Ma in cosa percepite questa Unione Europea? Per fatto che non ci sono più i passaporti necessari per il transito da una nazione all’altra? Che abbiamo l’euro dei banchieri e degli speculatori finanziari? La Gran Bretagna cosa è ora? Europa? O non lo è più perché è uscita dall’euro? È europea la Turchia? Secondo meContinua a leggere “L’Unione Europea come mito costruito sulle speculazioni del mercato comune”
Archivi dell'autore:Francesco Cusa
I Fratoiannez e il nuovo esperanto de noantri
Ma voi ve lo immaginate un comizio dei Fratoiannez o della Schlein a Mirafiori, o allo Zen di Palermo, o a Scampia ecc.? Questa “sinistra”, ormai chiusa nel ghetto della propria autoreferenzialità, incarna sempre più la Marie Antoniette de “S’ils n’ont plus de pain qu’ils mangent de la brioche”, consapevole com’é della voragine che oramaiContinua a leggere “I Fratoiannez e il nuovo esperanto de noantri”
Un ricordo per Marco Ricci
Apprendo con sgomento e dolore della scomparsa di Marco Ricci in terre lontane. Era in viaggio in solitaria, come di suo costume, e le circostanze della sua dipartita non sono attualmente chiare. Passa a miglior vita un essere nobile, discreto, sensibile, gentile e di rara umanità. Marco sembrava far parte di questo mondo e alContinua a leggere “Un ricordo per Marco Ricci”
Michele Guerra e le piazze come nuovo salotto dell’Europa delle banche
FINE DEL SESSANTOTTOLe “sinistre” mondialiste chiedono armi e guerre, le “destre” mondialiste chiedono negoziati e pace. I nuovi fascisti utilizzano strumentalmente il “fascismo storico” per affermare surrettiziamente le loro istanze fasciste. Il discorso di Vecchioni e la manifestazione DEM (erano loro, altro che cazzi) sono lo spaccato purulento della piaga che infesta le menti eContinua a leggere “Michele Guerra e le piazze come nuovo salotto dell’Europa delle banche”
La credenza come base di ogni processo conoscitivo nei sapiens
Miti, religione e scienza sono tutti costrutti parte di un ordine immaginario basato sulla credenza. L’astrologia, il cristianesimo, la chimica, l’economia, la democrazia, la matematica esistono perché la maggioranza di individui ci crede. Il principio fondativo dei macrosistemi dei sapiens sapiens è quello dell’indottrinamento: aritmetiche, musiche, ricette di cucina, istruzione scolastica, grammatica, regole della tombola,Continua a leggere “La credenza come base di ogni processo conoscitivo nei sapiens”
Sempre combatterò contro i passive-aggressive…
Sempre combatterò contro i passive-aggressive, contro quelli che ti fanno la morale per poi sibilare sinuosi e venefici dal sottoscala della parrocchia laica. Ne ho conosciuti parecchi di questa schiatta, uomini e donne d’una violenza rara, fisica e verbale, d’una violenza spesso cieca e irrelata. Stanno tutti con questa nuova vulgata del politicamente corrOtto-arcobalenato-post-piddino-trans-eunte, aContinua a leggere “Sempre combatterò contro i passive-aggressive…”
Catania apericena e cimitero
Il sole invernale di un inverno che scimmiotta l’inverno tramonta sugli apericena dei catanesi, intabarrati nei pellicciotti sintetici, le mani guantate, a dispetto della temperatura che nell’oscurità ascellare strizza le ghiandole sudoripare, eterna lotta tra natura e cosmesi, osservavo, mentre le alopecie dei chitarristi sulla cinquantina brillano sotto il faretto impietoso, e due scimunite accennanoContinua a leggere “Catania apericena e cimitero”
Inclusione o separazione?
La schizofrenia alberga oramai a più livelli. La cosiddetta cultura woke è portatrice di un’affezione preoccupante in tal senso. Essa si fa promotrice di una cultura inclusiva in grado di accogliere e armonizzare le minoranze di genere, al contempo rivendicando una sempre più complessa distinzione tra variabili di genere. La sigla LGBTQIA+ è il momentaneoContinua a leggere “Inclusione o separazione?”
Finalismo. Teologismo. Mah…
A me pare che porsi la questione in questi termini sia l’equivalente di ciò che fecero le donne quando Corrado III disse che potevano scappare con tutto quello che potevano portarsi dietro, mentre gli uomini sarebbero stati uccisi. Bene, loro si portarono i mariti in spalla e il re mantenne la parola. Insomma, la manieraContinua a leggere “Finalismo. Teologismo. Mah…”
La censura silente
Insomma, siamo al paradosso che oggi certe copertine de “Il Male” o del“Vernacoliere” sarebbero considerate di destra, perché fuori dalle logiche del politicamente corretto che stanno trasformando questa “sinistra” in una sorta di refettorio del diritto civile perenne. E questo cambiamento è reale perché difficilmente qualcuno a sinistra avrebbe mai pensato solo qualche anno faContinua a leggere “La censura silente”
Messa e Podere: il Canetti da guardia del nuovo fronte woke reazionario
Il paradosso di questa “sinistra” reazionaria è che dopo anni di lotte per l’uguaglianza, adesso si trova a fare le battaglie per la diversità. Oramai si aggiungerà sempre una lettera in più alla famigerata sigla. Avremo dunque passaporti con codici sempre più lunghi al fine di specializzare i generi in peculiarità sempre più sofisticate. RicordoContinua a leggere “Messa e Podere: il Canetti da guardia del nuovo fronte woke reazionario”
Una vita
Danza nello stigma/ con ciò che resta del corpo/ micro creatura botanica/ per senziente o meno che tu sia/ vibri con moto ellittico/ mimando gli ultimi rantoli di un mio amico morente.
In questo porco mondo: Colla
Marco era convinto che per rimanere veramente unito a sua moglie, Anna, dovesse trovare un modo per non allontanarsi mai da lei. Dopo aver riflettuto a lungo, giunse a una conclusione stravagante: avrebbe iniziato a mangiare colla.Ogni giorno, alle prime luci dell’alba, Marco si sedeva a tavola con un barattolo di colla vinilica. Mentre AnnaContinua a leggere “In questo porco mondo: Colla”
Recensione di “Un mare di arte e cultura”, un film di Carmelo Coglitore
Dopo aver partecipato al festival di Furci Siculo, ho potuto vedere il docufilm “Un mare di arte e cultura”, diretto da Carmelo Coglitore, in occasione della prima messinese dove ho anche partecipato nel dopo-proiezione per una breve performance. Devo dire che questo film riesce a catturare in modo efficace l’essenza del festival e l’atmosfera cheContinua a leggere “Recensione di “Un mare di arte e cultura”, un film di Carmelo Coglitore”
In questo porco mondo: Pop!
Gino era un impiegato stanco e disilluso. La sua vita era monotona e grigia. L’unica cosa che lo confortava era il suo tostapane, un laconico oggetto metallico che emetteva un rumore che somigliava a un sospiro: pop! Il problema è che Gino si fissava con le cose, che Gino aveva le fisse. Per questa storia delle fisse aveva mandatoContinua a leggere “In questo porco mondo: Pop!”
Apologia di Donato Inglese
Sarebbe troppo semplicistico e riduttivo relegare l’opera di Donato Inglese alla vulgata dominante dei video-commentatori sul web che oramai imperversano dopo ogni match calcistico.Inglese usa a pretesto il calcio; il suo è un eterno “funerale al match”, un rito che simboleggia la “fine di ogni evento” e che dà voce all’irrazionale calcistico tramite la celebrazioneContinua a leggere “Apologia di Donato Inglese”
Alcune poesie tratte dal mio libro “Il Giusto Premio”
Volano Asini Inverno sicilianoe le persiane sbattonofurenti al ventoun raglio senza asiniè tutto un turbinareun premere d’oscuritàdalle pendici dell’Etna.Notte assassinacome una copertasulle ferite dell’animapiegata a quattro zampelucidi il nero delle scarpecon quel sorriso tragicosotto il mantello.Forte ulula la tormentasulla campagna spiaggiatae pare un antico scheletro di balenaquell’orizzonte lunareche scivola sulle onde argentatedell’oceano mondo.Poi d’un trattolaContinua a leggere “Alcune poesie tratte dal mio libro “Il Giusto Premio””
Recensione de “La Stanza Accanto”, di Pedro Almodovar
Il solito Almodovar: temi tragici per film introspettivi che non hanno sbocco. La catarsi è sempre una questione “politica” (giuro che alla filippica di Turturro volevo alzarmi. Ma ero l’unico spettatore e ciò avrebbe vanificato il senso della mia protesta). Nel suo cinema sento sempre questo retrogusto di “bisogno di rivalsa”, abilmente (occorre dirlo) occultatoContinua a leggere “Recensione de “La Stanza Accanto”, di Pedro Almodovar”
Paura e delirio nella società dei consum(at)i
Purtroppo i Sapiens sono una specie corrotta e adesso divampa questa ridicola contrapposizione al naturale cambiamento evolutivo. Cascano le braccia. Ma tant’é. Il bello è che si è convinti di “averla fatta franca” con queste ridicole tattiche di contestazione. Io ovviamente ho caricato tutto su “IO” e mi godo certa fine di rotture di coglioni.Continua a leggere “Paura e delirio nella società dei consum(at)i”
Recensione del cd di The Last Coat of Pink “Water’s Break”
“Water’s Break” è un album che ha ancora senso definire minimalista, nell’accezione ampia in cui si può connotare il termine nell’era dei consumi, e che trae ispirazione dalle opere di Björk per un’esperienza sonora caratterizzata da profondità emotive e semplicità sofisticate. La voce di Kathya West che, naturalmente, si accosta in questo lavoro per ragioniContinua a leggere “Recensione del cd di The Last Coat of Pink “Water’s Break””
Claudia Scavone recensisce il libro “Novelle Crudeli” di Francesco Cusa
L’isolamento
Giunge come un balsamo urente a guarire profonde ferite.A un certo punto li vedi arrancare. (Gli amici. Le amiche).Quel loro seguirti fino a un certo punto è la peggiore delle dannazioni. Diventano facce dietro i vetri e il loro respiro non appanna.Strano destino, amaro karma.Dietro le pacche e i sorrisi si aprono devastate paludi tartariche.Continua a leggere “L’isolamento”
I sapiens e la società dei media
In questa cosa che si chiama alfabetizzazione e civilizzazione dei sapiens: tutto è techné. Dallascoperta del fuoco, all’invenzione della ruota, dal motore supersonico all’iPhone, tutta la simulazione che è la vita sensoriale (Maya), è frutto di innesto del sapiens entro il laboratorio “paradeia-paradiso” (e relativa generazione dell’adamon). Il nostro DNA è artificiale. Il nostro cervelloContinua a leggere “I sapiens e la società dei media”
Fuga da “X”: Elon Musk da Obama a Trump. Il cortocircuito cognitivo progressista
Chi rimane coerente alle proprie visioni del mondo può passare dall’oggi al domani da progressista a conservatore, senza aver cambiato nulla del proprio agire, volendo, del proprio heideggeriano essere nel mondo. Insomma, fatemi capire. Ci sono i “buoni” che escono da “X” e i “cattivi” che stanno con Musk e Trump, ossia con la nuova tecnologiaContinua a leggere “Fuga da “X”: Elon Musk da Obama a Trump. Il cortocircuito cognitivo progressista”
Considerazioni estetiche sull’arte e la musica in funzione dell’elaborazione di una nuova ricerca sui programmi di studio
Capitolo 1: La Trasformazione PersonaleDa almeno cinque anni la mia vita è cambiata. Accantonati gli sciocchi ardori, vivo le mie giornate con densità assoluta. È una sorta di centratura, di focus inerente l’eterno apprendere come missione di vita. I concerti sono diventati pochi e di qualità. Pubblico dei cd, e svariati libri di poesia, saggistica,Continua a leggere “Considerazioni estetiche sull’arte e la musica in funzione dell’elaborazione di una nuova ricerca sui programmi di studio”
Recensione di “Parthenope” di Paolo Sorrentino
Parthenope è la divinità che raccoglie ogni aspetto della vita e delle contraddizioni di un universo chiamato Napoli. Sorrentino tramite la storia di una donna racconta la città, adagiata come il molle corpo del Leviatano che nasce dalle acque per assurgere alle vette del Vesuvio. In mezzo passa la vita, con le angosce, gli ardori,Continua a leggere “Recensione di “Parthenope” di Paolo Sorrentino”
Ha ancora senso parlare di arte e di artisti nel 2024?
Scrivo a braccio cercando di riassumere alcuni miei interventi vocali espressi in una chat whatsapp sull’argomento. Lascerò dunque spazio all’ardore del discorso più che al puntiglio della citazione. Definire cosa sia l’arte, l’oggetto estetico, al netto dell’urgenza espressiva del darsi e del farsi nel gioco di permutazioni della vita dei sapiens, oggi, nel 2024, eContinua a leggere “Ha ancora senso parlare di arte e di artisti nel 2024?”
Recensione di “Megalopolis” di Francis Ford Coppola
Contingenza vs utopia. L’ultimo Film di Coppola è un delirio, ma a me poco importa. Coppola non poteva che delirare perché delirante è ciò che appare agli occhi di chi non può vedere. Un film-testamento caotico, frammentario, in cui le visioni si inframezzano alla narrazione, che si cura poco di scadere nel kitsch e nelContinua a leggere “Recensione di “Megalopolis” di Francis Ford Coppola”
Nemesi
NEMESI E giunsero nella notte oscuri e non vistii messi muniti di falci e uncinia far scempio dell’umano cogitaredei discorsi e delle perifrasidi lor dialoghi concitatia pugnalare di sangue nero nella nottesì, giunsero i messi a riportare l’ordinepresso gli ilici avidi e corrottitutto un rotolare di teste mozzatedi sordo rumoreggiar di crani sull’asfaltogiunsero a purgareContinua a leggere “Nemesi”
Io studio tutto il giorno
Io studio tutto il giorno. Sempre. Non c’è domenica che tenga. Non ci sono vacanze. Aborro le vacanze. Cosa devi andare a vacanzare? Io studio. Tu vai in vacanza. Non ci sono finalità. Non si utilizzano strategie funzionali. Non si danno logiche compiacenti al mercato. La mia missione è devozionale. Vivo per sondare l’insondabile, perContinua a leggere “Io studio tutto il giorno”
Recensione di “Joker: Folie à Deux” di Todd Philipps
La verità è che Todd Phillips non poteva realizzare seguito migliore al suo “Joker” di successo, e chi critica questo musical noir potrà solo far ricorso ad eventuali problematiche relative al personale gusto (il riferimento alle patetiche stroncature “veneziane” è voluto, eccome) non di certo a prerogative di sceneggiatura, dialoghi, scrittura, regia, plot ecc. IlContinua a leggere “Recensione di “Joker: Folie à Deux” di Todd Philipps”
La crepa nella monade
È in una notte come questa che gli angeli caddero a frotte nei cieli quell’arco di luce rimase come un graffio in quel pianeta lontano. Più tardi sulla Terra due folli si innamorarono e generarono la figliolanza pazza che portò caos e terrore. Il nesso che lega questi due eventi così distanti nel tempo eContinua a leggere “La crepa nella monade”
In questo porco mondo: Pinuccio l’immortale
Pinuccio si credeva immortale fin dai primi giorni della sua nascita. Andava dicendo in paese che la sua non era stata una nascita ma una prosecuzione. Pinuccio si credeva immortale e innatale. Al bar faceva esperimenti con gli avventori che stavano lì a oziare con il liquore Strega. Un istante? Che cos’è un istante? Ora?Continua a leggere “In questo porco mondo: Pinuccio l’immortale”
Recensione de“Il tempo che ci vuole” di Francesca Comencini
Raramente mi sono ritrovato a provare emozioni così forti in un film. “Il tempo che ci vuole” di Francesca Comencini è il racconto molto personale di momenti vissuti dalla regista con il padre, Luigi Comencini. È un inno al cinema, alla bellezza dell’arte che fiorisce dai traumi, dalle spine, dalla sofferenza, dalla droga. Inoltre è uno spaccatoContinua a leggere “Recensione de“Il tempo che ci vuole” di Francesca Comencini”
Recensione di “Never Let Go” di Alexandre Aja
Quando certa critica è unanime nel liquidare film di questo genere, di solito mi precipito a vederli. Quasi sempre tali approcci cinematografici vengono liquidati e derubricati negli alvei di comodo da parte di una critica ignorante e poco edotta rispetto alle tematiche trattate. Intendiamoci. “Never Let Go” non è un capolavoro, ma è certamente unContinua a leggere “Recensione di “Never Let Go” di Alexandre Aja”
Che ne posso sapere io da qui?
Settembre il suo miracolo.Luce surreale come di quadro gotico.Vento che spazza la sera.Stanotte ho visto un teschio fra le nubi.Sorella Morte, carezza sulle guance.Nella notte il mio respiro è di nessuno.Inerti fra le coperte giacciamo, a milionate.Le mie gatte annusano in giardino.Un aereo solca il cielo perenne.Gente che va.Altrove.Dal letto solo un ronzio.Giacciamo noi, cheContinua a leggere “Che ne posso sapere io da qui?”
COSMOGRAMMA
A ciò che in questa notte muovealla sciabola nera che fende l’inerteio tendo per indole e formacome un soldato al perenne richiamo. Le rocce silenti bagnate dal mare nerodue gatti rovistano nella differenziatai lampioni arancioni dell’amministrazione comunale. Stasi apparente.Son vigile. Non vivo l’incanto. Non dal manico afferro la lamae so bene che ho solo unContinua a leggere “COSMOGRAMMA”
Francesco Cusa’s DISCOGRAPHY/DISCOGRAFIA
Francesco Cusa’s DISCOGRAPHY Su Bandcamp: https://francescocusa.bandcamp.com/music CUSA DISCOGRAPHY (77cd) AS A LEADER:– FRANCESCO CUSA Impasse “su Jacques Prévert” SPLASC(H) Rec. CDH609.2, (1997)– FRANCESCO CUSA “66six” – Du Démon et d’autres questions – BASSESFEREC 002 – (1999)– FRANCESCO CUSA “66SIXS”, “Stormy Suite”, Erosha 020 (2009)– FRANCESCO CUSA & CRISTINA ZAVALLONI Impasse”New original soundtrack for Aurora byContinua a leggere “Francesco Cusa’s DISCOGRAPHY/DISCOGRAFIA”
13 settembre
Oggi ho visto la luce settembrina farsi peculiarità da quadro di Magritte e mi è parso per un istante che qualcosa delle sofferenze altrui – e delle mie alquanto – potesse esser scontato dal computo amaro dai rendiconti di un Dio fiscale eContinua a leggere “13 settembre”
Vademecum iniziatico per viaggiatori dimensionali: “Leggerezza nella Profondità”
Da qualche tempo ho fatto tesoro di questa mia massima: Leggerezza nella Profondità”. Mi è apparsa come una scritta fluorescente su una vetrina di un negozio che frequento abitualmente nei miei sogni (ci vado di notte a comprare cose varie di cui non riferirò in questo scritto). Per attraversare gli abissi infernali giova accompagnarsi diContinua a leggere “Vademecum iniziatico per viaggiatori dimensionali: “Leggerezza nella Profondità””
Davanti allo specchio
DAVANTI ALLO SPECCHIO Non sono nessuno, eppure faccio ombra. Il mio sangue pulsa forte nelle vene, sono solo spettatore.Ogni cosa mi partecipa d’una estraneità caustica e familiare.Chi è a me ostile mi è fratello e vive ben nascosto fra le pieghe del percepito.La prossimità mi disgusta quanto mi completa la spontaneità d’un abbraccio scomposto.Talvolta sorridoContinua a leggere “Davanti allo specchio”
Quattro mie composizioni analizzate e descritte con tanto di partiture e ascolti: “Le Lancôme de Lacan”, “Luminal”, “Pharmacology” e “Dopo tanto cirare…”.
1) Per anni ho composto musiche per il mio progetto “Skrunch”. Le formazioni si sono susseguite anche a causa delle elaborazioni tematiche complesse e necessitanti di prove. Ricordo i complimenti di un esaltatissimo Keith Tippett dopo un nostro concerto in quel dì Lentini.In questo brano “Le Lancome de Lacan”, come evidente dalle partiture, si intersecanoContinua a leggere “Quattro mie composizioni analizzate e descritte con tanto di partiture e ascolti: “Le Lancôme de Lacan”, “Luminal”, “Pharmacology” e “Dopo tanto cirare…”.”
A star coi gatti
A star coi gatti poi s’impara quanto doppia e falsa sia l’umàn natura ⁃ non che i gatti sian da meno che d’inganni son maestri – ma coi gatti tu ci vivi come a scuola e il metterla in saccoccia a chi si fida diventa fine arte da gattara. È il loro fondamento esistenziale. Continua a leggere “A star coi gatti”
Claudia Scavone recensisce “Il Giusto Premio” di Francesco Cusa, silloge poetica edita da Robin Edizioni
Un link dove comprare il testo: https://www.ibs.it/giusto-premio-libro-francesco-cusa/e/9791254677124 “Il giusto premio” di Francesco Cusa è un’opera che si distingue per la sua capacità di fondere la narrativa con l’arte del jazz. Cusa, noto musicista e compositore, trasporta il lettore in un viaggio sonoro attraverso le pagine del suo libro. La sua prosa è ritmica, quasi musicale,Continua a leggere “Claudia Scavone recensisce “Il Giusto Premio” di Francesco Cusa, silloge poetica edita da Robin Edizioni”
Cos’è la “liscìa” catanese
Indicata spesso come giustificazione per una ridarella prolungata, la “liscìa” va tuttavia sottolineato che non ha mai niente a che vedere con l’alcol e che, anzi, indica proprio lo stato di leggera ebbrezza che colpisce chi per la verità non ha bevuto nemmeno un goccio. Io sulla liscìa dovevo prima o poi scrivere qualcosa. IContinua a leggere “Cos’è la “liscìa” catanese”
Una mia poesia dedicata alle anime reiette: Resurrection!
RESURRECTION!È la notte di chi aspetta nel buio con le mani sudateè la notte di chi palpita e perde un battitoè la notte dei reietti, degli sporchi, dei farabuttiè la notte degli sdentati, degli storpidei bambini con l’affannoè la notte di chi deve decidere con spietatezzaè la notte degli assassini e dei santi mendicantiè laContinua a leggere “Una mia poesia dedicata alle anime reiette: Resurrection!”
Claudia Scavone recensisce il mio romanzo “Vic”
Qui un link per acquistare il romanzo: https://www.amazon.it/Vic-Francesco-Cusa/dp/8893414821 Claudia Scavone ha il grande pregio di saper cogliere l’anima delle… cose. La sua recensione ha messo in luce aspetti ancora non esplorati nel linguaggio di quest’opera in eterno divenire che è il mio romanzo “Vic”, soprattutto grazie ai suoi riferimenti all’arte visiva. Parole chiave: #realismomagico #viaggiointerioreContinua a leggere “Claudia Scavone recensisce il mio romanzo “Vic””
Dario Consoli recensisce il mio romanzo “Vic”
Un link per acquistare il libro: https://www.amazon.it/Vic-Francesco-Cusa/dp/8893414821 Dopo alcuni anni il mio romanzo “Vic” continua a nutrirsi di svariate interpretazioni intorno alla sua trama e alla complessità della sua struttura. È stupefacente constatare quante cose siano emerse e quante altre, probabilmente, ancora potrebbero affiorare nel prossimo futuro relativamente a quest’opera in perenne divenire. Sono particolarmenteContinua a leggere “Dario Consoli recensisce il mio romanzo “Vic””
L’Annuncio
Le ultime olimpiadi sono state ilmanifesto globale della nascita del nuovo sapiens. L’annuncio. Difendere “posizioni” in questo momento storico di radicale cambiamento, anche da un punto di vista temporale, ossia di ontologia del tempo in senso heideggeriano (non vi spiego perché), è semplicemente ridicolo. L’attentato è al buon senso: quello è/sembra un uomo/ha la forzaContinua a leggere “L’Annuncio”
Maschere e potere nell’era dell’inganno globale
Questa è una delle epoche più intolleranti di sempre, l’intolleranza del 2024 essendo l’ambiguo della maschera, la perfida fattura del suo intaglio, l’osceno ghigno del volto ch’essa mima.
