Guenon, Borges, Carlo Palermo e la Schlein.

Ciampi, Draghi ecc., gesuiti e massoni in lista del Comitato di consulenza globale e di garanzia per le privatizzazioni del 1993. Nascita della nuova Europa e del Nuovo Mondo. La piramide rovesciata che sta sopra alla P2 (da leggere come P elevata al quadrato) nei rapporti di Tina Anselmi. I Rosa Croce. La piramide del Louvre… così recitano alcune pagine del volume di Carlo Palermo “La Bestia”.

Cerchiamo di fare chiarezza. Cosa è questa piramide da un punto di vista simbolico? Ci viene incontro Guenon ne il suo “Il Regno della Quantità e i Segni dei Tempi”. Prendiamo un triangolo “il cui vertice è il polo essenziale che è qualità pura, mentre la base è il polo sostanziale, cioè, per quanto riguarda il nostro mondo, la quantità pura, raffigurata dalla molteplicità dei punti della base di contro al punto unico del vertice”.

Ora, è evidente che la molteplicità rappresenta il “quantitativo” e che essa sarà tanto più evidente quanto più è distante dal vertice per avvicinarsi alla base. Immaginiamo tale base come indefinitamente distante dal vertice: ne risulterà un distacco tale da far sì che tra base e vertice non vi sia più alcun rapporto reale (l’attuale situazione del nostro mondo), così come apparirà altrettanto evidente che la conoscenza è del tutto scissa dal proprio centro di emanazione iniziatico (con conconseguenze devastanti dal punto di vista storico-antropologico). “Spogliare gli esseri delle qualità proprie”, non è forse questo il palese intento della “Società della Sorveglianza” e della cosiddetta “cancel culture” che mira, in perfetta linea con lo scientismo imperante, al dominio della quantità del dato, del numero, della statistica fredda, rispetto alla qualità? Ancora Guenon: “si cerca effettivamente di rendere gli individui tanto simili tra loro quanto la natura lo permette, e questo in primo luogo pretendendo di imporre a tutti un’educazione uniforme (e aggiungerei un’informazione mediaticamente uniforme). L’occidentale moderno non si accontenta di imporre a casa sua un tal genere di educazione: egli vuole imporlo anche agli altri, unitamente al tutto il complesso delle sue abitudini mentali e corporee, al fine di uniformizzare il mondo intero” (e sulla natura profetica di queste parole, ritengo di non dover aggiungere altro).

Borges nella sua raccolta di racconti “Finzioni”, nel racconto “Le Tre Versioni di Giuda” ci fornisce un ulteriore, prezioso dettaglio: “L’ordine inferiore è uno specchio dell’ordine superiore; le forme della terra corrispondono a quelle del cielo; le macchie della pelle sono una mappa delle costellazioni incorruttibili; Giuda riflette in qualche modo Gesù”. Ancora una volta un riferimento al simbolismo, ai mondi rovesciati, ai triangoli comunicanti fra basi e vertici in successione.

Il povero Carlo Palermo, da scettico e fedele uomo di giustizia, si ritrova così catapultato, a seguito della sua caparbia volontà di verità, dentro un vortice che finisce col mutare i fatti in codici allegorici, a qualificare le vicende degli omicidi mafiosi eccellenti come emanazione di una ritualità ancestrale e profondamente radicata in ogni apparato politico e militare dello Stato e dell’economia internazionale. P elevato a 2 “non indica forse la dilatazione (che si apre verso l’alto) rispetto a ciò che ne rappresenta la base? Se, cioè, immaginiamo la P2 come una tradizionale piramide che presenta il proprio vertice in alto – così comunemente la rappresentano i massoni – la P elevato a 2 non starà a indicare proprio quella piramide sovrapposta e rovesciata ipotizzata dalla Commissione P2 (e confermata dal venerabile Gelli), che parrebbe non si sia mai voluta esaminare perché racchiuderebbe qualcosa che si trova su e non debba essere scoperto?”. Tralascio in questo scritto l’ulteriore approfondimento della relazione tra vertice del triangolo inferiore e vertice del triangolo rovesciato perché ci porterebbe troppo lontani: posso solo suggerire di indagare sulle relazioni tra il demiurgo del Settimo Cielo e l’Ogdoade e l’Ottavo Cielo, e veniamo all’oggi.

Dà da pensare che al giorno d’oggi, a seguito dei processi di uniformizzazione conseguenti al lockdown e al coprifuoco, solo pochi si pongano dei quesiti. Nessun dubbio sulla potenziale pericolosità di un farmaco sperimentale testato a livello mondiale. Niente da dire in merito alle migliaia di morti improvvise e alle conseguenze devastanti di questo farmaco negli ultimi due anni. Derubricata come normale l’assurdità che vedeva le forze dell’ordine all’inseguimento di un uomo in spiaggia che prendeva il sole da solo. E potrei continuare con moltissimi altri esempi. Guarda caso, tutta l’omologazione del pensiero elitario pare convergere verso gli esponenti figli di questa standardizzazione della cultura entro parametri “davosiani”. La “sinistra” DEM si trasforma così in organo principe della denuncia della satira e va a caccia di caricature della Schlein per intimare il “body shaming”. Siamo di fronte all’uniformità della satira, alla morte della biodiversità, alla fine di riviste come il “Vernacoliere”, “Il Male”, al processo di estirpazione delle proprie stesse radici. La satira è sempre stata la linfa essenziale a sinistra per un reale processo di filtrazione del Reale entro una panoramica “critica e dialettica”: dobbiamo ricordare il primo Benigni, la tv di Curzi con le straordinarie caricature di Bossi da parte Guzzanti, i carri carnascialeschi con i politici della Prima Repubblica ecc? Diventato intollerante, privo di ironia, noioso, il “popolo delle primarie” trova (non so quanto consciamente) rappresentanza de facto per tramite della Schlein, degli ideali di Davos e della cultura del politicamente corretto più beceri.

Questi accostamenti servano da spunto di riflessione.

Pubblicato da Francesco Cusa

Batterista, compositore, scrittore, è nato a Catania nel 1966. Intraprende lo studio del pianoforte a quattordici anni, poi passa alla batteria facendo seminari con Ettore Fioravanti, Bruno Biriaco, Roberto Gatto, Massimo Manzi. Si trasferisce a Bologna nel 1989, dove si laurea al Dams nel 1994 con la tesi: “Gli elementi extramusicali nella performance jazzistica”. In quell’humus ha modo di collaborare con artisti provenienti da varie parti d’Italia, come Fabrizio Puglisi, Domenico Caliri, Paolo Fresu ecc. In quegli anni fonda il collettivo bolognese “Bassesfere”, assieme ad altri esponenti della musica jazz e di ricerca di quegli anni. Il suo percorso artistico lo porterà a suonare negli anni in Francia, Romania, Croazia, Slovenia, Bosnia/Erzegovina, Serbia, Olanda, Germania, Svizzera, Austria, Ungheria, Norvegia, Spagna, Belgio, Danimarca, Polonia, Usa, Cina, Giappone, Etiopia, Turchia. Successivamente fonda assieme a Paolo Sorge e Carlo Natoli il progetto artistico "Improvvisatore Involontario”, che diventerà una delle label più influenti nel panorama italiano del jazz di ricerca. Da sempre interessato all’interdisciplinarità artistica, è anche scrittore di racconti, romanzi e poesie e ha pubblicato diversi articoli di musicologa e di critica cinematografica presso molte riviste specializzate. Nel corso della sua carriera ha realizzato numerosi lavori di creazione e sonorizzazione di musiche per film, teatrali, letterari, di danza e arti visive, collaborando con noti ballerini, poeti e visual performers. Attualmente è leader dell’FCT TRIO con Tonino Miano e Riccardo Grosso, del FRANCESCO CUSA & THE ASSASSINS con Domenico Caliri, Giovanni Benvenuti, Ferdinando Romano, dell’ensemble: "NAKED MUSICIANS”, del progetto di sonorizzazione di film d'epoca “SOLOMOVIE”, dello spettacolo “DRUMS & BOOKS”, co-leader dei THE LENOX BROTHERS (Cusa/Mimmo/Martino) di FRANCESCO CUSA E GIORGIA SANTORO “The black shoes”, e dello spettacolo musical-teatrale “MOLESTA CRUDELTÀ”. in trio batteria e voce insieme alle attrici Alice Ferlito e Laura Giordani. Il suo Naked Musicians" è un metodo di conduction musicale che è stato realizzato in varie parti del mondo e da cui è stato tratto anche un libro di teoria musicale sulla “conduction”, chiamato, appunto “Naked Performers”. Ha eseguito musiche di Yotam Haber, Emilio Galante, Cristina Zavalloni, Magma, Alfredo Impullitti, Domenico Caliri, Tim Berne e molti altri. Insegna batteria jazz al conservatorio di Messina, dopo molti anni di insegnamento presso i conservatori di Benevento, Monopoli, Frosinone, Lecce, Reggio Calabria. Da alcuni anni alterna la professione del musicista a quella dello scrittore di racconti, romanzi aforismi e poesie - ha scritto due romanzi - "2056" per Ensemble Edizioni (2025) e “Vic” Algra Editore (2021) , due raccolte di racconti- “Novelle Crudeli”, “Racconti Molesti” editi da Eris Edizioni -, due saggi - “Il Surrealismo della Pianta Grassa” edito da Algra Editore (2019), - L’orlo sbavato della perfezione- Algra Editore - (2024) -, cinque raccolte poetiche - “Canti Strozzati” edito da “L’Erudita/Giulio Perrone Editore”, “Stimmate” edito da Algra Editore, “Nei Dintorni Della Civiltà” edito da “Di Felice Editore” (2020), “Il Mondo chiuso” - edito da “Robin Edizioni” (2021) Il giusto premio - Robin Edizioni (2024)-, due raccolte di aforismi “Ridetti e Ricontraddetti” e ”Amare, Dolci Pillole" editi da “Carthago” e “Fotocopie”- e di critico cinematografico per la rivista “Lapis”. Collabora dal settembre 2013 con la rivista "Cultura Commestibile", con scritti di cinema e curando la rubrica "Il Cattivissimo”, dall'agosto 2018 con il giornale on line "Sicilia Report" curando la rubrica "Lo Stiletto”. La sua voce è presente nel "Dizionario del Jazz Italiano" a cura di Flavio Caprera. Di recente è stato vincitore al festival internazionale del libro e della cultura “Etnabook” (2021) con due poesie: “Armenti” e “Ottobre Vuoto”, rispettivamente al primo e secondo posto. Collaborazioni: Paolo Fresu, Tino Tracanna, Attilio Zanchi, Marco Micheli, Bruno Tommaso, Larry Smith, Walter Schmocker, Lauro Rossi, Gianni Gebbia, Fabrizio Puglisi, Stefano De Bonis, Guglielmo Pagnozzi, Domenico Caliri, Luigi Mosso, Edoardo Marraffa, Cristina Zavalloni, Lelio Giannetto, Alberto Capelli, Riccardo Pittau, Mirko Sabatini, Jay Rodriguez, Butch Morris, [1], Michel Godard, Kenny Wheeler, Garbis Dedeian, Steve Lacy, Tim Berne, Stefano D’Anna, Pietro Ciancaglini, Paolino Dalla Porta, Roy Paci, Elliott_Sharp, Saadet Türköz[2], Andy Sheppard, Michael Riessler, Yves Robert, Giorgio Conte, Fred Giuliani, Zu, Mohammed El Bawi, E. Glerum, Assif Tsahar, Natalia M.King, Lionel Rolland , Dj.Pushy, Christophe_Monniot, Tanja Feichtmair, Manu_Codjia, Emil Spany, Arrington_de_Dionyso, Gianluca Petrella, Claudio Lugo, Marco Cappelli, Jean Marc Monteral, Ab_Baars, Ig_Henneman, Danilo Gallo, Beppe Scardino, Francesco Bigoni, Stefano Senni, Piero Bittolo Bon, i Robotobibok, Giovanni Falzone, Tito Magialajo, Enrico Terragnoli, Carlos Zingaro, John_Tilbury, Gianni Lenoci, Billy Bang, Antono Borghini, Pasquale Mirra, Francesco Bearzatti, Amy Denio, Vincenzo Vasi, Mike Cooper, Giorgio Pacorig, Paolo Sorge, Pasquale Innarella, Tony Cattano, Silvia Bolognesi, Leila Adu, Marta Raviglia, Henry Cook, Giacomo Ancillotto, Roberto Raciti, Federico Squassabia, Gaia Mattiuzzi, Dean Bowman, Don_Byron, Peter_van_Bergen, Jan Willem Van Der Ham, Ernst-Ludwig_Petrowsky, Michael Occhipinti, Giovanni Mayer, Eyal Mayoz, Jim Pugliese, Nicole Federici, Mauro Pagani,Ron_Anderson, Francesco Cafiso, Dan Kinzelman, Emilio Galante, Simone Zanchini, Lisa Mezzacappa, [3], Gabriele Mirabassi, Tellef Øgrim, Trewor Brown, Alessandro Vicard, Michael Fisher, Heinrich von Calnein, Oscar Noriega, Peter_Zummo, Greg_Burk, Antonello Salis, Carlo Atti, Tom_Arthurs, Daniele Del Monaco, Yotam_Haber, Raiz (Almamegretta), Gabriele Coen, Luca Aquino, Francesco Ponticelli, Valeria Sturba, Jean-Francois Pauvros, Samuel Cromwell, Claudio Cojaniz, Alex Turchetti, Aldo Giosué, Giorgia Santoro, Alex Meguire, Sarah Gail Brand le i danzatori e coreografi Roberto Zappalà Cinzia Scordia, Melaku Belay, Jennifer Cabrera, e Florence La Porte, gli artisti visivi Fred Gautnier, Cane Capovolto, "Gli Impresari", the gli scrittori Wu Ming, Andrea Inglese, Stefano Zenni, Federico Fini.

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