Carrère e Pirandello: baffi e naso.

Finito e fortemente consigliato.

Il protagonista, Marc, si taglia i baffi per scherzo e scopre che la moglie Agnès sostiene che non li abbia mai avuti. Da quel momento comincia la progressiva demolizione di ogni certezza: anche gli amici sembrano confermare la versione della moglie; fotografie e ricordi diventano inaffidabili; persino elementi della sua biografia sembrano cambiare. Marc non riesce più a stabilire se sia vittima di un complotto, se stia impazzendo oppure se la realtà stessa si stia modificando intorno a lui.

Direi che I baffi di Carrère può essere letto quasi come una radicalizzazione contemporanea del meccanismo iniziale di Uno, nessuno e centomila. Pirandello parte dal naso, Carrère dai baffi: in entrambi i casi un dettaglio apparentemente insignificante del volto fa esplodere l’identità.

Ma la differenza è decisiva: Pirandello mette in crisi l’identità, Carrère finisce per mettere in crisi la realtà stessa.

Ho fatto uno schema.

Pirandello: Io credo di essere così → gli altri mi vedono diversamente → quale di questi io sono veramente io?

Carrère: Io so che avevo i baffi → gli altri sostengono che non li ho mai avuti → se non posso più fidarmi degli altri, delle fotografie, dei ricordi e delle prove, come posso sapere che il mio passato sia realmente esistito?

Ed è qui che Carrère sembra spostare il problema pirandelliano dall’ontologia dell’io all’ontologia del mondo.

Pirandello parte dal naso, Carrère dai baffi: due dettagli ridicoli del volto che fanno esplodere l’identità. Moscarda scopre di non essere quello che crede di essere; Marc arriva a dubitare persino che ciò che ricorda sia mai accaduto. Pirandello frantuma l’io, Carrère frantuma la realtà. Ma mentre Moscarda accetta di diventare “nessuno”e trova nella dissoluzione una forma di libertà, Marc non sopporta un mondo senza una verità verificabile e si distrugge. Pirandello evade dall’io; Carrère muore dentro il dubbio.

Pubblicato da Francesco Cusa

Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.

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