Alcune poesie tratte dal mio libro “Il Giusto Premio”

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Volano Asini

Inverno siciliano
e le persiane sbattono
furenti al vento
un raglio senza asini
è tutto un turbinare
un premere d’oscurità
dalle pendici dell’Etna.
Notte assassina
come una coperta
sulle ferite dell’anima
piegata a quattro zampe
lucidi il nero delle scarpe
con quel sorriso tragico
sotto il mantello.
Forte ulula la tormenta
sulla campagna spiaggiata
e pare un antico scheletro di balena
quell’orizzonte lunare
che scivola sulle onde argentate
dell’oceano mondo.
Poi d’un tratto
la bonaccia
cala e si frange sul litorale
a donare speranze
alle ultime barche dei pescatori.
(Stazzo, 19-01-2023)

Aletheia

… e poi in un lampo la felicità s’incrosta
che c’eravamo distratti
dai capricci del vissuto
e oltre ci spingeva
il flusso del passato
presso le rovine e i fasti
d’una demenziale statuaria greca.
Dello scandaglio della natura umana poco resta:
forse il travaglio di un pensiero
condiviso
o il dettaglio d’una indefinita senescenza.
(Stazzo, 7-12-2022)

Luci Oblique

Nel tramonto d’autunno
l’esistenza si rannicchia fra le ombre allungate
e al vento di tramontana si stiracchia
laddove i primi freddi ristagnano in circolo
come piccoli mulinelli di rabbia viola
agli angoli delle vecchie case diroccate.
Amo i luoghi solitari
ove la presenza degli umani
è poco più della flebile traccia di un profumo
amo le case abbandonate coi mobili ricoperti di
fuliggine
le campagne bagnate e deserte
amo la vita che si sfrangia
come un drappo lacero alla tempesta.
(Stazzo, 14-10-2022)

L’una e tredici

Calpesto le luci della città colorata.
L’immensità dell’anima è un cucciolo di frassino
nel chiostro.
Il refolo di vento smuove i manifesti elettorali già
scollati.
In questa melodia dell’inerte
ogni singolo tassello si incastra.
Ecco dove ti nascondevi
mediterranea pace.
(Stazzo, 28-09-2022)

Quante volte

Quante volte ho incrociato il dolore
nel tempo fermo delle estati roventi
nelle carcasse di mobili divelte e abbandonate, nel
sinistro crepitare
delle secche frasche.
Poco ho imparato.
Solo adesso che il mio ruscello interiore
è riarso e vive nei rigagnoli
riesco a percepire le fioche melodie
degli anni morti. É il loro canto che ancora mi incatena
alla linfa e alla corteccia dei miei alberi maestri.
(Stazzo, 16-09-2022)

L’universo tattile

Le mie mani
e l’abissale firmamento,
la notte che dissolve
ogni prospettiva logica,
nell’istante esatto in cui
perdono il senso e la vita
e la morte, e ogni cosa va
in frantumi e poi si ricompone;
ricordo come fosse ieri
il gelo dei tuoi occhi (ti rendeva immune!),
e un che
d’acquoso nell’aria farsi
temporale di scarpe zuppe.
Adesso, mentre le stelle parlano
i linguaggi cifrati dell’incommensurabile,
mi fa quasi tenerezza tenere
vivi i ricordi: le pesche con lo
zucchero, i poveri fanciulli
senza volto aggrappati alle ringhiere di vento,
il mare d’inverno.
(Stazzo, 25-07-2022)

Io parlo il linguaggio dei morti

Io parlo il linguaggio dei morti
la severa lingua d’ebano dei popoli antichi
l’indecifrabile motto degli spiriti.
Nella notte i miei sensi si arroventano
marchiati dal fuoco delle ferite di Selene
– fra le grazie di Erebo vinco gli inganni del diurno.
“Oltre la morale regna la pace cosmica”
si sussurra nel reame dei miei cuscini.

Domi Militiaeque

Era al mondo ancor la lava
si menavàn con la clava.
Con le prime transumanze
giù le lance nelle panze.
Prima i Greci poi i Romani
spade e daghe fra le mani.
‘N mezzo al mare fra i pennoni
poi tuonarono i cannoni.
Fra le note di minuetto
si tirava di schioppetto.
Quindi ad ogni rappresaglia
a cantàr fu la mitraglia.
Ogni popolo soccombe
se a cantare son le bombe.
Sol d’ortaggi occorre armare
la Babele nucleare.
(Stazzo, 20-03-2022)

Pubblicato da Francesco Cusa

Batterista, compositore, scrittore, è nato a Catania nel 1966. Intraprende lo studio del pianoforte a quattordici anni, poi passa alla batteria facendo seminari con Ettore Fioravanti, Bruno Biriaco, Roberto Gatto, Massimo Manzi. Si trasferisce a Bologna nel 1989, dove si laurea al Dams nel 1994 con la tesi: “Gli elementi extramusicali nella performance jazzistica”. In quell’humus ha modo di collaborare con artisti provenienti da varie parti d’Italia, come Fabrizio Puglisi, Domenico Caliri, Paolo Fresu ecc. In quegli anni fonda il collettivo bolognese “Bassesfere”, assieme ad altri esponenti della musica jazz e di ricerca di quegli anni. Il suo percorso artistico lo porterà a suonare negli anni in Francia, Romania, Croazia, Slovenia, Bosnia/Erzegovina, Serbia, Olanda, Germania, Svizzera, Austria, Ungheria, Norvegia, Spagna, Belgio, Danimarca, Polonia, Usa, Cina, Giappone, Etiopia, Turchia. Successivamente fonda assieme a Paolo Sorge e Carlo Natoli il progetto artistico "Improvvisatore Involontario”, che diventerà una delle label più influenti nel panorama italiano del jazz di ricerca. Da sempre interessato all’interdisciplinarità artistica, è anche scrittore di racconti, romanzi e poesie e ha pubblicato diversi articoli di musicologa e di critica cinematografica presso molte riviste specializzate. Nel corso della sua carriera ha realizzato numerosi lavori di creazione e sonorizzazione di musiche per film, teatrali, letterari, di danza e arti visive, collaborando con noti ballerini, poeti e visual performers. Attualmente è leader dell’FCT TRIO con Tonino Miano e Riccardo Grosso, del FRANCESCO CUSA & THE ASSASSINS con Domenico Caliri, Giovanni Benvenuti, Ferdinando Romano, dell’ensemble: "NAKED MUSICIANS”, del progetto di sonorizzazione di film d'epoca “SOLOMOVIE”, dello spettacolo “DRUMS & BOOKS”, co-leader dei THE LENOX BROTHERS (Cusa/Mimmo/Martino) di FRANCESCO CUSA E GIORGIA SANTORO “The black shoes”, e dello spettacolo musical-teatrale “MOLESTA CRUDELTÀ”. in trio batteria e voce insieme alle attrici Alice Ferlito e Laura Giordani. Il suo Naked Musicians" è un metodo di conduction musicale che è stato realizzato in varie parti del mondo e da cui è stato tratto anche un libro di teoria musicale sulla “conduction”, chiamato, appunto “Naked Performers”. Ha eseguito musiche di Yotam Haber, Emilio Galante, Cristina Zavalloni, Magma, Alfredo Impullitti, Domenico Caliri, Tim Berne e molti altri. Insegna batteria jazz al conservatorio di Messina, dopo molti anni di insegnamento presso i conservatori di Benevento, Monopoli, Frosinone, Lecce, Reggio Calabria. Da alcuni anni alterna la professione del musicista a quella dello scrittore di racconti, romanzi aforismi e poesie - ha scritto due romanzi - "2056" per Ensemble Edizioni (2025) e “Vic” Algra Editore (2021) , due raccolte di racconti- “Novelle Crudeli”, “Racconti Molesti” editi da Eris Edizioni -, due saggi - “Il Surrealismo della Pianta Grassa” edito da Algra Editore (2019), - L’orlo sbavato della perfezione- Algra Editore - (2024) -, cinque raccolte poetiche - “Canti Strozzati” edito da “L’Erudita/Giulio Perrone Editore”, “Stimmate” edito da Algra Editore, “Nei Dintorni Della Civiltà” edito da “Di Felice Editore” (2020), “Il Mondo chiuso” - edito da “Robin Edizioni” (2021) Il giusto premio - Robin Edizioni (2024)-, due raccolte di aforismi “Ridetti e Ricontraddetti” e ”Amare, Dolci Pillole" editi da “Carthago” e “Fotocopie”- e di critico cinematografico per la rivista “Lapis”. Collabora dal settembre 2013 con la rivista "Cultura Commestibile", con scritti di cinema e curando la rubrica "Il Cattivissimo”, dall'agosto 2018 con il giornale on line "Sicilia Report" curando la rubrica "Lo Stiletto”. La sua voce è presente nel "Dizionario del Jazz Italiano" a cura di Flavio Caprera. Di recente è stato vincitore al festival internazionale del libro e della cultura “Etnabook” (2021) con due poesie: “Armenti” e “Ottobre Vuoto”, rispettivamente al primo e secondo posto. Collaborazioni: Paolo Fresu, Tino Tracanna, Attilio Zanchi, Marco Micheli, Bruno Tommaso, Larry Smith, Walter Schmocker, Lauro Rossi, Gianni Gebbia, Fabrizio Puglisi, Stefano De Bonis, Guglielmo Pagnozzi, Domenico Caliri, Luigi Mosso, Edoardo Marraffa, Cristina Zavalloni, Lelio Giannetto, Alberto Capelli, Riccardo Pittau, Mirko Sabatini, Jay Rodriguez, Butch Morris, [1], Michel Godard, Kenny Wheeler, Garbis Dedeian, Steve Lacy, Tim Berne, Stefano D’Anna, Pietro Ciancaglini, Paolino Dalla Porta, Roy Paci, Elliott_Sharp, Saadet Türköz[2], Andy Sheppard, Michael Riessler, Yves Robert, Giorgio Conte, Fred Giuliani, Zu, Mohammed El Bawi, E. Glerum, Assif Tsahar, Natalia M.King, Lionel Rolland , Dj.Pushy, Christophe_Monniot, Tanja Feichtmair, Manu_Codjia, Emil Spany, Arrington_de_Dionyso, Gianluca Petrella, Claudio Lugo, Marco Cappelli, Jean Marc Monteral, Ab_Baars, Ig_Henneman, Danilo Gallo, Beppe Scardino, Francesco Bigoni, Stefano Senni, Piero Bittolo Bon, i Robotobibok, Giovanni Falzone, Tito Magialajo, Enrico Terragnoli, Carlos Zingaro, John_Tilbury, Gianni Lenoci, Billy Bang, Antono Borghini, Pasquale Mirra, Francesco Bearzatti, Amy Denio, Vincenzo Vasi, Mike Cooper, Giorgio Pacorig, Paolo Sorge, Pasquale Innarella, Tony Cattano, Silvia Bolognesi, Leila Adu, Marta Raviglia, Henry Cook, Giacomo Ancillotto, Roberto Raciti, Federico Squassabia, Gaia Mattiuzzi, Dean Bowman, Don_Byron, Peter_van_Bergen, Jan Willem Van Der Ham, Ernst-Ludwig_Petrowsky, Michael Occhipinti, Giovanni Mayer, Eyal Mayoz, Jim Pugliese, Nicole Federici, Mauro Pagani,Ron_Anderson, Francesco Cafiso, Dan Kinzelman, Emilio Galante, Simone Zanchini, Lisa Mezzacappa, [3], Gabriele Mirabassi, Tellef Øgrim, Trewor Brown, Alessandro Vicard, Michael Fisher, Heinrich von Calnein, Oscar Noriega, Peter_Zummo, Greg_Burk, Antonello Salis, Carlo Atti, Tom_Arthurs, Daniele Del Monaco, Yotam_Haber, Raiz (Almamegretta), Gabriele Coen, Luca Aquino, Francesco Ponticelli, Valeria Sturba, Jean-Francois Pauvros, Samuel Cromwell, Claudio Cojaniz, Alex Turchetti, Aldo Giosué, Giorgia Santoro, Alex Meguire, Sarah Gail Brand le i danzatori e coreografi Roberto Zappalà Cinzia Scordia, Melaku Belay, Jennifer Cabrera, e Florence La Porte, gli artisti visivi Fred Gautnier, Cane Capovolto, "Gli Impresari", the gli scrittori Wu Ming, Andrea Inglese, Stefano Zenni, Federico Fini.

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