Oramai siamo alla ghettizzazione del pensiero dietro comodi slogan. Si presume che l’interlocutore sia una sorta di replicante in aderenza col parere e le ideologie di comodo. Rammento il Bateson in “Mente e Natura” che mostra come il meccanismo del discredito si attivi proprio modificando in modo strumentale e brutale le mappe (e le relativeContinua a leggere “Il vizietto del discredito”
Archivi dell'autore:Francesco Cusa
Dell’incomunicabilità
Il caldo tormentava il luglioboccheggianti gli italianigiocavano a capirsimail linguaggio tesseva trappoleela gente si detestavale mogli urlavano ai maritii trans sputavano in faccia alle lesbichei figli si picchiavano con gli altri figliperché un “ma” poteva essere un’armae l’uso dell’asterisco graffiava la lingua. Cosìprese a fare ancora più caldoele strade si scioglievano nella canicolal’acqua mancavaepure l’elettricitàContinua a leggere “Dell’incomunicabilità”
La visione di Coglitor Carmèllo, da Furci cantór e menestrello
Stava in Furci un menestrello/che di nome fa Carmello/di talento Coglitore/fu di banda suonatore. Col suo piffero incantava/la madama che passava/ma da sempre avea in mente/di coinvolgere sua gente. Così giunto a mezz’età/sollazzato sul sofà/ebbe in conto di creare/un evento in riva al mare. Salutare dal mattino/l’albeggiare del divino/poi la sera nel piazzale/un bel numeroContinua a leggere “La visione di Coglitor Carmèllo, da Furci cantór e menestrello”
Il mio cinquantottesimo compleanno
Ieri 20 luglio dell’anno del Signore 2024, ho avuto l’infelice e perfida idea di festeggiare l’approssimarsi della mia dipartita invitando un logoro drappello di gente disagiata e con problematiche psichiche e di lallazione in quel di Zo.Lo scopo reale di questo esperimento era quello di approfittare delle donne single con la scusa del compleanno, eContinua a leggere “Il mio cinquantottesimo compleanno”
Le piccole disavventure dell’ibridato sapiens che si sentiva onnipotente.
Non esiste nessun essere umano che non sia frutto di ibridazione. Noi siamo “artificiali”. Il soma è artificiale. Lo sapevano millenni fa gli antichi rishi. “Automa” non significa nulla. Ciò che creeremo (androidi o similari) sarà la nostra implementazione, saranno i nostri figli, la nostra evoluzione che seguirà processi segnati da ben altre direttive cabalistiche.Continua a leggere “Le piccole disavventure dell’ibridato sapiens che si sentiva onnipotente.”
Le piccole disavventure dell’ibridato sapiens che si sentiva onnipotente.
Non esiste nessun essere umano che non sia frutto di ibridazione. Noi siamo “artificiali”. Il soma è artificiale. Lo sapevano millenni fa gli antichi rishi. “Automa” non significa nulla. Ciò che creeremo (androidi o similari) sarà la nostra implementazione, saranno i nostri figli, la nostra evoluzione che seguirà processi segnati da ben altre direttive cabalistiche.Continua a leggere “Le piccole disavventure dell’ibridato sapiens che si sentiva onnipotente.”
Essere un artigiano del 2024: la cura dell’apprendimento
Da almeno cinque anni la mia vita è cambiata. Accantonati gli sciocchi ardori, vivo le mie giornate con densità assoluta. È una sorta di centratura, di focus inerente l’eterno apprendere come missione di vita. I concerti sono diventati pochi e di qualità. Pubblico dei cd, e svariati libri di poesia, saggistica, narrativa per evidenziare ilContinua a leggere “Essere un artigiano del 2024: la cura dell’apprendimento”
L’inferno sonoro: prove tecniche dell’angoscia nella vita del sapiens
Esistono timbri vocali in grado di determinare angoscia, molestia e come un pervicace, per quanto astratto, senso di morte. È una sorta di sonorità femminile che muove dai chakra bassi e perfora pareti e resistenze, in grado di sovvertire ogni ordine di legge dell’acustica. Sovente, tale timbrica oscena trova il focus durante una telefonata inContinua a leggere “L’inferno sonoro: prove tecniche dell’angoscia nella vita del sapiens”
Cos’è la morte. Appunti.
Cos’è il “Grande Spavento”, come lo definiscono i buddisti: perché ci fa così paura il “morire”? Annullarsi. Finire. Scomparire. Stare in ascolto e percepire la vita. È un flusso? Una corrente? È il respirare? È il pensare? È il desiderare? L’amare? Il soffrire? Il gioire? È forse aver paura? Si. Anche. O meglio, è laContinua a leggere “Cos’è la morte. Appunti.”
Cos’è la morte. Appunti.
Cos’è il “Grande Spavento”, come lo definiscono i buddisti: perché ci fa così paura il “morire”? Annullarsi. Finire. Scomparire. Stare in ascolto e percepire la vita. È un flusso? Una corrente? È il respirare? È il pensare? È il desiderare? L’amare? Il soffrire? Il gioire? È forse aver paura? Si. Anche. O meglio, è laContinua a leggere “Cos’è la morte. Appunti.”
Due mie poesie: “Il Fiore” e “Guida alla percezione della struttura del mondo”
Il FIORE … e osservo e poi contemplo da mano ignota fior reciso la superba coppa del tuo calice spander la corolla oltre lo spazio. S’erge maestoso il tuo pistillo come periscopio di sue gemme ornato quale frutto dell’ovario nello stigma dal vermiglio che in arancia poi si muta. Vana cerca di miracolo è laContinua a leggere “Due mie poesie: “Il Fiore” e “Guida alla percezione della struttura del mondo””
La Schlein balla sul carro del Pride…
Questa vignetta è un capolavoro. Simboleggia perfettamente la torsione dei valori a “sinistra”. Dietro la retorica dei diritti civili si nasconde una fortissima tendenza all’intolleranza che si espleta poi nella nosologia delle classificazioni di genere (sentivo ieri il giornalista omosessuale Tommaso Cerno raccontare al programma radiofonico “La Zanzara” delle discriminazioni feroci subite all’interno del PD:Continua a leggere “La Schlein balla sul carro del Pride…”
Cosa è l’essere. Cosa è la domanda.
Quando lessi Hegel avevo bene in mente la problematica dell’essere da lui ripresa dopo Platone e Aristotele. Pochi conoscitori di Heidegger, ne sono certo, sono informati del fatto che la sua struttura formale della domanda circa l’essere è stata ampiamente oggetto di teorizzazione e speculazione presso culture altre rispetto a quella “occidentale”. Tant’è che inContinua a leggere “Cosa è l’essere. Cosa è la domanda.”
Scritti sull’arte
In fin dei conti tutta l’arte è naturale essendo artificiale l’ordine che segue nel tentativo sistematico di catalogarla. O forse anch’esso è naturale. Vediamo. Io ritengo che nel giugno del 2024 si può dire che ogni forma artistica sia sostanzialmente imitativa. Il Demiurgo, l’artista, il creatore del mondo riproduce la purezza che dall’Ogdoade procede versoContinua a leggere “Scritti sull’arte”
In questo porco mondo: “Mamma, sei tu la mamma?”
– Mamma, sei tu la mia mammina? – chiedeva Stelvio alla vecchia Zia Concetta sulla panchina. – Mamma, sei tu la mia mammina? – implorava Stelvio al postino Gedeone. Mamma, sei tu la mia mammina? – sussurrava Stelvio alla squadra di calcio del Barrafranca dagli spalti della tribunetta desolata. Mamma, sei tu la mia mammina?Continua a leggere “In questo porco mondo: “Mamma, sei tu la mamma?””
Alcune mie riflessioni sul film “Donnie Darko”
Dopo vent’anni, sono alla mia quarta visione di questo capolavoro, un vero e proprio oggetto anomalo nel panorama cinematografico. Questa quarta visione mi ha comunicato delle informazioni che non possono essere trascritte in quanto relative a forme comunicative di natura metacinematografica (a tal scopo, inserirò in corsivo estratti che fungeranno da compendio allo scritto). DiròContinua a leggere “Alcune mie riflessioni sul film “Donnie Darko””
In questo porco mondo: Il pacco
– Secondo te? – Cosa. – Non fare lo gnorri. – Ma di che parli? – Lo sai bene di cosa. – Cosa. – Tu dovresti saperlo cosa significa per me quella consegna. – Consegna? Quale consegna. – Niente, lascia stare. – No, ora mi dici, perché davvero non so a cosa ti riferisci. –Continua a leggere “In questo porco mondo: Il pacco”
Nuova strategia della tensione?
Come muoversi nei meandri del totalitarismo “woke”
In questo porco mondo: le signore con le scarpe con le dita di fuori
Gianpietruzzo non aveva mai sopportato le scarpe che lasciavano intravedere quel po’ di dita di piede. Soffriva in sommo grado se poi erano pure smaltate di rosso. La prima volta le aveva notate da piccolo nella signora Concetta vestita a festa per la messa. Gianpietruzzo era pervertito serio, non si faceva mancare nulla e nienteContinua a leggere “In questo porco mondo: le signore con le scarpe con le dita di fuori”
In questo porco mondo: Gero fa tutto quello che faccio io.
A me non piacciono le nonne che si lanciano di testa dai palazzi contro i cofani delle macchine. Anche a Gero non piacciono le nonne che si lanciano contro i cofani. In particolare quelle che si lanciano dal quarto piano. Gero mi copia. Gero ripete e fa le stesse cose che ho fatto prima ioContinua a leggere “In questo porco mondo: Gero fa tutto quello che faccio io.”
I tanti volti di Ingrid
Pubblico un racconto tratto dal mio libro “Racconti Molesti”. La visione di un possibile futuro. Alcuni si riconosceranno. A costoro comunico. Erano mie visioni di decenni fa, oscure, tetre. Adesso sono mutate, adesso vedo luce. I tanti volti di Ingrid I È come citofonare a qualcuno alle cinque del mattino per parlare di tecniche dell’abigeato. Continua a leggere “I tanti volti di Ingrid”
Chi sono io? Beh, adesso ve lo spiego.
Io sono una persona molto modesta, più modesta di tutti voi messi insieme. Quando dico “modestamente” lo dico in una tale maniera da risultare irresistibile. Una volta dissi modestamente di fronte a tre bellissime donne, ed esse diventarono mie geishe. Le cacciai l’indomani. La mia proverbiale umiltà è superiore a quella di qualsiasi terrestre, eContinua a leggere “Chi sono io? Beh, adesso ve lo spiego.”
In questo porco mondo: Bacinella da piedi azzurra in plastica per vecchi
Orazio collezionava bacinelle da piedi in plastica per vecchi. Ne aveva di ogni colore e le guardava e contemplava ogni giorno. Un giorno una di queste bacinelle parló. Bacinella da piedi azzurra in plastica per vecchi: – Orazio, Orazio! Orazio: – Chi è, chi è che parla! Bacinella da piedi azzurra in plastica per vecchi:Continua a leggere “In questo porco mondo: Bacinella da piedi azzurra in plastica per vecchi”
Spleen e vecchie sdentate
Sondare l’animo umano è come navigare sugli oceani. Nella bonaccia il mare è olio, e lo spleen è una vecchia sdentata che morde lo stomaco. Nel fortunale le onde sono cattedrali dal culto pulsante che occorre officiare, e l’urlo dello schizofrenico è grandine sulle vetrate di un pomeriggio nefasto. Osservo le mie piante. Crescono silenti,Continua a leggere “Spleen e vecchie sdentate”
In questo porco mondo: l’uomo che non sapeva finire le storie
C’era un uomo che aveva mille idee ma non sapeva come raccontarle o scriverle. “Era il quarto giorno di naufragio, ero stremato e aggrappato al legno che mi sorreggeva sulle acque. Mi parve allora di avvistare un’imbarcazione… fui colto dall’emozione, il cuore mi saltò quasi in gola… era una caraveglia… scusate una caramella… volevo direContinua a leggere “In questo porco mondo: l’uomo che non sapeva finire le storie”
In questo porco mondo: il toy boy
Incontro una mia amica. – Mio marito non mi soddisfa. Voglio un toy boy. – Posso farlo io, se vuoi. – No, ci conosciamo troppo. E poi lo voglio biondo e con gli occhi azzurri. – Mi metto parrucca bionda e lenti a contatto azzurre. – Mmm… vuoi essere il mio toy boy? – Si.Continua a leggere “In questo porco mondo: il toy boy”
Sogno del 15/4/2024: smaterializzazione del corpo.
Siamo davanti a una sorta di scogliera del catanese. Alcuni bagnanti segnalano la presenza di delfini. Mi avvicino alla sporgenza e noto che si stanno avvicinando anche delle orche gigantesche e via via dei pesci sempre più grossi che sembrano creature mostruose e chimeriche. I bagnanti scappano, quando un enorme vortice par generarsi e dalleContinua a leggere “Sogno del 15/4/2024: smaterializzazione del corpo.”
A me stesso
Avviso ai naviganti e ai delatori di professione.La mia è in fondo una storia di ricercata solitudine. Nessuno mi ha mai regalato nulla. Ho fatto tutto da me, spesso contro il volere dei più. E se realizzo tutto quel che ho fatto finora, non mi par vero che possa averlo fatto io da solo tuttoContinua a leggere “A me stesso”
In questo porco mondo: i sopravvissuti del panificio “Nina”
La signora Nina ha un panificio e vende pane raffermo. Ciononostante la signora Nina ha sempre la fila fuori. Arriva Gino e compra un chilo di pane raffermo. Poi tocca a Marisa che compra due chili di pane raffermo. Quando è il turno della Morte la signora Nina incarta una baguette di pane marcio. LaContinua a leggere “In questo porco mondo: i sopravvissuti del panificio “Nina””
Morte e vita dell’arte.
Ho imparato solo una cosa nella vita. Quello che definisci e organizzi muore. Quando generi una forma essa muore. Dunque vivo nel perenne divenire. Sembra precarietà e invece è continuità. In questo senso l’arte è morte perenne in costante permutazione. Simula la vita impregnando il presente di futuro, ma essa “muore” quando si fa operaContinua a leggere “Morte e vita dell’arte.”
Maledetta Pasqua!
PASCQUAH…Io ho troppe cose da fare. Non capisco la festa. La vacanza, poi! la detesto. Odio quest’aria di “festa”, con la gente in festa, i vestiti in festa, le scarpe in festa, le campane che suonano. E basta con ‘ste campane a sbatacchiare nel 2024 per mano di preti disturbati e megalomani! Mi dà fastidioContinua a leggere “Maledetta Pasqua!”
Il futuro è già qui
Una società che comunica telepaticamente non avrà più bisogno di parlare, leggere o scrivere. Questo “costo” relativo a cinquemila anni di alfabetizzazione, a breve non sarà più “sostenibile”. Questi processi sono alla base delle strategie politiche ed economiche del prossimo futuro. In realtà si tratta di un “ritorno” a facoltà un tempo “naturali” e funzionaliContinua a leggere “Il futuro è già qui”
Tre sogni del marzo 2024: L’Oceano Eterno, l’aereo con la preziosa documentazione, la donna senza un dente
Ero in una sorta di isolotto di scogli in mezzo a un oceano eterno e privo di terre. Comprendo che dall’altra parte dell’isolotto in roccia potrebbe esserci un passaggio, ma che per arrivarci occorre tuffarsi in mare ed essere trascinati dalle terribili correnti che potrebbero portarmi verso il Nulla Oceanico. Faccio molti tentativi e scampoContinua a leggere “Tre sogni del marzo 2024: L’Oceano Eterno, l’aereo con la preziosa documentazione, la donna senza un dente”
Cenni su “Il quarto viaggio di Sindbad il Marinaio”
Nei viaggi di Sindbad, fa specie constatare il contrasto tra la sua umanità e generosità a corte e la sua spietatezza quando si tratta di uccidere uomini e donne per la sua sopravvivenza. Come nel quarto viaggio, quando egli si trova prigioniero nel pozzo profondo ove vengono gettati vivi gli sposi e le spose cheContinua a leggere “Cenni su “Il quarto viaggio di Sindbad il Marinaio””
Sogno del 15/3/2024: la Catania araba
… giungo dopo molto cammino verso una sorta di Catania Sud, dove avrei parcheggiato la macchina dopo una misteriosa festa ad Acitrezza (per assurdo percorro e piedi la strada da Acitrezza fino a San Pietro Clarenza, e poi da lì scendo verso la città. Anche nel sogno mi chiedo dove avrò lasciato la mia autovettura).Continua a leggere “Sogno del 15/3/2024: la Catania araba”
La malattia fisica e psicologica: allontanare certe forme di parassitismo energetico
Io ho finalmente inteso, dopo molti anni di elargizioni, amori e malanni, che alcune persone particolarmente ricettive si ammalano a seguito di contatti con persone disturbate. Per “disturbo” non intendo necessariamente un problema di natura psicologica (la psiche è solamente l’epidermide della reale percezione), quanto propriamente un disturbo di frequenza emessa, che poi influenza atteggiamenti,Continua a leggere “La malattia fisica e psicologica: allontanare certe forme di parassitismo energetico”
I limiti dell’empirismo scientista
I limiti dell’empirismo scientista sono quelli legati al “successo” della prassi sperimentale, e non prevedono il fallimento come maieutica alla conoscenza, se non come infinita variabile tesa al raggiungimento di un “risultato”. Trascurare il valore intrinseco del fallimento come strumento di apprendimento e crescita nella ricerca e conoscenza, implica una prospettiva limitata e funzionale cheContinua a leggere “I limiti dell’empirismo scientista”
Sogno del 5 marzo 2024: distruzione della Terra
Siamo in un centro sportivo, una sorta di Spa che frequento insieme a una mia amica che esiste in questa realtà onirica (ma non nel nostro mondo). Lei mi piace, però non ho il coraggio di provarci. Accade che andiamo poi sulla terrazza della Spa a prendere un drink quando… li vedo. Sono le soliteContinua a leggere “Sogno del 5 marzo 2024: distruzione della Terra”
In questo porco mondo: Cassandra Vomit
Oggi ho incontrato Giannino che vomitava. “Ciao Giannino, stai male?” “Sì vomito sempre. Però studio le mie chiazze di vomito e prevedo il futuro. Penso sia un dono di San Giannino”. “Ah, e che vedi riguardo al mio futuro?” “Vedo che fra poco vomiterai”. E così che cominciai a vomitare pure io, quando si avvicinóContinua a leggere “In questo porco mondo: Cassandra Vomit”
Estasi della vita e della morte
La carne non basta. Tutti noi sentiamo nel profondo che i nostri limiti corporei sono una barriera contro il delirio della Luce e della Tenebra. Lo sguardo distratto, talvolta, si posa sull’inerte del tavolo da cucina, e una sensazione d’immensità ci assale mentre, nel tripudio della lotta fra tramonto e crepuscolo, va intrufolandosi la gioiaContinua a leggere “Estasi della vita e della morte”
In questo porco mondo: il critico jazz che esplode
Un giovane jazzista, indignato per la pessima critica ricevuta da parte di un noto critico di jazz, decise di recarsi nella sua abitazione a chiedere spiegazioni. Suonó il campanello una, due, tre volte, finché il notissimo critico non si decise ad aprire la porta di casa con fare scocciato. Il celebre critico era avvolto inContinua a leggere “In questo porco mondo: il critico jazz che esplode”
Sogno del 13/2/2024: La nave aliena
La tv annuncia a reti unificate la presenza di un oggetto alieno che va avvicinandosi alla Terra. Dall’oggetto, annuncia lo speaker, viene ripetuto e inviato a tutti i media e in tutte le lingue il seguente messaggio: “Prepararsi, è un atto una scannerizzazione del pianeta. Questo è solo il primo atto cui seguiranno future operazioniContinua a leggere “Sogno del 13/2/2024: La nave aliena”
“I miti greci” raccontati in catanese: di Vittorio Costa.
Vittorio Costa è un signore di novantaquattro anni che ha deciso, dopo una vita spesa nella conduzione dell’impresa di famiglia, di dedicare parte della sua rinnovata giovinezza alla scrittura, pubblicando libri di ricerca su Catania, sulla tradizione popolare della città, sulla sua gastronomia ecc. Mi è stato fatto dono, da parte di suo figlio Alberto,Continua a leggere ““I miti greci” raccontati in catanese: di Vittorio Costa.”
Per multisale…
Quanto adoro la desolazione delle multisale deserte. Mi sembra di essere un sopravvissuto in un mondo alieno da videogioco. È come se riuscissi a cogliere, nel paradosso dell’assenza dell’umano, la pura essenza della vitalità, in questo scarto sottrattivo di presenza che quasi mi commuove. Le mie visite solitarie alle multisale, sono dei veri e propriContinua a leggere “Per multisale…”
In questo porco mondo: gente che precipita dai palazzi
L’altro giorno Pippo Crisafulli è cascato dall’ottavo piano su una camionetta della frutta e non si è fatto nulla. Contemporaneamente sono cascate la signora Pina Gaggegi di sessant’anni dal quinto piano e, cinque minuti dopo, Orazio Sapienza, detto “Sparacogna”, di cinquant’anni dal nono piano, tutt’è due dentro al cassonetto della monnezza. Alle diciotto e quarantacinqueContinua a leggere “In questo porco mondo: gente che precipita dai palazzi”
La pizza di Salvo
Salvo sembra un personaggio uscito fuori da un romanzo di Balzac. Ha le sembianze antiche di un francese rivoluzionario. La pizza di Salvo può essere un capolavoro. Dipende da come si sveglia, da come gli gira, dal tempo che fa (la qualità di base, essendo comunque sempre eccelsa). Parliamo di pizza “à la romana”, diContinua a leggere “La pizza di Salvo”
In questo porco mondo: La Bacinella Celeste
Oggi ho incontrato una vecchia con una bacinella celeste di plastica. Che se ne fa, le ho chiesto. Mi ci metto i piedi a bagnomaria, ha risposto. Un istante dopo, un giovinastro in motorino impenna e la investe proprio all’incrocio con Via dell’Abluzione di Piedi da Vecchia. Lei muore stecchita sul colpo, la bacinella prendeContinua a leggere “In questo porco mondo: La Bacinella Celeste”
“I Devoti di San Bastardo”, un mio racconto pubblicato nel libro “Novelle Crudeli” con il disegno di Claudia Scavone
Voci narrano di un paese dell’entroterra siculo, Vignafiorita, arroccato tra i monti peloritani e raggiungibile solo attraverso impervie e tortuose mulattiere, in cui, fino a tempi non troppo remoti, aveva luogo una singolare e alquanto inedita festa patronale. Col farsi dell’estate, il 21 giugno, alle prime luci dell’alba, tra rintocchi di campane, fuochi e bottiContinua a leggere ““I Devoti di San Bastardo”, un mio racconto pubblicato nel libro “Novelle Crudeli” con il disegno di Claudia Scavone”
In questo porco mondo: Gino
La telecamera inquadra Gino, il suo cranio, il suo posteriore e la sua postura precaria. Inquadra Gino che é sovrappeso e indossa un maglione arancione con sopra una salopette. Ma chi è Gino? Boh! Chi lo sa con certezza. In paese si vocifera che sia apparso dal nulla, così dal niente… a un certo momentoContinua a leggere “In questo porco mondo: Gino”
