Sogno del 20-10-2025: Il Trasferimento

Ormai io vivo e abito realtà dimensionali altre.

Stanotte ho sognato un trasferimento su un altro pianeta, ecocompatibile con il nostro.
Il fenomeno non appariva improvviso né traumatico, ma organizzato con estrema precisione.
Avveniva tramite enormi geostazioni suddivise in settori: strutture modulari, sovrapposte, disposte su innumerevoli piani.
Ogni piano conteneva spazi sterminati, corridoi, piattaforme e dispositivi di transito.
L’intero sistema sembrava progettato per spostare masse umane da un livello all’altro senza interruzione.
Non si percepiva caos, né emergenza. Solo un movimento continuo, regolato, impersonale.

Il trasferimento a milioni di anni luce non implicava mezzi di propulsione visibili.
L’ascesa da un piano all’altro equivaleva a un salto dimensionale: il passaggio da una condizione esistenziale a un’altra.
Non vi era alcun annuncio, alcun segnale. Le persone proseguivano per istinto, come obbedendo a una legge fisica di cui non avevano coscienza.

Io ero parte del flusso.
Con me si trovavano amici e conoscenti. Nessuno manifestava paura o stupore.
L’atmosfera generale era di tranquillità assoluta, come se l’evento fosse previsto da sempre, come se la memoria collettiva lo riconoscesse.

All’arrivo, il paesaggio risultava ordinato e puro.
Il pianeta era verde, luminoso, permeato da un chiarore uniforme.
La vegetazione non presentava differenze percepibili tra specie, ma costituiva una massa organica compatta, regolare, quasi sintetica.
Un ruscello attraversava la pianura. L’acqua era trasparente e, nel sogno, ne assaggiavo il sapore: era dolce, stabile, privo di variazioni.

La sensazione generale era di equilibrio senza emozione.
Non c’era gioia, né sollievo, né malinconia. Solo una calma assoluta, una sospensione razionale del tempo e del significato.
Poi mi sono svegliato. Il ricordo dell’acqua è rimasto per qualche istante sulla lingua, come un dato residuo di un esperimento completato.

Pubblicato da Francesco Cusa

Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.

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