Chi rimane coerente alle proprie visioni del mondo può passare dall’oggi al domani da progressista a conservatore, senza aver cambiato nulla del proprio agire, volendo, del proprio heideggeriano essere nel mondo.
Insomma, fatemi capire. Ci sono i “buoni” che escono da “X” e i “cattivi” che stanno con Musk e Trump, ossia con la nuova tecnologia al servizio del totalitarismo. Vengono evocati parallelismi apocalittici che rievocano certe similitudini col nazismo e il controllo delle masse tramite la tecnologia al servizio dell’oppressione dei nuovi cittadini-sudditi.
Una piccola formula a riassumere: X = Musk > androide> satelliti [vs] {mi cancello} = Davos – #mivaccino > scienza
Ormai tutta la tecnologia è “politica”. Ad abbandonare “X” sono i buoni, i progressisti che un tempo erano coloro che utilizzavano Twitter come social elitario per conversazioni di alto lignaggio, e che si vantavano di avere la famosa spunta blu, a rimarcare la loro distinzione rispetto agli altri. Con un facile parallelismo si può evidenziare quanto gli attuali progressisti siano distanti dai lavoratori – adesso identificati come masse di barbari inassimilabili, quasi a memento di problematiche risalenti alla Roma repubblicana – e come questa evidenza si sia concretizzata nell’arco di un tempo irrisorio: basti solo rievocare l’epoca del berlusconismo per toccare con mano quanto rapida sia stata la metamorfosi (oggi Sorrentino dovrebbe girare un’altra versione di “Loro”, molto probabilmente). La verità è che, ancora una volta, la politica si è mangiata le parole, giacché ogni cambiamento è sempre dapprima un mutamento del significante della parole contrapposta alla langue. Si prenda la parola liberalismo; in origine pensiero politico emerso come risposta al potere assoluto delle monarchie, oggi è parola che viene accostata al cosiddetto liberalismo digitale di Musk e Trump. E poco importa far notare che fino a qualche tempo fa lo stesso Musk era un sostenitore di Obama, perché la perenne epoché, nei fatti, è funzionale all’azzeramento della memoria breve, ossia di un eterno presentismo che le società della sorveglianza instaurano per garantire una costante sovversione dei valori ideologici acquisiti. Un esempio pertinente: l’elettore medio del Movimento 5 Stelle si forma secondo i dettami del Casaleggio-pensiero riassunti nel celebre video del 2008 “Gaia: The future of politics”, in cui si profetizzava un nuovo ordine mondiale culminante in nuove elezioni digitali con elezione del governo mondiale nel 2054, progressiva diminuzione della popolazione mondiale, tecnologizzazione mediatica di tutti gli apparati pubblici, ecc. Sembrerebbero scenari tipici à la Elon Musk, vicini a una sorta di transumanesimo green senza alcun dubbio. Orbene, in questo breve arco di tempo, un elettore potenziale del movimento di Casaleggio si è spostato su posizioni diametralmente opposte. Per non dire delle élite progressiste in perenne oscillazione fra fiducia nella scienza e nell’innovazione tecnologica (campagna vaccinale coercitiva, masse costrette a obbedire ainuovi diktat della medicina, isolamento dei dissidenti, transumanesimo di stampo davosiano ecc.), criticaai nuovi modelli sovranisti nel nome di una paradossale sovranità italiana protezionistica (il recente caso Musk contro i magistrati italiani) di stampo vetero-leghista, al pericolodelle innovazioni tecnologiche di Musk, e via discorrendo, e sostegno alle campagne finanziarie dei George Soros, dei Bill Gates e dei Mark Zuckenberg*, ossia dei maggiori detentori del potere oligarchico ed economico su scala mondiale.
Così, mentre il resto del Paese annaspa, governato com’é da un’accozzaglia di riciclati a destra avente come patetico capo popolo il ministro Salvini, il gesto dell’abbandonare “X” assume nelle confuse e salottiere truppe Dem valore connotante, tratto identitario distintivo: questo è, a mio avviso, un pericoloso segnale di collasso e di deriva cognitiva senza precedenti. In realtà la rottura del monopolio del sistema delle tecno-finanza delle cordate Clinton-Obama-Pelosi, rappresenta uno schiaffo da parte di X e di Musk a tutta un’ideologia woke che si nutre parassitariamente dei finanziamenti a stati e partiti garantiti dalle plutocrazie imperanti.
*Le vere censure le subiamo ad opera dei social di Zuckenberg e di media come Open, basti ricordare cosa è accaduto durante la fase del covid-19 e cosa accade tutti i giorni alle nostre bacheche. Ma, stranamente, rispetto a tali atti di censura e violazione della libertà espressiva, il fronte progressista tace e non intima fughe.
Mi piaceCaricamento...
Pubblicato da Francesco Cusa
Batterista, compositore, scrittore, è nato a Catania nel 1966. Intraprende lo studio del pianoforte a quattordici anni, poi passa alla batteria facendo seminari con Ettore Fioravanti, Bruno Biriaco, Roberto Gatto, Massimo Manzi. Si trasferisce a Bologna nel 1989, dove si laurea al Dams nel 1994 con la tesi: “Gli elementi extramusicali nella performance jazzistica”. In quell’humus ha modo di collaborare con artisti provenienti da varie parti d’Italia, come Fabrizio Puglisi, Domenico Caliri, Paolo Fresu ecc. In quegli anni fonda il collettivo bolognese “Bassesfere”, assieme ad altri esponenti della musica jazz e di ricerca di quegli anni. Il suo percorso artistico lo porterà a suonare negli anni in Francia, Romania, Croazia, Slovenia, Bosnia/Erzegovina, Serbia, Olanda, Germania, Svizzera, Austria, Ungheria, Norvegia, Spagna, Belgio, Danimarca, Polonia, Usa, Cina, Giappone, Etiopia, Turchia. Successivamente fonda assieme a Paolo Sorge e Carlo Natoli il progetto artistico "Improvvisatore Involontario”, che diventerà una delle label più influenti nel panorama italiano del jazz di ricerca. Da sempre interessato all’interdisciplinarità artistica, è anche scrittore di racconti, romanzi e poesie e ha pubblicato diversi articoli di musicologa e di critica cinematografica presso molte riviste specializzate. Nel corso della sua carriera ha realizzato numerosi lavori di creazione e sonorizzazione di musiche per film, teatrali, letterari, di danza e arti visive, collaborando con noti ballerini, poeti e visual performers.
Attualmente è leader dell’FCT TRIO con Tonino Miano e Riccardo Grosso, del FRANCESCO CUSA & THE ASSASSINS con Domenico Caliri, Giovanni Benvenuti, Ferdinando Romano, dell’ensemble: "NAKED MUSICIANS”, del progetto di sonorizzazione di film d'epoca “SOLOMOVIE”, dello spettacolo “DRUMS & BOOKS”, co-leader dei THE LENOX BROTHERS (Cusa/Mimmo/Martino) di FRANCESCO CUSA E GIORGIA SANTORO “The black shoes”, e dello spettacolo musical-teatrale “MOLESTA CRUDELTÀ”. in trio batteria e voce insieme alle attrici Alice Ferlito e Laura Giordani. Il suo Naked Musicians" è un metodo di conduction musicale che è stato realizzato in varie parti del mondo e da cui è stato tratto anche un libro di teoria musicale sulla “conduction”, chiamato, appunto “Naked Performers”. Ha eseguito musiche di Yotam Haber, Emilio Galante, Cristina Zavalloni, Magma, Alfredo Impullitti, Domenico Caliri, Tim Berne e molti altri.
Insegna batteria jazz al conservatorio di Messina, dopo molti anni di insegnamento presso i conservatori di Benevento, Monopoli, Frosinone, Lecce, Reggio Calabria.
Da alcuni anni alterna la professione del musicista a quella dello scrittore di racconti, romanzi aforismi e poesie - ha scritto due romanzi - "2056" per Ensemble Edizioni (2025) e “Vic” Algra Editore (2021) , due raccolte di racconti- “Novelle Crudeli”, “Racconti Molesti” editi da Eris Edizioni -, due saggi - “Il Surrealismo della Pianta Grassa” edito da Algra Editore (2019), - L’orlo sbavato della perfezione- Algra Editore - (2024) -, cinque raccolte poetiche - “Canti Strozzati” edito da “L’Erudita/Giulio Perrone Editore”, “Stimmate” edito da Algra Editore, “Nei Dintorni Della Civiltà” edito da “Di Felice Editore” (2020), “Il Mondo chiuso” - edito da “Robin Edizioni” (2021) Il giusto premio - Robin Edizioni (2024)-, due raccolte di aforismi “Ridetti e Ricontraddetti” e ”Amare, Dolci Pillole" editi da “Carthago” e “Fotocopie”- e di critico cinematografico per la rivista “Lapis”. Collabora dal settembre 2013 con la rivista "Cultura Commestibile", con scritti di cinema e curando la rubrica "Il Cattivissimo”, dall'agosto 2018 con il giornale on line "Sicilia Report" curando la rubrica "Lo Stiletto”. La sua voce è presente nel "Dizionario del Jazz Italiano" a cura di Flavio Caprera.
Di recente è stato vincitore al festival internazionale del libro e della cultura “Etnabook” (2021) con due poesie: “Armenti” e “Ottobre Vuoto”, rispettivamente al primo e secondo posto.
Collaborazioni:
Paolo Fresu, Tino Tracanna, Attilio Zanchi, Marco Micheli, Bruno Tommaso, Larry Smith, Walter Schmocker, Lauro Rossi, Gianni Gebbia, Fabrizio Puglisi, Stefano De Bonis, Guglielmo Pagnozzi, Domenico Caliri, Luigi Mosso, Edoardo Marraffa, Cristina Zavalloni, Lelio Giannetto, Alberto Capelli, Riccardo Pittau, Mirko Sabatini, Jay Rodriguez, Butch Morris, [1], Michel Godard, Kenny Wheeler, Garbis Dedeian, Steve Lacy, Tim Berne, Stefano D’Anna, Pietro Ciancaglini, Paolino Dalla Porta, Roy Paci, Elliott_Sharp, Saadet Türköz[2], Andy Sheppard, Michael Riessler, Yves Robert, Giorgio Conte, Fred Giuliani, Zu, Mohammed El Bawi, E. Glerum, Assif Tsahar, Natalia M.King, Lionel Rolland , Dj.Pushy, Christophe_Monniot, Tanja Feichtmair, Manu_Codjia, Emil Spany, Arrington_de_Dionyso, Gianluca Petrella, Claudio Lugo, Marco Cappelli, Jean Marc Monteral, Ab_Baars, Ig_Henneman, Danilo Gallo, Beppe Scardino, Francesco Bigoni, Stefano Senni, Piero Bittolo Bon, i Robotobibok, Giovanni Falzone, Tito Magialajo, Enrico Terragnoli, Carlos Zingaro, John_Tilbury, Gianni Lenoci, Billy Bang, Antono Borghini, Pasquale Mirra, Francesco Bearzatti, Amy Denio, Vincenzo Vasi, Mike Cooper, Giorgio Pacorig, Paolo Sorge, Pasquale Innarella, Tony Cattano, Silvia Bolognesi, Leila Adu, Marta Raviglia, Henry Cook, Giacomo Ancillotto, Roberto Raciti, Federico Squassabia, Gaia Mattiuzzi, Dean Bowman, Don_Byron, Peter_van_Bergen, Jan Willem Van Der Ham, Ernst-Ludwig_Petrowsky, Michael Occhipinti, Giovanni Mayer, Eyal Mayoz, Jim Pugliese, Nicole Federici, Mauro Pagani,Ron_Anderson, Francesco Cafiso, Dan Kinzelman, Emilio Galante, Simone Zanchini, Lisa Mezzacappa, [3], Gabriele Mirabassi, Tellef Øgrim, Trewor Brown, Alessandro Vicard, Michael Fisher, Heinrich von Calnein, Oscar Noriega, Peter_Zummo, Greg_Burk, Antonello Salis, Carlo Atti, Tom_Arthurs, Daniele Del Monaco, Yotam_Haber, Raiz (Almamegretta), Gabriele Coen, Luca Aquino, Francesco Ponticelli, Valeria Sturba, Jean-Francois Pauvros, Samuel Cromwell, Claudio Cojaniz, Alex Turchetti, Aldo Giosué, Giorgia Santoro, Alex Meguire, Sarah Gail Brand le i danzatori e coreografi Roberto Zappalà Cinzia Scordia, Melaku Belay, Jennifer Cabrera, e Florence La Porte, gli artisti visivi Fred Gautnier, Cane Capovolto, "Gli Impresari", the gli scrittori Wu Ming, Andrea Inglese, Stefano Zenni, Federico Fini.
Visualizza più articoli