Una lettera ricevuta

Fra le tante amarezze vissute, conforta come un fuoco al camino nella notte gelida ricevere una “lettera” del genere. Non ho mai incontrato questa persona. È fra i miei contatti facebook. Mi ha chiesto di rimanere anonimo, nonostante i miei ripetuti tentativi di renderlo visibile per ringraziarlo. Recentemente ho subito una vergognosa maldicenza, di cuiContinua a leggere “Una lettera ricevuta”

Recensione del cd “Nemesi” di Illogic Trio

Ugo Rodolico è un batterista e un compositore straordinario. Ho ascoltato con immensa goduria questo ultimo lavoro “Nemesi” e sono rimasto a bocca e orecchie aperte. Si rimane basiti di fronte a tanta perizia e gusto musicali che ben poco hanno da invidiare ai più illustri progetti d’oltreoceano, e mi chiedo ancora come un progettoContinua a leggere “Recensione del cd “Nemesi” di Illogic Trio”

Francesco Cusa “Naked Performers”: a 25 anni dalla creazione del metodo di conduction, uno sguardo sulla varietà della discografia e delle performance

In un’epoca affetta da presentismo, scarsamente attenta alle cronologie degli avvenimenti artistici del recente passato, è di norma considerare originali accadimenti artistici che sono, semmai, figli e prodotti delle ricerche operate da altri musicisti in passato. Ero su un intercity Catania-Bologna, sul finire degli anni Novanta, quando mi decisi di riportare su un taccuino tutteContinua a leggere “Francesco Cusa “Naked Performers”: a 25 anni dalla creazione del metodo di conduction, uno sguardo sulla varietà della discografia e delle performance”

Francesco Cusa & The Assassins “Trentino Jazz” 2015

In questo concerto del 2015 (dieci anni fa), una versione del mio Francesco Cusa & The Assassins, qui con Cristiano Arcelli, Flavio Zanuttini e Giulio Stermieri. Dieci anni fa percorrevo strade compositive ed esecutive molto legate alla poliritmia e alla verticalità contrappuntistica. Purtroppo oggi si ha scarsa memoria di tutto questo.Qui siamo a Mezzolombardo perContinua a leggere “Francesco Cusa & The Assassins “Trentino Jazz” 2015”

Togliamoci qualche sassolino dalle scarpe

A 58 anni suonati non è più momento di compromessi. Posso dire oramai con certezza che la riconoscenza e il rispetto non fanno che parte minima nell’ambiente della cosiddetta comunità di jazzisti e addetti ai lavori. Negli anni ho potuto toccare con mano quanto amaro sia il fiele della riconoscenza. Di persone nobili e obiettiveContinua a leggere “Togliamoci qualche sassolino dalle scarpe”

Un ricordo per Marco Ricci

Apprendo con sgomento e dolore della scomparsa di Marco Ricci in terre lontane. Era in viaggio in solitaria, come di suo costume, e le circostanze della sua dipartita non sono attualmente chiare. Passa a miglior vita un essere nobile, discreto, sensibile, gentile e di rara umanità. Marco sembrava far parte di questo mondo e alContinua a leggere “Un ricordo per Marco Ricci”

Considerazioni estetiche sull’arte e la musica in funzione dell’elaborazione di una nuova ricerca sui programmi di studio

Capitolo 1: La Trasformazione PersonaleDa almeno cinque anni la mia vita è cambiata. Accantonati gli sciocchi ardori, vivo le mie giornate con densità assoluta. È una sorta di centratura, di focus inerente l’eterno apprendere come missione di vita. I concerti sono diventati pochi e di qualità. Pubblico dei cd, e svariati libri di poesia, saggistica,Continua a leggere “Considerazioni estetiche sull’arte e la musica in funzione dell’elaborazione di una nuova ricerca sui programmi di studio”

Quattro mie composizioni analizzate e descritte con tanto di partiture e ascolti: “Le Lancôme de Lacan”, “Luminal”, “Pharmacology” e “Dopo tanto cirare…”.

1) Per anni ho composto musiche per il mio progetto “Skrunch”. Le formazioni si sono susseguite anche a causa delle elaborazioni tematiche complesse e necessitanti di prove. Ricordo i complimenti di un esaltatissimo Keith Tippett dopo un nostro concerto in quel dì Lentini.In questo brano “Le Lancome de Lacan”, come evidente dalle partiture, si intersecanoContinua a leggere “Quattro mie composizioni analizzate e descritte con tanto di partiture e ascolti: “Le Lancôme de Lacan”, “Luminal”, “Pharmacology” e “Dopo tanto cirare…”.”

Stallo nel mondo del jazz

Senza ciò che Jung definisce “incapacità di adattamento”, non può esserci l’artista, il quale ha l’obbligo di tenersi fuori dai trend e di ubbidire ai suoi demoni. Siamo così di fronte a una pletora di manieristi privi di “manierismo”, a frotte di scimmiottanti ammaestrati. Senza “scandalo” non si fa “poesia”, senza vocazione e urgenza espressivaContinua a leggere “Stallo nel mondo del jazz”

La congestione del jazz italiano.

La situazione dei musicisti di jazz (uso questo termine nella sua accezione ampia) sta vivendo in Italia la peggiore crisi di sempre. Complice un momento storico peculiare e di passaggio, in cui la digitalizzazione e la diffusione via social di gran parte di contenuti un tempo riservati agli spettatori dei concerti, ha messo in crisiContinua a leggere “La congestione del jazz italiano.”

FCTrio “Minimal Works” a Radio Tre

Siamo su rai tre col mio trio. FCTrio, con Francesco Cusa Tonino Miano Riccardo Grosso. Ben due mie composizioni tratte da “Minimal Works”: “Luminal” e “The Only White Smarties” (min. 18 circa). Assenza totale di concerti ma almeno la considerazione della migliore rete nazionale radiofonica. Qui il link: https://www.raiplaysound.it/audio/2023/08/Body-and-Soul-del-13082023-6bdcb1a5-a574-4cfe-a54f-be5b1695d3e8.html#francescocusa #kutmusic #improvvisatoreinvolontario #minimalworks

Il musicista del 2023

I musicisti di oggi sono perlopiù portaborse e terminali di cordate di član, mansioni che ben poco hanno a che vedere con l’idea artigianale di laboratorio, produzione e rivoluzione artistica. Polemizzare significa per costoro essere vittime: invece compito dell’artista è sempre quello di de-strutturare la norma, e, quando è il caso, di produrre invettive eContinua a leggere “Il musicista del 2023”

Recensione del cd “Icarus” di Federico De Biase

Sono onorato del fatto che alcuni musicisti mi chiedano di scrivere le note di copertina dei loro lavori. In questo caso vi invito all’ascolto dell’ultimo lavoro di Federico De Biase. Buon ascolto e acquisto. “Federico De Biase “Icarus” Dopo la dematerializzazione di mondi, linguaggi e semantiche in “Daedalus”, Federico De Biase pare dare linfa allaContinua a leggere “Recensione del cd “Icarus” di Federico De Biase”

Scritti sulla musica, il jazz, l’improvvisazione: “Il Jazz”.

Io non parlo più di jazz. Mi vedete scrivere qualcosa sul jazz? No che non mi vedete scrivere, né pubblicare robe di jazz sulla mia bacheca; né ora né mai scriverò nulla di serio sul jazz, ammesso che abbia un giorno poi voglia di scrivere davvero qualcosa di serio sul jazz.  Invece mi tocca diContinua a leggere “Scritti sulla musica, il jazz, l’improvvisazione: “Il Jazz”.”

Scritti sulla musica, il jazz, l’improvvisazione.

In un mondo falso e finto, la lezione di Girard torna sempre utile (è ciò che con altri termini cerco di comunicare ai miei allievi, troppo presi dalla contingenza di questo Reale). Il linguaggio di Gesù è quello dello “skandalon” e sublima il logos demoniaco in termini di scandalo mimetico. Tutto nella Terra è demoniaco:Continua a leggere “Scritti sulla musica, il jazz, l’improvvisazione.”

I dieci anni di “Altai: la mia esperienza nella realizzazione del cd ispirato al romanzo di Wu Ming

Fu al contempo semplice ma non facile cimentarmi nell’elaborazione di questo cd realizzato con “Skinshout” – il duo che vedeva Gaia Mattiuzzi alla voce e il sottoscritto alla batteria -, e la partecipazione di Xabier Iriondo con il suo ampio e variegato strumentario. Avevo letto, come sempre, il romanzo, giacché allora la collaborazione con WuContinua a leggere “I dieci anni di “Altai: la mia esperienza nella realizzazione del cd ispirato al romanzo di Wu Ming”

Scritti su Gianni Lenoci (4)

Alcune mie liriche in memoria di Gianni Lenoci. GIANNI LENOCI Passeggiava sui restidi un’umanità estintafra le braci di un pianeta morente. La volta celesteera violaceo chiarorein cielo nessuna stella. Il confine tra poesia e realtà,una sottile membranadi pensiero giallo tisico. Fermare il flussodel brulicare insettiferoresettare la palingenesi. Essere sovrano della contemplazionemonarca della desolazione,vivida e puraContinua a leggere “Scritti su Gianni Lenoci (4)”

Scritti su Gianni Lenoci (3)

IN MEMORIA DI GIANNI LENOCI (questi scritti sono forse venati dall’urgenza di testimonianza di un grande dolore, essendo stati concepiti a ridosso della sua scomparsa. Ma ritengo di doverli pubblicare nel blog per dovere di cronaca in questo mio excursus di scritti lenociani). —————- “Una perdita immensa. Una voragine che si apre nel mondo dellaContinua a leggere “Scritti su Gianni Lenoci (3)”

Scritti su Gianni Lenoci (2)

In questa epoca dove la volgarità (quella reale, non la graffiante, sana ironia) regna sovrana e le relazioni fra artisti, colleghi e organizzatori sono spesso figlie di un malessere profondo, a me piace ricordare sempre la figura nobile e sferzante di Gianni Lenoci. Mi serve come antidoto a certe modalità meschine e piccole con cuiContinua a leggere “Scritti su Gianni Lenoci (2)”

Scritti su Gianni Lenoci (1)

Oggi nel caricare l’ennesimo frammento di un concerto insieme a Gianni Lenoci pensavo a tutte le cose che ci siamo detti nell’ultimo periodo al telefono, e scorrevo il materiale delle nostre tante chat comuni. Sono discorsi infiniti, anni di discussioni che potrebbero riempire decine e decine di volumi. Dalla rilettura emergono delle riflessioni altissime, assiemeContinua a leggere “Scritti su Gianni Lenoci (1)”

Chi è l’artista?

L’artista è un giullare, un saltimbanco, ha il dovere sacrale di esibirsi di fronte al sovrano, foss’anche il più spietato fra i tiranni. Ciò perché ogni artista, se è tale, ossia se risponde a una vocazione, non mette mai in scena “se stesso”, il suo essere cittadino, soggetto, contribuente, ma sempre e solo l’altro daContinua a leggere “Chi è l’artista?”

Apologia di Fred Bongusto

Con la scomparsa di Fred Bongusto tramonta l’epoca dell’Italia dei night, della radioline a pile nella canicola estiva, delle persiane abbassate al pomeriggio, del pelosissimo oggetto del desiderio del maschio caucasico (la pelliccia triangolare), del suono delle partite a tamburello nella stanca pennichella da lido, delle polpette al sugo di mia nonna, della hit parade con la classifica deiContinua a leggere “Apologia di Fred Bongusto”