Genealogia dell’indignazione contemporanea: contro la critica senza memoria

Quanta ignoranza alberga oggi nelle fasce medio-alte della cultura italiana. Ne vedo ovunque gli effetti: critici mediocri e intellettuali di seconda mano sempre pronti a battezzare come nuove tendenze pratiche assolutamente vetuste, provetti maestri del maquillage teorico, artisti falliti che sublimano nella critica la frustrazione di un fallimento che li divora dall’interno. Se nel 1968,Continua a leggere “Genealogia dell’indignazione contemporanea: contro la critica senza memoria”

Due pagine heideggheriane in “Essere e Tempo”

Trovo straordinarie queste due complesse pagine heideggeriane, dense di profondo spirito di comprensione e compenetrazione fra esseri umani.Provo una bozza di riassunto. Almeno per quel che ci ho capito. In queste pagine, Heidegger articola una visione dell’essere umano non come individuo isolato, ma immerso in una rete di relazioni, dove il rapporto con gli altriContinua a leggere “Due pagine heideggheriane in “Essere e Tempo””

La morte

La gente parlava di mortee nelle case si continuavaa vivere.Fuori un incendio di grillile ali di mantide solcavanoil cielo.Il primo a morire fu un bimbofatto di ombra.Poi morirono i gattie tutti i signori con in manoun giornale.Infine toccò alle madri,alle figlie e alle tartarughe.L’arcobaleno era una grossafalce, caddero le testedelle giraffe.All’orizzonte le nuvole rosaoziavano nelContinua a leggere “La morte”

Togliamoci qualche sassolino dalle scarpe

A 58 anni suonati non è più momento di compromessi. Posso dire oramai con certezza che la riconoscenza e il rispetto non fanno che parte minima nell’ambiente della cosiddetta comunità di jazzisti e addetti ai lavori. Negli anni ho potuto toccare con mano quanto amaro sia il fiele della riconoscenza. Di persone nobili e obiettiveContinua a leggere “Togliamoci qualche sassolino dalle scarpe”

Primo maggio non son saggio

Primo maggio promo maggio. Concertini e mafalde alla mortazza. Le coppie già svernano nella sera del dì di festa. Volano i rondoni, si spiaccicano i mosconi sulle auto, si pranza fuori nella primavera che inebria dei suoi afrori chi ancora avrà l’ardire di sognare una vita amorosa, fra cacate di piccioni random e peti tonantiContinua a leggere “Primo maggio non son saggio”

Manuale di sopravvivenza per clown senza più circo

Io passo le mie giornate diurne nella piena solitudine del mio giardino. La sera metto in scena ciò che rimane del mio essere clown, la pantomima dell’essere sociale. La notte torno alla mia densa solitudine abitata da ogni sorta di creatura d’Oltremondo. Le mie gatte sono i miei due angeli custodi. Se c’è ancora qualcosaContinua a leggere “Manuale di sopravvivenza per clown senza più circo”

Pasquetta Rosso Sangue

Tutti fuori per PasquettaCicci bomba in motorettaTamarrazzi alla campagnaTutto quanto un magna magna. C’è la mamma coi figlioliOgni mano sei cannoliCi sta nonna che non senteCi sta nonno incontinente. L’una appalta la guantieraL’altro perde la dentieraNella foga concitataLa ragazza s’è mestruata. S’è scordata l’assorbenteChiede al nonno incontinenteSe gli presta il pannoloneLei gli cede il polpettone.Continua a leggere “Pasquetta Rosso Sangue”

L’Unione Europea come mito costruito sulle speculazioni del mercato comune

Ma in cosa percepite questa Unione Europea? Per fatto che non ci sono più i passaporti necessari per il transito da una nazione all’altra? Che abbiamo l’euro dei banchieri e degli speculatori finanziari? La Gran Bretagna cosa è ora? Europa? O non lo è più perché è uscita dall’euro? È europea la Turchia? Secondo meContinua a leggere “L’Unione Europea come mito costruito sulle speculazioni del mercato comune”

La credenza come base di ogni processo conoscitivo nei sapiens

Miti, religione e scienza sono tutti costrutti parte di un ordine immaginario basato sulla credenza. L’astrologia, il cristianesimo, la chimica, l’economia, la democrazia, la matematica esistono perché la maggioranza di individui ci crede. Il principio fondativo dei macrosistemi dei sapiens sapiens è quello dell’indottrinamento: aritmetiche, musiche, ricette di cucina, istruzione scolastica, grammatica, regole della tombola,Continua a leggere “La credenza come base di ogni processo conoscitivo nei sapiens”

Sempre combatterò contro i passive-aggressive…

Sempre combatterò contro i passive-aggressive, contro quelli che ti fanno la morale per poi sibilare sinuosi e venefici dal sottoscala della parrocchia laica. Ne ho conosciuti parecchi di questa schiatta, uomini e donne d’una violenza rara, fisica e verbale, d’una violenza spesso cieca e irrelata. Stanno tutti con questa nuova vulgata del politicamente corrOtto-arcobalenato-post-piddino-trans-eunte, aContinua a leggere “Sempre combatterò contro i passive-aggressive…”

Catania apericena e cimitero

Il sole invernale di un inverno che scimmiotta l’inverno tramonta sugli apericena dei catanesi, intabarrati nei pellicciotti sintetici, le mani guantate, a dispetto della temperatura che nell’oscurità ascellare strizza le ghiandole sudoripare, eterna lotta tra natura e cosmesi, osservavo, mentre le alopecie dei chitarristi sulla cinquantina brillano sotto il faretto impietoso, e due scimunite accennanoContinua a leggere “Catania apericena e cimitero”

Inclusione o separazione?

La schizofrenia alberga oramai a più livelli. La cosiddetta cultura woke è portatrice di un’affezione preoccupante in tal senso. Essa si fa promotrice di una cultura inclusiva in grado di accogliere e armonizzare le minoranze di genere, al contempo rivendicando una sempre più complessa distinzione tra variabili di genere. La sigla LGBTQIA+ è il momentaneoContinua a leggere “Inclusione o separazione?”

Finalismo. Teologismo. Mah…

A me pare che porsi la questione in questi termini sia l’equivalente di ciò che fecero le donne quando Corrado III disse che potevano scappare con tutto quello che potevano portarsi dietro, mentre gli uomini sarebbero stati uccisi. Bene, loro si portarono i mariti in spalla e il re mantenne la parola. Insomma, la manieraContinua a leggere “Finalismo. Teologismo. Mah…”

Messa e Podere: il Canetti da guardia del nuovo fronte woke reazionario

Il paradosso di questa “sinistra” reazionaria è che dopo anni di lotte per l’uguaglianza, adesso si trova a fare le battaglie per la diversità. Oramai si aggiungerà sempre una lettera in più alla famigerata sigla. Avremo dunque passaporti con codici sempre più lunghi al fine di specializzare i generi in peculiarità sempre più sofisticate. RicordoContinua a leggere “Messa e Podere: il Canetti da guardia del nuovo fronte woke reazionario”

Alcune poesie tratte dal mio libro “Il Giusto Premio”

Volano Asini Inverno sicilianoe le persiane sbattonofurenti al ventoun raglio senza asiniè tutto un turbinareun premere d’oscuritàdalle pendici dell’Etna.Notte assassinacome una copertasulle ferite dell’animapiegata a quattro zampelucidi il nero delle scarpecon quel sorriso tragicosotto il mantello.Forte ulula la tormentasulla campagna spiaggiatae pare un antico scheletro di balenaquell’orizzonte lunareche scivola sulle onde argentatedell’oceano mondo.Poi d’un trattolaContinua a leggere “Alcune poesie tratte dal mio libro “Il Giusto Premio””

L’isolamento

Giunge come un balsamo urente a guarire profonde ferite.A un certo punto li vedi arrancare. (Gli amici. Le amiche).Quel loro seguirti fino a un certo punto è la peggiore delle dannazioni. Diventano facce dietro i vetri e il loro respiro non appanna.Strano destino, amaro karma.Dietro le pacche e i sorrisi si aprono devastate paludi tartariche.Continua a leggere “L’isolamento”

I sapiens e la società dei media

In questa cosa che si chiama alfabetizzazione e civilizzazione dei sapiens: tutto è techné. Dallascoperta del fuoco, all’invenzione della ruota, dal motore supersonico all’iPhone, tutta la simulazione che è la vita sensoriale (Maya), è frutto di innesto del sapiens entro il laboratorio “paradeia-paradiso” (e relativa generazione dell’adamon). Il nostro DNA è artificiale. Il nostro cervelloContinua a leggere “I sapiens e la società dei media”

Nemesi

NEMESI E giunsero nella notte oscuri e non vistii messi muniti di falci e uncinia far scempio dell’umano cogitaredei discorsi e delle perifrasidi lor dialoghi concitatia pugnalare di sangue nero nella nottesì, giunsero i messi a riportare l’ordinepresso gli ilici avidi e corrottitutto un rotolare di teste mozzatedi sordo rumoreggiar di crani sull’asfaltogiunsero a purgareContinua a leggere “Nemesi”

Io studio tutto il giorno

Io studio tutto il giorno. Sempre. Non c’è domenica che tenga. Non ci sono vacanze. Aborro le vacanze. Cosa devi andare a vacanzare? Io studio. Tu vai in vacanza. Non ci sono finalità. Non si utilizzano strategie funzionali. Non si danno logiche compiacenti al mercato. La mia missione è devozionale. Vivo per sondare l’insondabile, perContinua a leggere “Io studio tutto il giorno”

La crepa nella monade

È in una notte come questa che gli angeli caddero a frotte  nei cieli quell’arco di luce rimase come un graffio in quel pianeta lontano.  Più tardi sulla Terra  due folli si innamorarono  e generarono la figliolanza pazza che portò caos e terrore.  Il nesso che lega questi due eventi così distanti nel tempo eContinua a leggere “La crepa nella monade”

Che ne posso sapere io da qui?

Settembre il suo miracolo.Luce surreale come di quadro gotico.Vento che spazza la sera.Stanotte ho visto un teschio fra le nubi.Sorella Morte, carezza sulle guance.Nella notte il mio respiro è di nessuno.Inerti fra le coperte giacciamo, a milionate.Le mie gatte annusano in giardino.Un aereo solca il cielo perenne.Gente che va.Altrove.Dal letto solo un ronzio.Giacciamo noi, cheContinua a leggere “Che ne posso sapere io da qui?”

COSMOGRAMMA

A ciò che in questa notte muovealla sciabola nera che fende l’inerteio tendo per indole e formacome un soldato al perenne richiamo. Le rocce silenti bagnate dal mare nerodue gatti rovistano nella differenziatai lampioni arancioni dell’amministrazione comunale. Stasi apparente.Son vigile. Non vivo l’incanto. Non dal manico afferro la lamae so bene che ho solo unContinua a leggere “COSMOGRAMMA”

Vademecum iniziatico per viaggiatori dimensionali: “Leggerezza nella Profondità”

Da qualche tempo ho fatto tesoro di questa mia massima: Leggerezza nella Profondità”. Mi è apparsa come una scritta fluorescente su una vetrina di un negozio che frequento abitualmente nei miei sogni (ci vado di notte a comprare cose varie di cui non riferirò in questo scritto). Per attraversare gli abissi infernali giova accompagnarsi diContinua a leggere “Vademecum iniziatico per viaggiatori dimensionali: “Leggerezza nella Profondità””

Cos’è la “liscìa” catanese

Indicata spesso come giustificazione per una ridarella prolungata, la “liscìa” va tuttavia sottolineato che non ha mai niente a che vedere con l’alcol e che, anzi, indica proprio lo stato di leggera ebbrezza che colpisce chi per la verità non ha bevuto nemmeno un goccio. Io sulla liscìa dovevo prima o poi scrivere qualcosa. IContinua a leggere “Cos’è la “liscìa” catanese”

L’Annuncio

Le ultime olimpiadi sono state ilmanifesto globale della nascita del nuovo sapiens. L’annuncio. Difendere “posizioni” in questo momento storico di radicale cambiamento, anche da un punto di vista temporale, ossia di ontologia del tempo in senso heideggeriano (non vi spiego perché), è semplicemente ridicolo. L’attentato è al buon senso: quello è/sembra un uomo/ha la forzaContinua a leggere “L’Annuncio”

Il vizietto del discredito

Oramai siamo alla ghettizzazione del pensiero dietro comodi slogan. Si presume che l’interlocutore sia una sorta di replicante in aderenza col parere e le ideologie di comodo. Rammento il Bateson in “Mente e Natura” che mostra come il meccanismo del discredito si attivi proprio modificando in modo strumentale e brutale le mappe (e le relativeContinua a leggere “Il vizietto del discredito”

Dell’incomunicabilità

Il caldo tormentava il luglioboccheggianti gli italianigiocavano a capirsimail linguaggio tesseva trappoleela gente si detestavale mogli urlavano ai maritii trans sputavano in faccia alle lesbichei figli si picchiavano con gli altri figliperché un “ma” poteva essere un’armae l’uso dell’asterisco graffiava la lingua. Cosìprese a fare ancora più caldoele strade si scioglievano nella canicolal’acqua mancavaepure l’elettricitàContinua a leggere “Dell’incomunicabilità”

Le piccole disavventure dell’ibridato sapiens che si sentiva onnipotente.

Non esiste nessun essere umano che non sia frutto di ibridazione. Noi siamo “artificiali”. Il soma è artificiale. Lo sapevano millenni fa gli antichi rishi. “Automa” non significa nulla. Ciò che creeremo (androidi o similari) sarà la nostra implementazione, saranno i nostri figli, la nostra evoluzione che seguirà processi segnati da ben altre direttive cabalistiche.Continua a leggere “Le piccole disavventure dell’ibridato sapiens che si sentiva onnipotente.”

Le piccole disavventure dell’ibridato sapiens che si sentiva onnipotente.

Non esiste nessun essere umano che non sia frutto di ibridazione. Noi siamo “artificiali”. Il soma è artificiale. Lo sapevano millenni fa gli antichi rishi. “Automa” non significa nulla. Ciò che creeremo (androidi o similari) sarà la nostra implementazione, saranno i nostri figli, la nostra evoluzione che seguirà processi segnati da ben altre direttive cabalistiche.Continua a leggere “Le piccole disavventure dell’ibridato sapiens che si sentiva onnipotente.”

Essere un artigiano del 2024: la cura dell’apprendimento

Da almeno cinque anni la mia vita è cambiata. Accantonati gli sciocchi ardori, vivo le mie giornate con densità assoluta. È una sorta di centratura, di focus inerente l’eterno apprendere come missione di vita. I concerti sono diventati pochi e di qualità. Pubblico dei cd, e svariati libri di poesia, saggistica, narrativa per evidenziare ilContinua a leggere “Essere un artigiano del 2024: la cura dell’apprendimento”

L’inferno sonoro: prove tecniche dell’angoscia nella vita del sapiens

Esistono timbri vocali in grado di determinare angoscia, molestia e come un pervicace, per quanto astratto, senso di morte. È una sorta di sonorità femminile che muove dai chakra bassi e perfora pareti e resistenze, in grado di sovvertire ogni ordine di legge dell’acustica. Sovente, tale timbrica oscena trova il focus durante una telefonata inContinua a leggere “L’inferno sonoro: prove tecniche dell’angoscia nella vita del sapiens”

Cos’è la morte. Appunti.

Cos’è il “Grande Spavento”, come lo definiscono i buddisti: perché ci fa così paura il “morire”? Annullarsi. Finire. Scomparire. Stare in ascolto e percepire la vita. È un flusso? Una corrente? È il respirare? È il pensare? È il desiderare? L’amare? Il soffrire? Il gioire? È forse aver paura? Si. Anche. O meglio, è laContinua a leggere “Cos’è la morte. Appunti.”

Cos’è la morte. Appunti.

Cos’è il “Grande Spavento”, come lo definiscono i buddisti: perché ci fa così paura il “morire”? Annullarsi. Finire. Scomparire. Stare in ascolto e percepire la vita. È un flusso? Una corrente? È il respirare? È il pensare? È il desiderare? L’amare? Il soffrire? Il gioire? È forse aver paura? Si. Anche. O meglio, è laContinua a leggere “Cos’è la morte. Appunti.”

Due mie poesie: “Il Fiore” e “Guida alla percezione della struttura del mondo”

Il FIORE … e osservo e poi contemplo da mano ignota fior reciso la superba coppa del tuo calice spander la corolla oltre lo spazio. S’erge maestoso il tuo pistillo come periscopio di sue gemme ornato quale frutto dell’ovario nello stigma dal vermiglio che in arancia poi si muta. Vana cerca di miracolo è laContinua a leggere “Due mie poesie: “Il Fiore” e “Guida alla percezione della struttura del mondo””

Cosa è l’essere. Cosa è la domanda.

Quando lessi Hegel avevo bene in mente la problematica dell’essere da lui ripresa dopo Platone e Aristotele. Pochi conoscitori di Heidegger, ne sono certo, sono informati del fatto che la sua struttura formale della domanda circa l’essere è stata ampiamente oggetto di teorizzazione e speculazione presso culture altre rispetto a quella “occidentale”. Tant’è che inContinua a leggere “Cosa è l’essere. Cosa è la domanda.”

Chi sono io? Beh, adesso ve lo spiego.

Io sono una persona molto modesta, più modesta di tutti voi messi insieme. Quando dico “modestamente” lo dico in una tale maniera da risultare irresistibile. Una volta dissi modestamente di fronte a tre bellissime donne, ed esse diventarono mie geishe. Le cacciai l’indomani. La mia proverbiale umiltà è superiore a quella di qualsiasi terrestre, eContinua a leggere “Chi sono io? Beh, adesso ve lo spiego.”

In questo porco mondo: Bacinella da piedi azzurra in plastica per vecchi

Orazio collezionava bacinelle da piedi in plastica per vecchi. Ne aveva di ogni colore e le guardava e contemplava ogni giorno. Un giorno una di queste bacinelle parló. Bacinella da piedi azzurra in plastica per vecchi: – Orazio, Orazio! Orazio: – Chi è, chi è che parla! Bacinella da piedi azzurra in plastica per vecchi:Continua a leggere “In questo porco mondo: Bacinella da piedi azzurra in plastica per vecchi”

Spleen e vecchie sdentate

Sondare l’animo umano è come navigare sugli oceani. Nella bonaccia il mare è olio, e lo spleen è una vecchia sdentata che morde lo stomaco. Nel fortunale le onde sono cattedrali dal culto pulsante che occorre officiare, e l’urlo dello schizofrenico è grandine sulle vetrate di un pomeriggio nefasto. Osservo le mie piante. Crescono silenti,Continua a leggere “Spleen e vecchie sdentate”

In questo porco mondo: il toy boy

Incontro una mia amica. – Mio marito non mi soddisfa. Voglio un toy boy. – Posso farlo io, se vuoi. – No, ci conosciamo troppo. E poi lo voglio biondo e con gli occhi azzurri. – Mi metto parrucca bionda e lenti a contatto azzurre. – Mmm… vuoi essere il mio toy boy? – Si.Continua a leggere “In questo porco mondo: il toy boy”

Sogno del 15/4/2024: smaterializzazione del corpo.

Siamo davanti a una sorta di scogliera del catanese. Alcuni bagnanti segnalano la presenza di delfini. Mi avvicino alla sporgenza e noto che si stanno avvicinando anche delle orche gigantesche e via via dei pesci sempre più grossi che sembrano creature mostruose e chimeriche. I bagnanti scappano, quando un enorme vortice par generarsi e dalleContinua a leggere “Sogno del 15/4/2024: smaterializzazione del corpo.”

Morte e vita dell’arte.

Ho imparato solo una cosa nella vita. Quello che definisci e organizzi muore. Quando generi una forma essa muore. Dunque vivo nel perenne divenire. Sembra precarietà e invece è continuità. In questo senso l’arte è morte perenne in costante permutazione. Simula la vita impregnando il presente di futuro, ma essa “muore” quando si fa operaContinua a leggere “Morte e vita dell’arte.”

Il futuro è già qui

Una società che comunica telepaticamente non avrà più bisogno di parlare, leggere o scrivere. Questo “costo” relativo a cinquemila anni di alfabetizzazione, a breve non sarà più “sostenibile”. Questi processi sono alla base delle strategie politiche ed economiche del prossimo futuro. In realtà si tratta di un “ritorno” a facoltà un tempo “naturali” e funzionaliContinua a leggere “Il futuro è già qui”

Sogno del 15/3/2024: la Catania araba

… giungo dopo molto cammino verso una sorta di Catania Sud, dove avrei parcheggiato la macchina dopo una misteriosa festa ad Acitrezza (per assurdo percorro e piedi la strada da Acitrezza fino a San Pietro Clarenza, e poi da lì scendo verso la città. Anche nel sogno mi chiedo dove avrò lasciato la mia autovettura).Continua a leggere “Sogno del 15/3/2024: la Catania araba”

La malattia fisica e psicologica: allontanare certe forme di parassitismo energetico

Io ho finalmente inteso, dopo molti anni di elargizioni, amori e malanni, che alcune persone particolarmente ricettive si ammalano a seguito di contatti con persone disturbate. Per “disturbo” non intendo necessariamente un problema di natura psicologica (la psiche è solamente l’epidermide della reale percezione), quanto propriamente un disturbo di frequenza emessa, che poi influenza atteggiamenti,Continua a leggere “La malattia fisica e psicologica: allontanare certe forme di parassitismo energetico”

I limiti dell’empirismo scientista

I limiti dell’empirismo scientista sono quelli legati al “successo” della prassi sperimentale, e non prevedono il fallimento come maieutica alla conoscenza, se non come infinita variabile tesa al raggiungimento di un “risultato”. Trascurare il valore intrinseco del fallimento come strumento di apprendimento e crescita nella ricerca e conoscenza, implica una prospettiva limitata e funzionale cheContinua a leggere “I limiti dell’empirismo scientista”