A me piace esplorare la storia, perché per comprendere la contemporaneità è necessario sporcarsi le mani col passato. Veblen vagheggia già nel 1921 di “un Paese retto da tecnici professionisti che, sulla scorta dei più rigorosi standard di efficienza, avrebbero eliminato le inefficienze e gestito il Paese come una gigantesca macchina perfettamente a punto. IContinua a leggere “Tecniche di conversione di massa al Nuovo Credo”
Archivi dell'autore:Francesco Cusa
Recensione di “Old” di M. Night Shyamalan.
Il cinema di Shyamalan oscilla da sempre fra gli estremi: caricaturale/introspettivo, kitsch/spirituale, descrittivo/surreale, didascalico/metafisico ecc. Di conseguenza, in ragione di questa apparente schizofrenia, egli alterna ottime opere a film scadenti. Tale “oscillazione” permea anche il suo ultimo lavoro, “Old”, che pure parte con accattivanti premesse per poi liquefarsi (apparentemente) in un minestrone rancido. Rimane però,Continua a leggere “Recensione di “Old” di M. Night Shyamalan.”
I Nuovi Debunker di Cacania
Mi capita, nell’ulteriore era del delirio di massa, di leggere post minacciosi e caustici dei NDDC (Nuovi Debunker di Cacania). Ne conosco a mazzi di costoro, per usare una metafora relativa, chessò, ai carciofi, alle cipolle ecc., non li conoscessi, ma li conosco questi NDDC, gente che fino a poco tempo fa andava in giroContinua a leggere “I Nuovi Debunker di Cacania”
Gente
Gente con la faccia paonazza e i capillari azzurrognoli ben in evidenza che parcheggia in doppia fila con la mano fuori dallo sportello a bloccare il traffico, a impedire intralci; gli occhi azzurri sbarrati nel vuoto e lo sterzo attaccato al torace. Gente che apre la portiera dell’auto sul lungomare per far sentire a tuttiContinua a leggere “Gente”
Il Ragionevole Dubbio
A mia memoria non ricordo un livello così basso del contraddittorio sulle tv generaliste. Eppure negli anni passati si contestava eccome la mancanza di spazi per le idee alternative a quelle dominanti. Al confronto con le trasmissioni dell’epoca (ricordate gli enormi agora dei Funari, dei Lerner, i ring dei Santoro ecc.?) quelle attuali paiono ricalcareContinua a leggere “Il Ragionevole Dubbio”
Multisale
Io vivo nelle multisale vuote. Sono non luoghi in cui io mi trovo a mio agio. Lontano dalle genti, vivo l’asettico cinematografico. Memore del tempo in cui cercavo la baldoria, adesso godo delle risa del passato. Adoro questo limbo chirurgico, l’esser numero e non persona. Ah, quant’è bella quest’assenza che si fa presenza e immagine.Continua a leggere “Multisale”
Non ho vendette da consumare
Sempre ho cercato di mediare. Di venire incontro. Di mettere sotto i piedi ogni mio anelito d’orgoglio. Nulla ho fatto se non condividere e cercare una via comune. I patti si rispettano. Sono patti di sangue e di spirito prima che di “lavoro”. Spiritualità, luce, sono solo concetti se non seguiti da una prassi. SonoContinua a leggere “Non ho vendette da consumare”
Sulla festa di Sant’Agata a Catania
Chi mi conosce sa che posso permettermi di fare questo discorso. Misconoscere la peculiarità, oserei dire l’unicità della festa di Sant’Agata, lo trovo atto snobistico insopportabile. Al netto di tutto ciò che sappiamo – ossia di mafie, corruzioni, maleducazione, inciviltà ecc. – stiamo pur sempre parlando di una ritualità ancestrale che non può essere ricondottaContinua a leggere “Sulla festa di Sant’Agata a Catania”
Non voto (2)
Per quel che può interessare, nulla avrà il mio voto in futuro: a livello europeo, nazionale, regionale, locale (è così da anni). Tornerei a farlo solamente per una proposta realmente ambientale di governo che mettesse al centro una politica rigorosamente verde. Nessun giubilo per chi trionfa dopo aver affossato la “Plastic Tax” a livello regionale.Continua a leggere “Non voto (2)”
Meditare
Orbene, l’utilizzo delle Onde Alfa durante la fasi della meditazione è un tramite importante. Questa sera durante la tecnica meditativa dell’osservazione neutrale dei “pensieri”, sono naturalmente apparsi mondi acquorei ed esseri chimerici, forme, luoghi, ambienti inconcepibili che non è dato riportare. C’erano teste di gambero ed enormi tavole imbandite su oceani di nettare, e poiContinua a leggere “Meditare”
Un pomeriggio al mare
Una madre e una figlia infernali dalle voci rauche e metalliche turbano la mia ricerca di pace e meditazione. Non sono tecnicamente “madre e figlia”, ma tutto ciò che esula da un rapporto consacrato come tale. La figlia racconta tutte le sue conquiste alla madre: prima un pugile, poi un meccanico. Confida che si è scopataContinua a leggere “Un pomeriggio al mare”
Una nuova umanità
Vedo già quel futuro in cui il reddito sarà separato dal lavoro. Si nascerà con un credito e non con un debito. Il lavoro sarà una scelta che non sarà legata alla necessità di campare (a chi sorriderà consiglio di leggere economisti fuori dalla nomenclatura mainstream), ciò grazie alle biotecnologie, alle nuove iniziazioni, alla nuovaContinua a leggere “Una nuova umanità”
Invettiva di Natale (Delirare il 25 dicembre come pratica spirituale)
Antico e futuristico. Meditare e videogiocare, leggere testi arcaici e vedere serie tv… Sempre questa necessità di catalogare “male” tutto ciò che passa a fianco della nostra opinione, il paradossale, lo “straordinario”. L’ordinario “nostro” e lo straordinario degli “altri”. Proiezioni. Tutto ciò che non passa attraverso il “trombonismo” diventa eccezionale, e dunque “esotico”. Da quiContinua a leggere “Invettiva di Natale (Delirare il 25 dicembre come pratica spirituale)”
Un sogno
Certo che io faccio dei sogni “assurdi”… riesco a strappare con le unghia i brandelli di ciò che lì pare dipanarsi in un magistero di grazia e tremenda logica, e che al risveglio non si presenta altrimenti che come il risultato del maldestro scarabocchio di un mutilato che tenti di riprodurre un’opera del Canova. Comunque, questi iContinua a leggere “Un sogno”
Il mio gatto Lucrezio
Ai soliti censori. Non c’è il “gatto”. Ci sono “i gatti”, ossia esseri complessi dotati di personalità infinite. Non ci sono i “gatti”, c’è il proprio gatto, ossia una creatura che occorre saper ascoltare e conoscere. Ci sono gatti che amano l’acqua, che amano uscire, altri che non si muovono di casa e vivono nascosti.Continua a leggere “Il mio gatto Lucrezio”
La Venere del Vecellio
La Venere che sorge dal mare del Vecellio. Simbolo di bellezza, divinità, mistero, oggi sarebbe giudicata come una ragazza in sovrappeso, che si nutre di eccessivi carboidrati, che si muove poco, ecc. Le sarebbe consigliata una dieta low carb, una terapia psicoterapeutica di supporto, e caldeggiati certi interventi e ritocchi di estetica: soprattutto il rifacimento delContinua a leggere “La Venere del Vecellio”
Sulla “Banana” di Cattelan
Il problema non è l’atto “in sé”, ma il ritenerlo ancora “provocatorio” nel 2019 e con una tale valutazione assurda in termini economici. Diventa atto patetico (o molto furbo) “dopo” ciò che c’è stato “prima”: i tagli di Fontana, i silenzi di Cage, le merde d’artista di Manzoni, gli scolabottiglie di Duchamp ecc. In questoContinua a leggere “Sulla “Banana” di Cattelan”
Povero Hegel
Lo Stato, questo soggetto vampiresco, con buona pace dello stolto Hegel, dovrebbe proteggere la salute dei suoi “cittadini”. Bene. Se arrivasse un alieno che chiederebbe? Di certo ciò: perché questa tutela per le emergenze pandemiche da parte dello Stato (sacrosanta) a fronte della tolleranza, del lucro e della tassazione su fumo e alcolici che, sicuramente,Continua a leggere “Povero Hegel”
The Social Dilemma
Ho visto il tanto decantato documentario su Netflix, “The Social Dilemma”. A me sembra un prodotto confezionato ad arte e più dannoso di ciò che vorrebbe denunciare. Si denunciano con toni apocalittici gli inevitabili problemi che le implementazioni tecnologiche creano al sapiens dell’era schiumizzata. Il reale problema del pianeta siamo noi, col nostro carico diContinua a leggere “The Social Dilemma”
Il Network
Il network è l’àpeiron. È quella “cosa” che prima Talete, poi Anassimandro e infine Anassimene hanno provato a descrivere con gli elementi: acqua e poi aria. È evidente che ciò che per Anassimene è la “condensazione e rarefazione dell’aria”, per il Vedanta il concetto di purusa, non sono altro che la descrizione dell’ineffabile sentire di qualcosa cheContinua a leggere “Il Network”
Da un seminario con Eric Baret
Dopo un incontro con Eric Baret si ritorna alla morfologia pulsante della vita, e pian piano ci si discosta da quella cattedrale di silenzio costellata di luci intermittenti di vissuto che costituisce la sostanza e l’essenza della pratica. Rimane il profumo di quell’esperienza, ciò che dovrebbe essere la maieutica del nostro vivere, nell’andirivieni tra “pensare”Continua a leggere “Da un seminario con Eric Baret”
Vivere
Mi passerà, prima o poi, questa cosa “dell’uscire”, del “verificare” che accade, nella parvenza di mondo metropolitano. E’ una sorta di controllo più che di piacere (beninteso, a meno che non si vada a vedere un film, o che si faccia qualche cosa di specifico… ma anche lì…), di scandaglio esplorativo, in cerca di unContinua a leggere “Vivere”
Apologia di Fred Bongusto
Con la scomparsa di Fred Bongusto tramonta l’epoca dell’Italia dei night, della radioline a pile nella canicola estiva, delle persiane abbassate al pomeriggio, del pelosissimo oggetto del desiderio del maschio caucasico (la pelliccia triangolare), del suono delle partite a tamburello nella stanca pennichella da lido, delle polpette al sugo di mia nonna, della hit parade con la classifica deiContinua a leggere “Apologia di Fred Bongusto”
Riflessioni su Proust intorno alle ultime pagine de: “All’ombra delle fanciulle in fiore”
La famosa scena del rifiuto di Albertine racconta l’esperienza che ogni essere umano ha vissuto in merito alla relazione di alterità della diade uomo-donna. Albertine rifiuta le avances di Proust, e il discorso relativo alla perversione del meccanismo della seduzione è contenuto in queste (e in altre, naturalmente) pagine emblematiche. Albertine rifiuta Proust, ma al contempo utilizzaContinua a leggere “Riflessioni su Proust intorno alle ultime pagine de: “All’ombra delle fanciulle in fiore””
Joker e Kerenyi: Tra mito e mitologema. Alcune riflessioni sul film di Todd Phillips.
https://en.wikipedia.org/wiki/Joker_(2019_film) Il mito, se ricordo bene, in Platone non richiede alcuna dimostrazione. In ciò differisce dal “logos”, che semmai fruirà il mito come “mitologema”, nell’accezione kerenyana e poi di Jesi. Questa dell’abuso della parola “mito”, intesa come narrazione, è deriva recente, ottocentesca. Giovanni Reale spiega tutto ciò nella sua introduzione all’opera di Platone molto bene.Continua a leggere “Joker e Kerenyi: Tra mito e mitologema. Alcune riflessioni sul film di Todd Phillips.”
Re e Regine
Possibile mai che non esistano più governanti, re e regine come nelle fiabe? Di quelli buoni che mirano al benessere della collettività, alla salvaguardia del pianeta e alla pace dei popoli? Perché abbiamo solo (o quasi) pezzi di merda, vili calcolatori, politici corrotti e guerrafondai a capo dei nostri governi? Dove sono finiti i visionari?Continua a leggere “Re e Regine”
