SOGNO DEL 20-4-2026

Dovevo andare in un’altra parte della Sicilia. Non ricordo quale. Era una strada che conosco bene, una strada che ho già percorso in altri sogni. Taglia in due le montagne, con discese enormi, interminabili, e curve che sembrano portare sempre più in basso.
Decido di affrontarla in scooter.
Sono già a metà percorso. Sto attraversando una discesa ripidissima in mezzo alle montagne quando il motorino comincia a non camminare più. Perde forza, rallenta, finché si spegne del tutto, come se fosse finita la benzina.
Continuo a scendere per inerzia. A un certo punto incontro un uomo. Lo fermo e gli chiedo se, in fondo a quella enorme discesa, ci sia un distributore.
Lui mi dice di accostare, di parcheggiare il motorino e di non preoccuparmi.
Ha la barba, i capelli brizzolati, una tuta da lavoro. Lo conosco perfettamente, nel sogno, anche se non saprei dire chi sia.
Mi conduce verso un ingresso scavato dentro la montagna.
Dentro la montagna vive un’intera comunità di persone. Hanno scelto di vivere lì sotto, in una specie di abitazione sotterranea fatta di stanze, corridoi, bagni, cucine. Una situazione stranissima, quasi claustrofobica. Ci sono ragazzi che vanno e vengono, come se tutto fosse perfettamente normale.
Uno di loro va a prendere una bottiglia di benzina.
La cosa mi sorprende, perché io il serbatoio lo sentivo pieno.
Mentre parlo con quell’uomo, uno dei ragazzi apre il serbatoio del motorino. Da dentro esce un liquido acquoso, chiaro.
“Evidentemente ti hanno messo acqua nel motore”, mi dice.
Svuotano tutto. Poi versano la benzina nuova.
Io ringrazio, saluto tutti, ma mi rimane addosso una strana angoscia per quel luogo così costipato dentro la montagna. Mi viene quasi da chiedere: perché avete scelto di vivere qui sotto, con tutto lo spazio che c’è fuori?
Riparto.
Dopo un altro tratto arrivo nella zona della Marina. Per proseguire devo attraversare un tratto di mare. E allora lo scooter, senza alcuna spiegazione, diventa acquatico.
Attraverso il mare sopra il motorino, ma mi bagno completamente. Continuo finché non torno su una strada normale. Solo allora capisco che quella strada, quella costa, quel quartiere sono in realtà una qualche parte di Catania.
Arrivo finalmente a destinazione, perché devo fare un concerto.
Ma a quel punto il motorino è diventato una macchina. Dentro ho caricato pezzi di batteria, aste, piatti, borse.
Mi trovo in un centro storico che è Catania, ma non è la Catania reale. È una Catania che conosco bene nei sogni. Un posto in cui ho già suonato tante volte.
C’è una scalinata stretta e sopra una vecchia insegna, tutta scolorita, corrosa dal tempo. Non ricordo bene il nome del posto. Era qualcosa tipo “La Repubblicana”, o qualcosa del genere. Una scritta antica, quasi illeggibile.
Prendo alcuni pezzi della batteria e salgo le scale, lasciando il resto sotto.
Arrivo sopra e trovo Andrea Beneventano, che mi aspetta per suonare in duo.
Il locale è stranissimo. Sembra un ristorante americano degli anni Quaranta, elegantissimo, quasi irreale. C’è già una batteria montata, c’è il pianoforte.
Io gli dico: “Ah, ciao Andrea. Ma non sapevo che ci fosse già la batteria qua. Ho lasciato un sacco di roba sotto.”
E lui, tranquillissimo: “Sì. Tanto mangiamo prima di suonare.”
Allora mi ricordo dei pezzi che ho lasciato giù e riscendendo incontro dei ragazzi che mi salutano. Perché quello è un posto dove, nei sogni, io suono abitualmente.
Poi risalgo.
Mi preparo a mangiare e a suonare con Andrea in questo ristorante assurdo, lussuoso, fuori dal tempo.
E lì, credo, mi sveglio.

Pubblicato da Francesco Cusa

Batterista, compositore, scrittore, è nato a Catania nel 1966. Intraprende lo studio del pianoforte a quattordici anni, poi passa alla batteria facendo seminari con Ettore Fioravanti, Bruno Biriaco, Roberto Gatto, Massimo Manzi. Si trasferisce a Bologna nel 1989, dove si laurea al Dams nel 1994 con la tesi: “Gli elementi extramusicali nella performance jazzistica”. In quell’humus ha modo di collaborare con artisti provenienti da varie parti d’Italia, come Fabrizio Puglisi, Domenico Caliri, Paolo Fresu ecc. In quegli anni fonda il collettivo bolognese “Bassesfere”, assieme ad altri esponenti della musica jazz e di ricerca di quegli anni. Il suo percorso artistico lo porterà a suonare negli anni in Francia, Romania, Croazia, Slovenia, Bosnia/Erzegovina, Serbia, Olanda, Germania, Svizzera, Austria, Ungheria, Norvegia, Spagna, Belgio, Danimarca, Polonia, Usa, Cina, Giappone, Etiopia, Turchia. Successivamente fonda assieme a Paolo Sorge e Carlo Natoli il progetto artistico "Improvvisatore Involontario”, che diventerà una delle label più influenti nel panorama italiano del jazz di ricerca. Da sempre interessato all’interdisciplinarità artistica, è anche scrittore di racconti, romanzi e poesie e ha pubblicato diversi articoli di musicologa e di critica cinematografica presso molte riviste specializzate. Nel corso della sua carriera ha realizzato numerosi lavori di creazione e sonorizzazione di musiche per film, teatrali, letterari, di danza e arti visive, collaborando con noti ballerini, poeti e visual performers. Attualmente è leader dell’FCT TRIO con Tonino Miano e Riccardo Grosso, del FRANCESCO CUSA & THE ASSASSINS con Domenico Caliri, Giovanni Benvenuti, Ferdinando Romano, dell’ensemble: "NAKED MUSICIANS”, del progetto di sonorizzazione di film d'epoca “SOLOMOVIE”, dello spettacolo “DRUMS & BOOKS”, co-leader dei THE LENOX BROTHERS (Cusa/Mimmo/Martino) di FRANCESCO CUSA E GIORGIA SANTORO “The black shoes”, e dello spettacolo musical-teatrale “MOLESTA CRUDELTÀ”. in trio batteria e voce insieme alle attrici Alice Ferlito e Laura Giordani. Il suo Naked Musicians" è un metodo di conduction musicale che è stato realizzato in varie parti del mondo e da cui è stato tratto anche un libro di teoria musicale sulla “conduction”, chiamato, appunto “Naked Performers”. Ha eseguito musiche di Yotam Haber, Emilio Galante, Cristina Zavalloni, Magma, Alfredo Impullitti, Domenico Caliri, Tim Berne e molti altri. Insegna batteria jazz al conservatorio di Messina, dopo molti anni di insegnamento presso i conservatori di Benevento, Monopoli, Frosinone, Lecce, Reggio Calabria. Da alcuni anni alterna la professione del musicista a quella dello scrittore di racconti, romanzi aforismi e poesie - ha scritto due romanzi - "2056" per Ensemble Edizioni (2025) e “Vic” Algra Editore (2021) , due raccolte di racconti- “Novelle Crudeli”, “Racconti Molesti” editi da Eris Edizioni -, due saggi - “Il Surrealismo della Pianta Grassa” edito da Algra Editore (2019), - L’orlo sbavato della perfezione- Algra Editore - (2024) -, cinque raccolte poetiche - “Canti Strozzati” edito da “L’Erudita/Giulio Perrone Editore”, “Stimmate” edito da Algra Editore, “Nei Dintorni Della Civiltà” edito da “Di Felice Editore” (2020), “Il Mondo chiuso” - edito da “Robin Edizioni” (2021) Il giusto premio - Robin Edizioni (2024)-, due raccolte di aforismi “Ridetti e Ricontraddetti” e ”Amare, Dolci Pillole" editi da “Carthago” e “Fotocopie”- e di critico cinematografico per la rivista “Lapis”. Collabora dal settembre 2013 con la rivista "Cultura Commestibile", con scritti di cinema e curando la rubrica "Il Cattivissimo”, dall'agosto 2018 con il giornale on line "Sicilia Report" curando la rubrica "Lo Stiletto”. La sua voce è presente nel "Dizionario del Jazz Italiano" a cura di Flavio Caprera. Di recente è stato vincitore al festival internazionale del libro e della cultura “Etnabook” (2021) con due poesie: “Armenti” e “Ottobre Vuoto”, rispettivamente al primo e secondo posto. Collaborazioni: Paolo Fresu, Tino Tracanna, Attilio Zanchi, Marco Micheli, Bruno Tommaso, Larry Smith, Walter Schmocker, Lauro Rossi, Gianni Gebbia, Fabrizio Puglisi, Stefano De Bonis, Guglielmo Pagnozzi, Domenico Caliri, Luigi Mosso, Edoardo Marraffa, Cristina Zavalloni, Lelio Giannetto, Alberto Capelli, Riccardo Pittau, Mirko Sabatini, Jay Rodriguez, Butch Morris, [1], Michel Godard, Kenny Wheeler, Garbis Dedeian, Steve Lacy, Tim Berne, Stefano D’Anna, Pietro Ciancaglini, Paolino Dalla Porta, Roy Paci, Elliott_Sharp, Saadet Türköz[2], Andy Sheppard, Michael Riessler, Yves Robert, Giorgio Conte, Fred Giuliani, Zu, Mohammed El Bawi, E. Glerum, Assif Tsahar, Natalia M.King, Lionel Rolland , Dj.Pushy, Christophe_Monniot, Tanja Feichtmair, Manu_Codjia, Emil Spany, Arrington_de_Dionyso, Gianluca Petrella, Claudio Lugo, Marco Cappelli, Jean Marc Monteral, Ab_Baars, Ig_Henneman, Danilo Gallo, Beppe Scardino, Francesco Bigoni, Stefano Senni, Piero Bittolo Bon, i Robotobibok, Giovanni Falzone, Tito Magialajo, Enrico Terragnoli, Carlos Zingaro, John_Tilbury, Gianni Lenoci, Billy Bang, Antono Borghini, Pasquale Mirra, Francesco Bearzatti, Amy Denio, Vincenzo Vasi, Mike Cooper, Giorgio Pacorig, Paolo Sorge, Pasquale Innarella, Tony Cattano, Silvia Bolognesi, Leila Adu, Marta Raviglia, Henry Cook, Giacomo Ancillotto, Roberto Raciti, Federico Squassabia, Gaia Mattiuzzi, Dean Bowman, Don_Byron, Peter_van_Bergen, Jan Willem Van Der Ham, Ernst-Ludwig_Petrowsky, Michael Occhipinti, Giovanni Mayer, Eyal Mayoz, Jim Pugliese, Nicole Federici, Mauro Pagani,Ron_Anderson, Francesco Cafiso, Dan Kinzelman, Emilio Galante, Simone Zanchini, Lisa Mezzacappa, [3], Gabriele Mirabassi, Tellef Øgrim, Trewor Brown, Alessandro Vicard, Michael Fisher, Heinrich von Calnein, Oscar Noriega, Peter_Zummo, Greg_Burk, Antonello Salis, Carlo Atti, Tom_Arthurs, Daniele Del Monaco, Yotam_Haber, Raiz (Almamegretta), Gabriele Coen, Luca Aquino, Francesco Ponticelli, Valeria Sturba, Jean-Francois Pauvros, Samuel Cromwell, Claudio Cojaniz, Alex Turchetti, Aldo Giosué, Giorgia Santoro, Alex Meguire, Sarah Gail Brand le i danzatori e coreografi Roberto Zappalà Cinzia Scordia, Melaku Belay, Jennifer Cabrera, e Florence La Porte, gli artisti visivi Fred Gautnier, Cane Capovolto, "Gli Impresari", the gli scrittori Wu Ming, Andrea Inglese, Stefano Zenni, Federico Fini.

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