Le norme e le leggi sono tanto più assurde quanto più patente è lo scopo che il potere intende raggiungere. Il condizionamento mentale è tanto maggiore laddove alberga l’assoluta povertà della ricerca spirituale. La razionalità è la maschera mito. Un tramonto sul mare incenerisce la Propaganda. Isterici, paranoici, ipocondriaci, sono il foraggio delle politiche sanitarieContinua a leggere “Alcuni miei aforismi (6)”
Archivi dell'autore:Francesco Cusa
Recensione de “Il traditore” di Marco Bellocchio
“Senza dubbio, i segreti di Stato sono sempre esistiti; ogni governo deve classificare le proprie informazioni, non renderle pubbliche, e colui che rivela degli autentici segreti è sempre stato trattato come un traditore.” (Hannah Arendt).Bellocchio è tornato a fare “cinema”, finalmente, cinema passionale, convincente, civile e tragico, riconnettendosi al grande solco della tradizione del cinemaContinua a leggere “Recensione de “Il traditore” di Marco Bellocchio”
Recensione de “I morti non muoiono” di Jim Jarmush
Il dettaglio della camera a seguire la macchina della polizia: il cartello di benvenuto della città, la ditta di pompe funebri, la prigione, il motel… bastano pochi affreschi per dare la pennellata di assoluta classe, quella di Jim Jarmusch. Siamo in una piccola comunità, Centerville, che potrebbe ricordare Twin Peaks, anzi, direi che le ambientazioniContinua a leggere “Recensione de “I morti non muoiono” di Jim Jarmush”
Recensione di “Midsommar – Il villaggio dei dannati”. Di Ari Aster
Dopo lo stupendo “Hereditary” del 2018, Ari Aster regala una perla di straordinaria bellezza; di più, ci offre un disarmante saggio antropologico in grado di riconnetterci con le nostre più ancestrali pulsioni. Tra atmosfere à la “Pic-nic a Handing Rock”, contenuti prossimi alla filosofia del Lars Von Trier di “Dogville” e “Antichrist” (il concetto diContinua a leggere “Recensione di “Midsommar – Il villaggio dei dannati”. Di Ari Aster”
Recensione di “Martin Eden” di Pietro Marcello
Era rischioso, per noi amanti del romanzo di Jack London, assistere alla visione dell’ultimo film di Pietro Marcello. Invece ci siamo emozionati e abbiamo amato questo film dalla prima all’ultima scena. Luca Marinelli è il Martin Eden che si muove fra le pieghe del romanzo in un’epoca temporale indistinta, quella di un’Italia al contempo contingenteContinua a leggere “Recensione di “Martin Eden” di Pietro Marcello”
Recensione di “La mafia non è più quella di una volta”, di Franco Maresco.
Franco Maresco é forse l’ultima figura iconoclasta nel panorama creativo italiano, dopo i Bene, i Pasolini ecc. Egli è, salvo rarissime eccezioni, tutto ciò che attualmente manca in ogni “altro” ambito artistico. Il suo ultimo film, “La mafia non é più quella di una volta”, è semplicemente devastante. Devastante perché è nella sua essenza fuocoContinua a leggere “Recensione di “La mafia non è più quella di una volta”, di Franco Maresco.”
Recensione di “Joker” di Todd Philips
Troppe parole sono state spese sulla trama di questo capolavoro, dunque parleremo delle nostre sensazioni dopo la visione del film secondo un abbozzo d’analisi non formale dell’opera. La figura ricorrente del Joker, oramai un topos della nostra contemporaneità, racchiude, con l’onnipresenza della sua maschera, tutto il potenziale dionisiaco represso, l’archetipo della vita indistruttibile. Nel corsoContinua a leggere “Recensione di “Joker” di Todd Philips”
Recensione di “Doctor Sleep” di Mike Flanagan
Non basta avere come riferimento il romanzo di King per azzardare una simile blasfemia. Troppi i riferimenti impressi nella memoria collettiva per poter soprassedere di fronte a certe ingenue semplificazioni. Mike Flanagan si cimenta in questo pasticcio che in molti punti corre il rischio di diventare parodistica citazione di un capolavoro. Non si capisce infatti,Continua a leggere “Recensione di “Doctor Sleep” di Mike Flanagan”
Recensione di “L’Ufficiale e la Spia” di Roman Polanski
A ritemprarci dalla cronaca delle imbarazzanti polemiche sull’arte di Gauguin e Polanski – figlie dei rinnovati isterismi e del loro irradiarsi mediatico -, giunge l’ennesimo monumento cinematografico di Roman Polanski e cala come una mannaia a spegnere la vitalità del chiacchiericcio petulante (almeno per le tre ore di magia in sala).Solamente la scena iniziale valeContinua a leggere “Recensione di “L’Ufficiale e la Spia” di Roman Polanski”
Recensione di “Sorry We Missed You” di Ken Loach
Non ho mai particolarmente amato il crudo realismo di Ken Loach pur rispettando il magistero della sua sapienza registica, ma ho molto apprezzato questo suo ultimo film. Solo qualche giorno fa, prima della visione di “Sorry We Missed You”, scrivevo: “Vedo già quel futuro in cui il reddito sarà separato dal lavoro. Si nascerà conContinua a leggere “Recensione di “Sorry We Missed You” di Ken Loach”
Recensione di “1917” di Sam Mendes
Una lama che taglia lo spettatore come burro. Sam Mendes ci regala una gioia per gli occhi con questo suo ultimo film ,“1917”, ispirato dalle narrazioni di suo nonno che aveva preso parte alla Grande Guerra. L’operazione di Mendes è molto intelligente; di fatto siamo dentro un videogame e la struttura del film è quellaContinua a leggere “Recensione di “1917” di Sam Mendes”
Recensione di “Tenet” di C. Nolan
“Tenet” è un esperimento, un altro oggetto filmico singolare introdotto da Nolan nel suo chiassoso percorso volto a scardinare i nessi causa-effetto della narrazione cinematografica. Paradossalmente, il suo è un cinema di “potere” che ha la forza di generare l’irruzione in scena dell’armatura senza testa e corpo, del Fortebraccio-oggetto-filmico che si presenta con fattezze apparentementeContinua a leggere “Recensione di “Tenet” di C. Nolan”
Recensione “Le Sorelle Macaluso”
“Ho superato con fatica l’insistenza, il forte autocompiacimento nella ricerca dell’immagine a effetto, l’inevitabile caricatura della “palermitanità” che è poi figlia della stessa condizione esistenziale di ogni siciliano, la “Gymnopédie” al carillon, il povero Battiato riciclato e perfino Gianna Nannini… anche il senso di “già visto”, l’inevitabile raffronto col cinema di Almodovar, Tornatore e Jodorowski,Continua a leggere “Recensione “Le Sorelle Macaluso””
Recensione di “Lacci” di Daniele Luchetti
“Lacci” è un bel film italiano che può vantare un cast d’eccezione e la regia di uno dei migliori cineasti italiani. Il tema centrale è quello dei legami, dei gangli familiari che si estendono oltre ogni lecito confine e permeano la psiche e il corpo degli individui, avviluppando con l’angoscia degli affetti ogni esistenza. InoltreContinua a leggere “Recensione di “Lacci” di Daniele Luchetti”
Recensione di “Annihilation” di Alex Garland
Questo film targato Netflix è un prodotto fascinoso che incanta e al contempo ammorba, venato da tematiche tarkovskiane e pregno di torpore onirico. La Natura torna a essere il territorio alieno compreso entro la bolla dell’ “Area X”, spazio metafisico in cui la realtà del nostro mondo è un’eccezione, dove vigono leggi altre e mutazioniContinua a leggere “Recensione di “Annihilation” di Alex Garland”
Recensi0ne di “Un altro giro” di Thomas Vinterberg
“Un altro giro” ci regala un’altra perla di Thomas Vinterberg. Quattro amici insegnanti, fra spleen e monotonia del quotidiano, decidono di intraprendere la strada suggerito dalla ricerca dello psicologo norvegese Finn Skårderud, che consiste nel mantenere un costante livello di alcol nel sangue al fine di garantire una simbiosi col mondo e una vita privaContinua a leggere “Recensi0ne di “Un altro giro” di Thomas Vinterberg”
Recensione di “Tre Piani” di Nanni Moretti.
Perché mi ostino ancora ad andare a vedere un film di Moretti? Insostenibile. Tutto troppo italiano, italiano, Roma-bene, italiano, italiano, facce cupe, musiche ammorbanti, dramma su dramma, area cupa e funesta, sempre con ‘sti scorci romani, con ‘sti problemi di famiglie opulente che narrano il dramma dell’opulenza, con tanto di manifestazione posticcia messa là aContinua a leggere “Recensione di “Tre Piani” di Nanni Moretti.”
Recensione di “Don’t look up”
“Don’t look up” è un capolavoro. Lo trovate su Netflix (oltre che al cinema). Lasciate perdere le tiepide recensioni. È il più grande e devastante spaccato di ciò che stiamo vivendo. Qui l’oggetto è il meteorite che sta per cadere sulla Terra. La società dei media riesce a tritare tutto, perfino il pericolo di un’imminenteContinua a leggere “Recensione di “Don’t look up””
Recensione del videogame “Death Stranding” di Hideo Kojima.
“Death Stranding” è un opera concettuale perché pone fondamentali quesiti filosofici, ma è anche una fra le storie più apocalittiche e sconcertanti degli ultimi decenni, un immenso viaggio prometeico che consacra il genio del demiurgo Hideo Kojima come una fra le menti più brillanti del nostro tempo. Innanzitutto, cominciamo col dire che definire “Death Stranding”Continua a leggere “Recensione del videogame “Death Stranding” di Hideo Kojima.”
I dieci anni di “Altai: la mia esperienza nella realizzazione del cd ispirato al romanzo di Wu Ming
Fu al contempo semplice ma non facile cimentarmi nell’elaborazione di questo cd realizzato con “Skinshout” – il duo che vedeva Gaia Mattiuzzi alla voce e il sottoscritto alla batteria -, e la partecipazione di Xabier Iriondo con il suo ampio e variegato strumentario. Avevo letto, come sempre, il romanzo, giacché allora la collaborazione con WuContinua a leggere “I dieci anni di “Altai: la mia esperienza nella realizzazione del cd ispirato al romanzo di Wu Ming”
Natali e Capodanni
CAPODANNO 2017 Mentre leggo “L’etica della psicanalisi” di Lacan, continuano ad arrivarmi filmatini, messaggini, cosine capricciosette e allegrotte, messaggi e messaggeri con gli auguri di buon anno. E io devo passare il tempo a cancellare pezzetti di video con alberi innevati e nastroni rossi tutti arricciati per l’anno che è appena entrato, tipo supposta antibiotica,Continua a leggere “Natali e Capodanni”
Una mia (dis)avventura
Già non è che le cose mi vadano granché bene, da qualche anno a questa parte… anyway… fatto sta che oggi pomeriggio m’apprestavo a parcheggiare con la mia Toyota fresca fresca di revisione, in quel di Palermo, nei pressi dello Spasimo, insieme a Jean-marc Montera Jean-Francoise Pauvros, Lelio Giannetto, in occasione del concerto che ciContinua a leggere “Una mia (dis)avventura”
Sei ritratti d’artista
Francesco Gennaro Venne alle 22 e 10 della sera con quel baffo fra Velasquez e Dalì la forza dell’acciaio nelle mani. Disse, in un linguaggio ciclopico: “Talvolta occorre pur strapparle quest’ali al cherubino tetramorfo!”. A me parve un novello Efesto che nel delirio della sua fucina metafisica fosse anche curatore d’una metallurgia angelica, dell’etica scultoreaContinua a leggere “Sei ritratti d’artista”
Il nuovo ordine persecutorio
Lo stereotipo persecutorio su cui Girard struttura la sua speculazione ne “Il Capro Espiatorio” ha varie gradazioni. Ci vuole un elemento generico – in Edipo la peste che devasta Tebe – un colpevole – Edipo uccide il padre e sposa la madre -, un segno vittimario – Edipo zoppica – infine l’elemento “esterno” – EdipoContinua a leggere “Il nuovo ordine persecutorio”
Alcuni miei aforismi (5)
Ormai ricevere una telefonata (senza preavviso e orario concordato) è un atto violento. Un’irruzione brutale nella privacy. Beccare la brioche calda da Savia significa rivivere ogni sequenza adolescenziale relativa al culo di Nadia Cassini moltiplicata per le tette di Edwige Fennech ed elevata esponenzialmente alla malizia ontologica di Laura Antonelli; ad ogni morso tutto l’ardore dellaContinua a leggere “Alcuni miei aforismi (5)”
Alcuni miei aforismi (4)
Occorre meditare sulla radiosità del futuro a partire dal presente e rigenerare il passato. In questo senso il passato è attività, continua metamorfosi, non stasi della memoria, prefisso del tempo. Cascame biopolitico. Ormai l’azzardo teorico complottaro sta a “destra” mentre l’ordine scientista debunkeraro sta a “sinistra”. Stravolgimenti delle coordinate ideologico-politiche negli ultimi microsecondi dell’Antropocene. Scrivo nella notte eContinua a leggere “Alcuni miei aforismi (4)”
Alcuni miei aforismi (3)
Affidarsi a qualcosa è già essere nella dipendenza. Occorre vivere il proprio tempo e le necessità che esso impone con la consapevolezza di essere nel posto giusto e al momento giusto. Sempre, anche nei momenti più difficili e umilianti della vita. Ci si può affidare a stento alla nostra coscienza e poi, semmai, donare perContinua a leggere “Alcuni miei aforismi (3)”
Alcuni miei aforismi (2)
Mi fido soltanto di chi ha la risata spontanea, deflagrante. Mi fido di quelli che ridono con gli occhi chiusi. Potranno essere in vita dei tiranni, degli assassini… saranno state solo contingenze del karma. Di questi mi fido ciecamente. Di tutti gli altri, non mi fido per nulla. Ho sempre diffidato da chi lancia anatemiContinua a leggere “Alcuni miei aforismi (2)”
Alcuni miei aforismi (1)
Mentre ascolto una noiosa conferenza di Fusaro sui limiti violati dall’uomo nella tragedia greca, passa un culo, e io sperimento direttamente la natura del mio essere caduco, ossia, mortale, in ciò confutando in un lampo – empiricamente – tutto quello che il faticoso ordito del filosofo, paradossalmente, nega. Un vero maestro fa mostra dei propriContinua a leggere “Alcuni miei aforismi (1)”
Il prossimo futuro
“Si confezionano pacchetti di verità”. Ciò che mi preoccupa non è tanto la questione del coronavirus e il dramma del disastro economico in atto cui fanno da contraltare la rinascita di flora e fauna, quanto l’innalzarsi di muri e steccati in conseguenza della profonda frattura che si è generata nella percezione comune: complottisti vs debunker, luddistiContinua a leggere “Il prossimo futuro”
Il buio dell’Età dei Lumi
Oramai il mondo è funestato da una radicale polarità: o si è in accordo col pensiero mainstream (la Nuova Teologia dello Scientismo) o altrimenti si finisce in un indistinto calderone fra terrapiattisti, complottari, sciakimisti ecc. C’è una forma di violenza mascherata (maldestramente) negli approcci di certo scientismo che ha un che di inquisitorio nella sua pulsione diContinua a leggere “Il buio dell’Età dei Lumi”
Cogitazioni nell’era della Società della Vigilanza
Gli uomini hanno sempre modificato la propria techné. Nell’antica Grecia per far ridere il pubblico negli spettacoli si metteva un uomo che legge, perché allora pochissimi “leggevano”. Negli anni Novanta, tutti sorridevano nel vedere gesticolare per strada un passante al cellulare. Il futuro sarà network, scompariranno i linguaggi conosciuti così come è scomparsa la capacitàContinua a leggere “Cogitazioni nell’era della Società della Vigilanza”
Scritti su Gianni Lenoci (4)
Alcune mie liriche in memoria di Gianni Lenoci. GIANNI LENOCI Passeggiava sui restidi un’umanità estintafra le braci di un pianeta morente. La volta celesteera violaceo chiarorein cielo nessuna stella. Il confine tra poesia e realtà,una sottile membranadi pensiero giallo tisico. Fermare il flussodel brulicare insettiferoresettare la palingenesi. Essere sovrano della contemplazionemonarca della desolazione,vivida e puraContinua a leggere “Scritti su Gianni Lenoci (4)”
Scritti su Gianni Lenoci (3)
IN MEMORIA DI GIANNI LENOCI (questi scritti sono forse venati dall’urgenza di testimonianza di un grande dolore, essendo stati concepiti a ridosso della sua scomparsa. Ma ritengo di doverli pubblicare nel blog per dovere di cronaca in questo mio excursus di scritti lenociani). —————- “Una perdita immensa. Una voragine che si apre nel mondo dellaContinua a leggere “Scritti su Gianni Lenoci (3)”
Scritti su Gianni Lenoci (2)
In questa epoca dove la volgarità (quella reale, non la graffiante, sana ironia) regna sovrana e le relazioni fra artisti, colleghi e organizzatori sono spesso figlie di un malessere profondo, a me piace ricordare sempre la figura nobile e sferzante di Gianni Lenoci. Mi serve come antidoto a certe modalità meschine e piccole con cuiContinua a leggere “Scritti su Gianni Lenoci (2)”
Scritti su Gianni Lenoci (1)
Oggi nel caricare l’ennesimo frammento di un concerto insieme a Gianni Lenoci pensavo a tutte le cose che ci siamo detti nell’ultimo periodo al telefono, e scorrevo il materiale delle nostre tante chat comuni. Sono discorsi infiniti, anni di discussioni che potrebbero riempire decine e decine di volumi. Dalla rilettura emergono delle riflessioni altissime, assiemeContinua a leggere “Scritti su Gianni Lenoci (1)”
La metamorfosi delle coscienze e delle menti
La metamorfosi delle coscienze e delle menti è un fatto dimostrato da ciò che è accaduto in soli due anni. L’accelerazione, come da me ripetuto per ogni dove, è esponenziale. Per citare Popper: “il modo migliore per prevedere il futuro è prepararlo”. Leggo post di persone che conosco da una vita che appaiono deliranti. CostoroContinua a leggere “La metamorfosi delle coscienze e delle menti”
Su Foucault
Alcune mie riflessioni su Foucault. Michel Foucault detestava i discepoli, non amava la “postura del discepolo”, perché riteneva che uccidesse il suo medesimo pensiero. Denunciava insomma quello che egli stesso definì “l’effetto scuola”, ovvero quella sorta di irrigidimento, che rende sistematico il pensiero…piccoli gruppi che si contendono (e si contenderanno) la “verità del maestro”. FoucaultContinua a leggere “Su Foucault”
La Seduzione
Era e Afrodite. Analizzare il pensiero greco per tramite dello straordinario testo di Detienne (“I Maestri di Verità nella Grecia Arcaica”) significa constatare quando rozza e semplificata possa essere la nostra attuale visione del mondo. Era ricorre non solo alle sue arti di seduzione della “Charis” per sedurre Zeus, ma chiede ausilio ad Afrodite e alleContinua a leggere “La Seduzione”
Il barbaro presente
Questi non sono scienziati ma scientisti, ossia latori di una Nuova Teologia dogmatica che deriva da idee di stampo ottocentesco di cui, costoro, sconoscono anche la provenienza. Se gli fai notare che un tale atteggiamento dogmatico deriva da processi che affondano radici nel Cristianesimo oltranzista, inorridiscono. Del resto sono figli del “cicapparismo”, ossia di unaContinua a leggere “Il barbaro presente”
Con due piedi in una scarpa
Ho parecchie amiche e amici che pensano di vivere con un piede nella sapienza e con l’altro nel processo informativo della scienza. Queste sono le più grandi trappole per l’anima. Lo si constata alla reazione di paura e obbedienza di fronte alla prima impasse. Rimane solo il nozionismo oscuro a queste genti. Marsilio Ficino eContinua a leggere “Con due piedi in una scarpa”
Totalitarismi 2.0.
Quelli che mi fanno davvero godere sono gli asini raglianti che opinanano sul concetto di totalitarismo e dittatura applicato ai giorni nostri. A digiuno assoluto di storia, costoro puntualizzano e ricordano con scandalizzate parole quali orrori hanno realizzato le dittature del passato (la partecipazione emotiva sembra essere quella di chi ha vissuto sulla propria pelle certiContinua a leggere “Totalitarismi 2.0.”
Su Cacciari e Agamben
Non ho mai particolarmente amato né Cacciari né Agamben, ma ciò che sta accadendo merita qualche spunto di riflessione. La campagna di contestazione al loro scritto è, a tutti gli effetti, una risposta omogenea da parte del mondo accademico, dei vecchi tromboni del culturame italico, della fanfara del pattume giornalistico di parata. Prendete qualsiasi articoloContinua a leggere “Su Cacciari e Agamben”
Il regime tragicomico
In pratica funziona così: il soggetto A (non vaccinato) va a mangiare. Magari in un ristorante dove ci sarà anche un concerto live. Entra e si accomoda all’aperto al tavolo a due metri dal bancone, laddove pascola la transumanza dei reietti senza religione, e a un metro da una tavolata di Eletti possessori del filtroContinua a leggere “Il regime tragicomico”
Certa critica in Italia
Nel micro-macro mondo del jazz-giezz, capita di leggere sui social di querelle e litigi in ambito di critica musicale, la qual cosa poi in Italia implica (soprattutto per i musicisti che partecipano a queste chiacchiere), sempre che non si rientri entro certi parametri di scuderia e di “ecologia” degli interventi, l’esser messi alle berlina, ghettizzati, tacciatiContinua a leggere “Certa critica in Italia”
L’ottimismo catanese
– “Ciao ho preso una gatta”. “Ora scappa e ti caga nelle scarpe”.– “Ciao, ho una casa al mare con giardino”. “Ora ti rubano tutte cose e rimani senza mobili e coi debiti”.– “Lo sai che forse ho trovato una cura per i miei mali?”. “Ma quale, sto medico sarà un coglione e ti fotteràContinua a leggere “L’ottimismo catanese”
Quattro chiacchiere sul metodo scientifico
Il problema evidente è di natura metodologica. Chi scrive si è formato negli anni Novanta secondo logiche legate alla semiotica e alle teorie popperiane. Sono stati anni spesi appresso a Eco, Nanni, Volli, Baroni e compagnia cantando, anni di strutturalismo e post strutturalismo. Già da lustri universitari era palese che il “campo medico” non potevaContinua a leggere “Quattro chiacchiere sul metodo scientifico”
La nuova intellighenzia
Se c’è una cosa che mi fa impazzire, è che oramai la nuova intellighenzia bio-neuro-farma-medico-cosmetizzata ha completamente rimosso il concetto di “potere” e di “abuso di potere” dalla propria caccolosa agenda culturale. I peggiori sono i professori, i professorini, il professorame, gli accademici col culo piantato sulla cattedra, la (in)docenza e il ciarpame ex-sessantottino conniventeContinua a leggere “La nuova intellighenzia”
Il brusio molesto
C’è una stirpe infame di bisbigliatori al cinema. Non parlano. Sussurrano in continuazione. Di solito coppie, o gruppetti che, dopo anni di silenzi, decidono di incontrarsi al cinema per dirsi di tutte le cose che non hanno potuto discutere al bar, a casa, durante le orge, al lavoro ecc. È come una nenia perenne, unaContinua a leggere “Il brusio molesto”
Continua il mio viaggio all’interno della recherche proustiana
Albertine è oramai una monade impenetrabile, l’Esterno. Noi viviamo la sua essenza dalla dimensione intima e interna di Marcel che offre al lettore una prospettiva distante che non lo renderà mai partecipe del vissuto di Albertine, delle sue emozioni, dei suoi piaceri e dei suoi dolori. Proust mette in scena in maniera mirabile dunque, l’incomunicabilitàContinua a leggere “Continua il mio viaggio all’interno della recherche proustiana”
