Maggioranza Bulgara nell’era di Draghi

Quanti stanno effettivamente realizzando che siamo governati da un Parlamento con una maggioranza bulgara, frutto di abili e becere manovre di ordine corrotto? Che dibattito pensate possa esserci di fronte a una così evidente soppressione di ogni dialettica politica? Non vedete che i nemici acerrimi di ieri sono adesso tutti sotto la stessa cupola? ViContinua a leggere “Maggioranza Bulgara nell’era di Draghi”

Media e Tv

Naturalmente, almeno i più accorti, avranno intuito che studio “Fenomenologie dei Media” da decenni. Il palinsesto televisivo offre gli strumenti necessari, a ben osservare, per analizzare cosa stia “effettivamente” accadendo e come stia mutando rapidamente lo scenario politico ideologico di questo sventrato paese. Orbene, avete notato come, studi televisivi a parte per le note misureContinua a leggere “Media e Tv”

Tecniche di conversione di massa al Nuovo Credo

A me piace esplorare la storia, perché per comprendere la contemporaneità è necessario sporcarsi le mani col passato. Veblen vagheggia già nel 1921 di “un Paese retto da tecnici professionisti che, sulla scorta dei più rigorosi standard di efficienza, avrebbero eliminato le inefficienze e gestito il Paese come una gigantesca macchina perfettamente a punto. IContinua a leggere “Tecniche di conversione di massa al Nuovo Credo”

Il Ragionevole Dubbio

A mia memoria non ricordo un livello così basso del contraddittorio sulle tv generaliste. Eppure negli anni passati si contestava eccome la mancanza di spazi per le idee alternative a quelle dominanti. Al confronto con le trasmissioni dell’epoca (ricordate gli enormi agora dei Funari, dei Lerner, i ring dei Santoro ecc.?) quelle attuali paiono ricalcareContinua a leggere “Il Ragionevole Dubbio”

Multisale

Io vivo nelle multisale vuote. Sono non luoghi in cui io mi trovo a mio agio. Lontano dalle genti, vivo l’asettico cinematografico. Memore del tempo in cui cercavo la baldoria, adesso godo delle risa del passato. Adoro questo limbo chirurgico, l’esser numero e non persona. Ah, quant’è bella quest’assenza che si fa presenza e immagine.Continua a leggere “Multisale”

Non ho vendette da consumare

Sempre ho cercato di mediare. Di venire incontro. Di mettere sotto i piedi ogni mio anelito d’orgoglio. Nulla ho fatto se non condividere e cercare una via comune. I patti si rispettano. Sono patti di sangue e di spirito prima che di “lavoro”. Spiritualità, luce, sono solo concetti se non seguiti da una prassi. SonoContinua a leggere “Non ho vendette da consumare”

Sulla festa di Sant’Agata a Catania

Chi mi conosce sa che posso permettermi di fare questo discorso. Misconoscere la peculiarità, oserei dire l’unicità della festa di Sant’Agata, lo trovo atto snobistico insopportabile. Al netto di tutto ciò che sappiamo – ossia di mafie, corruzioni, maleducazione, inciviltà ecc. – stiamo pur sempre parlando di una ritualità ancestrale che non può essere ricondottaContinua a leggere “Sulla festa di Sant’Agata a Catania”

Un pomeriggio al mare

Una madre e una figlia infernali dalle voci rauche e metalliche turbano la mia ricerca di pace e meditazione. Non sono tecnicamente “madre e figlia”, ma tutto ciò che esula da un rapporto consacrato come tale. La figlia racconta tutte le sue conquiste alla madre: prima un pugile, poi un meccanico. Confida che si è scopataContinua a leggere “Un pomeriggio al mare”

Invettiva di Natale (Delirare il 25 dicembre come pratica spirituale)

Antico e futuristico. Meditare e videogiocare, leggere testi arcaici e vedere serie tv… Sempre questa necessità di catalogare “male” tutto ciò che passa a fianco della nostra opinione, il paradossale, lo “straordinario”. L’ordinario “nostro” e lo straordinario degli “altri”. Proiezioni. Tutto ciò che non passa attraverso il “trombonismo” diventa eccezionale, e dunque “esotico”. Da quiContinua a leggere “Invettiva di Natale (Delirare il 25 dicembre come pratica spirituale)”

Il mio gatto Lucrezio

Ai soliti censori. Non c’è il “gatto”. Ci sono “i gatti”, ossia esseri complessi dotati di personalità infinite. Non ci sono i “gatti”, c’è il proprio gatto, ossia una creatura che occorre saper ascoltare e conoscere. Ci sono gatti che amano l’acqua, che amano uscire, altri che non si muovono di casa e vivono nascosti.Continua a leggere “Il mio gatto Lucrezio”

La Venere del Vecellio

La Venere che sorge dal mare del Vecellio. Simbolo di bellezza, divinità, mistero, oggi sarebbe giudicata come una ragazza in sovrappeso, che si nutre di eccessivi carboidrati, che si muove poco, ecc. Le sarebbe consigliata una dieta low carb, una terapia psicoterapeutica di supporto, e caldeggiati certi interventi e ritocchi di estetica: soprattutto il rifacimento delContinua a leggere “La Venere del Vecellio”

Sulla “Banana” di Cattelan

Il problema non è l’atto “in sé”, ma il ritenerlo ancora “provocatorio” nel 2019 e con una tale valutazione assurda in termini economici. Diventa atto patetico (o molto furbo) “dopo” ciò che c’è stato “prima”: i tagli di Fontana, i silenzi di Cage, le merde d’artista di Manzoni, gli scolabottiglie di Duchamp ecc. In questoContinua a leggere “Sulla “Banana” di Cattelan”

The Social Dilemma

Ho visto il tanto decantato documentario su Netflix, “The Social Dilemma”. A me sembra un prodotto confezionato ad arte e più dannoso di ciò che vorrebbe denunciare. Si denunciano con toni apocalittici gli inevitabili problemi che le implementazioni tecnologiche creano al sapiens dell’era schiumizzata. Il reale problema del pianeta siamo noi, col nostro carico diContinua a leggere “The Social Dilemma”

Il Network

Il network è l’àpeiron.  È quella “cosa” che prima Talete, poi Anassimandro e infine Anassimene hanno provato a descrivere con gli elementi: acqua e poi aria. È evidente che ciò che per Anassimene è la “condensazione e rarefazione dell’aria”, per il Vedanta il concetto di purusa, non sono altro che la descrizione dell’ineffabile sentire di qualcosa cheContinua a leggere “Il Network”

Da un seminario con Eric Baret

Dopo un incontro con Eric Baret si ritorna alla morfologia pulsante della vita, e pian piano ci si discosta da quella cattedrale di silenzio costellata di luci intermittenti di vissuto che costituisce la sostanza e l’essenza della pratica. Rimane il profumo di quell’esperienza, ciò che dovrebbe essere la maieutica del nostro vivere, nell’andirivieni tra “pensare”Continua a leggere “Da un seminario con Eric Baret”