Alcuni miei aforismi (2)

Mi fido soltanto di chi ha la risata spontanea, deflagrante. Mi fido di quelli che ridono con gli occhi chiusi. Potranno essere in vita dei tiranni, degli assassini… saranno state solo contingenze del karma. Di questi mi fido ciecamente. Di tutti gli altri, non mi fido per nulla. Ho sempre diffidato da chi lancia anatemiContinua a leggere “Alcuni miei aforismi (2)”

Scritti su Gianni Lenoci (4)

Alcune mie liriche in memoria di Gianni Lenoci. GIANNI LENOCI Passeggiava sui restidi un’umanità estintafra le braci di un pianeta morente. La volta celesteera violaceo chiarorein cielo nessuna stella. Il confine tra poesia e realtà,una sottile membranadi pensiero giallo tisico. Fermare il flussodel brulicare insettiferoresettare la palingenesi. Essere sovrano della contemplazionemonarca della desolazione,vivida e puraContinua a leggere “Scritti su Gianni Lenoci (4)”

Scritti su Gianni Lenoci (3)

IN MEMORIA DI GIANNI LENOCI (questi scritti sono forse venati dall’urgenza di testimonianza di un grande dolore, essendo stati concepiti a ridosso della sua scomparsa. Ma ritengo di doverli pubblicare nel blog per dovere di cronaca in questo mio excursus di scritti lenociani). —————- “Una perdita immensa. Una voragine che si apre nel mondo dellaContinua a leggere “Scritti su Gianni Lenoci (3)”

Scritti su Gianni Lenoci (2)

In questa epoca dove la volgarità (quella reale, non la graffiante, sana ironia) regna sovrana e le relazioni fra artisti, colleghi e organizzatori sono spesso figlie di un malessere profondo, a me piace ricordare sempre la figura nobile e sferzante di Gianni Lenoci. Mi serve come antidoto a certe modalità meschine e piccole con cuiContinua a leggere “Scritti su Gianni Lenoci (2)”

Scritti su Gianni Lenoci (1)

Oggi nel caricare l’ennesimo frammento di un concerto insieme a Gianni Lenoci pensavo a tutte le cose che ci siamo detti nell’ultimo periodo al telefono, e scorrevo il materiale delle nostre tante chat comuni. Sono discorsi infiniti, anni di discussioni che potrebbero riempire decine e decine di volumi. Dalla rilettura emergono delle riflessioni altissime, assiemeContinua a leggere “Scritti su Gianni Lenoci (1)”

Certa critica in Italia

Nel micro-macro mondo del jazz-giezz, capita di leggere sui social di querelle e litigi in ambito di critica musicale, la qual cosa poi in Italia implica (soprattutto per i musicisti che partecipano a queste chiacchiere), sempre che non si rientri entro certi parametri di scuderia e di “ecologia” degli interventi, l’esser messi alle berlina, ghettizzati, tacciatiContinua a leggere “Certa critica in Italia”

Continua il mio viaggio all’interno della recherche proustiana

Albertine è oramai una monade impenetrabile, l’Esterno. Noi viviamo la sua essenza dalla dimensione intima e interna di Marcel che offre al lettore una prospettiva distante che non lo renderà mai partecipe del vissuto di Albertine, delle sue emozioni, dei suoi piaceri e dei suoi dolori. Proust mette in scena in maniera mirabile dunque, l’incomunicabilitàContinua a leggere “Continua il mio viaggio all’interno della recherche proustiana”

Riflessioni su un passo dell’Iliade

Due volte Zeus utilizza la Bilancia d’Oro opera di Efesto nell’Iliade. La prima volta, nel celebre passo che sarà favorevole ai Teucri, Zeus pone le due Chere – figlie della Notte e del regno di Morte – sui due piatti determinando così il destino favorevole ai troiani. Alcune mie considerazioni. Al Fato determinato dagli deiContinua a leggere “Riflessioni su un passo dell’Iliade”

Indizi per aggirare la trappola della razionalità: da “Twin Peaks” a “True Detective”

“Ogni tecnologia abbastanza avanzata è indistinguibile dalla magia” (Arthur Clarke). Per non essere prede e vittime del delirio scientista, occorre indagare laddove  il “sistema” lascia tracce. Esso agisce un po’ come il serial killer che desidera essere catturato. Dunque occorre studiare bene i vecchi telefilm, le serie tv, certo cinema (Kubrick, Polanski, Lynch ecc.), il mondoContinua a leggere “Indizi per aggirare la trappola della razionalità: da “Twin Peaks” a “True Detective””

Chi è l’artista?

L’artista è un giullare, un saltimbanco, ha il dovere sacrale di esibirsi di fronte al sovrano, foss’anche il più spietato fra i tiranni. Ciò perché ogni artista, se è tale, ossia se risponde a una vocazione, non mette mai in scena “se stesso”, il suo essere cittadino, soggetto, contribuente, ma sempre e solo l’altro daContinua a leggere “Chi è l’artista?”

La Venere del Vecellio

La Venere che sorge dal mare del Vecellio. Simbolo di bellezza, divinità, mistero, oggi sarebbe giudicata come una ragazza in sovrappeso, che si nutre di eccessivi carboidrati, che si muove poco, ecc. Le sarebbe consigliata una dieta low carb, una terapia psicoterapeutica di supporto, e caldeggiati certi interventi e ritocchi di estetica: soprattutto il rifacimento delContinua a leggere “La Venere del Vecellio”

Sulla “Banana” di Cattelan

Il problema non è l’atto “in sé”, ma il ritenerlo ancora “provocatorio” nel 2019 e con una tale valutazione assurda in termini economici. Diventa atto patetico (o molto furbo) “dopo” ciò che c’è stato “prima”: i tagli di Fontana, i silenzi di Cage, le merde d’artista di Manzoni, gli scolabottiglie di Duchamp ecc. In questoContinua a leggere “Sulla “Banana” di Cattelan”

Riflessioni su Proust intorno alle ultime pagine de: “All’ombra delle fanciulle in fiore”

La famosa scena del rifiuto di Albertine racconta l’esperienza che ogni essere umano ha vissuto in merito alla relazione di alterità della diade uomo-donna. Albertine rifiuta le avances di Proust, e il discorso relativo alla perversione del meccanismo della seduzione è contenuto in queste (e in altre, naturalmente) pagine emblematiche. Albertine rifiuta Proust, ma al contempo utilizzaContinua a leggere “Riflessioni su Proust intorno alle ultime pagine de: “All’ombra delle fanciulle in fiore””