In questo porco mondo: Claudia e l’ambascia

Aveva detto: “ambasciator non porta pena”, giusto prima di spegnere la lampada dal suo lato del letto. Questo rovello ritrovó Oscar al risveglio: ambascia. Claudia gli creava ambascia. Ambascia. Eppure Oscar amava Claudia. La adorava. La desiderava. Era eccitante. Provocante. Bella. Folle, Claudia. Però… c’era quel però. Ambascia. C’era che Claudia gli provocava ambascia. EContinua a leggere “In questo porco mondo: Claudia e l’ambascia”

In questo porco mondo: “La signora dell’alimentari”

Oggi. Signora dell’alimentari: “…” Io: “…” Signora dell’alimentari: “… carciofi… patate” Io: “… c’è un gatto morto nel banco surgelati…” Signora dell’alimentari: “… ha stato mio marito…” Io: “… lo denuncio…” Signora dell’alimentari: “… è morto…” Io: “… ?” Signora dell’alimentari: “… mio marito… venti anni fa…” Io: “… mi incarti il gatto e leContinua a leggere “In questo porco mondo: “La signora dell’alimentari””

In questo porco mondo: “La testa che rotola”

Due vecchie sul lungomare berciavano oggi, nel grigio pomeriggio sferzato dal vento. Io me ne stavo in macchina a catturare le loro parole, che arrivavano a frammenti: “friggere melenzane”… “nipote”… “carogna”… “panettone scaduto”… A un certo punto una testa rotoló dalla discesina del complesso del Signor Patanè e giunse fino al marciapiede, dapprima spedita poiContinua a leggere “In questo porco mondo: “La testa che rotola””

In questo porco mondo: “Come morì Mimmo Sforaculazzi”

Un certo Mariuccio Caceci, mi raccontava mesi or sono un altro certissimo Mimmo Sforaculazzi, aveva il dono dell’aprire cancelli automatici. Prendeva un aggeggino, premeva un bottone e il cancello miracolosamente si apriva. La stessa cosa faceva per richiuderlo: premeva di nuovo il bottone e il cancello si richiudeva. Lo scettico Pippo Kurdistan, che si trovavaContinua a leggere “In questo porco mondo: “Come morì Mimmo Sforaculazzi””

In questo porco mondo “Mario senza testa”

Oggi ho incrociato un mio vecchio compagno di scuola senza testa. “Quante ne abbiamo combinate, Mario, eh? quante…”. Lui mi osservava dai capezzoli per tramite dei due buchi sul maglione. Poi prese a parlare in borbottese con lo stomaco. Era un linguaggio che non praticavo, replicai, per cui non ero in grado di afferrare seContinua a leggere “In questo porco mondo “Mario senza testa””

In questo porco mondo “La vecchia alla posta”

Oggi ho visto una vecchia pensionata davanti agli uffici postali che erano chiusi. Lei insisteva, voleva entrare a tutti i costi per ritirare la sua pensione, la reclamava per il pranzo di Natale, cosa avrebbe messo sulla tavola per i nipoti? Cosi la pensionata cominció a prendere a testate la saracinesca. Incuriosito dalle sonorità delleContinua a leggere “In questo porco mondo “La vecchia alla posta””

In questo porco mondo “La Trottola”

Stanotte ho sognato di essere una trottola e stamane ho cominciato a camminare roteando. Il mio vicino mi ha salutato come sempre agitando la protesi. Al bar nessuno ha notato questa novità perché erano tutti intenti a osservare la proboscide del barista. La usava per dispensare arancini e cornetti e tutti sembravano felici. Erano proprioContinua a leggere “In questo porco mondo “La Trottola””

In questo porco mondo “L’ancora”

Oggi ero del tutto intento a pensare quanto non sopporto i nomi Fefè, Memo, Saretto, Micio, Salvuccio, ‘Ddore, Puccio, e poi le parole “tocciare”, “pucciare”, “malmostoso”, quando all’incrocio con la via che porta al mare non t’incontro un pescatore che trascina un’ancora? La trascina e fa un rumore infernale, gli urlo di smetterla con l’ancora, maContinua a leggere “In questo porco mondo “L’ancora””

Filastrocca a Topo Gigio

Mi trastullo nel meriggio/quando passa Topo Gigio/lui mi chiede che ore sono/són le cinque dico a tono.Poi si sfodera il randello/lo misura col righello/tutto ritto sull’attenti/di centimetri fa venti.O suvvia non si spaventi/mi fa ‘l sorcio tutto denti/non so proprio come fare/me lo debbo misurare.Ma le pare non s’affretti/lo saluto a denti stretti/sono giorni cheContinua a leggere “Filastrocca a Topo Gigio”

Io e Spider Man

Questo racconto toccherà le anime di noi amanti dei fumetti dell’Editoriale Corno.Lo trovate qua: https://www.amazon.it/Racconti-molesti-Ediz-illustrata-Francesco/dp/8898644418  IO E SPIDER MAN Quando morì Gwen Stacy, nel mitico numero 133 de L’Uomo Ragno fu un vero e proprio shock. Un trauma che ci colse a tutti “in diretta”. Ovviamente non c’era verso di informarsi altrimenti. Per intenderci, attendevoContinua a leggere “Io e Spider Man”

Erotiche Gesta

Alquanto bramai ch’ogni corpo sinuoso di donna mi bramasse, ma poi dovetti porre freno di fronte a cotanta Grazia offerta. D’ogni parte giungeàn formose donzelle a offrirsi, prospere di febbricitante ardore, lascive oltr’ogni limite e sanza ritegno alcuno. Mio malgrado ordunque, alla macchia finii col darmi, pur di fuggire all’orda di fameliche, poppute ossesse. AdessoContinua a leggere “Erotiche Gesta”

La fine dell’epopea fallocratica

La Torre di Babele crolla e con essa l’ardire dell’uomo di innalzarsi verso l’Onnipotente. Il fallo è organo primitivo, semplice e grezzo rispetto alla multiforme natura della vulva. Necessita di una raccolta pelvica di sangue al fine di potersi erigere e di inoltrarsi per le cavità ctonie della Conoscenza. Ma il suo penetrare si arrestaContinua a leggere “La fine dell’epopea fallocratica”

Del perché patisco la bellezza e la sinuosità del femminino.

Ma è vero, essi la temono/più che la morte, la bellezza è temuta più che la morte/più di quanto essi temano la morte. Questi versi di William Carlos Williams sono miei. Molte donne non mi comprendono quando affermo di soffrire di una vera e propria sindrome di Stendhal per il corpo, le forme, la suadenza,Continua a leggere “Del perché patisco la bellezza e la sinuosità del femminino.”

Le trappole del linguaggio: femminismo/maschilismo

Le parole si attaccano alle giugulari dei significanti, a loro volta in cerca di significati da violentare. Si chiama linguaggio quel fenomeno bioculturale costituito da ciò che consente la fonazione (capacità di articolare la mandibola) e dal complesso simbolico di segni che determinano un ambito culturale. La stratificazione delle culture genera paradossi di ogni genere,Continua a leggere “Le trappole del linguaggio: femminismo/maschilismo”

Il mistero del leggere un libro

Aprire le pagine di un libro è come viaggiare indietro o avanti nel paradosso magico del divenire di futuri e passati. Dacché ogni cosa diviene nel suo manifestarsi, ecco il libro farsi scrigno, sigillo, cristallizzazione dinamica da sfogliare. È una pratica di disvelamento che ha come apparenti colonne d’Ercole i confini della copertina, i qualiContinua a leggere “Il mistero del leggere un libro”

In questo porco mondo “L’Elefante”

Oggi ho visto un elefante coi pantaloncini corti e le infradito addentare un arancino e colare di sugo come una vecchia petroliera sfondata. Al suo fianco la famiglia assuefatta e dei vasi di piante appassite a far da mesto corredo al bar di periferia. Solo pochi metri più avanti il sole andava a schiantarsi sull’asfalto,Continua a leggere “In questo porco mondo “L’Elefante””

In questo porco mondo “La bomba ciccia”

⁃ Oggi a mare ho visto una nonna bomba ciccia farsi esplodere al largo nel tentativo di procacciare cibo ittico al bestiale nipotame. L’orda pestifera ha divorato i resti morenti di un tonno di passaggio. Dall’alto Iddio Cristo Onnipotente non favella e continua ad arrostirci nella canicola, come sardine sulla graticola. Ultimi rantoli di unContinua a leggere “In questo porco mondo “La bomba ciccia””

Processo alla memoria: tra Proust e la fiaba

Dopo aver finito la Recherche sono piombato in una sorta di incantamento lucido, e mi sono riavvicinato al mio immaginario d’infanzia, alla favola che tanto costellava di brividi di stupore i miei pomeriggi. È come se, per tramite di Proust, si fosse riaperto un portale d’accesso a quella speciale condizione sensitiva che ha caratterizzato quelContinua a leggere “Processo alla memoria: tra Proust e la fiaba”

Filastrocca per Alida

Questa è una filastrocca scritta per Alida, quando aveva sei anni. La scrissi su un foglio di carta durante l’attesa dal medico. La principessina Alida I Nacque un giorno dalla neve,nel gennaio più freddo e greve,una bimba fra le gridache la mamma chiamò Alida. Venne un drago di cristallo,venne l’elefante Verde,venne un demone cavallo,tutto ilContinua a leggere “Filastrocca per Alida”

Due mie poesie sulla Morte e L’Inerte.

Due mie poesie contenute nel libro “Nei dintorni della civiltà”. Una narra di una morte in ospedale… INTRODUZIONE ALLA METAMORFOSI Erano sempre più radi i tuoi ghigniin terra i brandellidella tua desquamazione. Nelle ultime fasi vivemmo gli affanie sputammo i catarricome naufraghi, dalla carotide in su. Quella che scorgevamo non era la terrama il madidoContinua a leggere “Due mie poesie sulla Morte e L’Inerte.”

Tra fiaba e realtà: l’eroe del 2023

L’eroe del nostro tempo non compie (non può! non può più!) gesta memorabili, teso com’è a ordire tranelli all’Impossibile post fiabesco, la fiaba essendo ormai concreta prassi videoludica, morfologia della sfida titanica reale, quotidiana, prassi esperibile ad ogni orario. La follia è globale, è di tutti, non è più esclusiva dell’eroe prometeico, ed essendo appuntoContinua a leggere “Tra fiaba e realtà: l’eroe del 2023”

Contro i materialisti. Un mio dialogo sordo con Cristina Campo.

“Occorre molta fede per riconoscere simboli in ciò che è avvenuto realmente” (da anni ritengo la scienza simbolica l’unico pertugio da dove sbirciare fra le pieghe del Reale). “Se non avremo da quel sogno disimparato il cercare, imparato il trovare… e che passava tuttavia facilmente dentro la cruna di un ago”(E questo è il processoContinua a leggere “Contro i materialisti. Un mio dialogo sordo con Cristina Campo.”

Un mio racconto: “Dall’Agenda Rossa di Paolo Borsellino”

Questo è un mio racconto tratto da “Novelle Crudeli, che potete trovare qui: https://www.ibs.it/novelle-crudeli-libro-francesco-cusa/e/9788890500398 DALL’AGENDA ROSSA DI PAOLO BORSELLINO Sono al mare con la famiglia. Da lontano i lidi pieni di gente. Spiagge affollate. Cabine a schiera. Fritture nella canicola. Pance. Costumi. Schiamazzi lontani. La rade folate di scirocco sanno di creme abbronzanti e doposole.Continua a leggere “Un mio racconto: “Dall’Agenda Rossa di Paolo Borsellino””

PITAGORA BATTE SCHOPENHAUER 5 a 0: UNA COMITIVA DI TURISTI TEDESCHI IN SICILIA.

In questi giorni di canicola propongo il mio racconto tratto da https://www.lafeltrinelli.it/surrealismo-della-pianta-grassa-pensieri-libro-francesco-cusa/e/9788893413411 PITAGORA BATTE SCHOPENHAUER 5 a 0: UNA COMITIVA DI TURISTI TEDESCHI IN SICILIA.La Sicilia, come è noto, è meta di viaggi organizzati in comitive, di cordate di vecchi tremanti senza timore di Dio che se ne vanno in giro per musei, templi, mostre,Continua a leggere “PITAGORA BATTE SCHOPENHAUER 5 a 0: UNA COMITIVA DI TURISTI TEDESCHI IN SICILIA.”

Rime Sboccate 10

X Ubriaco d’otto grappe annaspai fra culi e chiappe vomitai dentr’al secchiello era il buco d’un bordello. La retorica d’un Gorgia non potrebbe dir dell’orgia ov’io giunsi, mio malgrado al mio colmo del degrado. Venne un flaccido sedere poi la pompa di dentiere quasi un corpo senza vita volle farsi sodomita. Dove mai m’ero cacciatoContinua a leggere “Rime Sboccate 10”

Recensione di “Una Cattedrale Rovesciata è una Donna”, di Annalisa Pascai Saiu

Finalmente una poesia abrasiva, che procura ferite e ustioni a chi la legge, finalmente delle liriche con lo sguardo rivolto all’osceno della sacralità (gli occhi aperti fino a farli lacrimare). La silloge di Annalisa Pascai Saiu è il frutto di un lungo processo di martirizzazione che passa attraverso l’inferno delle viscere, della zoe che siContinua a leggere “Recensione di “Una Cattedrale Rovesciata è una Donna”, di Annalisa Pascai Saiu”

Rime Sboccate 9

IX Non t’incontro il Gedeone  con un far da culattone? “Amico mio, che t’è successo?” “Son felice cambio sesso!” “Come fai con le tue donne?” “Sono lesbiche le nonne!” “E tua moglie, tutto a posto?” “Lei è gay dal cinque agosto” Lo saluto con affetto lui va via tutto culetto. Vive in me questo rovelloContinua a leggere “Rime Sboccate 9”

Rime Sboccate 8

VIII Ho un ricordo della messad’una giovine commessache nell’Atto di Doloresi sbracò con gran fragore. In ginocchio sul sagratofece atto sconsacratoed ai vecchi lì in preghieramostrò culo e giarrettiera. Cadde l’occhio poi del pretesu polpacci e calze a retevenne giù dal suo banchettoun precoce chierichetto. Nella calda sera estivail tramonto dall’ogivatrasformò quell’omeliain un’orgia in sagrestia.Continua a leggere “Rime Sboccate 8”

Sogni

Ormai vivo una reale parallela molto intensa. Questa è solo l’infinitesima parte dell’abissale immersione in questa storie. Il “regista” di questi miei sogni deve essere la summa di tutti i grandi autori che sono nati sulla Terra. Gli intrecci non sono narrabili. Le storie hanno logiche inconcepibili ma sublimi. Quel che riferisco è solo il minimoContinua a leggere “Sogni”

Recensione de “La Nota Imperfetta”, di Annalisa Frontalini – “Infinito Edizioni”

La poesia di Annalisa Frontalini ferisce e non cicatrizza, mostra le piaghe del verso con scabrosa leggerezza, offre la materia del proprio corpo alla passionalità mai redenta. La catarsi è nel sangue, nel cammino doloroso, nella nudità cristica, nella flagellazione di amori celebrati nelle notti estive, nei sospiri dei silenzi ricercati. Siamo di fronte aContinua a leggere “Recensione de “La Nota Imperfetta”, di Annalisa Frontalini – “Infinito Edizioni””

Scritti sulla musica, il jazz, l’improvvisazione: “Il Jazz”.

Io non parlo più di jazz. Mi vedete scrivere qualcosa sul jazz? No che non mi vedete scrivere, né pubblicare robe di jazz sulla mia bacheca; né ora né mai scriverò nulla di serio sul jazz, ammesso che abbia un giorno poi voglia di scrivere davvero qualcosa di serio sul jazz.  Invece mi tocca diContinua a leggere “Scritti sulla musica, il jazz, l’improvvisazione: “Il Jazz”.”

Recensione di “Opache Clessidre” di Stefano Gresta

La poesia in “Opache Clessidre” di Stefano Gresta è poesia concreta, materica, sommo tentativo plastico d’intrappolamento del mistico. Potremmo definirla come l’autobiografia di un fantasma, ossia come la fruizione del Reale filtrata attraverso gli occhi gelidi dell’osservatore passionale d’un tempo. Il mondo che Gresta osserva è un mondo pulsante di vita e morte, un mondoContinua a leggere “Recensione di “Opache Clessidre” di Stefano Gresta”

Scritti sulla musica, il jazz, l’improvvisazione.

In un mondo falso e finto, la lezione di Girard torna sempre utile (è ciò che con altri termini cerco di comunicare ai miei allievi, troppo presi dalla contingenza di questo Reale). Il linguaggio di Gesù è quello dello “skandalon” e sublima il logos demoniaco in termini di scandalo mimetico. Tutto nella Terra è demoniaco:Continua a leggere “Scritti sulla musica, il jazz, l’improvvisazione.”

Appunti su due pagine di Proust da: “La Prigioniera”

Albertine è l’alter ego femminile di Proust, é lo specchio spietato che restituisce all’autore la sua stessa immagine vista dall’esterno: Ciò che mi tormentava era quel perenne desiderio di piacere identico al mio, che ritrovavo in lei, di piacere a nuove donne, di abbozzare nuovi romanzi; era di supporre in lei quello sguardo che ilContinua a leggere “Appunti su due pagine di Proust da: “La Prigioniera””

Un mio racconto “Mario l’antipatico” (Contenuto nel futuro libro: “Fiabe Terrone”)

MARIO L’ANTIPATICO Era antipatico ma si sforzava di essere simpatico a tutti i costi. L’insieme delle sue caratteristiche psicosomatiche contribuiva a renderlo tale. C’era qualcosa nella conformazione della sua scatola cranica che… disturbava. Non si può dire che Mario fosse un brutto uomo, anzi, per certi aspetti i suoi tratti avevano un che di nobileContinua a leggere “Un mio racconto “Mario l’antipatico” (Contenuto nel futuro libro: “Fiabe Terrone”)”

Recensione di “Solo l’amore conta”, una performance teatrale di Nicola Costa

Nella bellissima cornice del “Cortile Alessi”, a suggello di una lunghissima ed “eroica” rassegna organizzata da Simona Vizzinisi per questi tempi falcidiati dal delirio pandemico, andava in scena, nelle serate del 25 e 26 marzo, la performance “Solo l’amore conta”, scritta e diretta da Nicola Costa, con Nicola Costa e Alice Ferlito in qualità diContinua a leggere “Recensione di “Solo l’amore conta”, una performance teatrale di Nicola Costa”

Alcuni miei aforismi (6)

Le norme e le leggi sono tanto più assurde quanto più patente è lo scopo che il potere intende raggiungere.  Il condizionamento mentale è tanto maggiore laddove alberga l’assoluta povertà della ricerca spirituale.  La razionalità è la maschera mito.  Un tramonto sul mare incenerisce la Propaganda.  Isterici, paranoici, ipocondriaci, sono il foraggio delle politiche sanitarieContinua a leggere “Alcuni miei aforismi (6)”

Recensione del videogame “Death Stranding” di Hideo Kojima.

“Death Stranding” è un opera concettuale perché pone fondamentali quesiti filosofici, ma è anche una fra le storie più apocalittiche e sconcertanti degli ultimi decenni, un immenso viaggio prometeico che consacra il genio del demiurgo Hideo Kojima come una fra le menti più brillanti del nostro tempo. Innanzitutto, cominciamo col dire che definire “Death Stranding”Continua a leggere “Recensione del videogame “Death Stranding” di Hideo Kojima.”

I dieci anni di “Altai: la mia esperienza nella realizzazione del cd ispirato al romanzo di Wu Ming

Fu al contempo semplice ma non facile cimentarmi nell’elaborazione di questo cd realizzato con “Skinshout” – il duo che vedeva Gaia Mattiuzzi alla voce e il sottoscritto alla batteria -, e la partecipazione di Xabier Iriondo con il suo ampio e variegato strumentario. Avevo letto, come sempre, il romanzo, giacché allora la collaborazione con WuContinua a leggere “I dieci anni di “Altai: la mia esperienza nella realizzazione del cd ispirato al romanzo di Wu Ming”

Sei ritratti d’artista

Francesco Gennaro Venne alle 22 e 10 della sera con quel baffo fra Velasquez e Dalì la forza dell’acciaio nelle mani. Disse, in un linguaggio ciclopico: “Talvolta occorre pur strapparle quest’ali al cherubino tetramorfo!”. A me parve un novello Efesto che nel delirio della sua fucina metafisica fosse anche curatore d’una metallurgia angelica, dell’etica scultoreaContinua a leggere “Sei ritratti d’artista”

Alcuni miei aforismi (5)

Ormai ricevere una telefonata (senza preavviso e orario concordato) è un atto violento. Un’irruzione brutale nella privacy. Beccare la brioche calda da Savia significa rivivere ogni sequenza adolescenziale relativa al culo di Nadia Cassini moltiplicata per le tette di Edwige Fennech ed elevata esponenzialmente  alla malizia ontologica di Laura Antonelli; ad ogni morso tutto l’ardore dellaContinua a leggere “Alcuni miei aforismi (5)”

Alcuni miei aforismi (4)

Occorre meditare sulla radiosità del futuro a partire dal presente e rigenerare il passato. In questo senso il passato è attività, continua metamorfosi, non stasi della memoria, prefisso del tempo. Cascame biopolitico. Ormai l’azzardo teorico complottaro sta a “destra” mentre l’ordine scientista debunkeraro sta a “sinistra”. Stravolgimenti delle coordinate ideologico-politiche negli ultimi microsecondi dell’Antropocene. Scrivo nella notte eContinua a leggere “Alcuni miei aforismi (4)”

Alcuni miei aforismi (3)

Affidarsi a qualcosa è già essere nella dipendenza. Occorre vivere il proprio tempo e le necessità che esso impone con la consapevolezza di essere nel posto giusto e al momento giusto. Sempre, anche nei momenti più difficili e umilianti della vita. Ci si può affidare a stento alla nostra coscienza e poi, semmai, donare perContinua a leggere “Alcuni miei aforismi (3)”