Pensai in quella sera di fine febbraio che ogni artista è Dio, Uomo, DemoneChe ogni artista è il luogo in cui queste tre maschere si contendono lo stesso voltoFino a consumarlo. Che ogni artista deve contenere la sommatoria di tutte le esperienze umaneE al contempo il vuoto che segue ad ogni respiro, pensai in quella tiepidaContinua a leggere “Carme VI: Ossa e Ideologie”
Archivi della categoria: Arte e Letteratura
Il sogno: Matera metafisica
Ormai io vivo lì. Insegno in conservatorio, in una sorta di Matera che non è Matera, ma che nel sogno è Matera. Insegno in aule quasi sempre crepuscolari, vuote, senza allievi. E io sono lì a fare registri. Sempre registri. Poi, a un certo punto, devo correre. Devo prendere un autobus che mi riporterà —Continua a leggere “Il sogno: Matera metafisica”
“Sant’Agata e l’Elefante”, un racconto di anni fa contenuto nel mio libro “Il Surrealismo della Pianta Grassa”
LINK ACQUISTO: https://www.amazon.it/Novelle-crudeli-Dallorrore-grottesco-quotidiani/dp/8898644035 SANT’AGATA E L’ELEFANTE Festa di Sant’Agata a Catania. Profano e sacro, ovvero ciò che dovrebbe essere la costante cittadina: una Catania perennemente festaiola. Città d’azzardo e d’azzardi. Una Las Vegas millenaria. La soluzione in tre sostanziali punti. 1) Peculiarità tipiche del catanese ottimizzate. 2) Sublimazione dell’effimero. 3) Gioco d’azzardo, cucina, creatività. CheContinua a leggere ““Sant’Agata e l’Elefante”, un racconto di anni fa contenuto nel mio libro “Il Surrealismo della Pianta Grassa””
ATLANTE INTERIORE. Carme VI “Le Ceneri del Carnevale”
Carnasciale carnevale il ragù fuoriesce dai maccheroni coi cinque buchiPensai ai miei calzoni da piccolo nell’inverno di tanti febbrai faAl gelo delle stanze vuote e scure della casa dei nonniQuando vedevo le teste mozzate dal ghigno scolpitoFar capolino da sotto gli armadi e i lettiRotolando nei corridoi come palle di legnoLe teste dei burattini finitiContinua a leggere “ATLANTE INTERIORE. Carme VI “Le Ceneri del Carnevale””
Su “Il tornello dei dileggi” di Salvatore Massimo Fazio
Il tornello dei dileggi è un romanzo che nasce da una tensione precisa: quella tra l’osservazione minuta del reale e il bisogno di non lasciarsi risucchiare da esso. Le recensioni che lo hanno accompagnato insistono giustamente su questo punto: un libro corale, frammentato, popolato da figure che sembrano muoversi per attrito più che per volontà,Continua a leggere “Su “Il tornello dei dileggi” di Salvatore Massimo Fazio”
Dall’agenda rossa di Paolo Borsellino: un racconto tratto dal mio libro “Novelle Crudeli”
LINK PER L’ACQUISTO: https://www.amazon.it/Novelle-crudeli-Dallorrore-grottesco-quotidiani/dp/8898644035 Sono al mare con la famiglia. Da lontano i lidi pieni di gente. Spiagge affollate. Cabine a schiera. Fritture nella canicola. Pance. Costumi. Schiamazzi lontani. Le rade folate di scirocco sanno di creme abbronzanti e doposole. Qui, dal mio angolo di spiaggia protetto, vedo questa gente baluginare nella canicola: fantasmi, parvenzeContinua a leggere “Dall’agenda rossa di Paolo Borsellino: un racconto tratto dal mio libro “Novelle Crudeli””
Non sopporto
I posti che mi urtano sono quelli che si chiamano tipo “al buon sapore”, “al buon pane”. Peggio ancora “prodotti locali”. Immagino una vecchia con le unghie nere che impasta la giardiniera con le mani. Sgaso subito appena vedo sti cartelli. Altro termine che mi vede alla larga è “nostrano”. Prodotto nostrano. “Olio di casa”.Continua a leggere “Non sopporto”
ATLANTE INTERIORE: Carme V “Tifone”
Vedesti le giornate trascolorare tra le mura di casa e il giardinoVedesti colli stirarsi e sporgersi fra la folla che evitaviVedesti il tempo frantumarsi sulle scogliere del mare di StazzoVedesti i gatti annusare i colori delle palmeNel perenne gennaioNel gennaio perenneEri la vertigine che declinava alla nausea, l’occhio alle filiere di tralicci al ventoAlla vibrazioneContinua a leggere “ATLANTE INTERIORE: Carme V “Tifone””
In questo porco mondo: Dialogo fra Poveracci e l’Oste Jazz
Poveracci: – Passavo da qui… per il mio quartetto… posso o sta affettando?Oste Jazz: – … chi sei? chi sei?Poveracci: – Poveracci… quello della mail… della telefonata… sono il Poveracci Trio….Oste Jazz – … Rosa! Rosa!… quanti sono a tavola?Poveracci – … posso ripassare se…Oste Jazz: – …Pronto?… Carissimo!… Certo, certo… 24, 25, 26 bloccati!…Continua a leggere “In questo porco mondo: Dialogo fra Poveracci e l’Oste Jazz”
Il mio incontro con Pippo Madè
Ci sono incontri che non aggiungono informazioni, ma ricompongono qualcosa. L’incontro con Pippo Madé è stato questo. Non una scoperta, non un omaggio, ma la conferma silenziosa che un certo modo di stare nell’arte è ancora possibile. La sua casa non dà l’impressione di un luogo dove le opere vengono conservate. È piuttosto uno spazioContinua a leggere “Il mio incontro con Pippo Madè”
Una lettera ricevuta
Fra le tante amarezze vissute, conforta come un fuoco al camino nella notte gelida ricevere una “lettera” del genere. Non ho mai incontrato questa persona. È fra i miei contatti facebook. Mi ha chiesto di rimanere anonimo, nonostante i miei ripetuti tentativi di renderlo visibile per ringraziarlo. Recentemente ho subito una vergognosa maldicenza, di cuiContinua a leggere “Una lettera ricevuta”
ATLANTE INTERIORE Carme I: “La Mappa Difettosa”
Risvegliarsi nel mezzogiorno plumbeoUccelli color caramello e Californie dagli arcobaleni percorribiliLo spazzolino elettrico e il mentolo nella vertigine della disautonomiaTi trascini ancora la speranza del sogno dentro l’occhiaia della progressivaLente, catrame dell’asfalto della periferia di San Diego, facevi rifornimento. C’erano i tuoi compagni di viaggio, musicisti, che fine hanno fatto?L’Etna pare accucciata, l’enorme escrescenza, richiamiContinua a leggere “ATLANTE INTERIORE Carme I: “La Mappa Difettosa””
“L’anniversario di Pasolini, ovvero la sagra del copia-incolla”
Ogni anno, alla stessa ora, lo scempio si ripete. Sfilano le citazioni, i frammenti, le frasi amputate — brandelli di Pasolini usati come santini da chi non ha mai aperto una sua pagina intera. È la nuova forma di idolatria digitale: un copia-incolla dell’indignazione, un culto dell’aforisma senza conoscenza, dove si finge di pensare attraversoContinua a leggere ““L’anniversario di Pasolini, ovvero la sagra del copia-incolla””
Apologia estetico-filosofica di Alan Wake 2
C’è qualcosa di radicalmente disturbante in Alan Wake 2: non è il mostro che balza dall’ombra, non è il jumpscare, ma il senso costante che la realtà non sia più affidabile. Il gioco diventa una meditazione sull’abisso, un esperimento filosofico che usa il linguaggio del videogioco per trasformare il giocatore in viaggiatore dell’ignoto. L’orrore cheContinua a leggere “Apologia estetico-filosofica di Alan Wake 2”
Confessione
Sono stanco.È un monotono susseguirsi di errori.Fraintendimenti.La semantica è un impaccio.Tutto viene distorto.Contorto.Corrotto.Manipolato.Deturpato.Stuprato.Osservo il cielo azzurro di settembreBello. Pare finto.Non so più come fare.Non so più come dire.Non so più cosa pensare.Ogni azione discorsiva, di scrittura, espressiva rimanda al caos infero.Le interpretazioni di ogni evento comunicativo finiscono col rendersi poi significati di ulteriori significati. TuttoContinua a leggere “Confessione”
L’arte come conflitto
Nel codice non scritto della relazione fra artisti vi è sempre un’avversità che non ha nulla a che vedere con l’umano, una tensione necessaria al confronto che rappresenta l’invisibile tessuto connettivo di individui e comunità, ciò che trascende le vicende personali legate al successo o alla realizzazione del sé. Da ciò scaturisce la linfa preziosaContinua a leggere “L’arte come conflitto”
Ferragosto: l’Orda
Pregne le mie narici del fritto di melanzane, cotolette e calamari, percorro il lungomare col mio scooter. La velocità è da crociera, il collo torto a destra in direzione spiaggia. Vedo un Carmelo sdentato e urlante, una Concetta sovrappeso guadagnare la battigia come un pinguino di duecento chili offeso dai morsi dell’orca, scruto le danzeContinua a leggere “Ferragosto: l’Orda”
Piccola raccolta di mie poesie
Forma dell’InformeVorrei andare dentro ai quadri di Monetper essere colore fra i colorilucente come un colpo di fiorettofrutto consapevole d’una pennellata estrematrascinata verso il basso della tela.Spasmo, scaracchio della setolagesto essenziale, irripetibile. (Vampolieri 4-12-2020) Non ricordoLeggero come un rinoceronte alatoè il sogno rosa dell’altra nottedi cui poco ricordose non appunto il corno rosadi ‘sto rinoceronteContinua a leggere “Piccola raccolta di mie poesie”
Pensavo
Suonano le campane a mortonel piccolo borgo di marementre l’estate va avantie noncuranti corrono gli sbuffidi cirri a screziare l’azzurro. [Pensavo all’importanza di ogni piccologestopensavo a come ogni nostra sceltapossa produrre conseguenze anche letalipensavo che occorre maneggiare la vitacon la cura dell’artificiere che disinnescal’ordigno]. Pensavo. Adesso che è scesa la nottee che il bagno diContinua a leggere “Pensavo”
A un’amica
Si fa presto a morire… e invece tocca vivere nella cecità delle oscurità immani che celano l’impossibile futuro e i secoli che non necessitano di noi. Oppure è tutto un gran spavento lo scherzo organizzato da un burlone e si finirà a gran pacche sulle spalle e giù risate sul confine dei tuoi giorni scolpitiContinua a leggere “A un’amica”
Recensione di “Bosco in città”, di Francesco Gianino
Diciamolo da subito, Francesco Gianino ha scritto un “diario di borderline” straordinario, un’opera animista sotto forma di flusso di coscienza che tutto avvolge e divora: strade, facce, panini, tramonti, gonne, cosce, bestie, bar, amici, nemici, kebab, cinema, amori, rancori, fotografie, amarezze. Sembra di essere in una sorta di riadattamento miniaturizzato de “Gli anni perduti” diContinua a leggere “Recensione di “Bosco in città”, di Francesco Gianino”
In questo porco mondo: “epochè dell’età contemporanea“
Sotto al bancone del bar una mamma strattona il marmocchio che piange e urla. Il cono gelato è a terra. Un cane bassotto lecca il gelato mentre la mamma occhialuta ripete ossessivamente hai visto hai visto hai visto in direzione zona industriale di Siracusa. Il barman che assomiglia a Raf Luca accorre con secchiello eContinua a leggere “In questo porco mondo: “epochè dell’età contemporanea“”
Ciò che rimane agli esseri umani
Ciò che rimane agli esseri umani/ è l’artificio del giorno nascente/ il muto sigillo della ragione/ la stretta serrata della sofferenza. Ciò che rimane agli esseri umani/ è il lembo stracciato della memoria/ l’asse sconnesso del pentimento/ il sogno negato del tempo futuro. Ciò che rimane agli esseri umani/ è contare gli abissi con moltaContinua a leggere “Ciò che rimane agli esseri umani”
“Francesco Cusa: sadismo strutturato e controllo del caos”. Uno scritto di Claudia Scavone
Ci sono incontri che non seguono logiche prevedibili.Conosco il Maestro Francesco Cusa da circa un anno: tempo sufficiente per capire che la sua opera non si lascia semplicemente leggere o ascoltare, ma pretende di essere attraversata. Le nostre conversazioni — a volte in disaccordo — mi hanno permesso di intercettare quel nucleo vivo e scomodoContinua a leggere ““Francesco Cusa: sadismo strutturato e controllo del caos”. Uno scritto di Claudia Scavone”
Proxima Centauri
Nei sogni lucidiintravedo le entità biomacchinichecolonizzare la prospettiva circolaredel tempo che ci dannava. Con un sospiro fummo condottisul limitare della stella più vicinae non ebbimo neanche il tempodi voltarci sulle migliaia di anniche ci lasciavamo alle spalle. Ci sembró così vano tenere alla memoriacosì imbarazzante il pensare alle nostre vite trascorse, ai nostri affetti,che inContinua a leggere “Proxima Centauri”
In questo porco mondo: La Multa
Nel paese si fa estate e tutte le fogne riversano a mare i liquami. Una signora saluta un’altra signora di ottocento chili affacciata al balcone. Il balcone crolla e ammazza sette neonati parcheggiati in carrozzine in occasione del “Baby Carrozzina Day”. Le mamme urlano. I pescatori rientrano dal tramonto e accorrono a tirare fuori dalleContinua a leggere “In questo porco mondo: La Multa”
Sera di lunedì d’estate a Stazzo
Sera di lunedì a Stazzo. La leggiadria di una mamma bona come solo Gesù Cristo le manda in Terra. Quattro pargoli urlano. Lui è il marito. Segaligno e pragmatico. Lei corre coi suoi sandaletti dietro alla piccola ribelle che fugge verso la piazza. Sembra una dea ellenica condannata alla vita mortale da uno Zeus vendicativo.Continua a leggere “Sera di lunedì d’estate a Stazzo”
Due parole su “La Certosa di Parma” di Stendhal
Appena terminato. Sublime Stendhal. Aveva ragione Calvino nel definire la duchessa Sanseverina come “il più grande personaggio femminile della letteratura italiana”. Qui il “romanzo sociale” rompe ogni categoria di genere, e in pieno 2025 ci parla ancora di mondanità e innocenza, di sacralità e follia, in una perenne tensione che non si risolve nel tempo.Continua a leggere “Due parole su “La Certosa di Parma” di Stendhal”
La morte
La gente parlava di mortee nelle case si continuavaa vivere.Fuori un incendio di grillile ali di mantide solcavanoil cielo.Il primo a morire fu un bimbofatto di ombra.Poi morirono i gattie tutti i signori con in manoun giornale.Infine toccò alle madri,alle figlie e alle tartarughe.L’arcobaleno era una grossafalce, caddero le testedelle giraffe.All’orizzonte le nuvole rosaoziavano nelContinua a leggere “La morte”
Togliamoci qualche sassolino dalle scarpe
A 58 anni suonati non è più momento di compromessi. Posso dire oramai con certezza che la riconoscenza e il rispetto non fanno che parte minima nell’ambiente della cosiddetta comunità di jazzisti e addetti ai lavori. Negli anni ho potuto toccare con mano quanto amaro sia il fiele della riconoscenza. Di persone nobili e obiettiveContinua a leggere “Togliamoci qualche sassolino dalle scarpe”
Lei
Lo amava ma aveva giurato di non farglielo mai capire. Non c’era una reale ragione, un movente, ma era perenne la flebile frequenza dello scopo: mai avrebbe dovuto avere contezza o sentore di essere amato da lei. Di ciò solamente lei era certa. La mente, lo si sa, fa strani percorsi e sovente imbocca stradeContinua a leggere “Lei”
Manuale di sopravvivenza per clown senza più circo
Io passo le mie giornate diurne nella piena solitudine del mio giardino. La sera metto in scena ciò che rimane del mio essere clown, la pantomima dell’essere sociale. La notte torno alla mia densa solitudine abitata da ogni sorta di creatura d’Oltremondo. Le mie gatte sono i miei due angeli custodi. Se c’è ancora qualcosaContinua a leggere “Manuale di sopravvivenza per clown senza più circo”
Il Sacrificio
Pasqua. Le 14. Strade assolate. Strade desolate. Profumi di primavera. Zaffate di carne in arrosto cotta in aceto furente. L’Esterno divora gli Interni. Un ciclista solitario è un mio fratello. Un vecchio che cammina sul marciapiede con le mani dietro la schiena. Domani è Pasquetta. Penso. L’Esterno del Cristo risorto. L’Interno delle piaghe d’Egitto :Continua a leggere “Il Sacrificio”
Claudia Scavone recensisce la mia “Preghierina della Sera”
Tempo, ironia e creazione in“Preghierina della sera” di Francesco Cusa Nel suo breve ma denso testo “Preghierina della sera”, Francesco Cusa mette in scena un’invocazione parodica in cui il sacro si contamina con il grottesco e il desiderio personale si fa legge universale. Il tono è irriverente, volutamente iperbolico, e si muove tra un umorismoContinua a leggere “Claudia Scavone recensisce la mia “Preghierina della Sera””
In questo porco mondo: Gente che esce le domeniche di aprile
Gino osserva la gente che esce la domenica. La gente che esce la domenica è tutta uguale. Giovani che ballano. Vecchi che ballano. Scampagnate. Profumo di una primavera priva di stagionalità. La gente sciama verso il verde perché il cemento è radioattivo con i primi caldi. Questo pensa Gino mentre pensa da casa alla genteContinua a leggere “In questo porco mondo: Gente che esce le domeniche di aprile”
Tra i portici
La vita s’addensa e raggrumacon l’aria nei viluppi a far da guainaal passo un poco incertodel fantasma del mio tempo.Cala sotto i portici il sipariod’una Bologna che il passato mio divoraancora carica di ardori e vibrazionid’un vissuto di memorieabbarbicate all’umidoche all’ombra di navate ancora incrostae nutre di miasmi la coscienza. (Bologna 26-3-2025) #francescocusa #poesie
Oggi è la giornata mondiale della poesia. Acquista uno dei miei cinque libri.
1) Stimmate – Una raccolta poetica intensa e visionaria, che indaga il dolore, la spiritualità e il senso di appartenenza attraverso immagini potenti e un linguaggio evocativo.STIMMATE: (poesie) https://www.ibs.it/stimmate-libro-francesco-cusa/e/9788893412506 2) Canti Strozzati – Poesie che mescolano il lirismo alla dissonanza, affrontando temi di alienazione, ribellione e ricerca interiore con un tono a tratti ruvido eContinua a leggere “Oggi è la giornata mondiale della poesia. Acquista uno dei miei cinque libri.”
Un ricordo per Marco Ricci
Apprendo con sgomento e dolore della scomparsa di Marco Ricci in terre lontane. Era in viaggio in solitaria, come di suo costume, e le circostanze della sua dipartita non sono attualmente chiare. Passa a miglior vita un essere nobile, discreto, sensibile, gentile e di rara umanità. Marco sembrava far parte di questo mondo e alContinua a leggere “Un ricordo per Marco Ricci”
Catania apericena e cimitero
Il sole invernale di un inverno che scimmiotta l’inverno tramonta sugli apericena dei catanesi, intabarrati nei pellicciotti sintetici, le mani guantate, a dispetto della temperatura che nell’oscurità ascellare strizza le ghiandole sudoripare, eterna lotta tra natura e cosmesi, osservavo, mentre le alopecie dei chitarristi sulla cinquantina brillano sotto il faretto impietoso, e due scimunite accennanoContinua a leggere “Catania apericena e cimitero”
In questo porco mondo: Colla
Marco era convinto che per rimanere veramente unito a sua moglie, Anna, dovesse trovare un modo per non allontanarsi mai da lei. Dopo aver riflettuto a lungo, giunse a una conclusione stravagante: avrebbe iniziato a mangiare colla.Ogni giorno, alle prime luci dell’alba, Marco si sedeva a tavola con un barattolo di colla vinilica. Mentre AnnaContinua a leggere “In questo porco mondo: Colla”
Recensione di “Un mare di arte e cultura”, un film di Carmelo Coglitore
Dopo aver partecipato al festival di Furci Siculo, ho potuto vedere il docufilm “Un mare di arte e cultura”, diretto da Carmelo Coglitore, in occasione della prima messinese dove ho anche partecipato nel dopo-proiezione per una breve performance. Devo dire che questo film riesce a catturare in modo efficace l’essenza del festival e l’atmosfera cheContinua a leggere “Recensione di “Un mare di arte e cultura”, un film di Carmelo Coglitore”
In questo porco mondo: Pop!
Gino era un impiegato stanco e disilluso. La sua vita era monotona e grigia. L’unica cosa che lo confortava era il suo tostapane, un laconico oggetto metallico che emetteva un rumore che somigliava a un sospiro: pop! Il problema è che Gino si fissava con le cose, che Gino aveva le fisse. Per questa storia delle fisse aveva mandatoContinua a leggere “In questo porco mondo: Pop!”
Alcune poesie tratte dal mio libro “Il Giusto Premio”
Volano Asini Inverno sicilianoe le persiane sbattonofurenti al ventoun raglio senza asiniè tutto un turbinareun premere d’oscuritàdalle pendici dell’Etna.Notte assassinacome una copertasulle ferite dell’animapiegata a quattro zampelucidi il nero delle scarpecon quel sorriso tragicosotto il mantello.Forte ulula la tormentasulla campagna spiaggiatae pare un antico scheletro di balenaquell’orizzonte lunareche scivola sulle onde argentatedell’oceano mondo.Poi d’un trattolaContinua a leggere “Alcune poesie tratte dal mio libro “Il Giusto Premio””
Recensione del cd di The Last Coat of Pink “Water’s Break”
“Water’s Break” è un album che ha ancora senso definire minimalista, nell’accezione ampia in cui si può connotare il termine nell’era dei consumi, e che trae ispirazione dalle opere di Björk per un’esperienza sonora caratterizzata da profondità emotive e semplicità sofisticate. La voce di Kathya West che, naturalmente, si accosta in questo lavoro per ragioniContinua a leggere “Recensione del cd di The Last Coat of Pink “Water’s Break””
Claudia Scavone recensisce il libro “Novelle Crudeli” di Francesco Cusa
L’isolamento
Giunge come un balsamo urente a guarire profonde ferite.A un certo punto li vedi arrancare. (Gli amici. Le amiche).Quel loro seguirti fino a un certo punto è la peggiore delle dannazioni. Diventano facce dietro i vetri e il loro respiro non appanna.Strano destino, amaro karma.Dietro le pacche e i sorrisi si aprono devastate paludi tartariche.Continua a leggere “L’isolamento”
Considerazioni estetiche sull’arte e la musica in funzione dell’elaborazione di una nuova ricerca sui programmi di studio
Capitolo 1: La Trasformazione PersonaleDa almeno cinque anni la mia vita è cambiata. Accantonati gli sciocchi ardori, vivo le mie giornate con densità assoluta. È una sorta di centratura, di focus inerente l’eterno apprendere come missione di vita. I concerti sono diventati pochi e di qualità. Pubblico dei cd, e svariati libri di poesia, saggistica,Continua a leggere “Considerazioni estetiche sull’arte e la musica in funzione dell’elaborazione di una nuova ricerca sui programmi di studio”
Ha ancora senso parlare di arte e di artisti nel 2024?
Scrivo a braccio cercando di riassumere alcuni miei interventi vocali espressi in una chat whatsapp sull’argomento. Lascerò dunque spazio all’ardore del discorso più che al puntiglio della citazione. Definire cosa sia l’arte, l’oggetto estetico, al netto dell’urgenza espressiva del darsi e del farsi nel gioco di permutazioni della vita dei sapiens, oggi, nel 2024, eContinua a leggere “Ha ancora senso parlare di arte e di artisti nel 2024?”
Nemesi
NEMESI E giunsero nella notte oscuri e non vistii messi muniti di falci e uncinia far scempio dell’umano cogitaredei discorsi e delle perifrasidi lor dialoghi concitatia pugnalare di sangue nero nella nottesì, giunsero i messi a riportare l’ordinepresso gli ilici avidi e corrottitutto un rotolare di teste mozzatedi sordo rumoreggiar di crani sull’asfaltogiunsero a purgareContinua a leggere “Nemesi”
La crepa nella monade
È in una notte come questa che gli angeli caddero a frotte nei cieli quell’arco di luce rimase come un graffio in quel pianeta lontano. Più tardi sulla Terra due folli si innamorarono e generarono la figliolanza pazza che portò caos e terrore. Il nesso che lega questi due eventi così distanti nel tempo eContinua a leggere “La crepa nella monade”
