Da sempre mi occupo di letture comparate. Da sempre sono alla ricerca del legame di continuità che unisce La Sapienza del passato alle conquiste della conoscenza del presente. Ecco un mio riassunto.
Nel 378 d.C. il Concilio e Sant’Agostino segnano una frattura irreversibile: si spezza il filo degli Iniziati, la Chiesa si struttura sul primato del Papa e sull’ordine, sacrificando l’Intelligenza, cioè quella forza interiore che, per Saunier, coincideva con l’accesso ai Misteri, al senso del simbolo, al cuore vivente della tradizione spirituale. La Gnosi viene rigettata, dichiarata opera del Diavolo. L’Iniziato, che cercava l’Assoluto dentro di sé, diventa eretico. Sant’Agostino – letto in chiave esoterica da Saunier – non cercava più la Verità come tensione, ma come dogma già affermato. L’intelligenza non doveva più rischiare: si preferisce l’obbedienza, si fondano le gerarchie. Il pensiero libero – destinato a ritornare secoli dopo col naturalismo e poi con la scienza – viene incarcerato nella fede istituzionale. Così nasce la lunga notte dell’Occidente cristiano, in cui l’analisi, la ricerca, lo spirito dei simboli vengono sostituiti da un culto della figura, del Dio patriarcale, del potere temporale. Il risultato? La Chiesa – dice Saunier – smette di essere un tempio iniziatico e diventa un palazzo del potere. Si allea ai Cesari, reprime, brucia, annulla. L’Agnello risuscitato viene nuovamente sgozzato. La Lupa romana si appropria del divino per trasformarlo in dominio. Eppure quel filo interrotto riaffiora, secoli dopo, in un altro campo: la scienza dell’informazione.
Max Tegmark, in Vita 3.0, ci parla di coscienza come configurazione informazionale. Non anima, non spirito, ma un certo modo della materia di processare memoria, apprendimento, calcolo, esperienza. E qui il cortocircuito è potente: ciò che la Chiesa ha espulso come eretico – la coscienza interiore, l’intelligenza che si analizza – rientra ora nella fisica dei sistemi complessi. I “grumi di materia” capaci di percepire, sentire e apprendere sono il nuovo laboratorio del sacro. Non più l’Iniziato di Mitra, ma il computronium. Non più l’Iconoclasta perseguitato, ma il sentronium: la materia senziente, capace di esperienza soggettiva. Ma è lo stesso scontro: tra chi cerca il controllo del mistero, e chi cerca nel mistero una via per liberare la mente. Ma in un altro ambito, secoli dopo, si riapre la questione: che cos’è la coscienza? La Coscienza non è una proprietà misterica o spirituale, bensì una funzione emergente di sistemi materiali capaci di elaborare informazione. Tegmark definisce un insieme di condizioni minime: per essere cosciente, un sistema deve poter ricordare, computare, apprendere e fare esperienza. Questa sostanza – che chiama sentronium – non è legata a un particolare substrato: può emergere ovunque vi siano le condizioni fisiche per una dinamica sufficientemente complessa. La coscienza, quindi, non sarebbe un’entità “aggiunta” alla materia, ma una configurazione informazionale, emergente da regole fisiche. Non conta “di cosa” è fatto un sistema, ma come si organizza. Allo stesso modo in cui gli Gnostici parlavano di un Logos presente ovunque – nella materia, nella geometria, nel numero – Tegmark individua nell’informazione il principio unificante, non più spirituale, ma computazionale.
Il parallelismo è sorprendente: Saunier denuncia l’interruzione del legame con il simbolo, con l’intelligenza che interroga i Misteri. Tegmark mostra come la coscienza possa riemergere proprio oltre la materia, come proprietà organizzativa della materia stessa. In entrambi i casi, si tratta di una visione non riduzionista: per Saunier, il simbolo è porta al divino; per Tegmark, l’informazione è ciò che rende possibile l’esperienza soggettiva. In definitiva, entrambi – seppur da posizioni storicamente e filosoficamente lontane – pongono la stessa domanda: che cos’è l’Intelligenza? È un ordine che si impone sulla materia? È una via iniziatica o una proprietà emergente? È verticale o orizzontale? Il nodo resta lo stesso: come si genera senso, e dove si colloca l’esperienza nel disegno dell’universo.
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Pubblicato da Francesco Cusa
Batterista, compositore, scrittore, è nato a Catania nel 1966. Intraprende lo studio del pianoforte a quattordici anni, poi passa alla batteria facendo seminari con Ettore Fioravanti, Bruno Biriaco, Roberto Gatto, Massimo Manzi. Si trasferisce a Bologna nel 1989, dove si laurea al Dams nel 1994 con la tesi: “Gli elementi extramusicali nella performance jazzistica”. In quell’humus ha modo di collaborare con artisti provenienti da varie parti d’Italia, come Fabrizio Puglisi, Domenico Caliri, Paolo Fresu ecc. In quegli anni fonda il collettivo bolognese “Bassesfere”, assieme ad altri esponenti della musica jazz e di ricerca di quegli anni. Il suo percorso artistico lo porterà a suonare negli anni in Francia, Romania, Croazia, Slovenia, Bosnia/Erzegovina, Serbia, Olanda, Germania, Svizzera, Austria, Ungheria, Norvegia, Spagna, Belgio, Danimarca, Polonia, Usa, Cina, Giappone, Etiopia, Turchia. Successivamente fonda assieme a Paolo Sorge e Carlo Natoli il progetto artistico "Improvvisatore Involontario”, che diventerà una delle label più influenti nel panorama italiano del jazz di ricerca. Da sempre interessato all’interdisciplinarità artistica, è anche scrittore di racconti, romanzi e poesie e ha pubblicato diversi articoli di musicologa e di critica cinematografica presso molte riviste specializzate. Nel corso della sua carriera ha realizzato numerosi lavori di creazione e sonorizzazione di musiche per film, teatrali, letterari, di danza e arti visive, collaborando con noti ballerini, poeti e visual performers.
Attualmente è leader dell’FCT TRIO con Tonino Miano e Riccardo Grosso, del FRANCESCO CUSA & THE ASSASSINS con Domenico Caliri, Giovanni Benvenuti, Ferdinando Romano, dell’ensemble: "NAKED MUSICIANS”, del progetto di sonorizzazione di film d'epoca “SOLOMOVIE”, dello spettacolo “DRUMS & BOOKS”, co-leader dei THE LENOX BROTHERS (Cusa/Mimmo/Martino) di FRANCESCO CUSA E GIORGIA SANTORO “The black shoes”, e dello spettacolo musical-teatrale “MOLESTA CRUDELTÀ”. in trio batteria e voce insieme alle attrici Alice Ferlito e Laura Giordani. Il suo Naked Musicians" è un metodo di conduction musicale che è stato realizzato in varie parti del mondo e da cui è stato tratto anche un libro di teoria musicale sulla “conduction”, chiamato, appunto “Naked Performers”. Ha eseguito musiche di Yotam Haber, Emilio Galante, Cristina Zavalloni, Magma, Alfredo Impullitti, Domenico Caliri, Tim Berne e molti altri.
Insegna batteria jazz al conservatorio di Messina, dopo molti anni di insegnamento presso i conservatori di Benevento, Monopoli, Frosinone, Lecce, Reggio Calabria.
Da alcuni anni alterna la professione del musicista a quella dello scrittore di racconti, romanzi aforismi e poesie - ha scritto due romanzi - "2056" per Ensemble Edizioni (2025) e “Vic” Algra Editore (2021) , due raccolte di racconti- “Novelle Crudeli”, “Racconti Molesti” editi da Eris Edizioni -, due saggi - “Il Surrealismo della Pianta Grassa” edito da Algra Editore (2019), - L’orlo sbavato della perfezione- Algra Editore - (2024) -, cinque raccolte poetiche - “Canti Strozzati” edito da “L’Erudita/Giulio Perrone Editore”, “Stimmate” edito da Algra Editore, “Nei Dintorni Della Civiltà” edito da “Di Felice Editore” (2020), “Il Mondo chiuso” - edito da “Robin Edizioni” (2021) Il giusto premio - Robin Edizioni (2024)-, due raccolte di aforismi “Ridetti e Ricontraddetti” e ”Amare, Dolci Pillole" editi da “Carthago” e “Fotocopie”- e di critico cinematografico per la rivista “Lapis”. Collabora dal settembre 2013 con la rivista "Cultura Commestibile", con scritti di cinema e curando la rubrica "Il Cattivissimo”, dall'agosto 2018 con il giornale on line "Sicilia Report" curando la rubrica "Lo Stiletto”. La sua voce è presente nel "Dizionario del Jazz Italiano" a cura di Flavio Caprera.
Di recente è stato vincitore al festival internazionale del libro e della cultura “Etnabook” (2021) con due poesie: “Armenti” e “Ottobre Vuoto”, rispettivamente al primo e secondo posto.
Collaborazioni:
Paolo Fresu, Tino Tracanna, Attilio Zanchi, Marco Micheli, Bruno Tommaso, Larry Smith, Walter Schmocker, Lauro Rossi, Gianni Gebbia, Fabrizio Puglisi, Stefano De Bonis, Guglielmo Pagnozzi, Domenico Caliri, Luigi Mosso, Edoardo Marraffa, Cristina Zavalloni, Lelio Giannetto, Alberto Capelli, Riccardo Pittau, Mirko Sabatini, Jay Rodriguez, Butch Morris, [1], Michel Godard, Kenny Wheeler, Garbis Dedeian, Steve Lacy, Tim Berne, Stefano D’Anna, Pietro Ciancaglini, Paolino Dalla Porta, Roy Paci, Elliott_Sharp, Saadet Türköz[2], Andy Sheppard, Michael Riessler, Yves Robert, Giorgio Conte, Fred Giuliani, Zu, Mohammed El Bawi, E. Glerum, Assif Tsahar, Natalia M.King, Lionel Rolland , Dj.Pushy, Christophe_Monniot, Tanja Feichtmair, Manu_Codjia, Emil Spany, Arrington_de_Dionyso, Gianluca Petrella, Claudio Lugo, Marco Cappelli, Jean Marc Monteral, Ab_Baars, Ig_Henneman, Danilo Gallo, Beppe Scardino, Francesco Bigoni, Stefano Senni, Piero Bittolo Bon, i Robotobibok, Giovanni Falzone, Tito Magialajo, Enrico Terragnoli, Carlos Zingaro, John_Tilbury, Gianni Lenoci, Billy Bang, Antono Borghini, Pasquale Mirra, Francesco Bearzatti, Amy Denio, Vincenzo Vasi, Mike Cooper, Giorgio Pacorig, Paolo Sorge, Pasquale Innarella, Tony Cattano, Silvia Bolognesi, Leila Adu, Marta Raviglia, Henry Cook, Giacomo Ancillotto, Roberto Raciti, Federico Squassabia, Gaia Mattiuzzi, Dean Bowman, Don_Byron, Peter_van_Bergen, Jan Willem Van Der Ham, Ernst-Ludwig_Petrowsky, Michael Occhipinti, Giovanni Mayer, Eyal Mayoz, Jim Pugliese, Nicole Federici, Mauro Pagani,Ron_Anderson, Francesco Cafiso, Dan Kinzelman, Emilio Galante, Simone Zanchini, Lisa Mezzacappa, [3], Gabriele Mirabassi, Tellef Øgrim, Trewor Brown, Alessandro Vicard, Michael Fisher, Heinrich von Calnein, Oscar Noriega, Peter_Zummo, Greg_Burk, Antonello Salis, Carlo Atti, Tom_Arthurs, Daniele Del Monaco, Yotam_Haber, Raiz (Almamegretta), Gabriele Coen, Luca Aquino, Francesco Ponticelli, Valeria Sturba, Jean-Francois Pauvros, Samuel Cromwell, Claudio Cojaniz, Alex Turchetti, Aldo Giosué, Giorgia Santoro, Alex Meguire, Sarah Gail Brand le i danzatori e coreografi Roberto Zappalà Cinzia Scordia, Melaku Belay, Jennifer Cabrera, e Florence La Porte, gli artisti visivi Fred Gautnier, Cane Capovolto, "Gli Impresari", the gli scrittori Wu Ming, Andrea Inglese, Stefano Zenni, Federico Fini.
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