Sogno del 29-7-2026: La Guerra Simulata

Ormai devo premettere sempre la stessa cosa. Il mio rapporto con il sogno ha assunto una consistenza che, per intensità e ricchezza di particolari, supera spesso quella della vita di veglia. Ogni notte abito realtà perfettamente coerenti, popolate da persone, città, lingue, architetture e vicende di una complessità tale che, una volta sveglio, riesco a riportarne soltanto un frammento. Quello che segue è appena un barlume di ciò che ho realmente vissuto.

Mi trovo ospite in una casa antica. Nella stanza domina una radio enorme, una macchina d’altri tempi, complicatissima, piena di manopole, leve, pulsanti e indicatori. Trasmette un notiziario a un volume assordante. Cerco in tutti i modi di abbassarlo, ma è impossibile. Ogni comando sembra produrre effetti diversi, mai quello desiderato.

Esco dalla stanza e mi scuso con alcuni ragazzi riuniti poco distante. Sono tutti palermitani. Lo capisco immediatamente e ne deduco di trovarmi a Palermo. Li conosco perfettamente, ma soltanto lì. Nella mia vita reale non esistono. Sono impegnati nell’organizzazione di una manifestazione e mi rassicurano: quella radio è sempre stata così, nessuno è mai riuscito a dominarla.

Pochi istanti dopo il notiziario cambia tono. Annuncia l’imminenza della guerra. E la guerra comincia davvero. Bombardamenti. Esplosioni. Sirene. La città precipita nel caos. Ma quella che credevo Palermo si trasforma rapidamente in una megalopoli immensa, sconfinata, molto più grande di qualsiasi città italiana. Non riesco neppure a capire chi stia combattendo contro chi.

Corro verso quella che considero casa mia. Solo allora mi accorgo che abito ai piani altissimi di un gigantesco grattacielo. Dalle finestre vedo la città bruciare. Esplosioni ovunque. Interi quartieri vengono cancellati. Prendo alcune attrezzature e torno in strada. Comincio a correre fra i bombardamenti.

Per le vie passano camionette militari che invitano tutti ad arruolarsi. Ma chi viaggia sui rimorchi è qualcosa di inquietante. Sono esseri umani, eppure sembrano deformati, come se fossero stati bruciati, anneriti, consumati da un fuoco antico. Gridano che saremo tutti massacrati. Molti ragazzi, terrorizzati, salgono su quei mezzi. Altri tentano di fuggire. Molte camionette vengono immediatamente distrutte dalle esplosioni. La guerra sembra divorare tutto senza alcun criterio.

Mentre corro incontro un uomo. Non saprei identificarlo. Ha qualcosa di sciamanico, quasi fosse uscito da un racconto di Castaneda. Ci ordina di seguirlo. Scopro che possiede una capacità impossibile: attraversa i muri. Noi gli andiamo dietro e, seguendo la sua traiettoria, anche gli edifici sembrano perdere consistenza. Attraversiamo pareti, appartamenti, interi isolati come se la materia smettesse improvvisamente di esistere.

Ci conduce fino a un laboratorio nascosto. Lì custodisce una macchina volante. Con quella ci spostiamo sopra una periferia devastata. Adesso il paesaggio non è più quello della metropoli. Ricorda una Palermo distrutta, oppure una Roma uscita da un bombardamento della Seconda guerra mondiale. Palazzi antichi. Strade semidistrutte. Silenzio.

A un certo punto atterriamo davanti a una delle poche pizzerie ancora aperte. Entriamo. L’uomo ci guarda e ci dice di stare tranquilli. Abbiamo fatto bene a non arruolarci. Poi rivela ciò che cambia completamente il senso di tutto. Quella guerra non è reale. È una simulazione. Serve soltanto a reclutare esseri umani destinati a uno scopo che lui non ci rivela. Noi siamo riusciti a uscirne. Ordiniamo da mangiare. Fuori continuano i bombardamenti. Dentro, incredibilmente, regna una calma assoluta.

Ed è lì che mi sveglio.

Ma, ancora una volta, il vero sogno è altrove. Non è nella trama. È nella quantità di dettagli. Ogni oggetto, ogni edificio, ogni volto, ogni suono, ogni odore possedevano una precisione che non saprei descrivere. Ho la netta sensazione che nessun film, nessun videogioco, nessuna intelligenza artificiale oggi sia capace di costruire un universo di tale complessità in tempo reale.

Ed è questa la domanda che continua a perseguitarmi. Come può il cervello generare ogni notte mondi tanto vasti, coerenti e ricchi di informazioni da superare la capacità stessa del ricordo? Oppure, come mi capita sempre più spesso di domandarmi, siamo davvero certi che sia il cervello a generarli? Forse il sogno non inventa affatto questi mondi. Forse li attraversa soltanto. Ogni risveglio è una perdita. E ogni notte è una prova fisica. Mi sveglio esausto, come se avessi realmente attraversato quelle città, corso sotto quei bombardamenti e vissuto fino in fondo quella guerra.

Pubblicato da Francesco Cusa

Batterista, compositore, scrittore, è nato a Catania nel 1966. Intraprende lo studio del pianoforte a quattordici anni, poi passa alla batteria facendo seminari con Ettore Fioravanti, Bruno Biriaco, Roberto Gatto, Massimo Manzi. Si trasferisce a Bologna nel 1989, dove si laurea al Dams nel 1994 con la tesi: “Gli elementi extramusicali nella performance jazzistica”. In quell’humus ha modo di collaborare con artisti provenienti da varie parti d’Italia, come Fabrizio Puglisi, Domenico Caliri, Paolo Fresu ecc. In quegli anni fonda il collettivo bolognese “Bassesfere”, assieme ad altri esponenti della musica jazz e di ricerca di quegli anni. Il suo percorso artistico lo porterà a suonare negli anni in Francia, Romania, Croazia, Slovenia, Bosnia/Erzegovina, Serbia, Olanda, Germania, Svizzera, Austria, Ungheria, Norvegia, Spagna, Belgio, Danimarca, Polonia, Usa, Cina, Giappone, Etiopia, Turchia. Successivamente fonda assieme a Paolo Sorge e Carlo Natoli il progetto artistico "Improvvisatore Involontario”, che diventerà una delle label più influenti nel panorama italiano del jazz di ricerca. Da sempre interessato all’interdisciplinarità artistica, è anche scrittore di racconti, romanzi e poesie e ha pubblicato diversi articoli di musicologa e di critica cinematografica presso molte riviste specializzate. Nel corso della sua carriera ha realizzato numerosi lavori di creazione e sonorizzazione di musiche per film, teatrali, letterari, di danza e arti visive, collaborando con noti ballerini, poeti e visual performers. Attualmente è leader dell’FCT TRIO con Tonino Miano e Riccardo Grosso, del FRANCESCO CUSA & THE ASSASSINS con Domenico Caliri, Giovanni Benvenuti, Ferdinando Romano, dell’ensemble: "NAKED MUSICIANS”, del progetto di sonorizzazione di film d'epoca “SOLOMOVIE”, dello spettacolo “DRUMS & BOOKS”, co-leader dei THE LENOX BROTHERS (Cusa/Mimmo/Martino) di FRANCESCO CUSA E GIORGIA SANTORO “The black shoes”, e dello spettacolo musical-teatrale “MOLESTA CRUDELTÀ”. in trio batteria e voce insieme alle attrici Alice Ferlito e Laura Giordani. Il suo Naked Musicians" è un metodo di conduction musicale che è stato realizzato in varie parti del mondo e da cui è stato tratto anche un libro di teoria musicale sulla “conduction”, chiamato, appunto “Naked Performers”. Ha eseguito musiche di Yotam Haber, Emilio Galante, Cristina Zavalloni, Magma, Alfredo Impullitti, Domenico Caliri, Tim Berne e molti altri. Insegna batteria jazz al conservatorio di Messina, dopo molti anni di insegnamento presso i conservatori di Benevento, Monopoli, Frosinone, Lecce, Reggio Calabria. Da alcuni anni alterna la professione del musicista a quella dello scrittore di racconti, romanzi aforismi e poesie - ha scritto due romanzi - "2056" per Ensemble Edizioni (2025) e “Vic” Algra Editore (2021) , due raccolte di racconti- “Novelle Crudeli”, “Racconti Molesti” editi da Eris Edizioni -, due saggi - “Il Surrealismo della Pianta Grassa” edito da Algra Editore (2019), - L’orlo sbavato della perfezione- Algra Editore - (2024) -, cinque raccolte poetiche - “Canti Strozzati” edito da “L’Erudita/Giulio Perrone Editore”, “Stimmate” edito da Algra Editore, “Nei Dintorni Della Civiltà” edito da “Di Felice Editore” (2020), “Il Mondo chiuso” - edito da “Robin Edizioni” (2021) Il giusto premio - Robin Edizioni (2024)-, due raccolte di aforismi “Ridetti e Ricontraddetti” e ”Amare, Dolci Pillole" editi da “Carthago” e “Fotocopie”- e di critico cinematografico per la rivista “Lapis”. Collabora dal settembre 2013 con la rivista "Cultura Commestibile", con scritti di cinema e curando la rubrica "Il Cattivissimo”, dall'agosto 2018 con il giornale on line "Sicilia Report" curando la rubrica "Lo Stiletto”. La sua voce è presente nel "Dizionario del Jazz Italiano" a cura di Flavio Caprera. Di recente è stato vincitore al festival internazionale del libro e della cultura “Etnabook” (2021) con due poesie: “Armenti” e “Ottobre Vuoto”, rispettivamente al primo e secondo posto. Collaborazioni: Paolo Fresu, Tino Tracanna, Attilio Zanchi, Marco Micheli, Bruno Tommaso, Larry Smith, Walter Schmocker, Lauro Rossi, Gianni Gebbia, Fabrizio Puglisi, Stefano De Bonis, Guglielmo Pagnozzi, Domenico Caliri, Luigi Mosso, Edoardo Marraffa, Cristina Zavalloni, Lelio Giannetto, Alberto Capelli, Riccardo Pittau, Mirko Sabatini, Jay Rodriguez, Butch Morris, [1], Michel Godard, Kenny Wheeler, Garbis Dedeian, Steve Lacy, Tim Berne, Stefano D’Anna, Pietro Ciancaglini, Paolino Dalla Porta, Roy Paci, Elliott_Sharp, Saadet Türköz[2], Andy Sheppard, Michael Riessler, Yves Robert, Giorgio Conte, Fred Giuliani, Zu, Mohammed El Bawi, E. Glerum, Assif Tsahar, Natalia M.King, Lionel Rolland , Dj.Pushy, Christophe_Monniot, Tanja Feichtmair, Manu_Codjia, Emil Spany, Arrington_de_Dionyso, Gianluca Petrella, Claudio Lugo, Marco Cappelli, Jean Marc Monteral, Ab_Baars, Ig_Henneman, Danilo Gallo, Beppe Scardino, Francesco Bigoni, Stefano Senni, Piero Bittolo Bon, i Robotobibok, Giovanni Falzone, Tito Magialajo, Enrico Terragnoli, Carlos Zingaro, John_Tilbury, Gianni Lenoci, Billy Bang, Antono Borghini, Pasquale Mirra, Francesco Bearzatti, Amy Denio, Vincenzo Vasi, Mike Cooper, Giorgio Pacorig, Paolo Sorge, Pasquale Innarella, Tony Cattano, Silvia Bolognesi, Leila Adu, Marta Raviglia, Henry Cook, Giacomo Ancillotto, Roberto Raciti, Federico Squassabia, Gaia Mattiuzzi, Dean Bowman, Don_Byron, Peter_van_Bergen, Jan Willem Van Der Ham, Ernst-Ludwig_Petrowsky, Michael Occhipinti, Giovanni Mayer, Eyal Mayoz, Jim Pugliese, Nicole Federici, Mauro Pagani,Ron_Anderson, Francesco Cafiso, Dan Kinzelman, Emilio Galante, Simone Zanchini, Lisa Mezzacappa, [3], Gabriele Mirabassi, Tellef Øgrim, Trewor Brown, Alessandro Vicard, Michael Fisher, Heinrich von Calnein, Oscar Noriega, Peter_Zummo, Greg_Burk, Antonello Salis, Carlo Atti, Tom_Arthurs, Daniele Del Monaco, Yotam_Haber, Raiz (Almamegretta), Gabriele Coen, Luca Aquino, Francesco Ponticelli, Valeria Sturba, Jean-Francois Pauvros, Samuel Cromwell, Claudio Cojaniz, Alex Turchetti, Aldo Giosué, Giorgia Santoro, Alex Meguire, Sarah Gail Brand le i danzatori e coreografi Roberto Zappalà Cinzia Scordia, Melaku Belay, Jennifer Cabrera, e Florence La Porte, gli artisti visivi Fred Gautnier, Cane Capovolto, "Gli Impresari", the gli scrittori Wu Ming, Andrea Inglese, Stefano Zenni, Federico Fini.

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