Il problema non è l’atto “in sé”, ma il ritenerlo ancora “provocatorio” nel 2019 e con una tale valutazione assurda in termini economici. Diventa atto patetico (o molto furbo) “dopo” ciò che c’è stato “prima”: i tagli di Fontana, i silenzi di Cage, le merde d’artista di Manzoni, gli scolabottiglie di Duchamp ecc. In questoContinua a leggere “Sulla “Banana” di Cattelan”
Archivi dell'autore:Francesco Cusa
Povero Hegel
Lo Stato, questo soggetto vampiresco, con buona pace dello stolto Hegel, dovrebbe proteggere la salute dei suoi “cittadini”. Bene. Se arrivasse un alieno che chiederebbe? Di certo ciò: perché questa tutela per le emergenze pandemiche da parte dello Stato (sacrosanta) a fronte della tolleranza, del lucro e della tassazione su fumo e alcolici che, sicuramente,Continua a leggere “Povero Hegel”
The Social Dilemma
Ho visto il tanto decantato documentario su Netflix, “The Social Dilemma”. A me sembra un prodotto confezionato ad arte e più dannoso di ciò che vorrebbe denunciare. Si denunciano con toni apocalittici gli inevitabili problemi che le implementazioni tecnologiche creano al sapiens dell’era schiumizzata. Il reale problema del pianeta siamo noi, col nostro carico diContinua a leggere “The Social Dilemma”
Il Network
Il network è l’àpeiron. È quella “cosa” che prima Talete, poi Anassimandro e infine Anassimene hanno provato a descrivere con gli elementi: acqua e poi aria. È evidente che ciò che per Anassimene è la “condensazione e rarefazione dell’aria”, per il Vedanta il concetto di purusa, non sono altro che la descrizione dell’ineffabile sentire di qualcosa cheContinua a leggere “Il Network”
Da un seminario con Eric Baret
Dopo un incontro con Eric Baret si ritorna alla morfologia pulsante della vita, e pian piano ci si discosta da quella cattedrale di silenzio costellata di luci intermittenti di vissuto che costituisce la sostanza e l’essenza della pratica. Rimane il profumo di quell’esperienza, ciò che dovrebbe essere la maieutica del nostro vivere, nell’andirivieni tra “pensare”Continua a leggere “Da un seminario con Eric Baret”
Vivere
Mi passerà, prima o poi, questa cosa “dell’uscire”, del “verificare” che accade, nella parvenza di mondo metropolitano. E’ una sorta di controllo più che di piacere (beninteso, a meno che non si vada a vedere un film, o che si faccia qualche cosa di specifico… ma anche lì…), di scandaglio esplorativo, in cerca di unContinua a leggere “Vivere”
Apologia di Fred Bongusto
Con la scomparsa di Fred Bongusto tramonta l’epoca dell’Italia dei night, della radioline a pile nella canicola estiva, delle persiane abbassate al pomeriggio, del pelosissimo oggetto del desiderio del maschio caucasico (la pelliccia triangolare), del suono delle partite a tamburello nella stanca pennichella da lido, delle polpette al sugo di mia nonna, della hit parade con la classifica deiContinua a leggere “Apologia di Fred Bongusto”
Riflessioni su Proust intorno alle ultime pagine de: “All’ombra delle fanciulle in fiore”
La famosa scena del rifiuto di Albertine racconta l’esperienza che ogni essere umano ha vissuto in merito alla relazione di alterità della diade uomo-donna. Albertine rifiuta le avances di Proust, e il discorso relativo alla perversione del meccanismo della seduzione è contenuto in queste (e in altre, naturalmente) pagine emblematiche. Albertine rifiuta Proust, ma al contempo utilizzaContinua a leggere “Riflessioni su Proust intorno alle ultime pagine de: “All’ombra delle fanciulle in fiore””
Joker e Kerenyi: Tra mito e mitologema. Alcune riflessioni sul film di Todd Phillips.
https://en.wikipedia.org/wiki/Joker_(2019_film) Il mito, se ricordo bene, in Platone non richiede alcuna dimostrazione. In ciò differisce dal “logos”, che semmai fruirà il mito come “mitologema”, nell’accezione kerenyana e poi di Jesi. Questa dell’abuso della parola “mito”, intesa come narrazione, è deriva recente, ottocentesca. Giovanni Reale spiega tutto ciò nella sua introduzione all’opera di Platone molto bene.Continua a leggere “Joker e Kerenyi: Tra mito e mitologema. Alcune riflessioni sul film di Todd Phillips.”
Re e Regine
Possibile mai che non esistano più governanti, re e regine come nelle fiabe? Di quelli buoni che mirano al benessere della collettività, alla salvaguardia del pianeta e alla pace dei popoli? Perché abbiamo solo (o quasi) pezzi di merda, vili calcolatori, politici corrotti e guerrafondai a capo dei nostri governi? Dove sono finiti i visionari?Continua a leggere “Re e Regine”
