Claudia Scavone recensisce il libro “Novelle Crudeli” di Francesco Cusa

Leggere Novelle Crudeli di Francesco Cusa è come imbarcarsi in un viaggio straordinario tra dimensioni parallele: il quotidiano si deforma, il reale si frantuma, lasciando spazio a una narrativa che esplora il tempo e lo spazio con la stessa maestria con cui Cusa, musicista e brillante conoscitore dell’interplay jazzistico, guida le sue improvvisazioni musicali. Siciliano di nascita, Cusa porta nella scrittura la sensibilità e la potenza della sua terra, ma anche l’apertura di chi ha viaggiato e assorbito esperienze universali.
I racconti di Novelle Crudeli evocano il grottesco e il dramma che ritroviamo nella pittura di Francisco Goya. Come nei suoi Capricci o nel ciclo delle Pitture nere, anche Cusa cattura l’assurdo e il perturbante del vivere umano. Zio Carmelo, con la sua immobilità da “uomo-gallina”, potrebbe essere una figura uscita da un incubo goyesco, simbolo di un’umanità deformata dall’inerzia e dall’assurdità. Allo stesso tempo, la vividezza e il realismo delle descrizioni richiamano l’energia narrativa delle tele di Renato Guttuso, con la loro capacità di ritrarre un mondo vivido e pulsante, intriso di vita e di tragedia. Cusa, come Guttuso, sa rendere universale anche la realtà più intima e locale, dalla Sicilia rurale ai microcosmi familiari saturi di conflitti inespressi.
La sua capacità di attraversare generi e linguaggi è evidente non solo nella scrittura, ma anche nella sua produzione musicale. Racconti come Zio Carmelo o Alfredo riecheggiano la stessa tensione emotiva e narrativa che si trova in brani come Shardula e Cherry Manson, dove la libertà espressiva incontra una struttura ben definita, creando un intreccio armonico di caos e ordine. In Novelle Crudeli, questa sintesi si traduce in storie che oscillano tra il grottesco e il surreale, ma sempre ancorate a una riflessione profonda sull’umano.
Il confronto con Vic, un’altra opera letteraria di Cusa che ho avuto il piacere di leggere e recensire, mostra come l’autore sappia declinare il suo stile in modi diversi: se in Vic il tono è più visionario e lirico, in Novelle Crudeli emerge una vena più tagliente e brutale, senza però perdere quella qualità poetica che rende unico il suo sguardo. Come scrive in una sua poesia, “La luna si riflette sulla pelle screpolata del mare / e io tento di non essere naufragio”, c’è sempre, nel suo lavoro, una lotta tra la bellezza e la rovina, un tentativo di trovare equilibrio nel disordine.
I personaggi di Novelle Crudeli sono archetipi e al contempo individui unici, resi vivi da una scrittura che mescola registri diversi con l’agilità di un musicista che improvvisa senza mai perdere il filo della melodia. Si pensi a Psicopatologia del serial killer, una delle sue composizioni musicali, in cui il ritmo frenetico si intreccia a momenti di pausa che sembrano sospesi nel vuoto. Lo stesso accade nei suoi racconti: ogni frase pulsa di un’energia che sembra provenire da un luogo al di là della pagina, come se il tempo stesso si fermasse per un istante, prima di riprendere la sua corsa.
L’interplay è centrale anche nella scrittura di Cusa: ogni elemento dialoga con l’altro, creando un’armonia sottile ma potente. Le illustrazioni di Daniele La Placa, per esempio, non sono semplici accompagnamenti visivi, ma veri e propri strumenti che suonano insieme al testo, amplificando il senso di straniamento e intensità.
In definitiva, Novelle Crudeli non è solo una raccolta di racconti, ma un’esperienza multidimensionale che attraversa generi, linguaggi e media. È un’opera che riflette la complessità del suo autore: un siciliano radicato e al tempo stesso cittadino del mondo, un viaggiatore che sa trasformare ogni storia, ogni nota, ogni parola in un’opportunità per esplorare l’insondabile.
Ringrazio di cuore Francesco Cusa per questo dono. Le Novelle Crudeli sono un viaggio sensoriale che continua a sorprendermi e che, mentre le leggo ad alta voce, incantano anche Olaf, il mio fidato amico, che mi ascolta tranquillo acciambellato accanto a me. Le storie di Cusa mi ispirano nuovi disegni, guidandomi in un mondo dove la parola e l’immagine si intrecciano, creando qualcosa di unico. Grazie, Francesco, per aver aperto una finestra su questo universo.
Claudia Scavone
29/11/2024

Pubblicato da Francesco Cusa

Batterista, compositore, scrittore, è nato a Catania nel 1966. Intraprende lo studio del pianoforte a quattordici anni, poi passa alla batteria facendo seminari con Ettore Fioravanti, Bruno Biriaco, Roberto Gatto, Massimo Manzi. Si trasferisce a Bologna nel 1989, dove si laurea al Dams nel 1994 con la tesi: “Gli elementi extramusicali nella performance jazzistica”. In quell’humus ha modo di collaborare con artisti provenienti da varie parti d’Italia, come Fabrizio Puglisi, Domenico Caliri, Paolo Fresu ecc. In quegli anni fonda il collettivo bolognese “Bassesfere”, assieme ad altri esponenti della musica jazz e di ricerca di quegli anni. Il suo percorso artistico lo porterà a suonare negli anni in Francia, Romania, Croazia, Slovenia, Bosnia/Erzegovina, Serbia, Olanda, Germania, Svizzera, Austria, Ungheria, Norvegia, Spagna, Belgio, Danimarca, Polonia, Usa, Cina, Giappone, Etiopia, Turchia. Successivamente fonda assieme a Paolo Sorge e Carlo Natoli il progetto artistico "Improvvisatore Involontario”, che diventerà una delle label più influenti nel panorama italiano del jazz di ricerca. Da sempre interessato all’interdisciplinarità artistica, è anche scrittore di racconti, romanzi e poesie e ha pubblicato diversi articoli di musicologa e di critica cinematografica presso molte riviste specializzate. Nel corso della sua carriera ha realizzato numerosi lavori di creazione e sonorizzazione di musiche per film, teatrali, letterari, di danza e arti visive, collaborando con noti ballerini, poeti e visual performers. Attualmente è leader dell’FCT TRIO con Tonino Miano e Riccardo Grosso, del FRANCESCO CUSA & THE ASSASSINS con Domenico Caliri, Giovanni Benvenuti, Ferdinando Romano, dell’ensemble: "NAKED MUSICIANS”, del progetto di sonorizzazione di film d'epoca “SOLOMOVIE”, dello spettacolo “DRUMS & BOOKS”, co-leader dei THE LENOX BROTHERS (Cusa/Mimmo/Martino) di FRANCESCO CUSA E GIORGIA SANTORO “The black shoes”, e dello spettacolo musical-teatrale “MOLESTA CRUDELTÀ”. in trio batteria e voce insieme alle attrici Alice Ferlito e Laura Giordani. Il suo Naked Musicians" è un metodo di conduction musicale che è stato realizzato in varie parti del mondo e da cui è stato tratto anche un libro di teoria musicale sulla “conduction”, chiamato, appunto “Naked Performers”. Ha eseguito musiche di Yotam Haber, Emilio Galante, Cristina Zavalloni, Magma, Alfredo Impullitti, Domenico Caliri, Tim Berne e molti altri. Insegna batteria jazz al conservatorio di Messina, dopo molti anni di insegnamento presso i conservatori di Benevento, Monopoli, Frosinone, Lecce, Reggio Calabria. Da alcuni anni alterna la professione del musicista a quella dello scrittore di racconti, romanzi aforismi e poesie - ha scritto due romanzi - "2056" per Ensemble Edizioni (2025) e “Vic” Algra Editore (2021) , due raccolte di racconti- “Novelle Crudeli”, “Racconti Molesti” editi da Eris Edizioni -, due saggi - “Il Surrealismo della Pianta Grassa” edito da Algra Editore (2019), - L’orlo sbavato della perfezione- Algra Editore - (2024) -, cinque raccolte poetiche - “Canti Strozzati” edito da “L’Erudita/Giulio Perrone Editore”, “Stimmate” edito da Algra Editore, “Nei Dintorni Della Civiltà” edito da “Di Felice Editore” (2020), “Il Mondo chiuso” - edito da “Robin Edizioni” (2021) Il giusto premio - Robin Edizioni (2024)-, due raccolte di aforismi “Ridetti e Ricontraddetti” e ”Amare, Dolci Pillole" editi da “Carthago” e “Fotocopie”- e di critico cinematografico per la rivista “Lapis”. Collabora dal settembre 2013 con la rivista "Cultura Commestibile", con scritti di cinema e curando la rubrica "Il Cattivissimo”, dall'agosto 2018 con il giornale on line "Sicilia Report" curando la rubrica "Lo Stiletto”. La sua voce è presente nel "Dizionario del Jazz Italiano" a cura di Flavio Caprera. Di recente è stato vincitore al festival internazionale del libro e della cultura “Etnabook” (2021) con due poesie: “Armenti” e “Ottobre Vuoto”, rispettivamente al primo e secondo posto. Collaborazioni: Paolo Fresu, Tino Tracanna, Attilio Zanchi, Marco Micheli, Bruno Tommaso, Larry Smith, Walter Schmocker, Lauro Rossi, Gianni Gebbia, Fabrizio Puglisi, Stefano De Bonis, Guglielmo Pagnozzi, Domenico Caliri, Luigi Mosso, Edoardo Marraffa, Cristina Zavalloni, Lelio Giannetto, Alberto Capelli, Riccardo Pittau, Mirko Sabatini, Jay Rodriguez, Butch Morris, [1], Michel Godard, Kenny Wheeler, Garbis Dedeian, Steve Lacy, Tim Berne, Stefano D’Anna, Pietro Ciancaglini, Paolino Dalla Porta, Roy Paci, Elliott_Sharp, Saadet Türköz[2], Andy Sheppard, Michael Riessler, Yves Robert, Giorgio Conte, Fred Giuliani, Zu, Mohammed El Bawi, E. Glerum, Assif Tsahar, Natalia M.King, Lionel Rolland , Dj.Pushy, Christophe_Monniot, Tanja Feichtmair, Manu_Codjia, Emil Spany, Arrington_de_Dionyso, Gianluca Petrella, Claudio Lugo, Marco Cappelli, Jean Marc Monteral, Ab_Baars, Ig_Henneman, Danilo Gallo, Beppe Scardino, Francesco Bigoni, Stefano Senni, Piero Bittolo Bon, i Robotobibok, Giovanni Falzone, Tito Magialajo, Enrico Terragnoli, Carlos Zingaro, John_Tilbury, Gianni Lenoci, Billy Bang, Antono Borghini, Pasquale Mirra, Francesco Bearzatti, Amy Denio, Vincenzo Vasi, Mike Cooper, Giorgio Pacorig, Paolo Sorge, Pasquale Innarella, Tony Cattano, Silvia Bolognesi, Leila Adu, Marta Raviglia, Henry Cook, Giacomo Ancillotto, Roberto Raciti, Federico Squassabia, Gaia Mattiuzzi, Dean Bowman, Don_Byron, Peter_van_Bergen, Jan Willem Van Der Ham, Ernst-Ludwig_Petrowsky, Michael Occhipinti, Giovanni Mayer, Eyal Mayoz, Jim Pugliese, Nicole Federici, Mauro Pagani,Ron_Anderson, Francesco Cafiso, Dan Kinzelman, Emilio Galante, Simone Zanchini, Lisa Mezzacappa, [3], Gabriele Mirabassi, Tellef Øgrim, Trewor Brown, Alessandro Vicard, Michael Fisher, Heinrich von Calnein, Oscar Noriega, Peter_Zummo, Greg_Burk, Antonello Salis, Carlo Atti, Tom_Arthurs, Daniele Del Monaco, Yotam_Haber, Raiz (Almamegretta), Gabriele Coen, Luca Aquino, Francesco Ponticelli, Valeria Sturba, Jean-Francois Pauvros, Samuel Cromwell, Claudio Cojaniz, Alex Turchetti, Aldo Giosué, Giorgia Santoro, Alex Meguire, Sarah Gail Brand le i danzatori e coreografi Roberto Zappalà Cinzia Scordia, Melaku Belay, Jennifer Cabrera, e Florence La Porte, gli artisti visivi Fred Gautnier, Cane Capovolto, "Gli Impresari", the gli scrittori Wu Ming, Andrea Inglese, Stefano Zenni, Federico Fini.

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