
Mia cara lo so che questo luccicare
Argento e incanto spande sulla pelle
Però concedi a me di protestare
Per quanto tuo lucòr toglie alle stelle.
Nascondi quasi tutto il firmamento
Per farti bellamente contemplare
Di ciò non troppo mi lamento
Ma pare te la voglia un po’ tirare.
Potresti trasformare gentilmente
I tuoi raggi in portentoso unguento
In modo da poter chi è sofferente
Un poco sollevare dal tormento.
Di bagni tuoi lunari poi render sazi
I poveri affamati vagabondi
I tossici salvare dagli strazi
La vita risanàr dei moribondi.
Che vedo disgraziata già t’eclissi!
Son troppe le sventure delle genti
Tu torni a tramontare negli abissi
E lasci noi mortali a fari spenti.
(Francesco Cusa: Stazzo 24/8/2026)
