Un sogno

Photo by S Migaj on Pexels.com

Certo che io faccio dei sogni “assurdi”… riesco a strappare con le unghia i brandelli di ciò che  pare dipanarsi in un magistero di grazia e tremenda logica, e che al risveglio non si presenta altrimenti che come il risultato del maldestro scarabocchio di un mutilato che tenti di riprodurre un’opera del Canova. Comunque, questi i resti di ciò che sono riuscito a sottrarre all’oblio di altri mondi. Una sparatoria dentro l’albergo in cui alloggio… (antefatto: io sono partito per un paese straniero e distante, penso sia una qualche versione degli Stati Uniti d’America). Sono inseguito in camera, fuggo nei corridoi, sparo alcuni colpi dall’angolo del muro. È un’arma molto sofisticata; siamo comunque in un altro mondo, o comunque in un futuro prossimo. Con un pulsante eseguo un naturale passaggio dell’arma che adesso non spara più proiettili, ma fasce di laser verticale. Questi sono dei veri e propri “muri di luce taglienti” in grado di sezionare in due un corpo e occorre mirare bene in anticipo, prevedendo dove andrà a finire il colpo, giacché l’albergo è oramai attraversato da una bolgia di gente che fugge da ogni parte. Per un errore di calcolo colpisco un certo A. Z. (che è persona che ho conosciuto molto tempo fa e che non vedo da decenni), ma il suo grido di dolore (gli devo aver tranciato parte della mano e della spalla, in base a ciò che retroattivamente mi mostra il software), lo percepisco dal visore dell’arma che mi restituisce la dinamica dell’evento, mentre io già fuggo per corridoi e sotterranei che conosco benissimo, veri e propri dedali che percorro a velocità elevata con una sorta di sensorialità animalesca che amplifica le mie naturali risorse da sapiens (vi posso assicurare che non ho termini per descrivere questa “prassi sensoriale”… posso solo scrivere che nel “sogno” era una qualità perfettamente disponibile e “attivabile” ad hoc nei casi di urgenza e allarme). Sbuco all’aperto e mi ritrovo in una sorta di periferia di questa città post-americana (la conosco bene: in altri sogni è lo spazio esterno del luogo in cui abito: ho un appartamento all’interno di questa struttura enorme, di albergo-centro commerciale). È una zona che adesso esploro ma che al contempo conosco a menadito. Si rivela progressivamente come le texture mapping in certi videogame. Nel frattempo comunico in una maniera inconcepibile tramite un apparecchio visuale che trasmette il pensiero con mio padre, che è un altro padre rispetto a quello che ho in questa vita, ma altrettanto “padre”. Il vissuto nostro (che in frazioni di miliardesimo di un tempo relativo a questo sogno ripercorro mentre comunico) è al contempo alieno e familiare, fatto di altrettanta vita comune, di scazzi e convergenze, solo che questo “padre” è una sorta di inventore folle e di esploratore. Prendo una metropolitana dalla Zona B della città. Arrivo nel cuore della “City”. Continuo a parlare con mio “padre”, mentre mi trasformo in un enorme uomo-spazzatura, fatto tutto di sacchetti di plastica neri, gigantesco e orripilante. Un gigante di plastica con un osceno cappellaccio. Guido un camion e spunto a tutta velocità in una parallela della strada dove mi affianca un auto, quella di mio padre che adesso si ritrova improvvisamente qui e non più distante migliaia di km. In realtà questo duo poi si trasforma in una sorta di commando esplorativo alla ricerca di qualcosa di prezioso. Dobbiamo scavare dentro una casa alla scoperta di un prezioso tesoro, o comunque di importantissimi documenti. Ora siamo in cinque o sei. Abbiamo due animali con noi perché dobbiamo seguire le indicazioni di un cane che poi si trasforma in gatto e di un altro essere animalesco non ben precisato. Il cane diventato gatta segnala con la zampetta i punti nevralgici dove occorre perforare il pavimento. Facciamo buchi con trapani e scalpelli iper tecnologici ma… nulla. Ci chiediamo perché e come sbagliamo. Forse non capiamo il linguaggio delle bestie? La missione continua mentre ci inerpichiamo lungo il crinale di una gigantesca montagna, uno scenario selvaggio, al contempo esotico e spaventoso. È lì che ho l’intuizione. Occorre interpretare il linguaggio “gattesco”. Provo a parlare con l’animaletto che ci segue come parte del Commando, il quale nel frattempo è diventato una microscopica ma bellissima cinesina in miniatura. Ma la sua essenza rimane “gattesca” pur nella sua forma antropomorfizzata. Faccio degli esempi coi gesti. Pare ascoltarmi e comprendere. Riesco a capire che quando si lecca il muso significa “No”. Allora propongo a tutto il commando di fermarci e di cercare di apprendere questa lingua. Dico alla gatta-cinese che per me sarebbe stato molto difficile interpretare quel gesto come un diniego. Che io mai avrei detto che una leccata di muso potesse significare un deciso “NO”. Lei mi fa capire che, per esempio, è in grado di comprendere tutto ciò che tutti noi abitualmente diciamo e di esserci rimasta molto male per alcune esternazioni di un familiare nei suoi confronti, per non dire dell’indifferenza con cui spesso era trattata e che la qual cosa la affliggeva molto. Purtroppo nessuno del Commando era intenzionato a perdere tempo con questo mio tentativo di interpretazione del linguaggio gattesco. Le ore erano contate e la montagna cominciava a tuonare emettendo ceneri e lapilli… Per un incredibile coup de theatre scopriamo che la missione deve essere abortita perché io mi dovrei sposare… me lo fa notare un familiare del Commando. Tutto prenotato, ristorante, alberghi… si tratta di una mia ex di “questo mondo” (mai conosciuta su questo piano reale ma, vi assicuro che lì è proprio una mia ex, anche lì con una marea di vissuto alle spalle…). Io provo quasi terrore. Come ho potuto pensare di fare una cosa del genere? Sposarmi? Eccomi dunque a tavola a discutere con lei del perché del mio cambiamento di proposito Lei si oppone decisamente, asserisce che oramai è tutto organizzato, ma io le faccio notare tutte le idiosincrasie che lei ha avuto nel recente passato Le faccio notare la sua totale indifferenza per fatti e cose che sono assolutamente accaduti da qualche parte ma non in questo mio pianeta attuale e di cui lei, viaggiatrice di mondi, sarebbe stata testimone. Suona la sveglia.

Fatti dolorosi, gioiosi, tragici, passionali, avventurosi prendono a decomporsi per poi svanire nel nulla del concreto vivere. Svanita nel nulla è anche tutta questa angosciosa trafila del matrimonio, come tutto il resto della missione da compiere, la gatta cinese, la pistola a raggi laser… tutto scola e continua a imbrattare la tela, mentre cerco di aggrapparmi a questi pochi ricordi e all’ordito sacro di quell’immenso, alieno affresco.

Pubblicato da Francesco Cusa

Batterista, compositore, scrittore, è nato a Catania nel 1966. Intraprende lo studio del pianoforte a quattordici anni, poi passa alla batteria facendo seminari con Ettore Fioravanti, Bruno Biriaco, Roberto Gatto, Massimo Manzi. Si trasferisce a Bologna nel 1989, dove si laurea al Dams nel 1994 con la tesi: “Gli elementi extramusicali nella performance jazzistica”. In quell’humus ha modo di collaborare con artisti provenienti da varie parti d’Italia, come Fabrizio Puglisi, Domenico Caliri, Paolo Fresu ecc. In quegli anni fonda il collettivo bolognese “Bassesfere”, assieme ad altri esponenti della musica jazz e di ricerca di quegli anni. Il suo percorso artistico lo porterà a suonare negli anni in Francia, Romania, Croazia, Slovenia, Bosnia/Erzegovina, Serbia, Olanda, Germania, Svizzera, Austria, Ungheria, Norvegia, Spagna, Belgio, Danimarca, Polonia, Usa, Cina, Giappone, Etiopia, Turchia. Successivamente fonda assieme a Paolo Sorge e Carlo Natoli il progetto artistico "Improvvisatore Involontario”, che diventerà una delle label più influenti nel panorama italiano del jazz di ricerca. Da sempre interessato all’interdisciplinarità artistica, è anche scrittore di racconti, romanzi e poesie e ha pubblicato diversi articoli di musicologa e di critica cinematografica presso molte riviste specializzate. Nel corso della sua carriera ha realizzato numerosi lavori di creazione e sonorizzazione di musiche per film, teatrali, letterari, di danza e arti visive, collaborando con noti ballerini, poeti e visual performers. Attualmente è leader dell’FCT TRIO con Tonino Miano e Riccardo Grosso, del FRANCESCO CUSA & THE ASSASSINS con Domenico Caliri, Giovanni Benvenuti, Ferdinando Romano, dell’ensemble: "NAKED MUSICIANS”, del progetto di sonorizzazione di film d'epoca “SOLOMOVIE”, dello spettacolo “DRUMS & BOOKS”, co-leader dei THE LENOX BROTHERS (Cusa/Mimmo/Martino) di FRANCESCO CUSA E GIORGIA SANTORO “The black shoes”, e dello spettacolo musical-teatrale “MOLESTA CRUDELTÀ”. in trio batteria e voce insieme alle attrici Alice Ferlito e Laura Giordani. Il suo Naked Musicians" è un metodo di conduction musicale che è stato realizzato in varie parti del mondo e da cui è stato tratto anche un libro di teoria musicale sulla “conduction”, chiamato, appunto “Naked Performers”. Ha eseguito musiche di Yotam Haber, Emilio Galante, Cristina Zavalloni, Magma, Alfredo Impullitti, Domenico Caliri, Tim Berne e molti altri. Insegna batteria jazz al conservatorio di Messina, dopo molti anni di insegnamento presso i conservatori di Benevento, Monopoli, Frosinone, Lecce, Reggio Calabria. Da alcuni anni alterna la professione del musicista a quella dello scrittore di racconti, romanzi aforismi e poesie - ha scritto due romanzi - "2056" per Ensemble Edizioni (2025) e “Vic” Algra Editore (2021) , due raccolte di racconti- “Novelle Crudeli”, “Racconti Molesti” editi da Eris Edizioni -, due saggi - “Il Surrealismo della Pianta Grassa” edito da Algra Editore (2019), - L’orlo sbavato della perfezione- Algra Editore - (2024) -, cinque raccolte poetiche - “Canti Strozzati” edito da “L’Erudita/Giulio Perrone Editore”, “Stimmate” edito da Algra Editore, “Nei Dintorni Della Civiltà” edito da “Di Felice Editore” (2020), “Il Mondo chiuso” - edito da “Robin Edizioni” (2021) Il giusto premio - Robin Edizioni (2024)-, due raccolte di aforismi “Ridetti e Ricontraddetti” e ”Amare, Dolci Pillole" editi da “Carthago” e “Fotocopie”- e di critico cinematografico per la rivista “Lapis”. Collabora dal settembre 2013 con la rivista "Cultura Commestibile", con scritti di cinema e curando la rubrica "Il Cattivissimo”, dall'agosto 2018 con il giornale on line "Sicilia Report" curando la rubrica "Lo Stiletto”. La sua voce è presente nel "Dizionario del Jazz Italiano" a cura di Flavio Caprera. Di recente è stato vincitore al festival internazionale del libro e della cultura “Etnabook” (2021) con due poesie: “Armenti” e “Ottobre Vuoto”, rispettivamente al primo e secondo posto. Collaborazioni: Paolo Fresu, Tino Tracanna, Attilio Zanchi, Marco Micheli, Bruno Tommaso, Larry Smith, Walter Schmocker, Lauro Rossi, Gianni Gebbia, Fabrizio Puglisi, Stefano De Bonis, Guglielmo Pagnozzi, Domenico Caliri, Luigi Mosso, Edoardo Marraffa, Cristina Zavalloni, Lelio Giannetto, Alberto Capelli, Riccardo Pittau, Mirko Sabatini, Jay Rodriguez, Butch Morris, [1], Michel Godard, Kenny Wheeler, Garbis Dedeian, Steve Lacy, Tim Berne, Stefano D’Anna, Pietro Ciancaglini, Paolino Dalla Porta, Roy Paci, Elliott_Sharp, Saadet Türköz[2], Andy Sheppard, Michael Riessler, Yves Robert, Giorgio Conte, Fred Giuliani, Zu, Mohammed El Bawi, E. Glerum, Assif Tsahar, Natalia M.King, Lionel Rolland , Dj.Pushy, Christophe_Monniot, Tanja Feichtmair, Manu_Codjia, Emil Spany, Arrington_de_Dionyso, Gianluca Petrella, Claudio Lugo, Marco Cappelli, Jean Marc Monteral, Ab_Baars, Ig_Henneman, Danilo Gallo, Beppe Scardino, Francesco Bigoni, Stefano Senni, Piero Bittolo Bon, i Robotobibok, Giovanni Falzone, Tito Magialajo, Enrico Terragnoli, Carlos Zingaro, John_Tilbury, Gianni Lenoci, Billy Bang, Antono Borghini, Pasquale Mirra, Francesco Bearzatti, Amy Denio, Vincenzo Vasi, Mike Cooper, Giorgio Pacorig, Paolo Sorge, Pasquale Innarella, Tony Cattano, Silvia Bolognesi, Leila Adu, Marta Raviglia, Henry Cook, Giacomo Ancillotto, Roberto Raciti, Federico Squassabia, Gaia Mattiuzzi, Dean Bowman, Don_Byron, Peter_van_Bergen, Jan Willem Van Der Ham, Ernst-Ludwig_Petrowsky, Michael Occhipinti, Giovanni Mayer, Eyal Mayoz, Jim Pugliese, Nicole Federici, Mauro Pagani,Ron_Anderson, Francesco Cafiso, Dan Kinzelman, Emilio Galante, Simone Zanchini, Lisa Mezzacappa, [3], Gabriele Mirabassi, Tellef Øgrim, Trewor Brown, Alessandro Vicard, Michael Fisher, Heinrich von Calnein, Oscar Noriega, Peter_Zummo, Greg_Burk, Antonello Salis, Carlo Atti, Tom_Arthurs, Daniele Del Monaco, Yotam_Haber, Raiz (Almamegretta), Gabriele Coen, Luca Aquino, Francesco Ponticelli, Valeria Sturba, Jean-Francois Pauvros, Samuel Cromwell, Claudio Cojaniz, Alex Turchetti, Aldo Giosué, Giorgia Santoro, Alex Meguire, Sarah Gail Brand le i danzatori e coreografi Roberto Zappalà Cinzia Scordia, Melaku Belay, Jennifer Cabrera, e Florence La Porte, gli artisti visivi Fred Gautnier, Cane Capovolto, "Gli Impresari", the gli scrittori Wu Ming, Andrea Inglese, Stefano Zenni, Federico Fini.

Lascia un commento