Due mie poesie sulla Morte e L’Inerte.

Due mie poesie contenute nel libro “Nei dintorni della civiltà”. Una narra di una morte in ospedale…

INTRODUZIONE ALLA METAMORFOSI

Erano sempre più radi i tuoi ghigni
in terra i brandelli
della tua desquamazione.

Nelle ultime fasi vivemmo gli affani
e sputammo i catarri
come naufraghi, dalla carotide in su.

Quella che scorgevamo non era la terra
ma il madido risvolto d’una coperta
che il tuo delirio rendeva soave.

Poi venne la quiete con l’ultimo strappo
formasti l’arco del tuo arcobaleno
e come dea scoccasti la freccia.

Conficcato nel verde d’una qualche memoria
pulsa feroce del tuo desiderio
il dardo è nel cielo una nuova cometa.

L’altra…

L’INERTE

Contemplavo l’apparente giogo dei tramonti
l’illusione prensile dei primi raggi del mattino
il feroce inganno dei lenti meriggi
la laboriosa miniaturizzazione del tempo.

Al mio fianco la stanca quiete degli ardori
alle mie spalle il mogano lucido della morte
in alto l’incendio e lo stupro del soffitto
di fronte l’inossidabile crepa sulla carta da parati
(ancora scava come un nero torrente
nel pigmento d’una memoria estranea).

LINK: https://www.unilibro.it/libro/cusa-francesco/nei-dintorni-della-civilta/9788894860702

Pubblicato da Francesco Cusa

Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.

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