Il mio incontro con Pippo Madè

Ci sono incontri che non aggiungono informazioni, ma ricompongono qualcosa. L’incontro con Pippo Madé è stato questo. Non una scoperta, non un omaggio, ma la conferma silenziosa che un certo modo di stare nell’arte è ancora possibile. La sua casa non dà l’impressione di un luogo dove le opere vengono conservate. È piuttosto uno spazioContinua a leggere “Il mio incontro con Pippo Madè”

Fenomenologia dell’accesso ad altri piani del Reale

Io non penso di poter più segnare una netta linea di demarcazione tra ciò che vivo da “sveglio” rispetto a ciò di cui ho esperienza nel “sogno”. Tale confine è oramai per me talmente labile da risultare indistinto. Anzi, direi che ciò che più si avvicina alla mia profonda natura percettiva è certamente manifesto sulContinua a leggere “Fenomenologia dell’accesso ad altri piani del Reale”

Che palle i catanesi che tornano a Natale dal Nord.

Che rottura dì palle i catanesi che ritornano a “casa” dal Nord per Natale, con tutto quel portato di ardore emotivo che li rende per qualche giorno empatici e vogliosi di solarità e mari. Io spero diluvi fino al 6 gennaio, così poi se ne tornano nelle Padanie col loro fardello di prodotti locali, magariContinua a leggere “Che palle i catanesi che tornano a Natale dal Nord.”

Genealogia dell’indignazione contemporanea: contro la critica senza memoria

Quanta ignoranza alberga oggi nelle fasce medio-alte della cultura italiana. Ne vedo ovunque gli effetti: critici mediocri e intellettuali di seconda mano sempre pronti a battezzare come nuove tendenze pratiche assolutamente vetuste, provetti maestri del maquillage teorico, artisti falliti che sublimano nella critica la frustrazione di un fallimento che li divora dall’interno. Se nel 1968,Continua a leggere “Genealogia dell’indignazione contemporanea: contro la critica senza memoria”

Una lettera ricevuta

Fra le tante amarezze vissute, conforta come un fuoco al camino nella notte gelida ricevere una “lettera” del genere. Non ho mai incontrato questa persona. È fra i miei contatti facebook. Mi ha chiesto di rimanere anonimo, nonostante i miei ripetuti tentativi di renderlo visibile per ringraziarlo. Recentemente ho subito una vergognosa maldicenza, di cuiContinua a leggere “Una lettera ricevuta”

I valori dividono, il denaro unisce: il woke come copertura morale del capitale

Da sempre il mondo non è stato tenuto insieme da valori condivisi, da diritti universali o da una qualche armonia culturale. È stato tenuto insieme dall’oro. E poi, più tardi, dalla moneta. Punto. Popoli che non si capivano, che parlavano lingue incomunicabili, che adoravano divinità incompatibili, che vivevano secondo codici morali opposti, hanno commerciato, siContinua a leggere “I valori dividono, il denaro unisce: il woke come copertura morale del capitale”

La Nuova Inquisizione Morale

È curioso come oggi basti una parola — “fascista” — per mettere a tacere chiunque.La cosa impressionante è che nessuno sembra accorgersi della deriva inquisitoria. Non si discute più nulla: si marchia. L’altro non è un interlocutore, è una macchia da cancellare. E questa operazione di purezza — così simile ai vecchi puritanesimi che siContinua a leggere “La Nuova Inquisizione Morale”

Il Circo Mediatico della Gruber e i suoi animali da cortile: l’epica tragicomica di chi ha dimenticato il Green Pass ma ricorda a memoria il palinsesto.

Il Circo Mediatico – quello che Preve aveva già smascherato quando tutti ancora lo veneravano – ha riacceso i riflettori della “protezione”. La vetrina della Gruber, con i suoi ospiti che sembrano usciti da un casting per indignati professionisti, si è trasformata nell’aula permanente contro i cosiddetti “propal”, bersagliati dopo l’incursione nella redazione de LaContinua a leggere “Il Circo Mediatico della Gruber e i suoi animali da cortile: l’epica tragicomica di chi ha dimenticato il Green Pass ma ricorda a memoria il palinsesto.”

ATLANTE INTERIORE

Carme I: La Mappa Difettosa Risvegliarsi nel mezzogiorno plumbeoUccelli color caramello e Californie dagli arcobaleni percorribiliLo spazzolino elettrico e il mentolo nella vertigine della disautonomiaTi trascini ancora la speranza del sogno dentro l’occhiaia della progressivaLente, catrame dell’asfalto della periferia di San Diego, facevi rifornimento. C’erano i tuoi compagni di viaggio, musicisti, che fine hanno fatto?L’EtnaContinua a leggere “ATLANTE INTERIORE”

Il nuovo proletariato estetico: anatomia di una nuova povertà

Il furto, oggi, non ha più nulla a che vedere con la necessità. È diventato una forma di estetica, un gesto che appartiene più al teatro dell’immagine che alla sopravvivenza. Non si ruba per vivere: si ruba per apparire vivi. È questo il punto più grottesco e più rivelatore della nostra epoca: il desiderio nonContinua a leggere “Il nuovo proletariato estetico: anatomia di una nuova povertà”

Quando il Parlamento vota all’unanimità: il vero tema è un altro

Premessa Viviamo in un Paese – e in un mondo – in cui l’offerta sessuale è ovunque, continua, ipertrofica: pubblicità, social, piattaforme, esibizionismi normalizzati. Una pornografia diffusa, non più relegata ai margini, ma incorporata nel quotidiano. E tuttavia, proprio in questa epoca di sovraesposizione erotica, assistiamo al fenomeno opposto: la normazione minuziosa del sesso, ilContinua a leggere “Quando il Parlamento vota all’unanimità: il vero tema è un altro”

La Gaza dimenticata: estetica dell’indignazione a tempo determinato

Nel giro di poche settimane, il furore collettivo per Gaza si è dissolto come nebbia nella mattina algoritmica. Guai a chi, solo un mese fa, non manifestava, non si schierava, non gridava: adesso cala la mannaia del silenzio mediatico. Gaza rimossa: il lutto fagocitato dal presente performativo. Potrebbe essere il titolo di un saggio d’altriContinua a leggere “La Gaza dimenticata: estetica dell’indignazione a tempo determinato”

Dal Logos all’Algoritmo. Dalla Gnosi repressa alla coscienza computazionale.

Da sempre mi occupo di letture comparate. Da sempre sono alla ricerca del legame di continuità che unisce La Sapienza del passato alle conquiste della conoscenza del presente. Ecco un mio riassunto. Nel 378 d.C. il Concilio e Sant’Agostino segnano una frattura irreversibile: si spezza il filo degli Iniziati, la Chiesa si struttura sul primatoContinua a leggere “Dal Logos all’Algoritmo. Dalla Gnosi repressa alla coscienza computazionale.”

“L’anniversario di Pasolini, ovvero la sagra del copia-incolla”

Ogni anno, alla stessa ora, lo scempio si ripete. Sfilano le citazioni, i frammenti, le frasi amputate — brandelli di Pasolini usati come santini da chi non ha mai aperto una sua pagina intera. È la nuova forma di idolatria digitale: un copia-incolla dell’indignazione, un culto dell’aforisma senza conoscenza, dove si finge di pensare attraversoContinua a leggere ““L’anniversario di Pasolini, ovvero la sagra del copia-incolla””

Sintesi di “La Chiesa di Gesù” – Marco Saunier

Faccio una mia sintesi del: Cap. XXI da La leggenda dei simboli, Atanòr. Gli Apostoli e l’irruzione della Parola fra gli uomini: Gli Apostoli, dopo la crocifissione, raccolgono il verbo del Maestro e lo diffondono tra il popolo più umile, segnato dalla grossolanità e dall’ignoranza. Si tratta di uomini che, pur adorando la dolcezza dell’Agnello,Continua a leggere “Sintesi di “La Chiesa di Gesù” – Marco Saunier”

La perversione deritualizzata e l’osceno integrato

Questa repressione-finta-liberazione woke, coniugata all’era di Onlyfans e delle perversioni feticistiche da social, sta generando una montante, sorda violenza e un’esplosività che vedrà sfogo col maturarsi di quest’ultima generazione. La sacra e santa perversione, in un contesto pervertito che si mostra censorio ad hoc, muta la sua natura e diventa pratica de-ritualizzata e legittimazione dell’Osceno.Continua a leggere “La perversione deritualizzata e l’osceno integrato”

Dal corpo libero al corpo sorvegliato: il tramonto dell’eros rivoluzionario

Il paradosso di questa “sinistra” è che tutte le grandi battaglie del passato sulla liberazione sessuale sono diventate pure chimere. Ormai siamo di fronte a un movimento di repressione e oscurantismo. Da un lato si professa la libertà di genere, sesso, ecc., dall’altro si vuole normare, reprimere, legiferare financo sui rapporti sessuali: vedi delirio Boldrini.C’èContinua a leggere “Dal corpo libero al corpo sorvegliato: il tramonto dell’eros rivoluzionario”

Sogno del 20-10-2025: Il Trasferimento

Ormai io vivo e abito realtà dimensionali altre. Stanotte ho sognato un trasferimento su un altro pianeta, ecocompatibile con il nostro.Il fenomeno non appariva improvviso né traumatico, ma organizzato con estrema precisione.Avveniva tramite enormi geostazioni suddivise in settori: strutture modulari, sovrapposte, disposte su innumerevoli piani.Ogni piano conteneva spazi sterminati, corridoi, piattaforme e dispositivi di transito.L’interoContinua a leggere “Sogno del 20-10-2025: Il Trasferimento”

Sogno del 10-11-2025

Siamo in una sorta di Basilicata metafisica. Il paesaggio è celtico. Siamo invitati a partecipare a una sorta di concorso letterario organizzato da Fabio Vito Lacertosa. Si tratta di descrivere il “Mose”, una sorta di ciclopica costruzione di ignota fattura facente parte del patrimonio della regione. Risalirebbe ai millenni dimenticati, e non può essere stataContinua a leggere “Sogno del 10-11-2025”

Kefiah e Birkenstock: il “Palestine Washing”

Stamane mi sono risvegliato con questa immagine in testa e con alcuni quesiti. Non credevo di assistere a una rivoluzione di piazza avente come sostenitori i Cairo, i Formigli, i Gramellini, i Fazio, i Tosa, le Cuzzocrea, i Telese… ossia del “circo mediatico” (Preve docet) che per tutti i primi mesi di genocidio ha fomentatoContinua a leggere “Kefiah e Birkenstock: il “Palestine Washing””

Recensione del cd “Nemesi” di Illogic Trio

Ugo Rodolico è un batterista e un compositore straordinario. Ho ascoltato con immensa goduria questo ultimo lavoro “Nemesi” e sono rimasto a bocca e orecchie aperte. Si rimane basiti di fronte a tanta perizia e gusto musicali che ben poco hanno da invidiare ai più illustri progetti d’oltreoceano, e mi chiedo ancora come un progettoContinua a leggere “Recensione del cd “Nemesi” di Illogic Trio”

L’ambiguità del segno, tra arte e cortile digitale: cronache di guerra e manipolazione

Quando Roman Jakobson affermava che il linguaggio presenta due aspetti — uno orientato al mittente, l’altro al destinatario — stava tracciando un’idea radicale: il messaggio non è mai neutro. La sua forma cambia a seconda del punto di vista. Se osservato dalla parte di chi lo emette, tende verso l’espressività; se lo si guarda dalContinua a leggere “L’ambiguità del segno, tra arte e cortile digitale: cronache di guerra e manipolazione”

Apologia estetico-filosofica di Alan Wake 2

C’è qualcosa di radicalmente disturbante in Alan Wake 2: non è il mostro che balza dall’ombra, non è il jumpscare, ma il senso costante che la realtà non sia più affidabile. Il gioco diventa una meditazione sull’abisso, un esperimento filosofico che usa il linguaggio del videogioco per trasformare il giocatore in viaggiatore dell’ignoto. L’orrore cheContinua a leggere “Apologia estetico-filosofica di Alan Wake 2”

La funzione drenante del potere: il paradosso dell’azione simbolica

Preciso subito la mia posizione: sono assolutamente a favore della causa palestinese e ritengo che ciò che sta avvenendo da parte di Israele sia a tutti gli effetti un genocidio. Non si tratta dunque di un esercizio di equidistanza né di un’analisi “neutrale”: la mia riflessione muove da un atto di solidarietà verso un popoloContinua a leggere “La funzione drenante del potere: il paradosso dell’azione simbolica”

Francesco Cusa “Naked Performers”: a 25 anni dalla creazione del metodo di conduction, uno sguardo sulla varietà della discografia e delle performance

In un’epoca affetta da presentismo, scarsamente attenta alle cronologie degli avvenimenti artistici del recente passato, è di norma considerare originali accadimenti artistici che sono, semmai, figli e prodotti delle ricerche operate da altri musicisti in passato. Ero su un intercity Catania-Bologna, sul finire degli anni Novanta, quando mi decisi di riportare su un taccuino tutteContinua a leggere “Francesco Cusa “Naked Performers”: a 25 anni dalla creazione del metodo di conduction, uno sguardo sulla varietà della discografia e delle performance”

Recensione di “The Life of Chuck” di Mike Flanagan

Mike Flanagan con The Life of Chuck tenta un’operazione rischiosa: raccontare la vita di un uomo qualunque come se fosse l’intero universo a collassare. Non un film apocalittico nel senso comune, ma un’opera che mette a nudo il rapporto tra coscienza e tempo, costringendo lo spettatore a misurarsi con la fine non solo di unContinua a leggere “Recensione di “The Life of Chuck” di Mike Flanagan”

La rivolta silente

Mi chiedo spesso quanti, tra coloro che sfilano contro la mafia, la guerra o l’ingiustizia, siano davvero disposti a rifiutare un lavoro ambiguo, a denunciare una truffa nel proprio quartiere, a perdere un’occasione o un privilegio pur di rimanere fedeli a un principio.La maggior parte no. Perché la coerenza costa. E in piazza non siContinua a leggere “La rivolta silente”

Sulla non violenza

Col tempo ho capito che l’unica cosa che può davvero fermare la violenza nel mondo è non portarne più dentro.Non è una questione di gesti visibili o parole corrette — è qualcosa che si gioca nel fondo, nelle viscere, dove spesso nemmeno guardiamo.Finché continuiamo a cercare fuori la causa di ciò che non va, rimaniamoContinua a leggere “Sulla non violenza”

Confessione

Sono stanco.È un monotono susseguirsi di errori.Fraintendimenti.La semantica è un impaccio.Tutto viene distorto.Contorto.Corrotto.Manipolato.Deturpato.Stuprato.Osservo il cielo azzurro di settembreBello. Pare finto.Non so più come fare.Non so più come dire.Non so più cosa pensare.Ogni azione discorsiva, di scrittura, espressiva rimanda al caos infero.Le interpretazioni di ogni evento comunicativo finiscono col rendersi poi significati di ulteriori significati. TuttoContinua a leggere “Confessione”

Recensione di “Un film fatto per bene” di Franco Maresco

Che si può dire dell’ultimo film di Maresco? Boh, provo ad abbozzare qualche impressione, e sarà necessario l’uso di molti corsivi. Siamo, ovviamente, di fronte all’ennesimo oggetto anomalo rispetto al contesto del cinema nostrano cui siamo tristemente abituati, ma si badi: “un film fatto per bene” è un’anomalia ben preparata e risolta, come la vecchiaContinua a leggere “Recensione di “Un film fatto per bene” di Franco Maresco”

Cronaca dell’Indescrivibile

Chiudere gli occhi e osservare. Luminescenze tremolanti. Poi una spirale di verde che ruota verso un interno non esplicabile. La purezza della clorofilla brucia come fuoco le pareti vestibolari per esplodere in un trionfo di saette gialle, di fotoni-girini che vanno a fecondare una maestosa ghirlanda viola che si fa Purgatorio dentro al Purgatorio. L’espiazioneContinua a leggere “Cronaca dell’Indescrivibile”

Sogno del 31 agosto 2025

Stanotte ho fatto altro sogno assurdo in cui girovagavo in città la notte a sbrigare qualcosa che non ricordo. Rientro a casa, una mia casa futuristica e con me ci sta Roberto Lo Faro. Cerco di aprire la porta e gli faccio: “sei sicuro che in quell’oscurità del mio giardino non si nasconda nulla?”.Sconcertante ancheContinua a leggere “Sogno del 31 agosto 2025”

Appunti tratti da “La leggenda dei simboli”

“E ora tu che sai, taci! Prendi esempio da me, sii enigmatico, imperrocché la Forza risiede nel silenzio, e la Verità non può che generare follia nei cervello troppo deboli per comprenderla…” Irruzione del Sacro (Eros) nella dimensionalità terrena. Notare l’esplosione triangolare (culto di Vod) nella sfericità che tutto ingloba (quadratura del cerchio da unContinua a leggere “Appunti tratti da “La leggenda dei simboli””

Lettera aperta a chi è in ascolto

Mi riprometto di cercare di non scrivere più di questa “contemporaneità”, se non in funzione di un futuro che mi auguro il più possibile bio-tecnologico, o di un presente che riviva nella prospettiva dialettica con il passato di cui siamo emanazione. Ogni aspetto del vivere quotidiano è infettato da rigurgiti reazionari mascherati da diritti civili.Continua a leggere “Lettera aperta a chi è in ascolto”

Il naufragio della satira nella deriva sinistra del 2025

LA NUOVA CENSURA DEM C’è una vecchia barzelletta: Un uomo naufraga su un’isola deserta insieme a una splendida fotomodella. Dopo settimane di convivenza, tra i due nasce l’inevitabile passione. Tutto sembra perfetto.Ma un giorno l’uomo si avvicina alla fotomodella con un’espressione imbarazzata e le chiede:— “Senti… potresti farti un favore? Potresti disegnarti dei baffi conContinua a leggere “Il naufragio della satira nella deriva sinistra del 2025”

“Capitan Lorenzo Tosa alla caccia dei mariti porcelli!” Riflessi della nuova morale censoria nell’era del regime woke

Ormai l’Italia è diventato un paese affetto da palese disturbo bipolare grazie a una “sinistra” che è passata da Pasolini a tal Lorenzo Tosa, in preda a schizofrenie che la vedono da un lato legittimare ogni forma di perversione su “OnlyFans”, e dall’altro cassare e denunciare ogni istanza pecoreccia non legittimata dal nuovo regime woke.Continua a leggere ““Capitan Lorenzo Tosa alla caccia dei mariti porcelli!” Riflessi della nuova morale censoria nell’era del regime woke”

L’arte come conflitto

Nel codice non scritto della relazione fra artisti vi è sempre un’avversità che non ha nulla a che vedere con l’umano, una tensione necessaria al confronto che rappresenta l’invisibile tessuto connettivo di individui e comunità, ciò che trascende le vicende personali legate al successo o alla realizzazione del sé. Da ciò scaturisce la linfa preziosaContinua a leggere “L’arte come conflitto”

Ferragosto: l’Orda

Pregne le mie narici del fritto di melanzane, cotolette e calamari, percorro il lungomare col mio scooter. La velocità è da crociera, il collo torto a destra in direzione spiaggia. Vedo un Carmelo sdentato e urlante, una Concetta sovrappeso guadagnare la battigia come un pinguino di duecento chili offeso dai morsi dell’orca, scruto le danzeContinua a leggere “Ferragosto: l’Orda”

Piccola raccolta di mie poesie

Forma dell’InformeVorrei andare dentro ai quadri di Monetper essere colore fra i colorilucente come un colpo di fiorettofrutto consapevole d’una pennellata estrematrascinata verso il basso della tela.Spasmo, scaracchio della setolagesto essenziale, irripetibile. (Vampolieri 4-12-2020) Non ricordoLeggero come un rinoceronte alatoè il sogno rosa dell’altra nottedi cui poco ricordose non appunto il corno rosadi ‘sto rinoceronteContinua a leggere “Piccola raccolta di mie poesie”

Albe e tramonti dei nuovi feticci nell’immaginario del post-girotondino

https://vm.tiktok.com/ZNdQ2k8Wp/ Purtroppo abbiamo bisogno di continui stimoli in un processo mediatico che, da un lato viene criticato, e dall’altro si nutre degli scarti del Sistema. Perfino atti lodevoli diventano preda della fagocitazione della società della sorveglianza che necessita di feticci da mandare al macello. Per fortuna tutto questo scomparirà a breve, insieme a tutto ilContinua a leggere “Albe e tramonti dei nuovi feticci nell’immaginario del post-girotondino”

Pensavo

Suonano le campane a mortonel piccolo borgo di marementre l’estate va avantie noncuranti corrono gli sbuffidi cirri a screziare l’azzurro. [Pensavo all’importanza di ogni piccologestopensavo a come ogni nostra sceltapossa produrre conseguenze anche letalipensavo che occorre maneggiare la vitacon la cura dell’artificiere che disinnescal’ordigno]. Pensavo. Adesso che è scesa la nottee che il bagno diContinua a leggere “Pensavo”

Recensione di: “Presence” di S. Soderbergh e “Bring Her Back” dei fratelli Philippou

Sono reduce da questa doppia visione serale. Non mi dilungherò troppo in recensioni specifiche che potrete trovare ovunque. A me interessa mettere in relazione le due opere proprio per le sensazioni suscitate dalla doppia fruizione in sala. Comincio col dire che le mie preferenze vanno tutte per la commovente e sconcertante opera dei Fratelli Philippou,Continua a leggere “Recensione di: “Presence” di S. Soderbergh e “Bring Her Back” dei fratelli Philippou”

Contro i soloni, i preti mancati e gli scientisti d’oggi, contro il disagio di chi vive male la propria contemporaneità

Leggo di soloni che discettano di religioni e spiritualità… Come faranno a interpretare e a decifrare, chessó, le simbologie di Saunier sul mito edenico senza conoscere reti neurali e PlayStation 5? Che razza di conoscenza può mai darsi nell’ancoraggio di una fissità che non preveda una tradizione in movimento? Da quale pulpito si ergono questiContinua a leggere “Contro i soloni, i preti mancati e gli scientisti d’oggi, contro il disagio di chi vive male la propria contemporaneità”

Recensione di “Bosco in città”, di Francesco Gianino

Diciamolo da subito, Francesco Gianino ha scritto un “diario di borderline” straordinario, un’opera animista sotto forma di flusso di coscienza che tutto avvolge e divora: strade, facce, panini, tramonti, gonne, cosce, bestie, bar, amici, nemici, kebab, cinema, amori, rancori, fotografie, amarezze. Sembra di essere in una sorta di riadattamento miniaturizzato de “Gli anni perduti” diContinua a leggere “Recensione di “Bosco in città”, di Francesco Gianino”

In questo porco mondo: “epochè dell’età contemporanea“

Sotto al bancone del bar una mamma strattona il marmocchio che piange e urla. Il cono gelato è a terra. Un cane bassotto lecca il gelato mentre la mamma occhialuta ripete ossessivamente hai visto hai visto hai visto in direzione zona industriale di Siracusa. Il barman che assomiglia a Raf Luca accorre con secchiello eContinua a leggere “In questo porco mondo: “epochè dell’età contemporanea“”

Ciò che rimane agli esseri umani

Ciò che rimane agli esseri umani/ è l’artificio del giorno nascente/ il muto sigillo della ragione/ la stretta serrata della sofferenza. Ciò che rimane agli esseri umani/ è il lembo stracciato della memoria/ l’asse sconnesso del pentimento/ il sogno negato del tempo futuro. Ciò che rimane agli esseri umani/ è contare gli abissi con moltaContinua a leggere “Ciò che rimane agli esseri umani”

“Francesco Cusa: sadismo strutturato e controllo del caos”. Uno scritto di Claudia Scavone

Ci sono incontri che non seguono logiche prevedibili.Conosco il Maestro Francesco Cusa da circa un anno: tempo sufficiente per capire che la sua opera non si lascia semplicemente leggere o ascoltare, ma pretende di essere attraversata. Le nostre conversazioni — a volte in disaccordo — mi hanno permesso di intercettare quel nucleo vivo e scomodoContinua a leggere ““Francesco Cusa: sadismo strutturato e controllo del caos”. Uno scritto di Claudia Scavone”

La straordinaria macchina sadiana

Traggo ispirazione dal mirabile saggio introduttivo di Gianni Nicoletti all’opera. L’inversione in De Sade è il requisito necessario all’accesso alla sacralità, ciò che anima e produce l’erotismo cieco della divinità macchinica, dell’Eros puer che si manifesta nei templi riservati al suo officio: la sala del bordello, la sala dell’orgia, dello scannatoio. Questi luoghi riservati fungonoContinua a leggere “La straordinaria macchina sadiana”