Sono sempre in questa sorta di Bologna metafisica. Una Bologna che non è quella reale, ma che nel sogno conosco perfettamente. È quasi sempre notturna, oppure immersa in una specie di crepuscolo permanente. Io lì ho una stanza in affitto. Però vivo altrove, credo in Sicilia, e ogni tanto torno a Bologna. La stanza è dentro una casa abitata da ragazzi e ragazze, probabilmente gestita da una mia amica, che nel sogno conosco benissimo ma di cui adesso non ricordo il nome. Nel sogno sono chiaramente più giovane. Forse ho ancora i capelli. Comunque non è questo il punto. Mi trovo con dei parenti durante una celebrazione, una festa. Non capisco bene se sia la mia laurea o qualcosa di simile. Poi, improvvisamente, mi ritrovo a camminare per Bologna insieme a una signora sulla sessantina. Anche lei la conosco perfettamente nel sogno, ma non esiste nella realtà. Camminiamo. A un certo punto mi indica una viuzza stretta. Ricordo perfettamente il nome di quella strada, l’ho ripetuto tante volte nel sogno, ma da sveglio non riesco più a ricordarlo. Entriamo in questa viuzza e all’improvviso, sulla destra, lo spazio si apre in modo spettacolare: tre piccoli slarghi, tre piazzette meravigliose nascoste dentro le strettoie della città. Lì c’è una specie di manifestazione futuristica. Installazioni, strutture luminose, cose impossibili da descrivere bene. Una scena sublime. Io provo a fare dei video con l’iPhone, ma mi viene impedito. Mi dicono che quella specie di installazione olografica vivente è estremamente sensibile e che filmarla potrebbe interferire. Rimango a guardare questa presenza ologrammatica, una cosa di una bellezza assurda che non saprei descrivere nemmeno lontanamente. Poi andiamo via. Mi ritrovo di nuovo con questa signora e succede una cosa tipica dei miei sogni: sono mezzo svestito, oppure devo rimettermi i pantaloni. C’è sempre questa sensazione di imbarazzo, di esposizione. Lei mi conduce a casa sua. O forse è la casa dove io stesso ho la stanza. C’è una grande stanza con un enorme slargo interno. Lì ci sono una ragazza e un ragazzo barbuto. La signora va in cucina a lavare i piatti, poi torna e comincia a parlare con loro. Ed è lì che accade la cosa più assurda. Parlano alternando italiano e una lingua orientale che io non conosco. Passano continuamente da un idioma all’altro. Eppure io capisco perfettamente tutto. Li ascolto e dico loro: “Mi fa impazzire questa cosa che parliate italiano mescolandolo con quest’altra lingua.”Loro ridono. Io continuo a capire tutto perfettamente. Aun certo punto mi viene da chiedere: “Ma state parlando armeno insieme all’italiano?” E loro continuano a ridere. Mi sveglio dopo poco. Ovviamente non ricordo nulla di quella lingua, non riuscirei a pronunciare una frase, né a decifrarla davvero. Però ricordo il suono. E la cosa inquietante è che, cercando dopo informazioni con l’IA e confrontando il suono con l’idioma, realizzo che effettivamente quella lingua fosse l’armeno. Ed è questa la domanda che mi rimane addosso: com’è possibile che nel sogno io riuscissi a comprendere perfettamente una lingua che nella realtà non conosco affatto? Forse il punto non è la lingua in sé, ma quella sensazione stranissima di familiarità assoluta. Nei sogni non “imparo”: riconosco. Come se esistesse una zona della mente — o qualcosa oltre la mente — in cui i linguaggi, le città, le persone e perfino gli idiomi sconosciuti esistessero già in forma accessibile, e il sogno non facesse altro che aprire temporaneamente una porta.
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Pubblicato da Francesco Cusa
Batterista, compositore, scrittore, è nato a Catania nel 1966. Intraprende lo studio del pianoforte a quattordici anni, poi passa alla batteria facendo seminari con Ettore Fioravanti, Bruno Biriaco, Roberto Gatto, Massimo Manzi. Si trasferisce a Bologna nel 1989, dove si laurea al Dams nel 1994 con la tesi: “Gli elementi extramusicali nella performance jazzistica”. In quell’humus ha modo di collaborare con artisti provenienti da varie parti d’Italia, come Fabrizio Puglisi, Domenico Caliri, Paolo Fresu ecc. In quegli anni fonda il collettivo bolognese “Bassesfere”, assieme ad altri esponenti della musica jazz e di ricerca di quegli anni. Il suo percorso artistico lo porterà a suonare negli anni in Francia, Romania, Croazia, Slovenia, Bosnia/Erzegovina, Serbia, Olanda, Germania, Svizzera, Austria, Ungheria, Norvegia, Spagna, Belgio, Danimarca, Polonia, Usa, Cina, Giappone, Etiopia, Turchia. Successivamente fonda assieme a Paolo Sorge e Carlo Natoli il progetto artistico "Improvvisatore Involontario”, che diventerà una delle label più influenti nel panorama italiano del jazz di ricerca. Da sempre interessato all’interdisciplinarità artistica, è anche scrittore di racconti, romanzi e poesie e ha pubblicato diversi articoli di musicologa e di critica cinematografica presso molte riviste specializzate. Nel corso della sua carriera ha realizzato numerosi lavori di creazione e sonorizzazione di musiche per film, teatrali, letterari, di danza e arti visive, collaborando con noti ballerini, poeti e visual performers.
Attualmente è leader dell’FCT TRIO con Tonino Miano e Riccardo Grosso, del FRANCESCO CUSA & THE ASSASSINS con Domenico Caliri, Giovanni Benvenuti, Ferdinando Romano, dell’ensemble: "NAKED MUSICIANS”, del progetto di sonorizzazione di film d'epoca “SOLOMOVIE”, dello spettacolo “DRUMS & BOOKS”, co-leader dei THE LENOX BROTHERS (Cusa/Mimmo/Martino) di FRANCESCO CUSA E GIORGIA SANTORO “The black shoes”, e dello spettacolo musical-teatrale “MOLESTA CRUDELTÀ”. in trio batteria e voce insieme alle attrici Alice Ferlito e Laura Giordani. Il suo Naked Musicians" è un metodo di conduction musicale che è stato realizzato in varie parti del mondo e da cui è stato tratto anche un libro di teoria musicale sulla “conduction”, chiamato, appunto “Naked Performers”. Ha eseguito musiche di Yotam Haber, Emilio Galante, Cristina Zavalloni, Magma, Alfredo Impullitti, Domenico Caliri, Tim Berne e molti altri.
Insegna batteria jazz al conservatorio di Messina, dopo molti anni di insegnamento presso i conservatori di Benevento, Monopoli, Frosinone, Lecce, Reggio Calabria.
Da alcuni anni alterna la professione del musicista a quella dello scrittore di racconti, romanzi aforismi e poesie - ha scritto due romanzi - "2056" per Ensemble Edizioni (2025) e “Vic” Algra Editore (2021) , due raccolte di racconti- “Novelle Crudeli”, “Racconti Molesti” editi da Eris Edizioni -, due saggi - “Il Surrealismo della Pianta Grassa” edito da Algra Editore (2019), - L’orlo sbavato della perfezione- Algra Editore - (2024) -, cinque raccolte poetiche - “Canti Strozzati” edito da “L’Erudita/Giulio Perrone Editore”, “Stimmate” edito da Algra Editore, “Nei Dintorni Della Civiltà” edito da “Di Felice Editore” (2020), “Il Mondo chiuso” - edito da “Robin Edizioni” (2021) Il giusto premio - Robin Edizioni (2024)-, due raccolte di aforismi “Ridetti e Ricontraddetti” e ”Amare, Dolci Pillole" editi da “Carthago” e “Fotocopie”- e di critico cinematografico per la rivista “Lapis”. Collabora dal settembre 2013 con la rivista "Cultura Commestibile", con scritti di cinema e curando la rubrica "Il Cattivissimo”, dall'agosto 2018 con il giornale on line "Sicilia Report" curando la rubrica "Lo Stiletto”. La sua voce è presente nel "Dizionario del Jazz Italiano" a cura di Flavio Caprera.
Di recente è stato vincitore al festival internazionale del libro e della cultura “Etnabook” (2021) con due poesie: “Armenti” e “Ottobre Vuoto”, rispettivamente al primo e secondo posto.
Collaborazioni:
Paolo Fresu, Tino Tracanna, Attilio Zanchi, Marco Micheli, Bruno Tommaso, Larry Smith, Walter Schmocker, Lauro Rossi, Gianni Gebbia, Fabrizio Puglisi, Stefano De Bonis, Guglielmo Pagnozzi, Domenico Caliri, Luigi Mosso, Edoardo Marraffa, Cristina Zavalloni, Lelio Giannetto, Alberto Capelli, Riccardo Pittau, Mirko Sabatini, Jay Rodriguez, Butch Morris, [1], Michel Godard, Kenny Wheeler, Garbis Dedeian, Steve Lacy, Tim Berne, Stefano D’Anna, Pietro Ciancaglini, Paolino Dalla Porta, Roy Paci, Elliott_Sharp, Saadet Türköz[2], Andy Sheppard, Michael Riessler, Yves Robert, Giorgio Conte, Fred Giuliani, Zu, Mohammed El Bawi, E. Glerum, Assif Tsahar, Natalia M.King, Lionel Rolland , Dj.Pushy, Christophe_Monniot, Tanja Feichtmair, Manu_Codjia, Emil Spany, Arrington_de_Dionyso, Gianluca Petrella, Claudio Lugo, Marco Cappelli, Jean Marc Monteral, Ab_Baars, Ig_Henneman, Danilo Gallo, Beppe Scardino, Francesco Bigoni, Stefano Senni, Piero Bittolo Bon, i Robotobibok, Giovanni Falzone, Tito Magialajo, Enrico Terragnoli, Carlos Zingaro, John_Tilbury, Gianni Lenoci, Billy Bang, Antono Borghini, Pasquale Mirra, Francesco Bearzatti, Amy Denio, Vincenzo Vasi, Mike Cooper, Giorgio Pacorig, Paolo Sorge, Pasquale Innarella, Tony Cattano, Silvia Bolognesi, Leila Adu, Marta Raviglia, Henry Cook, Giacomo Ancillotto, Roberto Raciti, Federico Squassabia, Gaia Mattiuzzi, Dean Bowman, Don_Byron, Peter_van_Bergen, Jan Willem Van Der Ham, Ernst-Ludwig_Petrowsky, Michael Occhipinti, Giovanni Mayer, Eyal Mayoz, Jim Pugliese, Nicole Federici, Mauro Pagani,Ron_Anderson, Francesco Cafiso, Dan Kinzelman, Emilio Galante, Simone Zanchini, Lisa Mezzacappa, [3], Gabriele Mirabassi, Tellef Øgrim, Trewor Brown, Alessandro Vicard, Michael Fisher, Heinrich von Calnein, Oscar Noriega, Peter_Zummo, Greg_Burk, Antonello Salis, Carlo Atti, Tom_Arthurs, Daniele Del Monaco, Yotam_Haber, Raiz (Almamegretta), Gabriele Coen, Luca Aquino, Francesco Ponticelli, Valeria Sturba, Jean-Francois Pauvros, Samuel Cromwell, Claudio Cojaniz, Alex Turchetti, Aldo Giosué, Giorgia Santoro, Alex Meguire, Sarah Gail Brand le i danzatori e coreografi Roberto Zappalà Cinzia Scordia, Melaku Belay, Jennifer Cabrera, e Florence La Porte, gli artisti visivi Fred Gautnier, Cane Capovolto, "Gli Impresari", the gli scrittori Wu Ming, Andrea Inglese, Stefano Zenni, Federico Fini.
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