, Garbis Dedeian, Steve Lacy, Tim Berne, Stefano D’Anna, Pietro Ciancaglini, Paolino Dalla Porta, Roy Paci, Elliott_Sharp, Saadet Türköz[2], Andy Sheppard, Michael Riessler, Yves Robert, Giorgio Conte, Fred Giuliani, Zu, Mohammed El Bawi, E. Glerum, Assif Tsahar, Natalia M.King, Lionel Rolland , Dj.Pushy, Christophe_Monniot, Tanja Feichtmair, Manu_Codjia, Emil Spany, Arrington_de_Dionyso, Gianluca Petrella, Claudio Lugo, Marco Cappelli, Jean Marc Monteral, Ab_Baars, Ig_Henneman, Danilo Gallo, Beppe Scardino, Francesco Bigoni, Stefano Senni, Piero Bittolo Bon, i Robotobibok, Giovanni Falzone, Tito Magialajo, Enrico Terragnoli, Carlos Zingaro, John_Tilbury, Gianni Lenoci, Billy Bang, Antono Borghini, Pasquale Mirra, Francesco Bearzatti, Amy Denio, Vincenzo Vasi, Mike Cooper, Giorgio Pacorig, Paolo Sorge, Pasquale Innarella, Tony Cattano, Silvia Bolognesi, Leila Adu, Marta Raviglia, Henry Cook, Giacomo Ancillotto, Roberto Raciti, Federico Squassabia, Gaia Mattiuzzi, Dean Bowman, Don_Byron, Peter_van_Bergen, Jan Willem Van Der Ham, Ernst-Ludwig_Petrowsky, Michael Occhipinti, Giovanni Mayer, Eyal Mayoz, Jim Pugliese, Nicole Federici, Mauro Pagani,Ron_Anderson, Francesco Cafiso, Dan Kinzelman, Emilio Galante, Simone Zanchini, Lisa Mezzacappa, [3], Gabriele Mirabassi, Tellef Øgrim, Trewor Brown, Alessandro Vicard, Michael Fisher, Heinrich von Calnein, Oscar Noriega, Peter_Zummo, Greg_Burk, Antonello Salis, Carlo Atti, Tom_Arthurs, Daniele Del Monaco, Yotam_Haber, Raiz (Almamegretta), Gabriele Coen, Luca Aquino, Francesco Ponticelli, Valeria Sturba, Jean-Francois Pauvros, Samuel Cromwell, Claudio Cojaniz, Alex Turchetti, Aldo Giosué, Giorgia Santoro, Alex Meguire, Sarah Gail Brand le i danzatori e coreografi Roberto Zappalà Cinzia Scordia, Melaku Belay, Jennifer Cabrera, e Florence La Porte, gli artisti visivi Fred Gautnier, Cane Capovolto, "Gli Impresari", the gli scrittori Wu Ming, Andrea Inglese, Stefano Zenni, Federico Fini.
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