Recensione di BACKROOMS –Architetture dell’oltre. Un film di Kane Parsons

Ho visto Backrooms e ne sono uscito con una sensazione rarissima. Non quella di aver assistito a un film horror particolarmente riuscito. Quella mi interessa relativamente. Ne sono uscito con la sensazione di aver riconosciuto qualcosa. Molti parleranno di trauma, inconscio, rimozione, psicanalisi. Tutto legittimo. Nel film questi elementi ci sono. Ma credo che fermarsiContinua a leggere “Recensione di BACKROOMS –Architetture dell’oltre. Un film di Kane Parsons”

Sogno del 28-5-2026: ologrammi e lingua armena

Sono sempre in questa sorta di Bologna metafisica.Una Bologna che non è quella reale, ma che nel sogno conosco perfettamente. È quasi sempre notturna, oppure immersa in una specie di crepuscolo permanente. Io lì ho una stanza in affitto.Però vivo altrove, credo in Sicilia, e ogni tanto torno a Bologna. La stanza è dentro unaContinua a leggere “Sogno del 28-5-2026: ologrammi e lingua armena”

Carme IX: Maggio in Fiore

E i profumi inebriano stordiscono le narici afrori campagne irrorate/Piegati come salici i vecchi a seguire i rintocchi delle campane/Resiste ancora il paese abbacinato dalla luce fresca del mattino/In cielo svolazzano rondini fontana d’acqua gocce sul mento/Qualcuno lavora nei giardini si attardano due donne la chiacchera/Nel piccolo santuario addobbato di colori e sinuosità ovunque ilContinua a leggere “Carme IX: Maggio in Fiore”

Cronaca di un fallimento

La cosa che ormai mi fa sorridere è questa: quando dico “signori, io sono un fallito”, scatta immediatamente la consolazione automatica — “ma cosa dici, ma tu sei un grande, sei un artista…”.No.Tecnicamente io non produco quasi nulla che il sistema riconosca come tale. Faccio qualche concerto, qualche evento sporadico. Scrivo libri che leggono inContinua a leggere “Cronaca di un fallimento”

“BOAOTTI”: la “buonanotte” dei catanesi

Il catanese è sempre stato “moderno” in un certo qual modo, da sempre ha fatto del tempo una ragione essenziale, in controtendenza con l’immagine classica di una Sicilia lenta, pigra e oziosa. Egli spesso rinuncia a consonanti superflue e scorcia senza problemi. Ad esempio. Quando si fa tardi e la discussione si prolunga inutilmente, inContinua a leggere ““BOAOTTI”: la “buonanotte” dei catanesi”

Sogno del 24/4/2026: 2004 (ma non è il 2004)

Stanotte succede questo. Vengo selezionato insieme a un gruppo di altri — non è chiaro se ragazzi o persone della mia età — per partecipare a un briefing in un paese asiatico. Saliamo su quello che inizialmente sembra un aereo, ma non è un aereo normale: è una specie di sala enorme, quasi un aereoContinua a leggere “Sogno del 24/4/2026: 2004 (ma non è il 2004)”

La democrazia ateniese nell’era digitale

C’è un passaggio delle Supplici di Euripide che, se preso sul serio, non è un frammento di teatro antico, ma una teoria politica compressa. E, come spesso accade, proprio ciò che è più radicale resta invisibile perché è detto con troppa chiarezza. Nel dialogo tra Teseo e l’araldo non c’è solo retorica: c’è una fratturaContinua a leggere “La democrazia ateniese nell’era digitale”

SOGNO del 23/4/2026: L’UOMO WATER

Stanotte succede questo.Non so come, entro in contatto con qualcuno e mi ritrovo il braccio macchiato di merda. Provo subito disgusto e cerco di pulirmi. Ma più cerco di risolvere, più la situazione degenera.A un certo punto mi trasformo in una specie di uomo-gabinetto: ho un water in ceramica attorno alla vita e sono costrettoContinua a leggere “SOGNO del 23/4/2026: L’UOMO WATER”

Geometria dell’aldilà

Io devo poterlo dire. Oramai la mia vita onirica è inconcepibile. Io non sono in grado di tradurre la complessità (è solo una parola che non rende il senso), il livello surreale (è solo una parola che non rende il senso), l’affabulazione (è solo una parola che non rende il senso), la preziosità del dettaglioContinua a leggere “Geometria dell’aldilà”

SOGNO DEL 20-4-2026

Dovevo andare in un’altra parte della Sicilia. Non ricordo quale. Era una strada che conosco bene, una strada che ho già percorso in altri sogni. Taglia in due le montagne, con discese enormi, interminabili, e curve che sembrano portare sempre più in basso.Decido di affrontarla in scooter.Sono già a metà percorso. Sto attraversando una discesaContinua a leggere “SOGNO DEL 20-4-2026”

Baret e Heidegger

Oggi rileggevo alcune pagine di Éric Baret. Pensavo a noi. A me. A noi che ci prendiamo per musicisti, insegnanti, fratelli, figli, lavoratori, comunisti, fascisti, spirituali, materialisti, buddhisti, marxisti, allievi, maestri. E mi colpiva una cosa: quasi tutta la nostra sofferenza nasce nel momento in cui scambiamo una parola per ciò che indica. Baret loContinua a leggere “Baret e Heidegger”

Anima/corpo-Hardware/software

Il mondo virtuale che sta emergendo non mi sembra qualcosa di radicalmente nuovo, ma la proiezione tecnica di intuizioni antichissime. Gli antichi avevano già immaginato un livello della realtà più profondo, unitario, interconnesso, di cui il mondo sensibile è solo una manifestazione frammentaria. A differenza di Massimo Cacciari… Per lui l’Uno resta orizzonte simbolico, tensione,Continua a leggere “Anima/corpo-Hardware/software”

La simulazione democratica e i paradossi della partecipazione

Non voto. Non voto da decenni. Le ragioni le ho già espresse più volte qui nel mio blog. Non è disinteresse, è coerenza intellettuale. Qui non siamo davanti a temi universali o immediatamente comprensibili, ma a questioni tecniche, giuridiche e costituzionali di altissimo livello, su cui si confrontano magistrati e specialisti del diritto. Eppure laContinua a leggere “La simulazione democratica e i paradossi della partecipazione”

ATLANTE INTERIORE: Carme VIII: Museo delle Verità

Entrai in una sala silenziosaDove le idee giacevano come animali imbalsamati. Ogni teca conteneva una promessa, era il marzo con la sua estetica promiscuaA rendere incerto il mio passo di fronte alla redenzione della storia.Una luce fredda cadeva sui relitti dei miei pensieriA dispetto della frizzante calura che pressava dall’esterno sulle pareti fossili. La criptaContinua a leggere “ATLANTE INTERIORE: Carme VIII: Museo delle Verità”

La Struttura

A me ormai interessa una sola cosa: la struttura. Pioggia, vento, temporali, grandine, bufere: la struttura regge. Tutto il resto è rumore. Tutti dicevano che non avrebbe retto: “Non durerà, rifalla col cemento, fai una tettoia, rinforzala”. La solita favola della casa dei tre porcellini. E invece la struttura è lì. Regge. Duecentoquaranta euro, comprataContinua a leggere “La Struttura”

Sogno dell’11-3-2026: la Mente Estesa

Stanotte ho fatto un sogno curioso, che si è innestato perfettamente in una riflessione che facevo poco prima.Sognavo di dover sostenere un esame enorme. Non un esame normale: un esame sulla storia dei sapiens, sulla filosofia, su interi campi del sapere umano. Una prova impossibile, una di quelle che nessun individuo potrebbe davvero preparare.La cosaContinua a leggere “Sogno dell’11-3-2026: la Mente Estesa”

Il deserto morale dell’Occidente

Negli anni Ottanta e Novanta una parte consistente della cultura di sinistra europea e americana si fondava su un presupposto teorico abbastanza chiaro: la difesa della pluralità delle culture contro l’uniformazione occidentale. Il terzomondismo, con tutte le sue ingenuità e le sue mitologie politiche, nasceva proprio da questa intuizione. Il mondo era pensato come unContinua a leggere “Il deserto morale dell’Occidente”

Una mia riflessione sul tempo percepito dopo la visione de “La Piscina” (1969), di Jacques Deray

Ho rivisto La piscina (1969), di Jacques Deray. Non mi interessa la trama. Non mi interessa il delitto. Mi interessa il tempo. In quel film il tempo non scorre, si deposita. Alain Delon fuma. Romy Schneider si muove lentamente. Il sole non tramonta mai davvero. L’acqua resta lì, immobile, come una superficie mentale. Non succedeContinua a leggere “Una mia riflessione sul tempo percepito dopo la visione de “La Piscina” (1969), di Jacques Deray”

ATLANTE INTERIORE. Carme VII: Ossa e Ideologie

 Pensai in quella sera di fine febbraio che ogni artista è Dio, Uomo, DemoneChe ogni artista è il luogo in cui queste tre maschere si contendono lo stesso voltoFino a consumarlo. Che ogni artista deve contenere la sommatoria di tutte le esperienze umaneE al contempo il vuoto che segue ad ogni respiro, pensai in quella tiepidaContinua a leggere “ATLANTE INTERIORE. Carme VII: Ossa e Ideologie”

LACAN BOYS/LACAN GIRLS

Secoli fa producevo robe simili; questo era un cd “diviso a metà”, “Lacan Boys” e “Lacan Girls”, qua nella versione con Marta Raviglia, Gaia Mattiuzzi Giacomo Ancillotto e il sottoscritto. La difficoltà stava nel riadattare le partiture per il sestetto per una formazione ridotta e composta da due voci, una chitarra e una batteria…Il titoloContinua a leggere “LACAN BOYS/LACAN GIRLS”

Il sogno: Matera metafisica

Ormai io vivo lì. Insegno in conservatorio, in una sorta di Matera che non è Matera, ma che nel sogno è Matera. Insegno in aule quasi sempre crepuscolari, vuote, senza allievi. E io sono lì a fare registri. Sempre registri. Poi, a un certo punto, devo correre. Devo prendere un autobus che mi riporterà —Continua a leggere “Il sogno: Matera metafisica”

“Sant’Agata e l’Elefante”, un racconto di anni fa contenuto nel mio libro “Il Surrealismo della Pianta Grassa”

LINK ACQUISTO: https://www.amazon.it/Novelle-crudeli-Dallorrore-grottesco-quotidiani/dp/8898644035 SANT’AGATA E L’ELEFANTE Festa di Sant’Agata a Catania. Profano e sacro, ovvero ciò che dovrebbe essere la costante cittadina: una Catania perennemente festaiola. Città d’azzardo e d’azzardi. Una Las Vegas millenaria. La soluzione in tre sostanziali punti. 1) Peculiarità tipiche del catanese ottimizzate. 2) Sublimazione dell’effimero. 3) Gioco d’azzardo, cucina, creatività. CheContinua a leggere ““Sant’Agata e l’Elefante”, un racconto di anni fa contenuto nel mio libro “Il Surrealismo della Pianta Grassa””

ATLANTE INTERIORE. Carme VI: “Le Ceneri del Carnevale”

Carnasciale carnevale il ragù fuoriesce dai maccheroni coi cinque buchiPensai ai miei calzoni da piccolo nell’inverno di tanti febbrai faAl gelo delle stanze vuote e scure della casa dei nonniQuando vedevo le teste mozzate dal ghigno scolpitoFar capolino da sotto gli armadi e i lettiRotolando nei corridoi come palle di legnoLe teste dei burattini finitiContinua a leggere “ATLANTE INTERIORE. Carme VI: “Le Ceneri del Carnevale””

Su “Il tornello dei dileggi” di Salvatore Massimo Fazio

Il tornello dei dileggi è un romanzo che nasce da una tensione precisa: quella tra l’osservazione minuta del reale e il bisogno di non lasciarsi risucchiare da esso. Le recensioni che lo hanno accompagnato insistono giustamente su questo punto: un libro corale, frammentato, popolato da figure che sembrano muoversi per attrito più che per volontà,Continua a leggere “Su “Il tornello dei dileggi” di Salvatore Massimo Fazio”

Schizofrenie

Dunque, fatemi capire.Al referendum, a sinistra, si vota NO. Compatti. In nome delle garanzie, dell’autonomia della magistratura, dello Stato di diritto. Poi però, nelle piazze, si sta sistematicamente contro la polizia e a favore dei manifestanti, come se le forze dell’ordine fossero un corpo estraneo, strutturalmente illegittimo. E nello stesso tempo si celebrano – giustamenteContinua a leggere “Schizofrenie”

Dall’agenda rossa di Paolo Borsellino: un racconto tratto dal mio libro “Novelle Crudeli”

LINK PER L’ACQUISTO: https://www.amazon.it/Novelle-crudeli-Dallorrore-grottesco-quotidiani/dp/8898644035 Sono al mare con la famiglia. Da lontano i lidi pieni di gente. Spiagge affollate. Cabine a schiera. Fritture nella canicola. Pance. Costumi. Schiamazzi lontani. Le rade folate di scirocco sanno di creme abbronzanti e doposole. Qui, dal mio angolo di spiaggia protetto, vedo questa gente baluginare nella canicola: fantasmi, parvenzeContinua a leggere “Dall’agenda rossa di Paolo Borsellino: un racconto tratto dal mio libro “Novelle Crudeli””

Non sopporto

I posti che mi urtano sono quelli che si chiamano tipo “al buon sapore”, “al buon pane”. Peggio ancora “prodotti locali”. Immagino una vecchia con le unghie nere che impasta la giardiniera con le mani. Sgaso subito appena vedo sti cartelli. Altro termine che mi vede alla larga è “nostrano”. Prodotto nostrano. “Olio di casa”.Continua a leggere “Non sopporto”

Il mio mondo onirico

Da un po’ di tempo faccio sogni che non riesco più a riportare indietro. Non perché siano confusi o vaghi, ma per l’esatto contrario. Sono troppo precisi, troppo vasti. Appena provo a tradurli in parole, si sfaldano. Non reggono il passaggio. Non li immagino: li attraverso. Li abito, come si abita un luogo che nonContinua a leggere “Il mio mondo onirico”

ATLANTE INTERIORE: Carme V “Tifone”

Vedesti le giornate trascolorare tra le mura di casa e il giardinoVedesti colli stirarsi e sporgersi fra la folla che evitaviVedesti il tempo frantumarsi sulle scogliere del mare di StazzoVedesti i gatti annusare i colori delle palmeNel perenne gennaioNel gennaio perenneEri la vertigine che declinava alla nausea, l’occhio alle filiere di tralicci al ventoAlla vibrazioneContinua a leggere “ATLANTE INTERIORE: Carme V “Tifone””

In questo porco mondo: Dialogo fra Poveracci e l’Oste Jazz

Poveracci: – Passavo da qui… per il mio quartetto… posso o sta affettando?Oste Jazz: – … chi sei? chi sei?Poveracci: – Poveracci… quello della mail… della telefonata… sono il Poveracci Trio….Oste Jazz – … Rosa! Rosa!… quanti sono a tavola?Poveracci – … posso ripassare se…Oste Jazz: – …Pronto?… Carissimo!… Certo, certo… 24, 25, 26 bloccati!…Continua a leggere “In questo porco mondo: Dialogo fra Poveracci e l’Oste Jazz”

Recensione di “No Other Choice” di Park Chan-wook

Non mi interessa parlare di No Other Choice come di un film “sulla crisi del lavoro” o su qualche altra etichetta buona per i dossier. Park Chan-wook non fa cinema sociologico e non ha mai avuto bisogno di spiegare il mondo: lo mette in funzione e basta. Qui fa una cosa ancora più radicale rispettoContinua a leggere “Recensione di “No Other Choice” di Park Chan-wook”

Sogno, Akasha e perdita: musiche inconcepibili

Ormai il mio rapporto con l’onirico è diventato più reale di quello che intrattengo con la realtà dello stato di veglia. Non è una provocazione, né una posa letteraria: è una constatazione che mi accompagna sempre più spesso al risveglio. I sogni che attraverso sono talmente articolati, sofisticati, densi di senso e di conoscenza, daContinua a leggere “Sogno, Akasha e perdita: musiche inconcepibili”

Fenomenologia del tifoso interista e patologia del tifo vincente: ontologia minima del tifo italiano

Nel calcio italiano la realtà non basta, anzi spesso la realtà è un intralcio. Me ne accorgo ogni settimana, perché qui non vince soltanto chi gioca meglio o chi sta davanti in classifica, vince chi impone un racconto, chi occupa lo spazio mentale, chi trasforma ogni episodio in destino e ogni pareggio in epopea. DentroContinua a leggere “Fenomenologia del tifoso interista e patologia del tifo vincente: ontologia minima del tifo italiano”

Il mio incontro con Pippo Madè

Ci sono incontri che non aggiungono informazioni, ma ricompongono qualcosa. L’incontro con Pippo Madé è stato questo. Non una scoperta, non un omaggio, ma la conferma silenziosa che un certo modo di stare nell’arte è ancora possibile. La sua casa non dà l’impressione di un luogo dove le opere vengono conservate. È piuttosto uno spazioContinua a leggere “Il mio incontro con Pippo Madè”

Fenomenologia dell’accesso ad altri piani del Reale

Io non penso di poter più segnare una netta linea di demarcazione tra ciò che vivo da “sveglio” rispetto a ciò di cui ho esperienza nel “sogno”. Tale confine è oramai per me talmente labile da risultare indistinto. Anzi, direi che ciò che più si avvicina alla mia profonda natura percettiva è certamente manifesto sulContinua a leggere “Fenomenologia dell’accesso ad altri piani del Reale”

Che palle i catanesi che tornano a Natale dal Nord.

Che rottura dì palle i catanesi che ritornano a “casa” dal Nord per Natale, con tutto quel portato di ardore emotivo che li rende per qualche giorno empatici e vogliosi di solarità e mari. Io spero diluvi fino al 6 gennaio, così poi se ne tornano nelle Padanie col loro fardello di prodotti locali, magariContinua a leggere “Che palle i catanesi che tornano a Natale dal Nord.”

Genealogia dell’indignazione contemporanea: contro la critica senza memoria

Quanta ignoranza alberga oggi nelle fasce medio-alte della cultura italiana. Ne vedo ovunque gli effetti: critici mediocri e intellettuali di seconda mano sempre pronti a battezzare come nuove tendenze pratiche assolutamente vetuste, provetti maestri del maquillage teorico, artisti falliti che sublimano nella critica la frustrazione di un fallimento che li divora dall’interno. Se nel 1968,Continua a leggere “Genealogia dell’indignazione contemporanea: contro la critica senza memoria”

Una lettera ricevuta

Fra le tante amarezze vissute, conforta come un fuoco al camino nella notte gelida ricevere una “lettera” del genere. Non ho mai incontrato questa persona. È fra i miei contatti facebook. Mi ha chiesto di rimanere anonimo, nonostante i miei ripetuti tentativi di renderlo visibile per ringraziarlo. Recentemente ho subito una vergognosa maldicenza, di cuiContinua a leggere “Una lettera ricevuta”

I valori dividono, il denaro unisce: il woke come copertura morale del capitale

Da sempre il mondo non è stato tenuto insieme da valori condivisi, da diritti universali o da una qualche armonia culturale. È stato tenuto insieme dall’oro. E poi, più tardi, dalla moneta. Punto. Popoli che non si capivano, che parlavano lingue incomunicabili, che adoravano divinità incompatibili, che vivevano secondo codici morali opposti, hanno commerciato, siContinua a leggere “I valori dividono, il denaro unisce: il woke come copertura morale del capitale”

La Nuova Inquisizione Morale

È curioso come oggi basti una parola — “fascista” — per mettere a tacere chiunque.La cosa impressionante è che nessuno sembra accorgersi della deriva inquisitoria. Non si discute più nulla: si marchia. L’altro non è un interlocutore, è una macchia da cancellare. E questa operazione di purezza — così simile ai vecchi puritanesimi che siContinua a leggere “La Nuova Inquisizione Morale”

Il Circo Mediatico della Gruber e i suoi animali da cortile: l’epica tragicomica di chi ha dimenticato il Green Pass ma ricorda a memoria il palinsesto.

Il Circo Mediatico – quello che Preve aveva già smascherato quando tutti ancora lo veneravano – ha riacceso i riflettori della “protezione”. La vetrina della Gruber, con i suoi ospiti che sembrano usciti da un casting per indignati professionisti, si è trasformata nell’aula permanente contro i cosiddetti “propal”, bersagliati dopo l’incursione nella redazione de LaContinua a leggere “Il Circo Mediatico della Gruber e i suoi animali da cortile: l’epica tragicomica di chi ha dimenticato il Green Pass ma ricorda a memoria il palinsesto.”

ATLANTE INTERIORE Carme I: “La Mappa Difettosa”

Risvegliarsi nel mezzogiorno plumbeoUccelli color caramello e Californie dagli arcobaleni percorribiliLo spazzolino elettrico e il mentolo nella vertigine della disautonomiaTi trascini ancora la speranza del sogno dentro l’occhiaia della progressivaLente, catrame dell’asfalto della periferia di San Diego, facevi rifornimento. C’erano i tuoi compagni di viaggio, musicisti, che fine hanno fatto?L’Etna pare accucciata, l’enorme escrescenza, richiamiContinua a leggere “ATLANTE INTERIORE Carme I: “La Mappa Difettosa””

Il nuovo proletariato estetico: anatomia di una nuova povertà

Il furto, oggi, non ha più nulla a che vedere con la necessità. È diventato una forma di estetica, un gesto che appartiene più al teatro dell’immagine che alla sopravvivenza. Non si ruba per vivere: si ruba per apparire vivi. È questo il punto più grottesco e più rivelatore della nostra epoca: il desiderio nonContinua a leggere “Il nuovo proletariato estetico: anatomia di una nuova povertà”

Quando il Parlamento vota all’unanimità: il vero tema è un altro

Premessa Viviamo in un Paese – e in un mondo – in cui l’offerta sessuale è ovunque, continua, ipertrofica: pubblicità, social, piattaforme, esibizionismi normalizzati. Una pornografia diffusa, non più relegata ai margini, ma incorporata nel quotidiano. E tuttavia, proprio in questa epoca di sovraesposizione erotica, assistiamo al fenomeno opposto: la normazione minuziosa del sesso, ilContinua a leggere “Quando il Parlamento vota all’unanimità: il vero tema è un altro”

La Gaza dimenticata: estetica dell’indignazione a tempo determinato

Nel giro di poche settimane, il furore collettivo per Gaza si è dissolto come nebbia nella mattina algoritmica. Guai a chi, solo un mese fa, non manifestava, non si schierava, non gridava: adesso cala la mannaia del silenzio mediatico. Gaza rimossa: il lutto fagocitato dal presente performativo. Potrebbe essere il titolo di un saggio d’altriContinua a leggere “La Gaza dimenticata: estetica dell’indignazione a tempo determinato”

Dal Logos all’Algoritmo. Dalla Gnosi repressa alla coscienza computazionale.

Da sempre mi occupo di letture comparate. Da sempre sono alla ricerca del legame di continuità che unisce La Sapienza del passato alle conquiste della conoscenza del presente. Ecco un mio riassunto. Nel 378 d.C. il Concilio e Sant’Agostino segnano una frattura irreversibile: si spezza il filo degli Iniziati, la Chiesa si struttura sul primatoContinua a leggere “Dal Logos all’Algoritmo. Dalla Gnosi repressa alla coscienza computazionale.”

“L’anniversario di Pasolini, ovvero la sagra del copia-incolla”

Ogni anno, alla stessa ora, lo scempio si ripete. Sfilano le citazioni, i frammenti, le frasi amputate — brandelli di Pasolini usati come santini da chi non ha mai aperto una sua pagina intera. È la nuova forma di idolatria digitale: un copia-incolla dell’indignazione, un culto dell’aforisma senza conoscenza, dove si finge di pensare attraversoContinua a leggere ““L’anniversario di Pasolini, ovvero la sagra del copia-incolla””

Sintesi di “La Chiesa di Gesù” – Marco Saunier

Faccio una mia sintesi del: Cap. XXI da La leggenda dei simboli, Atanòr. Gli Apostoli e l’irruzione della Parola fra gli uomini: Gli Apostoli, dopo la crocifissione, raccolgono il verbo del Maestro e lo diffondono tra il popolo più umile, segnato dalla grossolanità e dall’ignoranza. Si tratta di uomini che, pur adorando la dolcezza dell’Agnello,Continua a leggere “Sintesi di “La Chiesa di Gesù” – Marco Saunier”

La perversione deritualizzata e l’osceno integrato

Questa repressione-finta-liberazione woke, coniugata all’era di Onlyfans e delle perversioni feticistiche da social, sta generando una montante, sorda violenza e un’esplosività che vedrà sfogo col maturarsi di quest’ultima generazione. La sacra e santa perversione, in un contesto pervertito che si mostra censorio ad hoc, muta la sua natura e diventa pratica de-ritualizzata e legittimazione dell’Osceno.Continua a leggere “La perversione deritualizzata e l’osceno integrato”