Continua il dialogo tra Joe e Seligman, ovvero tra la ninfomane e l’asessuato, binomio perfetto nella didascalica dottrina del racconto di Lars Von Trier. Vengono a delinearsi, nel prosieguo della narrazione, anche i ruoli delle due entità antitetiche, ovvero del maschio (impotente) e della femmina (erotizzata). Joe continua a raccontare la sua evoluzione in questo secondo capitolo: il paradosso di Zenone viene evocato nella similitudine tra la tartaruga (Joe) e Achille (l’orgasmo negato). Questa impossibilità a raggiungere il piacere stabilisce un nuovo piano di esplorazione del suo viaggio, ma contemporaneamente incrocia il presente del racconto, in cui si esplicita l’impotenza di Seligman e la sua visione del godimento tutta confinata al gusto letterario e all’immaginario. Una sorta di innocenza senile (che si è fatta tale) funzionale alla contemplazione dell’Eros attraverso le lenti non colorate dal desiderio. Da qui l’esortazione (alla fine ingannatoria) di Seligman a Joe, di continuare nel racconto, nella garanzia di un ascolto e di un giudizio “puri” e fortificati dalla verginità.
L’asessuale e la ninfomane così si immergono nuovamente nelle vicende travagliate di Joe, e continua la suddivisione in capitoli, anche questa esplicativa in senso arcaico, medievale. Da Roma verso Oriente. Viaggio dal dolore alla felicità. Altra metafora con il riferimento alla chiesa scismatica. Roma quale centralità della sofferenza, Bisanzio, viaggio verso la serenità. La Chiesa d’Occidente come approdo dopo un’adolescenza all’insegna dell’estasi. Joe riferisce di questo percorso al contrario, dall’estasi al dolore, fisico e morale, degli incontri con uomini “pericolosi”, dell’ iniziazione alla violenza come fatto erotico estremo, ultimo. Descrive i percorsi, l’iniziazione alla violenza come metodo, nel parallelismo con la crocifissione, la passione e le trentanove frustate di Cristo. Racconta dell’eccitazione e della lubrificazione nell’attesa di un dolore mai provato, dell’intelligenza del metodo, dei nodi di K., di quelli dell’alpinista Prusic.
In questo senso, la maternità, il figlio (citazione notevole di una scena di “Antichrist”, ma qui il bambino viene salvato dal padre, laddove nel film, il padre-psicologo non riesce nel tentativo) viene vissuta come un fatto demonico (il neonato che ride), un presagio satanico: ”Ogni volta che guardavo negli occhi del bambino avevo la sensazione di essere scoperta”. Il film procede senza intoppi verso il vertiginoso, e forse troppo repentino finale.
Dissertazioni colte e meno colte accompagnano ogni atto di Joe: si va da quelle relative al linguaggio e all’uso delle parole blasfeme e “proibite” quali portatrici di significato e di essenza, a considerazioni più prosaiche (“Tutte le donne che dicono di non essere eccitate dai negri mentono”, oppure “Le qualità umane possono essere indicate da una sola parola: ipocrisia”).
In certi frangenti si esplicita la tensione antipsicoanalitica di Von Trier, nell’antitesi con Freud, in merito alla perversione polimorfa nel neonato, e più avanti nella messa in ridicolo del “cerchio psicoanalitico” e della rinuncia come metodo.
L’odio del sentimentalismo quale menzogna. L’anatra silenziosa quale scandaglio. La psicoanalisi come polizia etica. La rivendicazione della lussuria. La rottura con la società (finalmente un regista iconoclasta!). La celebrazione della sessualità quale forza più potente in Natura. Il pedofilo e la ninfomane nella scelta di una vita di solitudine. L’emarginazione sessuale. Il senso di colpa in quanto prerogativa femminile. L’eterna lotta maschio-femmina. Tutto ciò pare ad un certo punto acquietarsi e trovare una risposta, per quanto silenziosa o sorda.
“Io volevo uccidere un essere umano”, esclama Joe.
“Dimenticando inconsciamente di sapere come si arma una pistola?” gli fa eco Seligman.
Dunque il riposo, il sonno ristoratore, simbolico, nella neutralità di questa diade che pare completarsi sacralmente. Ma la natura fa il suo corso, e le cose stanno affatto come sembrano.
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Pubblicato da Francesco Cusa
Batterista, compositore, scrittore, è nato a Catania nel 1966. Intraprende lo studio del pianoforte a quattordici anni, poi passa alla batteria facendo seminari con Ettore Fioravanti, Bruno Biriaco, Roberto Gatto, Massimo Manzi. Si trasferisce a Bologna nel 1989, dove si laurea al Dams nel 1994 con la tesi: “Gli elementi extramusicali nella performance jazzistica”. In quell’humus ha modo di collaborare con artisti provenienti da varie parti d’Italia, come Fabrizio Puglisi, Domenico Caliri, Paolo Fresu ecc. In quegli anni fonda il collettivo bolognese “Bassesfere”, assieme ad altri esponenti della musica jazz e di ricerca di quegli anni. Il suo percorso artistico lo porterà a suonare negli anni in Francia, Romania, Croazia, Slovenia, Bosnia/Erzegovina, Serbia, Olanda, Germania, Svizzera, Austria, Ungheria, Norvegia, Spagna, Belgio, Danimarca, Polonia, Usa, Cina, Giappone, Etiopia, Turchia. Successivamente fonda assieme a Paolo Sorge e Carlo Natoli il progetto artistico "Improvvisatore Involontario”, che diventerà una delle label più influenti nel panorama italiano del jazz di ricerca. Da sempre interessato all’interdisciplinarità artistica, è anche scrittore di racconti, romanzi e poesie e ha pubblicato diversi articoli di musicologa e di critica cinematografica presso molte riviste specializzate. Nel corso della sua carriera ha realizzato numerosi lavori di creazione e sonorizzazione di musiche per film, teatrali, letterari, di danza e arti visive, collaborando con noti ballerini, poeti e visual performers.
Attualmente è leader dell’FCT TRIO con Tonino Miano e Riccardo Grosso, del FRANCESCO CUSA & THE ASSASSINS con Domenico Caliri, Giovanni Benvenuti, Ferdinando Romano, dell’ensemble: "NAKED MUSICIANS”, del progetto di sonorizzazione di film d'epoca “SOLOMOVIE”, dello spettacolo “DRUMS & BOOKS”, co-leader dei THE LENOX BROTHERS (Cusa/Mimmo/Martino) di FRANCESCO CUSA E GIORGIA SANTORO “The black shoes”, e dello spettacolo musical-teatrale “MOLESTA CRUDELTÀ”. in trio batteria e voce insieme alle attrici Alice Ferlito e Laura Giordani. Il suo Naked Musicians" è un metodo di conduction musicale che è stato realizzato in varie parti del mondo e da cui è stato tratto anche un libro di teoria musicale sulla “conduction”, chiamato, appunto “Naked Performers”. Ha eseguito musiche di Yotam Haber, Emilio Galante, Cristina Zavalloni, Magma, Alfredo Impullitti, Domenico Caliri, Tim Berne e molti altri.
Insegna batteria jazz al conservatorio di Messina, dopo molti anni di insegnamento presso i conservatori di Benevento, Monopoli, Frosinone, Lecce, Reggio Calabria.
Da alcuni anni alterna la professione del musicista a quella dello scrittore di racconti, romanzi aforismi e poesie - ha scritto due romanzi - "2056" per Ensemble Edizioni (2025) e “Vic” Algra Editore (2021) , due raccolte di racconti- “Novelle Crudeli”, “Racconti Molesti” editi da Eris Edizioni -, due saggi - “Il Surrealismo della Pianta Grassa” edito da Algra Editore (2019), - L’orlo sbavato della perfezione- Algra Editore - (2024) -, cinque raccolte poetiche - “Canti Strozzati” edito da “L’Erudita/Giulio Perrone Editore”, “Stimmate” edito da Algra Editore, “Nei Dintorni Della Civiltà” edito da “Di Felice Editore” (2020), “Il Mondo chiuso” - edito da “Robin Edizioni” (2021) Il giusto premio - Robin Edizioni (2024)-, due raccolte di aforismi “Ridetti e Ricontraddetti” e ”Amare, Dolci Pillole" editi da “Carthago” e “Fotocopie”- e di critico cinematografico per la rivista “Lapis”. Collabora dal settembre 2013 con la rivista "Cultura Commestibile", con scritti di cinema e curando la rubrica "Il Cattivissimo”, dall'agosto 2018 con il giornale on line "Sicilia Report" curando la rubrica "Lo Stiletto”. La sua voce è presente nel "Dizionario del Jazz Italiano" a cura di Flavio Caprera.
Di recente è stato vincitore al festival internazionale del libro e della cultura “Etnabook” (2021) con due poesie: “Armenti” e “Ottobre Vuoto”, rispettivamente al primo e secondo posto.
Collaborazioni:
Paolo Fresu, Tino Tracanna, Attilio Zanchi, Marco Micheli, Bruno Tommaso, Larry Smith, Walter Schmocker, Lauro Rossi, Gianni Gebbia, Fabrizio Puglisi, Stefano De Bonis, Guglielmo Pagnozzi, Domenico Caliri, Luigi Mosso, Edoardo Marraffa, Cristina Zavalloni, Lelio Giannetto, Alberto Capelli, Riccardo Pittau, Mirko Sabatini, Jay Rodriguez, Butch Morris, [1], Michel Godard, Kenny Wheeler, Garbis Dedeian, Steve Lacy, Tim Berne, Stefano D’Anna, Pietro Ciancaglini, Paolino Dalla Porta, Roy Paci, Elliott_Sharp, Saadet Türköz[2], Andy Sheppard, Michael Riessler, Yves Robert, Giorgio Conte, Fred Giuliani, Zu, Mohammed El Bawi, E. Glerum, Assif Tsahar, Natalia M.King, Lionel Rolland , Dj.Pushy, Christophe_Monniot, Tanja Feichtmair, Manu_Codjia, Emil Spany, Arrington_de_Dionyso, Gianluca Petrella, Claudio Lugo, Marco Cappelli, Jean Marc Monteral, Ab_Baars, Ig_Henneman, Danilo Gallo, Beppe Scardino, Francesco Bigoni, Stefano Senni, Piero Bittolo Bon, i Robotobibok, Giovanni Falzone, Tito Magialajo, Enrico Terragnoli, Carlos Zingaro, John_Tilbury, Gianni Lenoci, Billy Bang, Antono Borghini, Pasquale Mirra, Francesco Bearzatti, Amy Denio, Vincenzo Vasi, Mike Cooper, Giorgio Pacorig, Paolo Sorge, Pasquale Innarella, Tony Cattano, Silvia Bolognesi, Leila Adu, Marta Raviglia, Henry Cook, Giacomo Ancillotto, Roberto Raciti, Federico Squassabia, Gaia Mattiuzzi, Dean Bowman, Don_Byron, Peter_van_Bergen, Jan Willem Van Der Ham, Ernst-Ludwig_Petrowsky, Michael Occhipinti, Giovanni Mayer, Eyal Mayoz, Jim Pugliese, Nicole Federici, Mauro Pagani,Ron_Anderson, Francesco Cafiso, Dan Kinzelman, Emilio Galante, Simone Zanchini, Lisa Mezzacappa, [3], Gabriele Mirabassi, Tellef Øgrim, Trewor Brown, Alessandro Vicard, Michael Fisher, Heinrich von Calnein, Oscar Noriega, Peter_Zummo, Greg_Burk, Antonello Salis, Carlo Atti, Tom_Arthurs, Daniele Del Monaco, Yotam_Haber, Raiz (Almamegretta), Gabriele Coen, Luca Aquino, Francesco Ponticelli, Valeria Sturba, Jean-Francois Pauvros, Samuel Cromwell, Claudio Cojaniz, Alex Turchetti, Aldo Giosué, Giorgia Santoro, Alex Meguire, Sarah Gail Brand le i danzatori e coreografi Roberto Zappalà Cinzia Scordia, Melaku Belay, Jennifer Cabrera, e Florence La Porte, gli artisti visivi Fred Gautnier, Cane Capovolto, "Gli Impresari", the gli scrittori Wu Ming, Andrea Inglese, Stefano Zenni, Federico Fini.
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