Recensione de “Le Confessioni” di Roberto Andò

(2016-04-26)

In questo suo ultimo lavoro, Roberto Andò pare uno scolaro alle prese con lo svolgimento di un tema: “Il G8 e la metafisica dell’umanesimo contemporaneo”. Intendiamoci: il progetto è lodevole, nobili le intenzioni, di pregio il cast, ma ciò che rende scadente il prodotto è, appunto, lo svolgimento. Andò ci opprime e mortifica a colpi di didascalie, ci ammazza di didascalie, ci soffoca di didascalie.

– Il tempo non esiste è una variabile dell’anima/Il denaro crea il tempo.

A contrapporsi sono l’etica antroposofica del monaco Salus (Servillo) ed il cinico calcolo speculativo di Daniel Roché (Auteuil), direttore del Fondo Monetario Internazionale, alla disperata ricerca di una “confessione” impossibile, di una legittimazione spirituale che non può darsi. Andò affronta la tematica con fare da social network, radicalizzando e stilizzando fino alla nausea le tipologie umane, scavando poco sulla natura intima dell’essere e dei protagonisti in scena.

– Non ho ancora capito che tipo di prete lei sia/Neanche io.

Lo iato tra i “due mondi” è figlio di una cosmogonia da gioco di ruolo, e il regista aderisce fino all’inverosimile a questa idea di affresco, di illustrazione da trattato seicentesco, de-privandoci, per le ragioni di tale confezione, financo della nostra capacità di indignarci.

– La democrazia è una menzogna. I parlamenti sono retti da anime morte. Crimini. Riciclaggio. Gli uomini di oggi se sono abili riescono ad accumulare la stessa quantità di denaro che in altri tempi si riusciva a creare in tre o quattro generazioni.

L’osceno è effettivamente questo mondo malato, in cui le banche rappresentano la versione moderna delle società segrete e in cui la sovranità degli stati è umiliata dal profitto e dagli interessi delle oligarchie dominanti, ma la rappresentazione da sussidiario de “Le Confessioni” finisce col fornire paradossale argomenti alla causa del FMI. L’impianto ieratico di tutta l’opera, che da un lato è funzionale alla narrazione degli eventi di questo “simposio”, finisce col divenire greve fardello per lo spettatore, alla ricerca di un guizzo, di un momento di rottura con i fatti.

“Non c’è alcuna utilità nel male. Ci sono fallimenti molto più grandi di quelli contabili”, afferma il monaco Salus, ma poi Andò ci piazza l’uccello raro che svolazza e canta una volta all’anno e il cane “Bernardo” (occhio che San Bernardo è il simbolo di certa massoneria, verrebbe da suggerire ad Andò) che segue il cammino francescano della vita solitaria, dell’ascesi e del silenzio, e a noi scappa un moto di pacata insofferenza (pacata, a tono con il film, per carità!).

Insomma, il cane che irrompe nella stanza dei bottoni, ringhia contro tutti i banchieri e fa una “scelta etica”, francamente non è cosa che si possa sostenere.

Così si procede per massime e citazioni bibliche secondo un impianto dialogico che alla lunga stanca.

Eppure c’erano tutti gli elementi per trarne un buon film da questo bel proposito; purtroppo, o per fortuna, senza “appeal” non si va da nessuna parte e certamente non si va oltre il buon compitino.

– Che cosa significa distruzione creativa? Vuol dire che l’economia per crescere deve prima distruggere. L’incontrollabilità del sistema è il dato di cui si basano gli economisti.

Questo dialogo estrapolato dal film poteva essere il presupposto per un affresco delle vicende del nostro tempo. Peccato.

Pubblicato da Francesco Cusa

Batterista, compositore, scrittore, è nato a Catania nel 1966. Intraprende lo studio del pianoforte a quattordici anni, poi passa alla batteria facendo seminari con Ettore Fioravanti, Bruno Biriaco, Roberto Gatto, Massimo Manzi. Si trasferisce a Bologna nel 1989, dove si laurea al Dams nel 1994 con la tesi: “Gli elementi extramusicali nella performance jazzistica”. In quell’humus ha modo di collaborare con artisti provenienti da varie parti d’Italia, come Fabrizio Puglisi, Domenico Caliri, Paolo Fresu ecc. In quegli anni fonda il collettivo bolognese “Bassesfere”, assieme ad altri esponenti della musica jazz e di ricerca di quegli anni. Il suo percorso artistico lo porterà a suonare negli anni in Francia, Romania, Croazia, Slovenia, Bosnia/Erzegovina, Serbia, Olanda, Germania, Svizzera, Austria, Ungheria, Norvegia, Spagna, Belgio, Danimarca, Polonia, Usa, Cina, Giappone, Etiopia, Turchia. Successivamente fonda assieme a Paolo Sorge e Carlo Natoli il progetto artistico "Improvvisatore Involontario”, che diventerà una delle label più influenti nel panorama italiano del jazz di ricerca. Da sempre interessato all’interdisciplinarità artistica, è anche scrittore di racconti, romanzi e poesie e ha pubblicato diversi articoli di musicologa e di critica cinematografica presso molte riviste specializzate. Nel corso della sua carriera ha realizzato numerosi lavori di creazione e sonorizzazione di musiche per film, teatrali, letterari, di danza e arti visive, collaborando con noti ballerini, poeti e visual performers. Attualmente è leader dell’FCT TRIO con Tonino Miano e Riccardo Grosso, del FRANCESCO CUSA & THE ASSASSINS con Domenico Caliri, Giovanni Benvenuti, Ferdinando Romano, dell’ensemble: "NAKED MUSICIANS”, del progetto di sonorizzazione di film d'epoca “SOLOMOVIE”, dello spettacolo “DRUMS & BOOKS”, co-leader dei THE LENOX BROTHERS (Cusa/Mimmo/Martino) di FRANCESCO CUSA E GIORGIA SANTORO “The black shoes”, e dello spettacolo musical-teatrale “MOLESTA CRUDELTÀ”. in trio batteria e voce insieme alle attrici Alice Ferlito e Laura Giordani. Il suo Naked Musicians" è un metodo di conduction musicale che è stato realizzato in varie parti del mondo e da cui è stato tratto anche un libro di teoria musicale sulla “conduction”, chiamato, appunto “Naked Performers”. Ha eseguito musiche di Yotam Haber, Emilio Galante, Cristina Zavalloni, Magma, Alfredo Impullitti, Domenico Caliri, Tim Berne e molti altri. Insegna batteria jazz al conservatorio di Messina, dopo molti anni di insegnamento presso i conservatori di Benevento, Monopoli, Frosinone, Lecce, Reggio Calabria. Da alcuni anni alterna la professione del musicista a quella dello scrittore di racconti, romanzi aforismi e poesie - ha scritto due romanzi - "2056" per Ensemble Edizioni (2025) e “Vic” Algra Editore (2021) , due raccolte di racconti- “Novelle Crudeli”, “Racconti Molesti” editi da Eris Edizioni -, due saggi - “Il Surrealismo della Pianta Grassa” edito da Algra Editore (2019), - L’orlo sbavato della perfezione- Algra Editore - (2024) -, cinque raccolte poetiche - “Canti Strozzati” edito da “L’Erudita/Giulio Perrone Editore”, “Stimmate” edito da Algra Editore, “Nei Dintorni Della Civiltà” edito da “Di Felice Editore” (2020), “Il Mondo chiuso” - edito da “Robin Edizioni” (2021) Il giusto premio - Robin Edizioni (2024)-, due raccolte di aforismi “Ridetti e Ricontraddetti” e ”Amare, Dolci Pillole" editi da “Carthago” e “Fotocopie”- e di critico cinematografico per la rivista “Lapis”. Collabora dal settembre 2013 con la rivista "Cultura Commestibile", con scritti di cinema e curando la rubrica "Il Cattivissimo”, dall'agosto 2018 con il giornale on line "Sicilia Report" curando la rubrica "Lo Stiletto”. La sua voce è presente nel "Dizionario del Jazz Italiano" a cura di Flavio Caprera. Di recente è stato vincitore al festival internazionale del libro e della cultura “Etnabook” (2021) con due poesie: “Armenti” e “Ottobre Vuoto”, rispettivamente al primo e secondo posto. Collaborazioni: Paolo Fresu, Tino Tracanna, Attilio Zanchi, Marco Micheli, Bruno Tommaso, Larry Smith, Walter Schmocker, Lauro Rossi, Gianni Gebbia, Fabrizio Puglisi, Stefano De Bonis, Guglielmo Pagnozzi, Domenico Caliri, Luigi Mosso, Edoardo Marraffa, Cristina Zavalloni, Lelio Giannetto, Alberto Capelli, Riccardo Pittau, Mirko Sabatini, Jay Rodriguez, Butch Morris, [1], Michel Godard, Kenny Wheeler, Garbis Dedeian, Steve Lacy, Tim Berne, Stefano D’Anna, Pietro Ciancaglini, Paolino Dalla Porta, Roy Paci, Elliott_Sharp, Saadet Türköz[2], Andy Sheppard, Michael Riessler, Yves Robert, Giorgio Conte, Fred Giuliani, Zu, Mohammed El Bawi, E. Glerum, Assif Tsahar, Natalia M.King, Lionel Rolland , Dj.Pushy, Christophe_Monniot, Tanja Feichtmair, Manu_Codjia, Emil Spany, Arrington_de_Dionyso, Gianluca Petrella, Claudio Lugo, Marco Cappelli, Jean Marc Monteral, Ab_Baars, Ig_Henneman, Danilo Gallo, Beppe Scardino, Francesco Bigoni, Stefano Senni, Piero Bittolo Bon, i Robotobibok, Giovanni Falzone, Tito Magialajo, Enrico Terragnoli, Carlos Zingaro, John_Tilbury, Gianni Lenoci, Billy Bang, Antono Borghini, Pasquale Mirra, Francesco Bearzatti, Amy Denio, Vincenzo Vasi, Mike Cooper, Giorgio Pacorig, Paolo Sorge, Pasquale Innarella, Tony Cattano, Silvia Bolognesi, Leila Adu, Marta Raviglia, Henry Cook, Giacomo Ancillotto, Roberto Raciti, Federico Squassabia, Gaia Mattiuzzi, Dean Bowman, Don_Byron, Peter_van_Bergen, Jan Willem Van Der Ham, Ernst-Ludwig_Petrowsky, Michael Occhipinti, Giovanni Mayer, Eyal Mayoz, Jim Pugliese, Nicole Federici, Mauro Pagani,Ron_Anderson, Francesco Cafiso, Dan Kinzelman, Emilio Galante, Simone Zanchini, Lisa Mezzacappa, [3], Gabriele Mirabassi, Tellef Øgrim, Trewor Brown, Alessandro Vicard, Michael Fisher, Heinrich von Calnein, Oscar Noriega, Peter_Zummo, Greg_Burk, Antonello Salis, Carlo Atti, Tom_Arthurs, Daniele Del Monaco, Yotam_Haber, Raiz (Almamegretta), Gabriele Coen, Luca Aquino, Francesco Ponticelli, Valeria Sturba, Jean-Francois Pauvros, Samuel Cromwell, Claudio Cojaniz, Alex Turchetti, Aldo Giosué, Giorgia Santoro, Alex Meguire, Sarah Gail Brand le i danzatori e coreografi Roberto Zappalà Cinzia Scordia, Melaku Belay, Jennifer Cabrera, e Florence La Porte, gli artisti visivi Fred Gautnier, Cane Capovolto, "Gli Impresari", the gli scrittori Wu Ming, Andrea Inglese, Stefano Zenni, Federico Fini.

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