Davanti allo specchio

DAVANTI ALLO SPECCHIO Non sono nessuno, eppure faccio ombra. Il mio sangue pulsa forte nelle vene, sono solo spettatore.Ogni cosa mi partecipa d’una estraneità caustica e familiare.Chi è a me ostile mi è fratello e vive ben nascosto fra le pieghe del percepito.La prossimità mi disgusta quanto mi completa la spontaneità d’un abbraccio scomposto.Talvolta sorridoContinua a leggere “Davanti allo specchio”

Quattro mie composizioni analizzate e descritte con tanto di partiture e ascolti: “Le Lancôme de Lacan”, “Luminal”, “Pharmacology” e “Dopo tanto cirare…”.

1) Per anni ho composto musiche per il mio progetto “Skrunch”. Le formazioni si sono susseguite anche a causa delle elaborazioni tematiche complesse e necessitanti di prove. Ricordo i complimenti di un esaltatissimo Keith Tippett dopo un nostro concerto in quel dì Lentini.In questo brano “Le Lancome de Lacan”, come evidente dalle partiture, si intersecanoContinua a leggere “Quattro mie composizioni analizzate e descritte con tanto di partiture e ascolti: “Le Lancôme de Lacan”, “Luminal”, “Pharmacology” e “Dopo tanto cirare…”.”

Claudia Scavone recensisce “Il Giusto Premio” di Francesco Cusa, silloge poetica edita da Robin Edizioni

Un link dove comprare il testo: https://www.ibs.it/giusto-premio-libro-francesco-cusa/e/9791254677124 “Il giusto premio” di Francesco Cusa è un’opera che si distingue per la sua capacità di fondere la narrativa con l’arte del jazz. Cusa, noto musicista e compositore, trasporta il lettore in un viaggio sonoro attraverso le pagine del suo libro. La sua prosa è ritmica, quasi musicale,Continua a leggere “Claudia Scavone recensisce “Il Giusto Premio” di Francesco Cusa, silloge poetica edita da Robin Edizioni”

Cos’è la “liscìa” catanese

Indicata spesso come giustificazione per una ridarella prolungata, la “liscìa” va tuttavia sottolineato che non ha mai niente a che vedere con l’alcol e che, anzi, indica proprio lo stato di leggera ebbrezza che colpisce chi per la verità non ha bevuto nemmeno un goccio. Io sulla liscìa dovevo prima o poi scrivere qualcosa. IContinua a leggere “Cos’è la “liscìa” catanese”

Una mia poesia dedicata alle anime reiette: Resurrection!

RESURRECTION!È la notte di chi aspetta nel buio con le mani sudateè la notte di chi palpita e perde un battitoè la notte dei reietti, degli sporchi, dei farabuttiè la notte degli sdentati, degli storpidei bambini con l’affannoè la notte di chi deve decidere con spietatezzaè la notte degli assassini e dei santi mendicantiè laContinua a leggere “Una mia poesia dedicata alle anime reiette: Resurrection!”

Claudia Scavone recensisce il mio romanzo “Vic”

Qui un link per acquistare il romanzo: https://www.amazon.it/Vic-Francesco-Cusa/dp/8893414821 Claudia Scavone ha il grande pregio di saper cogliere l’anima delle… cose. La sua recensione ha messo in luce aspetti ancora non esplorati nel linguaggio di quest’opera in eterno divenire che è il mio romanzo “Vic”, soprattutto grazie ai suoi riferimenti all’arte visiva. Parole chiave: #realismomagico #viaggiointerioreContinua a leggere “Claudia Scavone recensisce il mio romanzo “Vic””

Dario Consoli recensisce il mio romanzo “Vic”

Un link per acquistare il libro: https://www.amazon.it/Vic-Francesco-Cusa/dp/8893414821 Dopo alcuni anni il mio romanzo “Vic” continua a nutrirsi di svariate interpretazioni intorno alla sua trama e alla complessità della sua struttura. È stupefacente constatare quante cose siano emerse e quante altre, probabilmente, ancora potrebbero affiorare nel prossimo futuro relativamente a quest’opera in perenne divenire. Sono particolarmenteContinua a leggere “Dario Consoli recensisce il mio romanzo “Vic””

L’Annuncio

Le ultime olimpiadi sono state ilmanifesto globale della nascita del nuovo sapiens. L’annuncio. Difendere “posizioni” in questo momento storico di radicale cambiamento, anche da un punto di vista temporale, ossia di ontologia del tempo in senso heideggeriano (non vi spiego perché), è semplicemente ridicolo. L’attentato è al buon senso: quello è/sembra un uomo/ha la forzaContinua a leggere “L’Annuncio”

Vero o falso: fenomenologia dell’informazione nell’era dei debunker

Oggi dire la “verità” significa arrivare per “primi” a dare una notizia. Quindi oggi non possiamo accedere ad alcuna “verità” per tramite dei media, giacché a prevalere sono le logiche del Circo Mediatico e dei suoi comprimari al servizio del potere. Diffidate delle notizie dei media e avrete fatto un passo sincero verso ciò cheContinua a leggere “Vero o falso: fenomenologia dell’informazione nell’era dei debunker”

Catania e gli asini raglianti

TEMA: CATANIA E GLI ASINI RAGLIANTI.SVOLGIMENTO: “A Catania ci sono tanti asini raglianti che pensano di avere le ali. Scrivono in maniera sgrammaticata, ma hanno velleità di volo. Ad esempio omettono gli accenti perché il ragliare li rende impazienti. Ci sono anche esemplari di pony-nani che si credono angeli volanti ma che sono anch’essi deiContinua a leggere “Catania e gli asini raglianti”

In questo porco mondo: il signor Niente

Non ne poteva più di se stesso, del suo nome, della sua vita. Così decise di andare all’anagrafe e di farsi cambiare nome. Scelse di chiamarsi Niente di nome e Niente di cognome. Sì sentì sollevato. Si sentì leggero come una piuma. Il suo tormentato passato, zac!, cancellato in un istante. Dopo poco cominciarono iContinua a leggere “In questo porco mondo: il signor Niente”

La Boldrini e la Schlein nel remake di: “Anche gli angeli tirano di destro”.

Ormai il vero fascismo è nei valori di questa “sinistra” woke-gender-fluid-arcobaleno-boldrinara-schleineniana, a sua volta prodotto finanziato da poche cordate di plutocrati che hanno in mente di governare il sacrosanto cambiamento e di direzionarlo verso prassi speculative volte all’uniformizzazione e all’omologazione delle menti (salto di specie dopo il limite di encefalizzazione raggiunto). Il fine è soloContinua a leggere “La Boldrini e la Schlein nel remake di: “Anche gli angeli tirano di destro”.”

Il vizietto del discredito

Oramai siamo alla ghettizzazione del pensiero dietro comodi slogan. Si presume che l’interlocutore sia una sorta di replicante in aderenza col parere e le ideologie di comodo. Rammento il Bateson in “Mente e Natura” che mostra come il meccanismo del discredito si attivi proprio modificando in modo strumentale e brutale le mappe (e le relativeContinua a leggere “Il vizietto del discredito”

Dell’incomunicabilità

Il caldo tormentava il luglioboccheggianti gli italianigiocavano a capirsimail linguaggio tesseva trappoleela gente si detestavale mogli urlavano ai maritii trans sputavano in faccia alle lesbichei figli si picchiavano con gli altri figliperché un “ma” poteva essere un’armae l’uso dell’asterisco graffiava la lingua. Cosìprese a fare ancora più caldoele strade si scioglievano nella canicolal’acqua mancavaepure l’elettricitàContinua a leggere “Dell’incomunicabilità”

La visione di Coglitor Carmèllo, da Furci cantór e menestrello

Stava in Furci un menestrello/che di nome fa Carmello/di talento Coglitore/fu di banda suonatore. Col suo piffero incantava/la madama che passava/ma da sempre avea in mente/di coinvolgere sua gente. Così giunto a mezz’età/sollazzato sul sofà/ebbe in conto di creare/un evento in riva al mare. Salutare dal mattino/l’albeggiare del divino/poi la sera nel piazzale/un bel numeroContinua a leggere “La visione di Coglitor Carmèllo, da Furci cantór e menestrello”

Il mio cinquantottesimo compleanno

Ieri 20 luglio dell’anno del Signore 2024, ho avuto l’infelice e perfida idea di festeggiare l’approssimarsi della mia dipartita invitando un logoro drappello di gente disagiata e con problematiche psichiche e di lallazione in quel di Zo.Lo scopo reale di questo esperimento era quello di approfittare delle donne single con la scusa del compleanno, eContinua a leggere “Il mio cinquantottesimo compleanno”

Le piccole disavventure dell’ibridato sapiens che si sentiva onnipotente.

Non esiste nessun essere umano che non sia frutto di ibridazione. Noi siamo “artificiali”. Il soma è artificiale. Lo sapevano millenni fa gli antichi rishi. “Automa” non significa nulla. Ciò che creeremo (androidi o similari) sarà la nostra implementazione, saranno i nostri figli, la nostra evoluzione che seguirà processi segnati da ben altre direttive cabalistiche.Continua a leggere “Le piccole disavventure dell’ibridato sapiens che si sentiva onnipotente.”

Le piccole disavventure dell’ibridato sapiens che si sentiva onnipotente.

Non esiste nessun essere umano che non sia frutto di ibridazione. Noi siamo “artificiali”. Il soma è artificiale. Lo sapevano millenni fa gli antichi rishi. “Automa” non significa nulla. Ciò che creeremo (androidi o similari) sarà la nostra implementazione, saranno i nostri figli, la nostra evoluzione che seguirà processi segnati da ben altre direttive cabalistiche.Continua a leggere “Le piccole disavventure dell’ibridato sapiens che si sentiva onnipotente.”

Essere un artigiano del 2024: la cura dell’apprendimento

Da almeno cinque anni la mia vita è cambiata. Accantonati gli sciocchi ardori, vivo le mie giornate con densità assoluta. È una sorta di centratura, di focus inerente l’eterno apprendere come missione di vita. I concerti sono diventati pochi e di qualità. Pubblico dei cd, e svariati libri di poesia, saggistica, narrativa per evidenziare ilContinua a leggere “Essere un artigiano del 2024: la cura dell’apprendimento”

L’inferno sonoro: prove tecniche dell’angoscia nella vita del sapiens

Esistono timbri vocali in grado di determinare angoscia, molestia e come un pervicace, per quanto astratto, senso di morte. È una sorta di sonorità femminile che muove dai chakra bassi e perfora pareti e resistenze, in grado di sovvertire ogni ordine di legge dell’acustica. Sovente, tale timbrica oscena trova il focus durante una telefonata inContinua a leggere “L’inferno sonoro: prove tecniche dell’angoscia nella vita del sapiens”

Cos’è la morte. Appunti.

Cos’è il “Grande Spavento”, come lo definiscono i buddisti: perché ci fa così paura il “morire”? Annullarsi. Finire. Scomparire. Stare in ascolto e percepire la vita. È un flusso? Una corrente? È il respirare? È il pensare? È il desiderare? L’amare? Il soffrire? Il gioire? È forse aver paura? Si. Anche. O meglio, è laContinua a leggere “Cos’è la morte. Appunti.”

Cos’è la morte. Appunti.

Cos’è il “Grande Spavento”, come lo definiscono i buddisti: perché ci fa così paura il “morire”? Annullarsi. Finire. Scomparire. Stare in ascolto e percepire la vita. È un flusso? Una corrente? È il respirare? È il pensare? È il desiderare? L’amare? Il soffrire? Il gioire? È forse aver paura? Si. Anche. O meglio, è laContinua a leggere “Cos’è la morte. Appunti.”

Due mie poesie: “Il Fiore” e “Guida alla percezione della struttura del mondo”

Il FIORE … e osservo e poi contemplo da mano ignota fior reciso la superba coppa del tuo calice spander la corolla oltre lo spazio. S’erge maestoso il tuo pistillo come periscopio di sue gemme ornato quale frutto dell’ovario nello stigma dal vermiglio che in arancia poi si muta. Vana cerca di miracolo è laContinua a leggere “Due mie poesie: “Il Fiore” e “Guida alla percezione della struttura del mondo””

La Schlein balla sul carro del Pride…

Questa vignetta è un capolavoro. Simboleggia perfettamente la torsione dei valori a “sinistra”. Dietro la retorica dei diritti civili si nasconde una fortissima tendenza all’intolleranza che si espleta poi nella nosologia delle classificazioni di genere (sentivo ieri il giornalista omosessuale Tommaso Cerno raccontare al programma radiofonico “La Zanzara” delle discriminazioni feroci subite all’interno del PD:Continua a leggere “La Schlein balla sul carro del Pride…”

Cosa è l’essere. Cosa è la domanda.

Quando lessi Hegel avevo bene in mente la problematica dell’essere da lui ripresa dopo Platone e Aristotele. Pochi conoscitori di Heidegger, ne sono certo, sono informati del fatto che la sua struttura formale della domanda circa l’essere è stata ampiamente oggetto di teorizzazione e speculazione presso culture altre rispetto a quella “occidentale”. Tant’è che inContinua a leggere “Cosa è l’essere. Cosa è la domanda.”

Scritti sull’arte

In fin dei conti tutta l’arte è naturale essendo artificiale l’ordine che segue nel tentativo sistematico di catalogarla. O forse anch’esso è naturale. Vediamo. Io ritengo che nel giugno del 2024 si può dire che ogni forma artistica sia sostanzialmente imitativa. Il Demiurgo, l’artista, il creatore del mondo riproduce la purezza che dall’Ogdoade procede versoContinua a leggere “Scritti sull’arte”

In questo porco mondo: “Mamma, sei tu la mamma?”

– Mamma, sei tu la mia mammina? – chiedeva Stelvio alla vecchia Zia Concetta sulla panchina. – Mamma, sei tu la mia mammina? – implorava Stelvio al postino Gedeone. Mamma, sei tu la mia mammina? – sussurrava Stelvio alla squadra di calcio del Barrafranca dagli spalti della tribunetta desolata. Mamma, sei tu la mia mammina?Continua a leggere “In questo porco mondo: “Mamma, sei tu la mamma?””

Alcune mie riflessioni sul film “Donnie Darko”

Dopo vent’anni, sono alla mia quarta visione di questo capolavoro, un vero e proprio oggetto anomalo nel panorama cinematografico. Questa quarta visione mi ha comunicato delle informazioni che non possono essere trascritte in quanto relative a forme comunicative di natura metacinematografica (a tal scopo, inserirò in corsivo estratti che fungeranno da compendio allo scritto). DiròContinua a leggere “Alcune mie riflessioni sul film “Donnie Darko””

In questo porco mondo: Il pacco

– Secondo te? – Cosa. – Non fare lo gnorri. – Ma di che parli? – Lo sai bene di cosa. – Cosa. – Tu dovresti saperlo cosa significa per me quella consegna. – Consegna? Quale consegna. – Niente, lascia stare. – No, ora mi dici, perché davvero non so a cosa ti riferisci. –Continua a leggere “In questo porco mondo: Il pacco”

In questo porco mondo: le signore con le scarpe con le dita di fuori

Gianpietruzzo non aveva mai sopportato le scarpe che lasciavano intravedere quel po’ di dita di piede. Soffriva in sommo grado se poi erano pure smaltate di rosso. La prima volta le aveva notate da piccolo nella signora Concetta vestita a festa per la messa. Gianpietruzzo era pervertito serio, non si faceva mancare nulla e nienteContinua a leggere “In questo porco mondo: le signore con le scarpe con le dita di fuori”

In questo porco mondo: Gero fa tutto quello che faccio io.

A me non piacciono le nonne che si lanciano di testa dai palazzi contro i cofani delle macchine. Anche a Gero non piacciono le nonne che si lanciano contro i cofani. In particolare quelle che si lanciano dal quarto piano. Gero mi copia. Gero ripete e fa le stesse cose che ho fatto prima ioContinua a leggere “In questo porco mondo: Gero fa tutto quello che faccio io.”

I tanti volti di Ingrid

Pubblico un racconto tratto dal mio libro “Racconti Molesti”. La visione di un possibile futuro. Alcuni si riconosceranno. A costoro comunico. Erano mie visioni di decenni fa, oscure, tetre. Adesso sono mutate, adesso vedo luce. I tanti volti di Ingrid I È come citofonare a qualcuno alle cinque del mattino per parlare di tecniche dell’abigeato. Continua a leggere “I tanti volti di Ingrid”

Chi sono io? Beh, adesso ve lo spiego.

Io sono una persona molto modesta, più modesta di tutti voi messi insieme. Quando dico “modestamente” lo dico in una tale maniera da risultare irresistibile. Una volta dissi modestamente di fronte a tre bellissime donne, ed esse diventarono mie geishe. Le cacciai l’indomani. La mia proverbiale umiltà è superiore a quella di qualsiasi terrestre, eContinua a leggere “Chi sono io? Beh, adesso ve lo spiego.”

In questo porco mondo: Bacinella da piedi azzurra in plastica per vecchi

Orazio collezionava bacinelle da piedi in plastica per vecchi. Ne aveva di ogni colore e le guardava e contemplava ogni giorno. Un giorno una di queste bacinelle parló. Bacinella da piedi azzurra in plastica per vecchi: – Orazio, Orazio! Orazio: – Chi è, chi è che parla! Bacinella da piedi azzurra in plastica per vecchi:Continua a leggere “In questo porco mondo: Bacinella da piedi azzurra in plastica per vecchi”

Spleen e vecchie sdentate

Sondare l’animo umano è come navigare sugli oceani. Nella bonaccia il mare è olio, e lo spleen è una vecchia sdentata che morde lo stomaco. Nel fortunale le onde sono cattedrali dal culto pulsante che occorre officiare, e l’urlo dello schizofrenico è grandine sulle vetrate di un pomeriggio nefasto. Osservo le mie piante. Crescono silenti,Continua a leggere “Spleen e vecchie sdentate”

In questo porco mondo: l’uomo che non sapeva finire le storie

C’era un uomo che aveva mille idee ma non sapeva come raccontarle o scriverle. “Era il quarto giorno di naufragio, ero stremato e aggrappato al legno che mi sorreggeva sulle acque. Mi parve allora di avvistare un’imbarcazione… fui colto dall’emozione, il cuore mi saltò quasi in gola… era una caraveglia… scusate una caramella… volevo direContinua a leggere “In questo porco mondo: l’uomo che non sapeva finire le storie”

In questo porco mondo: il toy boy

Incontro una mia amica. – Mio marito non mi soddisfa. Voglio un toy boy. – Posso farlo io, se vuoi. – No, ci conosciamo troppo. E poi lo voglio biondo e con gli occhi azzurri. – Mi metto parrucca bionda e lenti a contatto azzurre. – Mmm… vuoi essere il mio toy boy? – Si.Continua a leggere “In questo porco mondo: il toy boy”

Sogno del 15/4/2024: smaterializzazione del corpo.

Siamo davanti a una sorta di scogliera del catanese. Alcuni bagnanti segnalano la presenza di delfini. Mi avvicino alla sporgenza e noto che si stanno avvicinando anche delle orche gigantesche e via via dei pesci sempre più grossi che sembrano creature mostruose e chimeriche. I bagnanti scappano, quando un enorme vortice par generarsi e dalleContinua a leggere “Sogno del 15/4/2024: smaterializzazione del corpo.”

In questo porco mondo: i sopravvissuti del panificio “Nina”

La signora Nina ha un panificio e vende pane raffermo. Ciononostante la signora Nina ha sempre la fila fuori. Arriva Gino e compra un chilo di pane raffermo. Poi tocca a Marisa che compra due chili di pane raffermo. Quando è il turno della Morte la signora Nina incarta una baguette di pane marcio. LaContinua a leggere “In questo porco mondo: i sopravvissuti del panificio “Nina””

Morte e vita dell’arte.

Ho imparato solo una cosa nella vita. Quello che definisci e organizzi muore. Quando generi una forma essa muore. Dunque vivo nel perenne divenire. Sembra precarietà e invece è continuità. In questo senso l’arte è morte perenne in costante permutazione. Simula la vita impregnando il presente di futuro, ma essa “muore” quando si fa operaContinua a leggere “Morte e vita dell’arte.”

Il futuro è già qui

Una società che comunica telepaticamente non avrà più bisogno di parlare, leggere o scrivere. Questo “costo” relativo a cinquemila anni di alfabetizzazione, a breve non sarà più “sostenibile”. Questi processi sono alla base delle strategie politiche ed economiche del prossimo futuro. In realtà si tratta di un “ritorno” a facoltà un tempo “naturali” e funzionaliContinua a leggere “Il futuro è già qui”