“Decidono cosa vedono gli utenti nei propri feed di notizie: costruiscono la loro realtà”.

Mie considerazioni.
Siamo dentro il vero fascismo del pensiero unico. Ciò che consente alibi alla retorica fascista DEM, è in realtà una vera e propria fuga nostalgica verso un passato investito di odio/fascinazione: prendo un demente come La Russa che fa dichiarazioni “ad minchiam” e lo trasformo nel significante reale, ossia attualizzo un pericolo, nei fatti inesistente (il ritorno delle camice nere, l’olio di ricino ecc.); oppure, esaspero la problematica della parità dei diritti e la applico al linguaggio nel tentativo di uniformare l’individuo all’immaginario della “cancel culture”, magari farcendo la torta di retoriche ambientaliste e femministe di infimo livello. Il mondo finanziario e politico è dominato da plutocrazie giudaico massoniche, dall’elite del protestantesimo tradizionale WASP, ecc. Negli ultimi vent’anni l’ineguaglianza economica è cresciuta a dismisura (e questi sono gli effetti del capitalismo finanziario e dello scientismo, altro che mondo migliore): lo 0,1 per cento di questi plutocrati esercita un’influenza notevole non solo sulla politica, ma anche sul dibattito delle idee, e quindi sulla cultura collettiva (fonti: Chrystia Freeland, “Plutocrats, The Rise of the New Global Superrich and the Fall of Everyone Else, editore: Penguin)”.
Il paradosso è che questa enorme diseguaglianza è frutto delle istanze ideologiche della nuova teologia DEM, che in Italia ha rappresentanti mediatici e politici nei vari Mentana, Gruber, Fazio, Formigli, Bianchi, Schlein, Letta, Fiano, Franceschini, e compagnia cantando, questi ultimi al soldo delle istanze di un’Europa sempre più serva delle plutocrazie americane. Tutto è congestionato dal controllo del fact-checking, gestito ancora una volta dai plutocrati, e dalle loro università di élite, nell’intento di generare idee e produrre cultura uniformata, e dunque una scienza figlia di mostruose ipertrofie che in Italia trae linfa dal Cicap e si nutre di “pieroangelismo” (e ciò produce coprifuochi, tessere verdi, divieti di circolazione, mortificazioni delle libertà individuali, nemesi mediche, tirannie delle statistiche, dipendenze farmacologiche, ecc.).
I kapó del 2023 sono i sostenitori di questo “stato delle cose”. Contro di essi la mia battaglia di resistenza: civile, culturale, artistica, politica.
